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"Più chiarezza sulla spesa pubblica: vogliamo sapere dove finiscono i nostri soldi"
Il settimanale Oggi intervista Luca di Montezemolo
di
Italia Futura ,
pubblicato il 26 agosto 2011
Intervista curata da Umberto Brindani:"La manovra del governo mi fa pensare ad un ateo che prima di morire si fa il segno della croce invocando le liberalizzazioni e abolendo qualche provincia. Tutto sempre in emergenza, di corsa, con l'acqua alla gola. Ma così non può funzionare. Ci sono tre priorità: abbassare il debito pubblico, ridurre i costi di gestione della macchina Italia, tagliare parte dei vincoli che frenano le imprese. Prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini lo Stato deve fare la sua parte. L'80%. E poi chieda pure agli italiani il restante 20%".
Dal colloquio avuto con
Oggi, si capisce che
Luca Cordero di Montezemolo ha le idee chiarissime su quello che ci sarebbe da fare. Forse ancora non è pronto per scendere in campo, forse lo farà "tra un anno e mezzo", come ha fatto intendere domenica scorsa sul palco di
Cortina Incontra. Ma in ogni caso le sue proposte (articolate nei
dieci punti messi in fila dal suo think tank,
Italia Futura) rappresentano già adesso un vero "manifesto" politico. Con un elemento di forte impatto mediatico: la tassa per i super-ricchi.
"Chi ha di più deve dare di più".Eccola, lineare e di facile comprensione per chiunque: un'aliquota dello 0,5% sulle fortune superiori a 10 milioni di euro, attraverso un'autocertificazione che, tra l'altro, avrebbe il pregio di aiutare a colpire molte forme di grande evasione fiscale. Un'imposta permanente, non una tantum, per chi è davvero ben più che benestante, con il corollario dell'abolizione del contributo di solidarietà per i redditi superiori a 90mila euro l'anno.
"Non si tratta di gridare 'Dagli al ricco'", spiega a Oggi Montezemolo, "ma di far si che tutti contibuiscano. Chi ha di più è ovvio che debba dare di più. Mentre la tassa che colpirebbe i cosidetti redditi alti è di fatto iniqua, perché si scaglia contro chi guadagna 4mila euro al mese e magari ha figli e famiglia a carico, e paga da sempre le tasse fino all'ultimo centesimo".
Da questo punto di vista, la proposta del presidente della Ferrari non si differenzia solo dai provvedimenti messi in campo con la manovra da
Silvio Berlusconi e
Giulio Tremonti, ma anche dalle ipotesi del Partito Democratico di
Pierluigi Bersani. Le quali sostanzialmente non fanno che alzare la soglia di tassabilità, sempre continuando però a "punire" i redditi da lavoro di chi al fisco non è mai sfuggito.
"Dove finiscono i soldi del fisco?""La gente non ne può più: sprechi, servizi inefficienti, privilegi di ogni tipo", dice Montezemolo, "prima lo Stato deve intervenire qui, sulle cose che non vanno, poi venga a chiederci più tasse. Ci dica dove vanno a finire i soldi che il fisco raccoglie. E' quella che ho chiamato 'tassa patrimoniale sullo Stato', è la prima cosa da fare in assoluto".
Gli altri punti del programma di Montezemolo sono altrettanto chiari e netti. Qualche esempio: vendere tutto, dalla Rai alle Poste, dalle municipalizzate agli immobili pubblici; eliminare tutte le Province, a partire di quelle con meno di 1 milione di abitanti; per aiutare i giovani e i precari, introdurre un contratto unico a tempo indeterminato per tutti ma con la possibilità di licenziare per motivi organizzativi o economici e con un trattamento complementare di disoccupazione; aumentare l'Iva solo se riduce l'Irap; abolire le pensioni di anzianità, tranne che per i lavori usuranti; destinare alla riduzione delle aliquote i proventi della lotta all'evasione; dimezzare il numero dei parlamentari, e così via.
Anche i ricchi, anzi i super-ricchi, paghino la loro quota, dunque. Ma a uno Stato che sappia meritarselo.
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