di Roberto PerottiOrmai è quasi certo: la Grecia farà qualche forma di default. E dopo? Uno scenario plausibile è che il default greco aggravi (direttamente o per un effetto contagio) la situazione, già seria, di alcune importanti banche italiane e francesi. È opinione comune che i loro Governi non le lasceranno mai fallire.
Non sarà così facile. La crisi attuale è per certi versi meno grave per ora di quella del 2008-2009: il mercato interbancario, per esempio, non si è bloccato. Ma per un aspetto è più seria: in molti Paesi la politica di bilancio, che allora sembrava lo strumento ovvio, non è praticabile. Tra questi Paesi c’è l’Italia. Per salvare un sistema finanziario lo Stato può creare una “bad bank”, prestare alle banche, ricapitalizzarle, garantirne le obbligazioni, o tutte le passività come in Irlanda.
Tutte queste operazioni comportano delle spese effettive o delle assunzioni di passività. Nessuna di queste opzioni è più disponibile allo Stato italiano; se assumesse nuove passività, affonderebbe nel tentativo di salvare il sistema finanziario. Due individui che non sanno nuotare si trascinano sott’acqua a vicenda se si aggrappano l’uno all’altro.
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