Sono scelte deboli contro l'emergenza

Serve un'operazione verità sullo stato del paese, meglio una patrimoniale su noi ricchi

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 14 agosto 2011
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Intervista di Nicola Saldutti per il Corriere della Sera

«Stanno asserragliati in due chilometri quadrati nel centro di Roma, rinchiusi nei Palazzi della politica e non si rendono conto di quello che il Paese reale sta attraversando...».

La domanda è lì, scende o non scende in politica, ma Luca Cordero di Montezemolo allarga il campo:
«Non è questo il punto, adesso. Adesso è il momento di uscire dall'emergenza. Di ricostruire questo Paese. Di smetterla con il vizio antico della classe politica di rimuovere i fatti, anche la memoria di come si è arrivati a questo punto drammatico, pur di rimanere in sella. Non abbiamo mai sentito pronunciare da un politico una sola frase di assunzione di responsabilità».

Il premier ha detto che questa manovra gronda sangue, sacrifici per tutti...
«Farei un piccolo passo indietro. Siamo arrivati qui dopo che per mesi ci siamo sentiti raccontare che tutto andava bene. Ad ogni dato negativo seguiva sempre una rassicurazione del governo. Che bisognava solo far passare la nottata. Il ministro dell'Economia ha dispensato lezioni a tutti, economisti, imprenditori, sindacati e persino alla Banca d'Italia. Ed ecco dove siamo».

Certo, anche l'opposizione ci ha messo del suo...
«Ho sentito dall'opposizione teorizzare la propria superiorità morale e poi ho letto fatti di cronaca e tangenti. Ho sentito spiegare che i problemi dell'Italia iniziano e finiscono con Berlusconi, senza il quale vivremmo in un paradiso terrestre. Ma dimenticano anche loro gli anni non certo felici del centrosinistra. E tanto per fare un esempio: proprio il Pd ha votato contro l'abolizione delle province. Neppure la Lega fa eccezione, ha voluto la duplicazione degli uffici ministeriali nella Reggia di Monza».

Finalmente qualcosa si è mosso però, via una trentina di province e un bel po' di privilegi.
«A Novembre? Dopo un censimento? Speriamo che sia cosi».

Almeno cominciano.
«Le sembra che abbiamo molto tempo davanti? La sensazione è che la gestione della crisi da parte del governo sia stata confusa e pasticciata. Liti personali, annunci, promesse di taglio delle tasse, la Lega che difende le poltrone. La maggioranza sembra un Circo Barnum».

Meno male che è arrivata la lettera della Bce...
«A nessuno piace farsi commissariare, ma ce la siamo cercata. L'intervento della Bce è stato fondamentale. La manovra di luglio era da minimo sindacale, chiaramente insufficiente. Sta accadendo una cosa importante: chiediamo all'Europa una governance comune ma in cambio vengono chieste a noi, e a tutti gli Stati membri, regole di comportamento rigorose. Uno scambio equo, direi. Per questo la proposta di Nicola Rossi sul pareggio di bilancio in Costituzione è fondamentale».

Dopo quella lettera la manovra è salita alla cifra record di 45 miliardi. Potranno bastare?

«Il decreto andava fatto, urgentemente. Abbiamo rischiato seriamente di entrare nel circolo vizioso greco. Ma non è all'altezza dell'emergenza in cui si trova il Paese. E soprattutto non affronta i veri nodi strutturali. Ancora una volta è un rimedio insufficiente».

Ma come? Età più alta per il pensionamento delle donne, prelievo sopra i 90 mila euro, addizionale per gli autonomi. Tfr congelato due anni per gli statali...

«Mi sembra positivo l'innalzamento a 65 anni per le donne ma è stato un errore gravissimo non toccare le pensioni di anzianità. Quello del prelievo sui redditi oltre 90 mila euro è invece uno scandalo puro e semplice».

Sono i redditi medio-alti...
«Non scherziamo, colpiscono chi vive di stipendio e paga quasi il 50% di tasse e vede persone intorno a sé che guadagnano molto di più dichiarando poco o nulla».


Ma il governo che strade aveva davanti?

«Vendere e dismettere e, se non fosse stato sufficiente, un vero contributo di solidarietà da chi se lo può davvero permettere».

Quale?
«Meglio varare un'imposta una tantum sui patrimoni superiori ai 5 o ai 10 milioni di euro, andando a colpire in questo modo anche gli evasori».

Una patrimoniale?
«Una cosa è chiedere un contributo di solidarietà a me o a Berlusconi, una cosa è colpire un dirigente con famiglia a carico».

Ma siamo sempre allo stesso punto, con un debito pari al 120% del Prodotto interno lordo risanare è un'impresa impossibile...
«Non credo proprio. Prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini bisogna ribaltare il rapporto: lo Stato deve assumersi l'80% dell'onere di questo risanamento. E solo dopo aver dato l'esempio può chiedere il 20% ai cittadini. Come? Vendendo, dismettendo, tagliando. Succede invece esattamente l'opposto. Uno slogan: prima vendete la Rai, poi venite a chiedere soldi».

Nel decreto ci sono le privatizzazioni delle municipalizzate e le liberalizzazioni.
«Al momento sembrano esserci solo indirizzi generici. Poco più che qualche buona intenzione. Non è quello di cui c'è bisogno. Ci sono tre priorità assolute che vanno messe in cima all'attività di governo: aggredire drasticamente il debito pubblico e riportarlo sotto il 100% del Pil, diminuire i costi di gestione del Paese. Rimuovere tutti gli ostacoli allo sviluppo delle imprese».

Su questo il governo vuole modificare l'articolo 41 per togliere lacci e lacciuoli...
«Quando sento Tremonti parlare di liberalizzazioni con la vuota retorica sull'articolo 41 mi viene da sorridere. Assieme ad altri abbiamo investito un miliardo per poter competere con le Ferrovie nell'Alta velocità e ogni volta ci troviamo davanti qualche ostacolo. Il ministero dell'Economia ha lasciato mano libera al monopolista».

Qui però lei ha un interesse privato, le Fs un interesse pubblico.
«Ah si? Io credevo che l'interesse pubblico fosse quello di far crescere l'economia, l'occupazione e la concorrenza. Ma come pensiamo di attrarre investimenti esteri se sono intralciati anche quelli italiani?».

Per ridurre il debito cosa bisognerebbe fare?
«A parte cedere le municipalizzate e quello che resta delle aziende non strategiche, bisogna accelerare la vendita del patrimonio, soprattutto immobiliare, che oggi non è messo a reddito. Anche scelte impopolari ma eque. Un gigantesco piano di dismissioni. Caserme, tribunali. Le faccio un esempio: a Napoli il molo San Vincenzo, una delle darsene più belle del mondo, è abitato da pochi militari».

Ma chi comprerebbe il nostro patrimonio immobiliare?
«Penso a un'agenzia pubblico-privata che ne curi il collocamento. Gli investitori non mancherebbero. Siamo a un momento decisivo, all'ultima chiamata».

Con l'anticipo del pareggio la situazione dovrebbe rimettersi a posto?
«Magari. Non basta. Abbiamo bisogno di un'operazione verità sullo stato del Paese. Direi che c'è bisogno di una nuova ricostruzione. I provvedimenti non sono quelli di cui l'Italia aveva bisogno ed è la prova che l'esecutivo sta finendo la benzina. Quel che è peggio è che la situazione dei mercati non ci consente di rimettere tutto in discussione. I saldi vanno assicurati per evitare il disastro».

Una ritirata dello Stato?
«Un cambio di passo. Ridefinire il rapporto tra Stato e cittadini è un problema con cui si stanno confrontando tutti i grandi Paesi. Oggi abbiamo uno Stato debole ma pervasivo, dobbiamo trasformarlo in uno Stato fortissimo nel suo core business - welfare, sicurezza, giustizia, scuola, difesa - che deve uscire da tanti settori dove crea spese, inefficienze e corruzione. La Cassa depositi invece di investire miliardi in fondi che rilevano aziende e persino aereoporti privati e reti elettriche, dovrebbe vendere. Vendere. Vendere e casomai costruiamo qualche infrastruttura».

Ma per fare questo forse bisognerebbe tornare ai governi tecnici degli anni Novanta?
«Non c'è bisogno di salvatori della Patria. Nell'emergenza dobbiamo per forza sostenere il governo, che pure ha completamente deluso. Ma se il governo continuerà a dimostrarsi non all'altezza dell'emergenza, allora è necessario che la parola torni rapidamente ai cittadini con le elezioni. Alla fine di questa legislatura bisogna voltare pagina».

Lei parla di ricostruzione...
«Dico che ci son molte persone per bene che vogliono impegnarsi, è necessaria una ricostruzione anche etica. I bizantinismi non hanno più spazio. Persino nella finanza e nell'industria personaggi che sembravano inamovibili sono tramontati, assieme a rituali vecchi e tutti italiani. Nella politica non è ancora successo e il bilancio della Seconda repubblica appare già fallimentare».

Si prepara lei per la Terza?
«Ognuno dovrà fare la sua parte nei diversi settori della vita civile, solo così un Paese pieno di eccellenze potrà risollevarsi».

Presidente di Italia Futura


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#105 da Anna Pellegrino, inviato il 2/11/2011
E' arrivato il momento di cambiare rotta scegliendo una nuova bussola. Una rotta basata su principi veri e sani che diano forza e credibilità a questo paese e soprattutto un futuro ai nostri figli. I nostri padri ci hanno consegnato un paese riicostruito nel dopoguerra. Siamo riusciti a ditruggerlo. Ora bisgona rifare tutto di nuovo: rilanciare l'economia

#104 da poker online, inviato il 15/9/2011
La domanda è lì, scende o non scende in politica, ma Luca Cordero di Montezemolo allarga il campo: «Non è questo il punto, adesso. Adesso è il momento di uscire dall'emergenza. Di ricostruire questo Paese. Di smetterla con il vizio antico della classe politica di rimuovere i fatti, anche la memoria di come si è arrivati a questo punto drammatico, pur di rimanere in sella.

#103 da Mantovani Luca, inviato il 25/8/2011
Condivido pienamente quanto sostenuto dal Presidente ma i nostri politici,che non mi stancherò mai di sostenerlo, sono dei dipendenti del cittadino Italiano, e come titolari di azienda dovremmo imparare a strigliare quando è ora e non solo a subire quelle che ormai sono vere e propie angherie di una casta corrotta e stanca.
un piccolo gruppo di persone che domina e padroneggia col nostro presente e futuro, persone che oggi si arrovellano attorno ad un problema, creandone altri con nuove leggi o balzelli che immancabilmente colpiscono solo il popolo o come si chiamavano nel medioevo i PROLETARI, visto che ormai siamo rimasti solo con la prole.
l' amarezza di questi giorni è data dal vedere che si cercano soldi dove non ci sono più o sono ridotti al lumicino,poche e certe regole porterebbero ad un ciclo virtuoso infinito,vuoi far sparire il nero? non importa la tracciabilità basta rendere vantaggioso per tutti emettere e ricevere fattura,come in altre nazioni
vuoi creare posti di lavoro? abbassare drasticamente i costi e premiare chi assume o crea lavoro, senza incentivi ma con esempio costi del denaro certi e bassi,accesso facilitato e senza impegnare anche le mutande alle linee di credito.
tassare seriamente i grandi patrimoni delle società create a doc per gestirli, le cosidette finanziarie di famiglia.
soprattutto dimezzare i costi della politica dei politicanti e di quel mondo che ha continuato a godere sino ad oggi,poi dalla prossima legislatura piazza pulita , se ottieni i voti torni in parlamento o senato ma in un numero pari a non oltre la metà di oggi,basta a quei vitalizi dati dopo un mandato,aggiornamento al valore reale degli immobili in catasto, mi risulta che solo nella riviera romagnola, se si facesse questo si darebbe copertura ad una piccola finanziaria, dare la certezza alle piccole imprese e agli artigiani di incassare tutte le loro fatture non di pagare le tasse e non sapere quando e se verranno incassate.ci sono tante cose da fare ma chi fa politica dovrebbe vivere in un mondo reale con uno stipendio reale e arrivare a casa la sera con i calli nelle mani non dormire la notte per i pagamenti da fare, forse oggi l'Italia sarebbe una Nazione molto migliore.
ho 43 anni ho investito oltre 100.000 centomila euro in 3 anni per salvare la mia azienda e non ho un futuro non so che futuro potrò mai dare alle mie figlie e oggi mi sento nudo come un verme, grazie destra e sinistra,grazie di aveci messo in queste condizioni, grazie di aver creato nuovi poveri.
cordiali saluti Mantovani Luca

#102 da roberto, inviato il 23/8/2011
il consenso dei cittadini, perche’ questo e’ il sale di ogni democrazia.
Ma sempre con il rispetto e con la consapevolezza della propria comune responsabilita’ di fronte al Paese
Condivido il 100% le vostre posizzioni .
grazie
Roberto

#101 da Domenico Esposito, inviato il 22/8/2011
Messaggio al Presidente della repubblica italiana. Egregio Sig. Presidente della repubblica italiana, sarei molto felice se lei, in quanto istituzione rispettabilissima sia a livello nazionale che internazionale, mi aiutasse a far recapitare quanto segue al Presidente Obama e a tutti gli altri rispettabilissimi capi di Stato da lei conosciuti! Quanto segue dovrebbe essere applicato e proposto dall'Italia per la Libia!!! La Libia dovrebbe diventare un baluardo della modernità in Oriente e questo sarà un importante segnale che i Paesi industrializzati daranno ai popoli del Sud del mondo. La Libia è la grande occasione per lo sviluppo e la cooperazione culturale nel Mediterraneo!!! Crescita economica mondiale secondo l’ideologia della qualità della vita Premesse: Tutti vogliono la qualità della vita, ma non tutti i governi hanno le competenze necessarie per realizzarla. Molti potenti e dittatori realizzano per se e solo per se o, al massimo per il proprio entourage, enormi privilegi, annientando i diritti dei propri cittadini. Ciò comporta non pochi vantaggi ai paesi industrializzati i quali riescono ad accaparrarsi materie prime indispensabile per la produzione, nonché forza lavoro a basso costo proveniente da questi paesi sottosviluppati. Morale della favola chi ci rimette in questo gioco è il territorio che perde la sua profonda consistenza paesaggistica (identità culturale, uomini, competenze e risorse naturali). Ciò comporta la morte dei territori e la quasi totale dipendenza da altri Paesi. Una dipendenza perversa, a mio avviso drogata, spesso stupida e illegale. Una dipendenza che spesso si traduce in armamenti bellici, guerre finanziare. Questo è il malessere della globalizzazione umana selvaggia! Pertanto auspico la nascita di un organo mondiale OMCU (Organizzazione Mondiale dei Continenti Uniti) che abbia lo scopo di pianificare a livello mondiale un nuovo tipo di crescita economica più responsabile e rispettosa dei diritti umani e dei diritti della natura, che io chiamo catena della vita. La nascita di un organismo così siffatto dovrebbe essere nell’interesse di tutti e in primis dei Paesi industrializzati (America, Europa, Asia, Africa, Oceania), anche perché questo gioco così come è strutturato finisce sempre con una grande guerra. Pianificare la crescita della qualità della vita su tutto il globo terrestre attraverso cooperazioni e scambi commerciali migliorerebbe sicuramente la situazione generale, allontanerebbe di molti anni i rischi di una stagnazione economica mondiale e di un grave conflitto culturale tra oriente ed occidente, che rischia di accentuarsi sempre di più. Particolare attenzione va rivolta ai Paesi dove si stanno consumando le rivolte per la democrazia! Sono parecchio pessimista sul buon esito della grande rivoluzione araba, soprattutto se non daremo loro una mano a crescere economicamente. Il problema della fame nel mondo è il problema! Per approfondimenti visita il sito www.domenicoesposito.eu Meno Stato non deve significare assenza o addirittura cecità dello stesso. Uno Stato è tanto più perfetto se è in grado di eliminare quanti più ostacoli che limitano la crescita della qualità della vita. Massimizzare l'efficienza e la qualità della vita di uno Stato minimizzando i costi, oggi, è possibile solo se si prende consapevolezza dell'importanza che hanno le pianificazioni strategiche per lo sviluppo di un territorio e dei settori produttivi in esso esistenti. Ciò è possibile se si utilizzano con disinvoltura alcuni tipi di strumenti informatici (ex. GIS ecc.). L'economia mondiale per crescere ha bisogno di debiti pubblici bassi e di abbassare il rischio di stagnazioni. Questi sono problemi che attualmente riguardano l'Europa e L'America i cosiddetti paesi industrializzati. Per affrontare questo problema c'è bisogno di una crescita demografica interna ed esterna agli Stati. Ciò darà una buona spinta al settore terziario, secondario e primario. Abbattere e ricostruire abitazioni ad autosufficienza energetica con la costruzione di nuovi centri abitativi moderni ed efficienti. Parallelamente a questo tipo di strategia interna agli Stati bisognerà impegnarsi per una strategia esterna...e a proposito vi rimando al commento precedente! Così avremo una crescita sostenuta per molti anni...! Se ciò non avverrà avremo nelle migliori delle ipotesi una crescita debole, ad attrazione orientale. Materiale aggiuntivo lo potrai trovare sul sito www.domenicoesposito.eu

#100 da Ezio Navilli, inviato il 22/8/2011
Condivido molto le sue riflessioni, in particolare che in Italia vi siano molte persone di buon senso pronte ad impegnarsi in ogni ambito della vita civile per una società piu giusta. Occorre però che qualcuno ricostruisca un clima forte di solidarietà nazionale, all'interno del quale avviare un confronto leale sulla soluzione dei problemi veri....

#99 da Davide, inviato il 22/8/2011
Partendo dall'esempio di Napoli dove ha vinto il popolo e non la politica........sia giunto il momento di farlo anche a livello nazionale. Sarebbe il caso di eliminare anche tutti gli indagati e pregiudicati che sono presenti in parlamento.

#98 da Luigi 56, inviato il 20/8/2011
Caro Montezemolo, non sarà facile curare questo Paese gravemente ammalato, dopo anni di malaffare che ha mandato in cancrena qualunque parte del corpo. Ma siamo un paese di fedeli...a cui piaccione le scommesse impossibili ed i miracoli... Ce la faremo anche questa volta... Sappiamo dove si annida il male. Dobbiamo solo avere il coraggio di cambiare il modello dello stato: da melmoso a meritocratico. Auguri a tutti

#97 da luca, inviato il 20/8/2011
La politica italiana oltre a presentare una struttura altamente obsoleta,sembra non essere conforme alle esigenze della società moderna!!!
Da un "decisionismo" craxiano fino ad arrivare al "modello berlusconiano"adottando a sua volta un processo elocutivo, che tende a minimizzare ciò che è grave ed a enfatizzare ciò che è irrilevante, l'Italia detta anche per antonomasia "il bel paese",sta varcando la soglia del precipizio economico,sociale e culturale!!
Egr.Sig. Luca di Montezemolo,provo un'elevata stima e fiducia nei suoi confronti,condivido compiutamente le vostre idee e la proposta del senatore Nicola Rossi;auspico un'immediata scesa "in campo" d'Italia futura, l'unica a mio giudizio di adempiere ai suoi doveri politici-istituzionali,scrollandosi quel "circolo vizioso di politicanti tuttofare" considerati a mio parere come dei "Machiavelli politici" ( un libro per il > scritto da chi politico non era - un libro di precetti scritto da chi le regole non credeva)

cordiali saluti

Luca Lisandrini

#96 da roberta siliquini, inviato il 20/8/2011
Approvo quanto detto dal Presidente e mi associo all'accorato appello di molti altri. La nostra classe politica ha fatto il suo tempo. I corsi e ricorsi storici non ce li inventiamo ora: e' assolutamente evidente come questa nostra Patria non si possa piu' reggere sulla molta e buona volonta' di molti italiani (che, peraltro, vedono come contraltare i molti di molta meno buona volonta'). Altrettanto se non piu' evidente e' la tragicomica inconsistenza dell'attuale cosidetta opposizione: la scorsa settimana, in Francia con amici davanti alla diretta televisiva della Commissione congiunta, mi sono vergognata profondamente. Credo che il momento sia il piu' serio mai sentito dalla generazione di mezzo, quella dei 40-55 enni, quella che manda avanti l'Italia. Credo che per questi, tra cui la sottoscritta, sia giunto il momento di modificare il proprio approccio alla politica di questo paese perche' ci hanno insegnato che e' giusto dare un futuro ai nostri figli e noi ci sentiamo in grado di dar loro un futuro migliore del nostro. Credo che noi che abbiamo potuto beneficiare delle opportunita' dateci 20 anni fa non ci tireremo indietro per il bene dell'Italia, credo, appunto, che sia giunto il momento affinche' tutti quelli che credono in una Italia seria, un'Italia di opportunita' e non di abbandono, trovino voce politica e istituzionale.

#95 da sandro froscianti, inviato il 19/8/2011
mi sembra naturale e scontato essere d'accordo con il presidente ma è inutile menare il can per l'aia.
I problemi dell'italia stanno principalmente nella classe politica.
E' ora di mandarli a casa, tutti.
Sandro froscianti

#94 da Ing. Michele Sellitti, inviato il 19/8/2011
Caro Presidente, il "silenzio" che circonda le "giuste e coraggiose azioni" che Lei ed Altre Menti degne di ascolto propongono...è assordante. Per attuare "Azioni Giuste e Coraggiose", occorrono "Persone Giuste e Coraggiose"... n.d.r. '...Ripetiamo quanto accadde nel secondo dopoguerra, quando una classe dirigente che non era composta solo da professionisti della politica ma anche da esponenti di altissima qualità di tutti i settori della vita associativa riuscì a restituire all’Italia un futuro di speranza e di crescita economica e civile. Luca di Montezemolo...'

#93 da giovanni sgambato, inviato il 19/8/2011
Caro Montezemolo
le regole della politica sono chiare.
Bisogna misurare il proprio consenso all'interno dell'agone politico.
Se veramente, come affermi ed io credo, vuoi contribuire al bene del Paese allora devi dare un segnale chiaro a chi vede in Te la figura adatta a risollevare l'Italia.
O ci si organizza oppure tutto ciò che si produce rimmarrà una attività pressochè sterile

#92 da fabrizio guerrisi, inviato il 18/8/2011
è vergognoso essere italiani e sapere che un monoreddito come me figlio e moglie e mutuo a carico vengono sottratti soldi per riparare errori di altri non aggiungo altro perchè il mio essere apolitico sta arrivando al culmine .............

#91 da Tiziano Ciocchetti, inviato il 18/8/2011
Ho potuto leggere commenti ed osservazioni estremamente pertinenti ed appropriati.Gli italiani sono ormai stanchi di una classe politica corrotta e incompetente.I litigi tra ministri,degli ultimi giorni, ne sono una prova incontrovertibile.Il punto di vista del Dott.Montezemolo è accettabile da chiunque abbia a cuore le sorti della nostra Nazione;ma ora i consigli non bastano più.E'giunto il momento per Lei di entrare nella mischia,mettere a disposizione dell'Italia le Sue capacità e la Sua esperienza.Non è più una scelta,ma quasi un obbligo. Con osservanza.

#90 da Andrea Atzori, inviato il 18/8/2011
Questo paese è senza una vera guida di politica economica. La classe dirigente al potere è immersa in un mare di corruzione e di procediemnti giurisdizionali a carico. Sono solo speculatori privati e non si curano dell'interesse pubblico. Con la scusa del liberismo economico si stanno impadronendo delle strutture pubbliche ed usano le risorse finanziarie dello Stato per scopi privati. In un vero sistema liberista lo Stato non sostiene economicamente le aziende, ma si disinteressa del mercato. Deve curarsi solo delle vere e proprie funzioni pubbliche, non tassare i cittadini per arricchire imprenditori incapaci e fallimentari. Se le risorse pubbliche elargite alle aziende non vengono poste neppure sotto controllo giudiziario, per quale motivo si accusa di inefficientismo la pubblica amministrazione, che, al contrario, è continuamente sottoposta alla verifica di rispetto delle finalità pubbliche da parte sia della corte dei conti che della magistratura amministrativa, civile e penale? In pratica il cittadino viene tassato non per finanziare i servizi pubblici ma il capitalismo in crisi! Statalismo e liberismo sono due teorie economiche che se applicate bene possono essere entrambe utili per governare le finanze. Ma questa politica economica adottata dal governo nazionale, non è nè l'una, nè l'altra. E' solo una truffa! I servizi pubblici si possono rafforzare o restringere a seconda dell'andamento economico dell'economia nazionale. Se un paese è ricco avrà dei servizi più efficienti, perchè i contribuenti saranno più tassabili. Ma se è povero avverrà il contrario. Se però avviene che, non solo le imprese evadono a piacimento il fisco, ma pretendono anche di tagliare i servizi per poter accedere ai finanziamenti pubblici, con la scusa di far crescere l'economia, questa è solo una truffa. Perchè l'economia non crescerà, ma crescerà la disoccupazione e ci sono forti rischi, quasi scontati, che quei capitali erogati dallo Stato, finiscano per essere investiti all'estero. La scusa della forte tassazione interna al nostro sistema fiscale è solo una scusa. Perchè è provato che i nostri imprenditori le tasse non le pagano affatto; anzi, sono proprio quelli che, poi, vengono beneficiati delle risorse finanziarie ottenute con i soldi dei contribuenti onesti, sopratutto con il prelievo nella busta paga dei lavoratori dipendenti. Questo non solo è antieconomico, ma, persino, immorale!

#89 da nicola bellini, inviato il 18/8/2011
Buongiorno a tutti..Notizie,notizie, smentite, insulti, litigi....Ecco cos'e' la politica italiana. Questa non e' politica, sono soltanto dei teatrini squallidi!!! Capitali si, capitali no, tasse si, tasse no, rientro si, rientro no....E' soprattutto questo che ionteressa questi signori..Ed anche i calciatori dicono la loro!!! Siamo proprio al fondo!!!
Ci sara' un momento in cui si dira' STOP a tutta questa manfrina e si iniziera' a fare un po' sul serio??? Ci sara' un momento in cui ci si rendera' conto che le Nazioni che hanno, e stanno assumendo un comportamento politico piu' serio, ci stanno mettendo i piedi in testa??? Bella fine che ha fatto l'Italia, Paese glorioso, che ha avuto sempre da insegnare!!!! Cosa insegnamo adesso??? Invito Voi altri a dirmelo.
io credo che prima di qualsiasi manovra, prima di qualsiasi tassa, occorra che si inizi a far riprendere alla gente un senso di responsabilita' civile, ed un maggiore rispertto per lo Stato e per le istituzioni, pilastri fondamentali per la rinascita e la crescita di un popolo ahime' espropriato di tutto cio'.
E questo puo' essere ottenuto soltanto attraverso la creazione di una vera classe politica che guardi solo ed esclusivamente gli interessi del popolo che rappresenta. solo allora si potranno iniziare a gettare le basi per la costruzione di una nuova Italia...Scusate lo sfogo, ma devo dire con franchezza che a me fa veramente male vedere la nostra Patria cosi' ridotta e derubata....Mi auguro di trovare in questo movimento, e nel presidente Montezemolo, uno dei pilastri su cui ricostruire il paese, non da un punto di vista strutturale (ponti sullo stretto, ferrovie veloci ecc. ecc.), ma da un punto di vista civile e democratico.....
Buona giornata a tutti

#88 da Giovanni Distefano, inviato il 18/8/2011
Guardate cosa succede con gli emendamenti alla manovra che cercheranno di presentare, nessun parlamentare ha annunciato un emendamento che tocchi loro. Lascio a tutti voi i commenti

#87 da Roberto Ghiglia, inviato il 18/8/2011
Buongiorno, sono molto d'accordo sulla proporzione 80%/20% (stato/cittadino). Credo che per determinare le entrate di quel 20% a nostro carico, si debba prender spunto dalla Patrimoniale alla francese (0,55% da 790mila a 1,3 milioni di euro, 0,75% fino a 2,5 milioni e 1,8% oltre 16 milioni) oltre 790mila euro escludendo dal calcolo la prima casa, ma riuscendo a colpire i patrimoni “reali” (per esempio anche immobili, barche ecc. intestate a società di comodo).

#86 da antonio caputo, inviato il 18/8/2011
Grazie, Presidente Montezemolo:
Inutile illudersi e illudere! Perhe' torneremo a votare col porcellum che e' una delle ragioni fondamentali che impediscono il ricambio delle elites politiche.
A meno che non si intraprenda una nuova spedizione di nuovi Mille!
Perche' la res pubblica, devastata dal malgoverno, possa divenire res populi:

Il porcellum, vigente legge elettorale, fu introdotto nel 2005, con tre caratteristiche salienti: un mostruoso e antidemocratico premio di maggioranza per la lista di maggioranza relativa ( 55 per cento dei seggi), analogo a quello previsto dalla legge Acerbo del 1923 , peraltro addirittura meno premiante; l'anticostituzionale designazione del premier e liste bloccate (candidati nominati da oligarchi di partito e non dagli elettori).
Un sistema partitocratico capace di trasformare una minoranza in maggioranza assoluta, con il potere di eleggere il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e di modificare la Costituzione (a colpi di "minoranze" divenute solo ex lege maggioranza assoluta)), e ancor prima di "nominare" sostanzialmente il premier, con effetti disgregativi del principio del bilanciamento dei poteri.
Tra i punti programmatici dell'ultimo Governo Prodi vi era il cambiamento del porcellum e la messa in sicurezza della Costituzione, da modificare con sola maggioranza qualificata di due terzi, fermo restando il referendum popolare confermativo di cui all'art. 138.
Il 17 giugno, sotto la spinta di importanti e indipendenti personalita' dalle cultura, delle professioni, dell'economia, da Giovanni Sartori a Carlo Federico Grosso a Tullio De Mauro a Gian Enrico Rusconi, Stefano Passigli , Claudio Abbado, Margherita Hack, Innocenzo Cipolletta, Massimo Teodori, Franzo Grande Stevens , Gae Aulenti, Gianni Ferrara, Domenico Fisichella, Umberto Eco e tante altre belle persone, si e' avviato l'iter referendario per abrogare il mostruoso e antidemocratico premio di maggioranza e le liste bloccate del porcellum, mantenendo lo sbarramento del 4 per cento: col risultato di avere non piu' di 5 partiti, in luogo dei 12 -13 regalatici dal porcellum, ma anche dal mattarellum, che improvvisamente e callidamente risorse dalle ceneri, evocato da un gruppo di parlamentari, improvvisatisi "referendari" o meglio controreferendari.

Un gruppo di parlamentari, tra cui Parisi, Veltroni, Di Pietro, Castagnetti, Bindi, ha infatti ritenuto di proporre un altro referendum, al dichiarato scopo di :far rivivere per via referendaria il mattarellum.
E' un evidente inganno e segno di arroganza. di chi ha inteso unicamente ostacolare il referendum proposto dal cosiddetto Comitato Passigli, come e' di tutta evidenza solo che si ponga mente alle seguenti considerazioni:
a) In primo luogo, non consta, ed e' anzi un dato di fatto che i sullodati parlamentari, nei sei lunghi anni trascorsi dal porcellum, mai abbiano proposto nella sede propria una qualche riforma della legge elettorale, richiedendone l'esame parlamentare, anche quando - ultimo Governo Prodi - la maggioranza paramentare era a portata di mano.
b) E' sempre un dato di fatto insuperabile, che i sullodati appoggiarono e anche promossero il fallimentare e fallito referndum Guzzetta, che certamente non avrebbe ripristinato il mattarellum, bensi' esaperato le tre catretterstiche negative del porcellum, riconducendo il mostruoso premio di maggioranza al solo partito di "maggioranza"relativa
Le circostanze fattuali sub a e sub b dimostrano che i sullodati intendevano mantenersi stretto il porcellum e casomai un superporcellum.
Che poi un parlamentre si arroghi la pretesa di proporre per via referendaria l'abrogazione di una legge emanata dall'Organo legislativo di cui Egli fa parte, senza che consti una sua qualche iniziativa in proposito in Parlamento, e' segno evidente di eticamente disdicevole confusione con un ruolo che la Costituzione assegna al popolo, ad integrazione del procedimento di formazione delle leggi.
Arroganza, confusione e inganno che mascherano l'evidente volonta' di continuare a tenersi buono il porcellum, in una visione fondamentalistica del maggioritario, in realta' disgregatrice della forma parlamentare e, potenzialnmente, della stessa democrazia.
Non e' qui in gioco la contrapposizione tra proporzionalisti e fautori del maggioritario.
E' in gioco la pretesa di ristrette oligarchie di continuare a tenersi stretto stretto il risultato di una qualunque competizione elettorale., in un momento che vede nell'intero Occidente democratico la crisi dello stesso principio della rappresentanza democratica e in Italia la disfatta di presunte elites, immodificabili e delle classi dirigenti in genere incapaci di autoriformarsi e di produrre sietemi capaci di consentire quella che Gaetano Mosca definiva la "circolazione"delle elites, ovvero il loro ricambio per via democratica.
Al punto che il maggioritrario all'italiana, dal mattarellum in poi, ha permesso che le stesse persone fisiche, divenute oligarchia, tanto dell'uno che dell'altro sedicente alternativo schieramento politico, si siano ripetutamente "proposte", sistematicamente autoricandidandosi la volta successiva.
Come diimostra l'esperienza anglosassone, lo stesso bipartitismo non puo' essere e non e' il risultato di una fictio legis, quando ne vengano meno le condizioni.
E in ogni modo la democrazia parlamentare inglese conosce contrappesi in Italia inesistenti, rispetto al potere della maggioranza (reale e non virtuale).
La fictio legis sostiene viceversa, in Italia, senza contrappesi, le due oligarchie al potere, che peraltro sistematicamente continuano a sfasciarsi dopo il voto
La stessa sorte ebbe il mattarellum, che giunse a produrre dopo l'iniziale embrassons nous, con relative spartizioni preventive dei Collegi ad opera dei "capi" partito, prima del voto, sino a 15 raggruppamenti parlamentari, con relativa e conseguente dilapidazione di risorse pubbliche.
Senza contare che il mattarellum , in un Paese a forte insediamento criminale e clientelare , ben si presta alla elezione popolare di capi-mafia", capi bastone e patrroni di ogni specie e risma, comunque contribuendo ad un eccesso di personalizzazione della politica e al proliferare di tanti partitini personali.
Ma vi e' di piu':
Come ben sanno e non possono non sapere i "controreferendari", che hanno peraltro conseguito il risultato della smobilitazione del Comitato c.d. Passigli:, prima ancora che lo stesso cercasse di organizzare la raccolta delle firme, la proposta che essi fanno di abrogare per intero il porcellum e' unicamente segno di demagogia, che non porta in nessun luogo e meno che meno alla "reviviscenza" del mattarellum: a riprova del fatto che essi intendono tenersi il porcellum:
Perche' in un Paese di "giocatori" la lotteria del premio di maggioranza potrebbe premiarli, e chissenefrega della democrazia.
Perche', se anche la vittoria non arrivasse, come e' altamente probabile, in quanto il porcellum "costringe" l'intero schieramento autodefinotosi di centro-destra, maggioranza comunque in senso relativo nel Paese, ad unirsi, gli oligarchi delllo schieramento che arrivera' secondo, avranno comunque in mano tutto cio' che si definisce e autodefinisce "opposizione", con tutto cio' che la cosa comporta in termini di possibili e reali "spartizioni" in termini anche di sottogoverno e di abuso di pubbliche risorse.
L'ingannevole controreferendum e' infatti palesemente inammissibile, per evidenti motivi di logica formale, oltre che giuridiche, in quanto:
1) Mai la Corte Costituzionale, che in proposito piu' volte ribadi' il principio, potrebbe ammettere un referendum che, a brogando per intero la vigente legge elettorale, lascerebbe in tal modo il Paese privo di una qualunque legge elettorale, ovvero di una legge "necessaria" per la stessa esistenza della democrazia parlamentare
(cfr. ex multis Corte Costituzionale n.15/2008, per cui:"le leggi elelttorali appartengono alla categoria delle leggi cotituzionalmente necessarie, la cui vigenza e' indispensabile per assicurare il funzionamento e la continuita' degli organi costituzionali della repubblica", per cui "i requisiti di ammissiblita' dei referendum abrogativi concernenti leggi elettorali implicano, come conseguenza logica e giuridica, che i relativi quesiti referendari non possono avere ad oggetto una legge eelttorale nella sua interezza..");
2) L'abrogazione sic et simpliciter del porcellum non e' in grado di far rivivere alcunche', in considerazione degli effetti meramente abrogativi della proposta referendaria:
tantomeno una legge da anni abrogata, che peraltro non tutti gli abrogazionisti del porcellum intendono far rivivivere, non potendosi comunque presumere ex lege in capo ai medesimi una qualche volonta' positiva , come tale sostitutiva di prerogative che appartengono al Parlamento.
La migliore riprova sta nella proposta del Prof.Zagrebelsky, indirizzata, inutilmente, ai parlamentari della sedicente opposizione, di proporre, in Parlamento, una legge che abroghi il porcellum e ripritini il mattarellum..
Nessun parlamentare si e' mosso seriamente in tale direzione, lasciando il Prof.Zagrebelsky con il cerino tra le dita.
Ultimo inganno rivolto agli ingenui: l'impossibile ripristino del mattarellum per via referendaria.
Ma quando la Corte Costituzionale, ammesso e tutt'altro che concesso che vengano raccoltre le firme, che nessuno sta peraltro, significativamente, seriamente raccogliendo, dichiarera' inammissibile il referendum, chi ripaghera' gli ingenui?
C'e' il serio rischio di un ulteriore avvitamento, che puo' trascinare ulteriormente il Paese sulla strada dell'avventura , i cui esisti potrebbero essere infausti.
Come scriveva il Prof:D'Alimonte su Il Sole 24 ore del 13 agosto 2010: "Inutile illudersi e illudere, Vi spiego perche' la riforma elettorale del porcellum non si fara'".
Forse perche', come ha scritto Bill Emmott su La Stampa del 14 settembre 2010 un sistema maggioritario "non e' adatto ali italiani", laddove in Gram Bretagna, a maggio del 2010, quando le elezioni politiche "non hanno prodotto una maggioranza assoluta per cui quella tradizione costituzionale" (bipartitica) "e' stata messa a dura prova, in soli quattro giorni e' stata formata una coalizione, accettata dallo sconfitto Partito laburista"..

Antonio Caputo




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#85 da Eolo Fontanesi, inviato il 18/8/2011
Concordo in linea di massima con l'intervista.Comprendo anche le ragioni del richiamo della BCE.Credo però che la manovra lasci in Italia più ombre che luci.Prima di tutto penso che non si possa più sopportare il peso che esercita lo Stato sull'economia nel senso che i diversi apparati sono diventati pozzi senza fondo, ministeri,regioni,province,comuni ecc per non parlare del parlamento.Occorre uno stato snello ed efficente. Non parliamo del mondo politico con tutti i privilegi che ha accumulato negli anni. Il primo segnale forte dovrebbe venire da quì mentre sia da destra che da sinistra vengono molte chiacchiere ma segnali di cambiamento che diano ai cittadini una nuova fiducia mancano.Con quale faccia si tornano a chiedere sacrifici quando chi dovrebbe dare l'esempio è così timido a rinunciare anche ad un solo euro.Si parla di lotta all'evasione fiscale e come sempre si parla di scontrini e ricevute fiscali quando sappiamo tutti dove si annida l'evasione si parla di tassa di solidarietà ma ci si guarda bene dal rivolgersi ai patrimoni miliardari ecc..La forbice tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri si è allargata a livelli insopportabili è possibile che non ci si renda conto di questo e si cerchi di spremere sempre i soliti io credo che questa ottusità porti il nostro paese in un baratro dal quale sarà complesso uscire. La pazienza ha un limite che è già stato ampiamente superato .

#84 da Fabio Cellai, inviato il 17/8/2011
Caro Presidente, le parole ed i commenti ormai si sprecano e quindi non ritengo il caso di dilungarmi in ciò, ma mi permetto di provare a trovare una sintesi a tutti essi: come si può pensare che a curare il male siano coloro che l'hanno creato? Ho 41 anni, ho avuto la fortuna di essere uno dei pochi in Italia ad avere usufruito del tanto auspicato "Ascensore Sociale",tanto da divenire dirigente all'eta' di 32 anni. Credo nel lavoro, nell'impegno, nell'onesta' e nella famiglia, ed e' per questo che credo che tutte le persone che condividono le opinioni portate avanti da questa associazione debbano, e sottolineo debbano, uscire dal semplice, anche se sicuramente costruttivo, commentare e suggerire, per passare all'agire in prima persona! Presidente, si metta in gioco, inzi a minare il fortino che questa classe politica si e' costruita! Le sfide, lo sa meglio di me, si vincono giocandole! Se deciderà, cosa che auspico, anzi ritengo un dovere, di impegnarsi in prima persona, avra' sicuramente in me una persona pronta a coadiuvarla, con passione e determinazione.

#83 da ugo, inviato il 17/8/2011
Condivido la proposta di far pagare i più ricchi in modo più che proporzionale e coloro che hanno usufruito dello scudo fiscale a prezzi irrisori rispetto agli altri paesi. La tassa sui redditi da lavoro deve essere eliminata. Propongo di eliminare la imposizione fiscale per i redditi dei portatori di handicap gravi, di aiutare le famiglie con figli a carico, di investire nella ricerca universitaria "finalizzata" anche con sponsorizzazione delle imprese che ne potrebbero beneficiare, una lotta "seria" alla evasione fiscale (da trasformare in reato penale grave contro la società) e alla ricchezza della malavita. Al Governo, nelle cariche pubbliche e nelle Aziende dello Stato solo le persone che non hanno problemi con la Giustizia e che hanno una preparazione coerente con l'incarico. Defiscalizzazione (incentivi) per chi assume giovani al lavoro a tempo indeterminato. Infine eliminazione di tutte le Province e i Comuni sotto i 3000 abitanti. Ovviamente dimezzamento dei Parlamentari e riduzione drastica del loro compenso (e benefit); costoro devono lavorare tutti i giorni della settimana. In pensione si va tutti dopo aver lavorato per 40 anni, anche i Parlamentari. Andrebbero approfondite le concessioni al Vaticano (es. esenzione ICI) e le condizioni di lavoro estremamente agevolate per le Regioni a Statuto Speciale.

#82 da Marco, inviato il 17/8/2011
Sono perfettamente d'accordo.Ma ci rendiamo conto che è l'ennesima manovra sbilanciata sulle entrate,come hanno evidenziato Giavazzi e Alesina sul Corsera.Assurdo,tra poco senza crescita siamo al punto di partenza.Incredibile,non ho parole.Lo Stato sta uccidendo il Paese,lo sta facendo pian piano morire.Vi prego mobilitatevi,mettetevi insieme a Martino Crosetto e gli altri pochi liberali rimasti (Otellino,Giannino per esempio).Il mio è un disperato appello.Fcciamo qualcosa, uniamoci,unitevi prima che sia troppo tardi.Grazie

#81 da dr.GG//, inviato il 17/8/2011
NESSUNO HA PENSATO CHE SI POTREBBERO RISPARMIARE MIGLIARDI DI EURO RIPORTANDO IN NOSTRI VALOROSI SOLDATI; FINALMENTE A CASA ?
Non essendo, al momento disponibili le cifre che lo Stato Italiano ha già impegnato o si accinge ad impegnare sulle missioni di "Pece-Keeping" per il 2011, 2012 e 2013 l'anno del presunto raggiungimento del paregfgio di bilancio, è necessario riprendere un articolo del Corriere della Sera del 2010, in cui vengono più o meno evidenziate le folli spese militari che l'Italia sta tuttora sostenendo. ARTICOLO del CdS de 03 Agosto 2010: --- PROROGATA LA MISSIONE IN AFGHANISTAN. MILLE UOMINI IN PIÙ E UN BUDGET DA 364 MILIONI DI EURO MILANO - Convertito in legge il decreto del Governo sulle missioni italiane all’estero. Il sì arriva dal Senato. E definisce cifre e durata del nostro impegno nelle missioni internazionali: 1.350 milioni di euro fino al prossimo 31 dicembre. Con il sì del Senato viene convertito in legge il decreto di proroga e di rifinanziamento delle missioni internazionali della Forze armate e di polizia, in particolare in Afghanistan il cui budget viene aumentato da 310 a 364 milioni. Una spesa che sarà bilanciata dalla riduzione di uomini e stanziamenti per altre missioni come quella in Libano, nei Balcani e in Bosnia. Il dl è stato convertito con il voto positivo di tutti i gruppi, con l'eccezione del voto contrario dell'Italia dei Valori. In dissenso dal gruppo, i due senatori radicali eletti nelle liste del Pd, Marco Perduca e Donatella Poretti, non hanno partecipato alla votazione. ll provvedimento riguarda anche gli interventi di cooperazione allo sviluppo insieme al sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Diminuiscono inoltre i finanziamenti per la partecipazione di militari italiani ad attività di addestramento delle forze armate irachene, mentre scende da 5,5 milioni a 128mila euro la spesa per la partecipazione italiana alla missione dell’Onu in Darfur.
AFGHANISTAN - Per quanto riguarda la missione Isaf, in Afghanistan, il decreto autorizza la presenza complessiva di oltre 3.790 militari, con un incremento di circa 1.000 uomini per dare attuazione alla nuova strategia annunciata dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Per questa ragione il governo ha aumentato il budget da 310 a oltre 364 milioni: quasi 139 milioni saranno destinati a spese di personale, 225 milioni a spese di funzionamento. LIBANO - Il contingente militare italiano della missione Unifil nel sud del Libano è stato ulteriormente ridotto a 1.780 unità, anche in conseguenza del fatto che, il 28 gennaio 2010, il comando della missione, esercitato dall’Italia dal febbraio 2007, è stato assegnato alla Spagna. Il totale degli oneri della missione è stato fissato in oltre 118 milioni, di cui 62 milioni per le spese di personale e quasi 56 milioni per spese di funzionamento. BALCANI - Scende di circa 300 unità il numero dei militari italiani dispiegato in teatro. Quelli autorizzati saranno in totale 1.125. Il budget per il secondo trimestre del 2010 è di quasi 59 milioni di euro, oltre 25 milioni per le spese di personale e 33 milioni per spese di funzionamento. BOSNIA - Contingente italiano ridotto da 250 a 172 unità. Stanziamento previsto di 10 milioni e 495mila euro: 4 milioni per spese di personale, 6 milioni per spese di funzionamento. CORNO D’AFRICA - Nelle operazioni anti-pirateria dell’Unione europea e della Nato saranno impegnati fino a 457 militari italiani. Il budget complessivo a disposizione per le due missioni è di poco meno di 24 milioni di euro: solo una minima parte sarà destinato alle spese di personale (meno di 3 milioni), il resto (quasi 21 milioni) servirà per le spese di funzionamento.
Per gli interventi di cooperazione in favore dell’Afghanistan è autorizzata dall’1 luglio al 31 dicembre 2010 la spesa di 18,7 milioni di euro, mentre 1,8 milioni sono stati destinati alla partecipazione italiana al Fondo fiduciario della Nato per il sostegno dell’esercito nazionale afgano.(03 agosto 2010 - Corriere della Sera)---- Orbene, è di tutta evidenza che in tempo di emergenza finanziaria ed economica lo Stato Italiano ha in corso almeno le seguenti missioni in territorio Estero: LIBANO, BALCANI, BOSNIA, KOSSOVO, AFGANISTAN (e in parte PAKINSTAN), CORNO D'AFRICA (incui sono compresi gli ex territori di SOMALIA, ERITREA, ETIOPIA), senza dimenticare la non ultima Guerra Aerea in LIBIA. Almeno 7 missioni in cui vari Reparti militari Italiani sono quotidianamente impiegati, con grandissimo spreco di milioni di Euro a missione, e che purtroppo, saltuariamente portano in Patria anche qualche deceduto, senza contare gli incidenti, i malati, traumatizzati, ecc. E' bastevole solo per la Germania avere in Costituzione di non poter più impiegare soldati Tedeschi in missioni all'estero per sfilarsi dai contingenti più pericolosi ? No, poichè anche il Governo Zapatero ha richiamato molti dei sui contingenti. E gli Stati Uniti, dopo aver a malincuore appoggiato le spinte "bellicose" della grandeur Francaise, ora si sono lentamente sfilati dalla Guerra in Libia di cui proprio l'Italia paga i maggiori effetti negativi. In verità gli USA si sentono in qualche modo "imprigionati" anche in Afghanistan, specialmente dopo la morte di Bin Laden, anche perchè il suo sostituto il Munllah Omar non sembra avere le stesse strategie bellico-militari contro l'Occidente che sta implodendo da solo, senza l'aiuto di forze esterne. Ebbene, valutando seriamente tutta questa situazione, perchè non si può dire chiaramente, caro Obama, ormai sono trascorsi 10 anni dall'attacco alle twin towers, il principe del terrone Bin Laden è stato ucciso, che ci stiamo ancora a fare in Afghanistan ? Dopo 10 anni di guerra vera, di morti veri, non abbiamo ancora capito che LA DEMOCRAZIOA E' UN MODUS VIVENDI CHE NON SI PUO' ESPORTARE COME UN'AUTO OD UN TELEVISORE, MA DEVE ESSERE MATURATO, VOLUTO, DESIDERATO DALLA GENTE, DAL POPOLO A CUI LA SI VORREBBE IMPORRE ! La rivoluzione "dei Gelsomini" dei Paesi del Magreb-Nordafricano non sono stati imposti da alcuno, ma è stata la sollevazione e l'indignazione popolare a scalfire poteri ideologici affermati da oltre trentanni. Allora, gurdandoci realmente negli occhi diventa così scandaloso pensare di risparmiare qualche milione di Euro portando a casa i nostri valorosi soldati ? La cosiddetta manovra aggiuntiva "da lacrime e sangue" non potrebbe essere più sopportabile per tutti.
In tempi di crisi economica anche i Francesi si ritirarono dal Viet-Nam impelagando gli USA corsi in aiuto. In Afghanistan lo stesso esercito della ex Unione Sovietica dovette arrendersi agli attacchi dei Pasdaram ed alle ristrettezze economiche. Ma noi no, Italici duri e puri, qundo prenderemo coscienza che è lodevole salvare prima il vero suolo della madrepatria, prima di andare a morire in territori stranieri ? Mere considerazioni di logica, che scateneranno subito attacchi vetero-comunisti che non c'entrano nulla con un ragionamento prettamente economico e di valutazione delle priorità contingenti. Cordialità.

#80 da fabio, inviato il 17/8/2011
Presidente Montezemolo sono rammaricato e CHIEDO SCUSA a tutti per aver votato in questi anni ( destra o sinistra che sia) una classe dirigente assolutamente non all'altezza di amministrare un paese bello e pieno di risorse come l'ITALIA....


#79 da Angelo Sissa, inviato il 17/8/2011
Caro Presidente, continuo a leggere su questo sito belle parole e lucide analisi di quanto non va e di quanto si dovrebbe fare per questa nazione.
Il punto cruciale è che bisogna avere il coraggio di passare dalle parole ai fatti.
Io il coraggio lo avrei, ma lei lo ha?
Criticare senza agire e un pò come comportarsi da Ponzio Pilato ....
Perchè non cominiciare ad organizzarci per affrontare le elezioni amministrative della primavera 2012 come test in vista delle elezioni politiche 2013?
Io spero che non ci siano elezioni politiche anticipate perchè sarebbe una tragedia in quanto non ci sarebbe la possibilità di un ricambio.

#78 da marco odorico, inviato il 17/8/2011
Dunque....la manovra è stata fatta per convincere mercati, UE, BCE, agenzie di rating, ecc. a credere nel nostro paese, per dimostrare che sappiamo reagire.
Abbiamo dunque presentato una manovra finanziaria, poi ne abbiamo presentata una correttiva, che però sicuramente cambierà, ma a saldi invariati, anzi no, si pensa che certi provvedimenti siano inutili, anzi dannosi! Forse allora la manovra non sarà sufficiente, vabbè vedremo, anche perchè non è detto che l'Italia resti unita dice un importante esponente del nostro governo, del resto è stata scritta anche da un nano rompicoglioni, per fortuna almeno non è terrone! Comunque, allora, faremo una manovra che non tocchi la politica, le provincie, i comuni, le pensioni ed i grandi capitali. Tutto sommato sono solo questi i punti che potrebbero creare una crisi di governo! Ok, ancora una volta abbiamo dimostrato a tutto il mondo che sappiamo risolvere i problemi!!!

#77 da Stefano, inviato il 17/8/2011
Tutto giusto e condivisibile Presidente; ma allora perchè non approfittare di questo momento di grande sensibilità dell'opinione pubblica verso un cambiamento radicale nei modi di intendere la politica e (finalmente!) scendere in campo? Il mio sostegno (diretto o indiretto) l'avrebbe senz'altro come credo quello di migliaia di altri simpatizzanti.
Un cordiali saluto.
Stefano - Varese

#76 da Agostino De Zulian, inviato il 17/8/2011
Nella legge finanziaria non compare la parte relativa al rilancio e finalizzata a creare occupazione. A parità di tassi invariati e senza l'aumento IVA generalizzato io penso che la manovra doveva sopprimere l'IRAP, riportare l'IRE dal 33% al 20%, cancellare il CUNEO FISCALE sul costo del lavoro e mettere 2400,00 EURO di DETRAZIONI nella busta paga di ogni dipendente. Ritengo ciò una cosa molto difficile ma possibile.



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