Trasporti e infrastrutture aiutano ad uscire dalla crisi
di
Italia Futura Marche ,
pubblicato il 15 settembre 2011
Con la sforbiciata dei trasferimenti alle Regioni previsti nella travagliata manovra ferragostana del Governo si rischia di compromettere in modo sensibile gli sforzi per il capitolo dei trasporti e delle infrastrutture nelle Marche. La riconsegna dei contratti di trasporto pubblico locale da parte di tutti i Presidenti di Regione apre un conflitto di cui non se ne avvertiva il bisogno, nei rapporti fra Istituzioni. Eppure sembra un passo obbligato.
Non è concepibile infatti modificare le carte in tavola dopo che le Regioni hanno sottoscritto impegni precisi nel comparto trasporti. Ciò vale tanto di più nelle Marche da molto tempo impegnate a colmare quel gap infrastrutturale che ha innegabili risvolti anche sul tessuto imprenditoriale. Tanto più in un momento di crisi economica dal quale si sta cercando faticosamente di uscire.
L’integrazione ferro-gomma rappresenta la via maestra per le aziende marchigiane contribuendo ad abbattere il capitolo dei costi di trasporto sui bilanci . Per molto tempo non si è investito, ed ora che si assisteva ad un trend positivo inverso con il progetto ed esecuzione della 3° corsia dell’autostrada A14, il raddoppio ferroviario Ancona-Orte, la Fano-Grossetto ed il progetto Quadrilatero, solo per citarne alcuni, si rischia di stoppare sul nascere questi timidi segnali.
Anche per quel che riguarda il trasporto pubblico non si può non considerare che una maggiore mobilità comporta enormi benefici sulla qualità della vita degli utenti ed anche, perché no, in termini di migliore qualità dell’aria. Aspetto quest’ultimo non secondario perchè dai dati sugli sforamenti di PM10 dipendono le possibilità di accedere a finanziamenti europei, a questo punto vitali, se dallo Stato giungono solo ed esclusivamente tagli.
Allora, ecco che occorre fare fronte comune per ovviare a questo ennesimo salasso per i governi regionali. I tagli sui trasporti rischiano di soffocare i già asfittici collegamenti viari e ferroviari nelle Marche. Investire in questo comparto significa dare respiro all’economia. E se non si comprende questa stretta correlazione, il gap infrastrutturale potrebbe allargarsi invece che diminuire come chiesto a gran voce da tutti i soggetti che operano, a tutti i livelli, nelle Marche.