di Roberto GiovanniniBasta con "l'apartheid" tra lavoratori dipendenti protetti e illicenziabili e precari privi di ogni protezione. L'obiettivo, spiega il senatore del Pd, Pietro Ichino, "tutti a tempo indeterminato, a tutti le protezioni essenziali, ma nessuno inamovibile". E a chi perde il posto sostegno economico e formazione perché ritrovi presto un impiego. Il metodo utilizzato per conseguirlo, una denucinca alla Commissione europea per chiedere l'apertura di un procedimento di infrazione contro "il regime di apartheid fra protetti e non protetti che caratterizza il nostro tessuto produttivo e del lavoro, incompatibile con l'ordinamento comunitario" e per promuovere anche in questo modo "una riforma ispirata ai principi della
flexsecurity e della pari opportunità per tutti".
Insomma, è la filosofia del "contratto unico": una sola tipologia di rapporto di lavoro, licenziabilità, ammortizzatori sociali per chi perde il posto. La denuncia verrà presentata oggi alla Commissione europea da Emma Bonino, vicepresidente del Senato, radicale; da Benedetto Della Vedova, deputato Fli, da Antonio Funiciello, direttore di Libertà Eguale (la corrente liberal del Pd); da Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd; da Giulia Innocenzi, responsabile italiana di Avaaz.org; da Nicola Rossi, senatore ed esponente della Fondazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo; da Eleonora Voltolina, fondatrice della testata on line "Repubblica degli stagisti".
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