La Perticaroli scontenta tutti. Il Pd convoca d'urgenza il gruppo
Il Resto del Carlino
di
Maria Gloria Frattagli ,
pubblicato il 25 agosto 2011
Non sarà senza conseguenze la convocazione forzata della seduta del consiglio comunale di martedì prossimo. Tanto che è stabilita per oggi pomeriggio una riunione urgente del gruppo consiliare del Pd. E’ ‘sotto accusa’ il presidente del Consiglio Letizia Perticaroli (Api) per avere indetto, contrariamente a quanto indicato dai capigruppo, una seduta ordinaria (interrogazioni e delibere) per il 30 agosto. Lei si difende: ‘ Ho contattato personalmente, oltre che via mail, il sindaco e tutti i capigruppo prima di procedere alla convocazione della seduta’, dice il presidente del Consiglio Letizia Perticaroli. ‘Il mio compito è quello di garantire il regolare svolgimento del consiglio comunale, nell'interesse preminente della città. Oltre ad importanti delibere, sono ancora da discutere proposte di singoli consiglieri collegate al bilancio, già iscritte per la quinta volta all'ordine del giorno’. Ma il Pd non ci sta: ‘. ‘So che il sindaco – commenta il segretario del Pd Stefano Perilli – aveva un’intenzione diversa sulla convocazione del Consiglio ma rispetto il ruolo istituzionale del presidente’. Più forte è il commento del capogruppo del Pd Simone Pelosi: ‘Il presidente del Consiglio esercita una sua prerogativa. Devo dire che i capigruppo sono stati sollecitati attraverso una mail alla quale ho risposto dopo che il sindaco aveva indicato una preferenza indicando mi sembra la data del 12 settembre. Evidentemente questa mia espressione non è stata coordinata con i tempi tecnici oppure non è stata presa in considerazione. Non riesco a capire comunque – conclude - la necessità di annunciarlo ieri con un comunicato stampa: una prassi irrituale’. La decisione di andare comunque nella direzione di convocare la seduta non è piaciuta, troppo rischiosa, troppo orientata a voler comunque determinare uno strappo impossibile da sanare. Infatti, pur non essendo previste assenze, l’adunanza assume un significato prettamente politico. Se infatti per strappi pregressi, per divergenze di vedute attuali o per qualunque altro motivo qualche consigliere dovesse trovarsi in disaccordo con le decisioni assunte dall’Amministrazione, per il sindaco Gramillano sarebbe la volta di un altro fallimento.