L'Udc ha deciso: 'Entriamo ma senza Duca'. Ora la palla passa al Pd e al primo cittadino
Il Resto del Carlino
di
Maria Gloria Frattagli ,
pubblicato il 31 agosto 2011
E’ tutto di nuovo in mano al Partito democratico. Il direttivo comunale dell’Udc ha deciso. Entreranno nel governo guidato dal sindaco Gramillano solo se la coalizione sarà formata da quattro partiti: Pd, Ps, Api e Udc, appunto. Duca e quindi Sinistra per Ancona-Sel non è contemplato, dovrà rimanere fuori dal patto politico che i centristi vorrebbero chiudere entro la fine di settembre. ‘La nostra posizione – afferma il segretario comunale dell’Udc Pericle Truja – è ferma a quello che avevamo detto nel maggio scorso. Avevamo chiesto che fossero accettati tre nostre ‘condizioni’: le dimissioni del sindaco che sono avvenute, il via libera ad alcuni punti programmatici che è arrivato e il terzo che deve essere ancora accettato. Mi riferisco – specifica – alla realizzazione di una coalizione a quattro con Duca fuori’.
Truja e l’Udc sono convinti che ‘il tempo delle scelte è arrivato, questa situazione non è più prorogabile. Non vogliamo che questa trattativa seria diventi una telenovela’. Il tutto Truja vorrebbe si concludesse ‘in dieci, quindici giorni al massimo entro il mese di settembre ma non di più’.
Nella riunione della direzione Pd invece è stata solamente esaminata la situazione nel suo complesso ma ogni decisione è rimandata all’assemblea Pd che dovrà, dopo un passaggio nei vari circoli da qui a domenica 18 settembre, giorno in cui i democratici si ritroveranno alla Palombella, esprimersi sull’alleanza a quattro. ‘Quello che l’Udc ci chiede – conferma il segretario comunale del Pd Stefano Perilli – è un patto politico tra partiti e, purtroppo, il consigliere Duca non ha la copertura politica necessaria per fare parte di questo schema. Ciò non toglie però che il sindaco possa esercitare la sua autonomia ricercando ulteriori appoggi. Può ampliare lo spettro, in sostanza, cercando sostegno in altri consiglieri’.