Il coraggio di scegliere

di Italia Futura Marche , pubblicato il 8 agosto 2011
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Non dobbiamo perdere la nostra posizione di vantaggio. Bene la richiesta unitaria dei principali soggetti economici e imprenditoriali della nostra regione e bene la disponibilità, mai effettivamente negata e mancata, del presidente Spacca. Ora che, finalmente, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e tutta la sua maggioranza, si sono resi conto che occorre sedersi attorno ad un tavolo, pensare a mettere in sicurezza i conti e predisporre una serie di iniziative per favorire la crescita, le Marche debbono fare la propria parte, come del resto abbiamo sempre fatto.

E’ per questo che, riteniamo, ci si debba attivare per mantenere, come minimo, la nostra posizione di avanguardia su molte altre regioni italiane con azioni mirate al sostegno della crescita e politiche di contrasto agli sprechi. Anzi, è giusto rafforzare questo vantaggio e, se possibile, incrementarlo ulteriormente. Occorre un focus serio, senza demagogia e strumentalizzazione, sui costi della politica, della gestione amministrativa e del governo del territorio.

In un periodo storico in cui le famiglie e le imprese hanno messo in campo azioni di contenimento dei costi attraverso una gestione oculata delle spese e sui bilanci, non è pensabile che il sistema pubblico,amministrativo e politico sia esente da politiche di settore tese al conseguimento dei medesimi risultati. E’, dunque, giusto ed opportuno che ci si focalizzi su obiettivi il più largamente condivisi e concertati. La crisi, oltre che determinare delle oggettive difficoltà, può e deve rappresentare anche un momento favorevole affinché la politica si interroghi e risponda alle concrete esigenze dei marchigiani.

In questa fase, infatti, ci si può avvantaggiare per porre in essere una serie di misure che tendano a determinare un drastico taglio verso tutte quelle storture che si sono moltiplicate e consolidate nel corso degli ultimi anni, anche nelle Marche. Pensiamo, dunque, che un percorso virtuoso, debba partire da una giusta politica che tenda ad eliminare quelle sovrastrutture e contributi, che sovente rappresentano solo un mero doppione di servizi e spesa pubblica ingiustificata e che spesso rischiano di essere autoreferenziali senza apportare benefici concreti per la collettività.

Occorre avere coraggio, con scelte a volte impopolari che potrebbero mettere a rischio la ricerca del consenso e della visibilità, a favore del bene comune e del benessere diffuso.





tag:  crisi   costi   politica  


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