Un buon passo
Le prossime settimane diranno se c’è anche una coerente direzione di marcia
di
Italia Futura ,
pubblicato il 6 agosto 2011
Il Governo ha cambiato idea. Lo ha fatto, certo, perché spinto dalle pressioni internazionali. Lo ha fatto perché spinto dall’andamento dei mercati. Quale che sia il motivo o i motivi che lo hanno indotto a rivedere la debolissima posizione assunta qualche giorno fa in Parlamento, il Governo ha cambiato idea. Bene.
Bene che si sia colta l’occasione di cambiare nel profondo (nella Carta costituzionale) la cultura economica del Paese imponendo il vincolo del pareggio di bilancio e rendendo meno vago il principio della libertà di impresa. Bene che si sia scelto di accelerare i tempi della manovra finanziaria varata solo un paio di settimane fa e, in particolare, di dare immediata concreta attuazione alla delega in materia fiscale e assistenziale. Bene che si sia deciso di riflettere sulle regole del mercato del lavoro e sulla loro capacità di adattamento al nuovo contesto globale. Bene, in particolare, che ai dubbi dei mercati si sia risposto anticipando al 2013 il pareggio di bilancio e che si sia scelto di fare del pareggio di bilancio un elemento permanente della politica di bilancio italiana. E, last but not least, rinviando ad altro momento le ferie parlamentari.
Naturalmente sarebbe illusorio pensare di aver risolto così una crisi finanziaria che investe l’intera area dell’euro, e non solo. Si è fatto però un passo non piccolo in una direzione importante. Salvare la costruzione europea richiede, certo, meno esitazioni ed incertezze nella definizione di una governance europea che sia concreta, adeguata ed operativa. Ma richiede anche, da parte di ogni stato membro, una capacità ed una volontà di fare quanto necessario per adeguarsi alle regole europee, così come si vanno nel tempo – a volte informalmente - definendo. Il vincolo costituzionale del pareggio di bilancio è un ottimo esempio.
Potremmo rivendicare il piccolo merito di aver dato il là, sotto questo aspetto, schierandoci apertamente su questo tema. Ma non è il momento di rivendicare meriti o di acquisire benemerenze. Abbiamo solo visto con chiarezza quel che solo chi non voleva vedere poteva non vedere.
Ora, si tenga la direzione di marcia senza incertezze e senza cedimenti. Se c’è una cosa che i mercati non sopportano sono i messaggi ballerini, la comunicazione ondivaga. Essa si traduce, con estrema rapidità, in incertezza prima e in sfiducia, poi. Il che sarebbe, nel contesto attuale, devastante. È necessario, in altre parole, che il Governo scopra le sue carte rapidamente. Per molte delle questioni sul tavolo, il diavolo è nei dettagli. E la tentazione di attenuare ed edulcorare è sempre pericolosamente presente. Se un Governo c’è, e lotta insieme a noi, non è stata la conferenza stampa di ieri a dircelo. Saranno le prossime settimane a chiarirlo. Senza appello.
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