Una regola di responsabilità di fronte alla crisi dei mercati

Perché occorre un vincolo costituzionale al pareggio di bilancio nelle finanze pubbliche

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 2 agosto 2011
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Nel pieno della gravissima crisi di fiducia che sta colpendo l'area della moneta unica europea, con effetti particolarmente pesanti sul nostro paese, è indispensabile che le forze più responsabili di ogni settore della vita pubblica si impegnino con coerenza per individuare soluzioni capaci di restituire forza e credibilità alla nostra economia.

Un passo importante e concreto in questa direzione viene dalla proposta di riforma costituzionale avanzata dal Senatore Nicola Rossi, tra i collaboratori più preziosi di Italia Futura, e sottoscritta da un ampio numero di parlamentari di diverse forze politiche dei due schieramenti.

Sul modello di quanto è stato recentemente fatto in Francia e Germania, si tratta di introdurre in Costituzione una regola di responsabilità fiscale che obblighi le Amministrazioni Pubbliche al pareggio di bilancio strutturale e al rispetto di un rapporto armonioso tra spesa pubblica e Prodotto interno lordo.

In altri termini, significa assicurare la sostenibilità dei conti pubblici nel medio e lungo periodo a tutto vantaggio delle generazioni future e soprattutto costringere la politica di oggi e di domani, chiunque si trovi al governo di questo paese, ad un rigoroso vincolo di responsabilità nell'uso delle finanze pubbliche e al rispetto degli impegni internazionali.

Il mio auspicio, anche al fine di dare ai mercati un segnale tempestivo e inequivoco, è che il Senato della Repubblica affronti la proposta già in queste ore e dunque anche durante la pausa estiva.

Luca di Montezemolo
Presidente di Italia Futura




Proposta di legge costituzionale

d'iniziativa del senatore Nicola Rossi

Roma, 2 agosto 2011

"Modifiche degli artt. 23, 81, 117 e 119 della Costituzione
in tema di regole di responsabilità fiscale"


Art. 1
(Equità  fra le generazioni)

1. All'art. 23 è aggiunto il seguente comma:

2. La Repubblica informa le proprie scelte in campo economico e finanziario al criterio della equità fra le generazioni.

Art. 2
(Pareggio di bilancio e controllo della spesa pubblica)

2. All'art. 81 sono aggiunti i seguenti commi:

5. Nel bilancio delle Pubbliche Amministrazioni, dello Stato e delle Regioni, le spese totali non possono superare le entrate totali. Il ricorso all'indebitamento non è consentito. La legge regola le modalità  di applicazione del principio del pareggio di bilancio ai singoli livelli di governo tenendo conto, a livello aggregato, degli andamenti congiunturali, e garantendo comunque il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

6. Le spese totali delle Amministrazioni Pubbliche non possono in ogni caso superare il 45% del prodotto interno lordo.

7. Eventuali violazioni del disposto dei precedenti commi 5 e 6 emerse in sede di rendiconto devono essere compensate nelle leggi di bilancio del successivo triennio.

8. La legge di bilancio che comporti il ricorso all'indebitamento deve essere approvata a maggioranza dei due terzi e contenere il relativo piano di ammortamento.

9. La legge di bilancio che comporti spese totali delle Amministrazioni pubbliche superiori al 45% del prodotto interno lordo e non preveda, contestualmente, un incremento delle entrate totali ma faccia ricorso all'indebitamento, deve essere approvata a maggioranza dei due terzi e contenere il relativo piano di ammortamento e deve, inoltre, prevedere il rispetto del vincolo sulle spese totali entro e non oltre la scadenza del piano di ammortamento del debito stesso. La legge di bilancio che comporti spese totali delle Amministrazioni pubbliche superiori al 45% del prodotto interno lordo e preveda, contestualmente, un incremento delle entrate totali, deve essere approvata a maggioranza dei due terzi e prevedere la sostituzione delle maggiori entrate con il ricorso all'indebitamento entro e non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della legge di bilancio stessa, il piano di ammortamento del debito stesso e la previsione del rispetto del vincolo sulle spese totali entro e non oltre la scadenza del piano di ammortamento del debito stesso. In quest'ultimo caso, alla legge di bilancio relativa all'esercizio in cui si fa ricorso all'indebitamento si applica quanto previsto dal precedente comma 8.


Art. 3
(Coordinamento della finanza pubblica)

1. All'art. 117, secondo comma, sono aggiunte le seguenti parole:

t) armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

2. All'art. 117, terzo comma, sono eliminate le seguenti parole: "armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario".


Art. 4
(Ricorso all'indebitamento per gli enti locali)

1. All'art. 119, sesto comma; le parole "Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di indebitamento" sono sostituite con le seguenti: "Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di indebitamento e nel rispetto dei principi di cui all'art.81".


Art. 5
(Norme transitorie)

1. L'art. 81, comma 5 e 7 e 8, entra in vigore a partire dall'esercizio finanziario 2015.

2. L'art. 81, comma 6 e 9 entra in vigore a partire dall'esercizio finanziario 2020.

Presidente di Italia Futura


tag:  responsabilità   crisi   vincolo di bilancio   spesa pubblica   rigore   nicola rossi  


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#35 da pietro napoleoni, inviato il 23/8/2011
Nel Paese delle leggi inapplicate ben venga l'ennesima legge. E' l'antico vezzo italico di gettare la palla più in là. Forse è bene ricordare che nella nostra Costituzione c'è già un articolo 81 che in modo molto chiaro prevede che ogni legge che comporti nuove o maggiori spese deve contenere le indicazioni sui mezzi finanziari per farvi fronte. Se si fosse applicata questa norma costituzionale si sarebbe conseguito il paregio di bilancio e il contrallo della spesa. Se il Sen. Rossi intende incidere sul tema della responsabilità pubblica perchè non propone una indagine parlamentare di inchiesta per una verifica sulla osservanza dell'articolo 81 della Costituzione? Chissà, potremmo conoscere chi ha consentito che leggi di spesa venissero approvate dal Parlamento senza le previste e adeguate coperture finanziarie.

#34 da Edoardo Riccio, inviato il 20/8/2011
Ho letto in sintesi sul Corriere le controproposte di Nicola Rossi sulla manovra. Tutte abbastanza condivisibili tranne una che trovo allucinante, ovvero l'istituzione di una patrimoniale permanente per patrimoni superiori ai 10 milioni pari allo 0,5% annuo. Premesso che cerchero' di leggere meglio di cosa si tratti osservo quanto segue: 1) le patrimoniali, di dubbia equita' hanno in genere l'unico risultato di incentivare l'esportazione di capitali e incentivare l'evasione; 2) nel caso specifico, posto che patrimoni investiti in titoli di stato non sarebbero probabilmente tassati, ipotizziamo che tale imposta riguardasse essenzialmente i patrimoni immobiliari. Ora, considerato che gli immobili rendono oggi circa il 3% lordo e che su patrimoni di quelle dimensioni, ove correttamente dichiarati, l'aliquota e' di circa il 50%, il rendimento netto scende all'1,5%. Aggiungere un ulteriore 0,5% equivarrebbe a portare l'aliquota sui redditi di patrimoni eccedenti i 10 milioni a circa il 70%. Si tratterebbe in sostanza di un esproprio mascherato (lascerebbe di fatto nelle mani dei proprietari capitali infruttiferi). Questo ha senso? E' moralmente accettabile? E che impatto avrebbe sul mercato immobiliare stesso proprio nel momento stesso in cui il professor Nicola Rossi ipotizza di ricavare grossi introiti proprio dalla cessione degli immobili?

#33 da Roberto Russo, inviato il 7/8/2011
@nicolarossi - Un inizio di discussione molto utile e serio. Mi chiedo però se basti prevedere vincoli di bilancio stringenti al fine dello sviluppo, problema prima politico e poi contabile (senza fare violazione del secondo). Cioè se in una economia in cui gran parte dei servizi devono necessariamente trovare il coinvolgimento del setore pubblico (anche per il nostro modello industriale e finanziario: esigui capitali propri e quasi impossibile accesso al credito, misti al sonnambulismo o alla disperazione degli organismi di controllo...); dicevo se in tale economia possano prevedersi vincoli che forse impedirebbero più che sostenere... La ricetta migliore, manco a dirlo, è una ricetta di serietà politica e controllo istiruzionale e sociale, al di quà e al di là dei talk show dove sentiamo sempre dire che servono riforme strutturai e innovazione.

#32 da Aldo Cannavò, inviato il 6/8/2011
Uno dei motivi che pesano sulla crisi economica è l'incapacità di molti amministratori comunali e regionali a far scelte economiche.Porto ad esempio l'insistenza ad impiegare le discariche e gli inceneritori per smaltire i r.s.u.,pur conoscendo l'esistenza di un nuovo sistema brevettato che oltre a non inquinare ed a non lasciare residui,costa molto meno.Esso prevede l'incorporo dei r.s.u. ed altri inerti in blocchi di cemento,che possono a loro volta essere impiegati per eseguire in economia molti lavori. Sarò lieto di dare ulteriori informazioni in merito al sistema, a chi ne sia seriamente interessato. Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

#31 da Angelo Sissa, inviato il 5/8/2011
Per me qualunque riferimento al PIL è inutile. L'importante è il vincolo del pareggio del bilancio. Aggiungerei che se un amministratore nei 5 anni del suo mandato non avesse centrato complesivamente l'obiettivo del pareggio, non si possa ricandidare nè per la stessa carica nè per altre cariche nei successivi 5 anni. L'unica eccezione potrebbe essere concessa solo in caso di gravi calamità naturali come terremoti ed inondazioni.

#30 da Brunella Polignano, inviato il 5/8/2011
Italia Futura è l'unica Associazione che continua a fare proposte di riforma concrete e verosimili. Anche quelle delle Paerti sociali mi sono sembrate condivisibili ma sappiamo che su argomenti iportanti come il lavoro sono ancora divise.
Credo sia giunto il momento che Italia Futura si organizzi come Formzione politica per esprimere più incisivamente le proprie idee di fronte al balbettio pietoso dell Forze di Governo e anche dell'opposizione. non si può andare avanti con questa confusione tanto che i parlamentari, non volendo prendere nessun impegno, se ne vanno per più di un mese in vacanza. E il Governo conti nuerà a galleggiare per tutta l'estate parlndo di processo lungo e intercettazioni mentre l'Italia rischia di bruciare????
Cari saluti
Brunella

#29 da Romano Perissinotto, inviato il 4/8/2011
Una proposta che puo' essere definita di buon senso. Tuttavia, a mio avviso, insufficiente se a priori non si cambiano le persone, oramai assuefatte ad una sorta di abitudine consolidata a...non fare nulla! Lo "spettacolo" al quale abbiamo assistito ieri in Parlamento ne e' l' ennesima prova: un confronto dialettico, una routina di accuse reciproche, un niente di fatto che porta ad una sola conclusiome purtroppo triste ed allarmante: a settembre, quando riapriranno, le Aziende si troveanno di fronte un'ulteriore peggioramento della situazione ...ed e' davvero difficile non pensare a scenari catastrofici sia per le Imprese stesse che per l'occupazione. Occorre una decisa presa di posizione, una volonta' determinata al fare per un radicale cambiamento!

#28 da Piercarlo Cuccia, inviato il 4/8/2011
Per me è ok.
L'eccesso di debito, in ambito di finanza pubblica come in azienda, è un cappio che non ti dà respiro, ti imprigiona e spesso ti induce a fare errori.
Oggi, in attesa della tanto auspicata crescita, non possiamo evitare di ridurre SUBITO il debito pubblico altrimenti buttiamo via un sacco di soldi in interessi passivi.
Purtroppo leggendo i giornali vedo tanti discorsi sul desiderio della crescita economica (che è indispensabile ma non ci riusciamo da 15 anni) e poca voglia di ridurre il debito SUBITO. Io penso che più aspettiamo e più saranno pesanti i sacrifici che dovremo inevitabilmente fare: dai tagli alla spesa pubblica alla riforma delle pensioni, dalla tassazione più forte di rendite patrimoniali e finanziarie alla tanto temuta patrimoniale ...
Per non parlare del fatto che in questa situazione rimane una chimera la possibilità di ridurre le tasse a chi lavora: imprenditori, professionisti e dipendenti. E così addio meritocrazia!

#27 da fernando rossi, inviato il 4/8/2011
Il paese chiede rinnovamento e legittimità, noi tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a cambiare la classe dirigente del nostro paese che allo stato attuale è incapace, a causa degli intrallazzi,a gestire la gravità della crisis ed il futuro del nostro paese. Mafia, corruzione, mala politica, sottogoverno,malaffare, perdita del senso di responsabilità, indifferenza ed altro, vanno tradotti in passione e sostegno. Forza tiriamoci su le maniche ed entriamo in campo.........

#26 da giovanni marino, inviato il 4/8/2011
questa costituzione e queste regole andavano bene e sono stati efficaci per la crescita della nazione dopo le macerie della crisi post bellica.
Se ci fosse ora come allora la stessa moralità e competenza a guidare i governi non sarebbe necessario nessun cambiamento.
Siccome ai nostri governanti serve il bavaglio per non trascinare tutti sul lastrico ben venga questa proposta di legge costituzionale che condivido pienamente

#25 da MONTERO MORI, inviato il 4/8/2011
Condivisibile nel merito la proposta di modifica Costituzionale avanzata dall'on. Nicola Rossi ma sappiamo che per le riforme costituzionali occorre tempo e larghissimi consensi....tempo non ne abbiamo ormai più...consensi convergenti men che meno...la classe politica italiana tira a campare e così anche molti altri...mi spiace dover ribadire qui come nel precedente mio intervento ( NON PUBBLICATO ) che il nostro Paese ormai ha pochissimi mesi a disposizione se non settimane per cercare di raddrizzare in qualche modo un fallimento in itinere: non voglio ripetere il termine che viene considerato "demoniaco"...ma sino a quando in un sol giorno non si abbatterà il debito pubblico di almeno 300 mld di euro ogni cosa sarà vana...Cerchiamo di essere onesti con noi stessi e di pensare alle generazioni future senza troppi calcoli di convenienza: i capitali di una nazione di "salvano" con altri "capitali": non si scappa..!! Buone vacanze.

#24 da Massimiliano Ricotta, inviato il 4/8/2011
Carissimo Presidente Montezemolo,sono assolutamente d' accordo sulla legge costituzionale del senatore Nicola Rossi,tuttavia ritengo che il nostro paese non possa più essere rappresentato da personaggi come Berlusconi.L' Italia ha bisogna di un leader come lei, di un uomo di grande qualità che possa restituire prestigio e credibilità al nostro paese .

#23 da mario cardarelli, inviato il 4/8/2011
Scusa Luca, pregevole la proposta di Nicola ma vedo quell'aggiunta all'art 23 fumosa rispetto sia al tenore dell'articolo, sia al corpus dei diritti e doveri dei cittadini. Forse se l'estensore volesse mantenere ciò che penso che lui voglia dire la potrebbe mettere in coda alla Repubblica fondata sul lavoro ;-)

#22 da Alessandro Meloni, inviato il 4/8/2011
Leggo finalmente giudizi e commenti, anche diversi e a volte in contrasto, di persone civili e legate al proprio paese. Non solo in senso ideologico ma, così mi pare, anche pratico. E non c'è niente di più utile che impegnarsi in prima persona a fare al meglio quello che ci compete, ciascuno nel suo piccolo, ma uniti in un obiettivo più grande: dar forza e coesione ad una nazione.
Giustamente, diceva qualcuno, non sono tanto importanti le leggi quanto gli uonimi. Anzi, forse di leggi ne abbiamo troppe, anche di uomini che le dovrebbero far rispettare, ma pochi, troppo pochi sono gli uomini che le rispettano. Lo Stato non è una cosa astratta, lo Stato siamo noi tutti. E bisogna smetterla di pensare che tutto il male sia responsabilità d'altri. Forse, più di tante altre materie, bisognerebbe insegnare l'Educazione Civica dalle elementari e, perchè no, darle un ripassino anche noi adulti.
Pace e bene a tutti.

#21 da Ferrari Italo, inviato il 4/8/2011
Chiedo anche di eliminare la prescrizione dei reati finanziari e l'introduzione del reato di falso in bilancio. Obbligatorietà del processo ai politici che hanno rubato allo stato.Se condannati il doppio della pena di un altro cittadino.

#20 da Antonello Cozzolino, inviato il 4/8/2011
Sono sicuramente d'accordo con la proposta costituzionale del Sen. Rossi, che darebbe subito una risposta forte ai mercati ed a tutta la comunità nazionale. Ma ci sarebbe anche dell'altro da fare, come mettere subito in pista un sistema di costi standard per Sanità e P.A.valido per tutto il paese, da Vipiteno a Canicattì. E bisognerebbe cominciare a pensare (almeno noi di Italia Futura,perchè non credo che nessuno dei politici attualmente in carica voglia tirarsi la zappa sui piedi..) come impedire ai politici locali e nazionali di occupare la sfera economica, trovando soluzioni legislative per separare questo nodo gordiano di commistione tra politica ed affari. Da qui scaturirebbero sicuramente grandi risparmi e notevoli incrementi di produttività

#19 da Michele, inviato il 4/8/2011
La proposta di legge per il pareggio del bilancio va sicuramente nella giusta direzione se fatta immediatamente e soprattutto se rispettata. I tempi della politica non sono i tempi dei mercati e della finanza.
Ciò che è importante è che le leggi vengano rispettate a tutti i livelli (locale e nazionale) e là dove ciò non avviene vuol dire che gli amministratori non sono in grado di fare il loro lavoro e devono essere licenziati e non possono più ricoprire un posto pubblico per incapacità dichiarata.
Bisogna rifondare il paese sulla base innanzitutto dei valori etici, di lealtà, di onestà e trasparenza a tutti i livelli (dal commesso fini al primo cittadino). Chi viene pizzaicato a "rubare" deve andare in galera chiunque esso sia con processo regolare indipendentemente dalla sua carica.
Solo sulla base di questi principi basilari si può costruire una società civile e una democrazia altrimenti sono solo parole vuote.
E' scandaloso che con una crisi come quella attuale i nostri politici invece di lavorare a pieno ritmo pensano di andare in vacanza e di fonte alle manifestazioni di protesta decidono di ridursi le ferie di 1 settimana prendendoci ancora una volta in giro. Non sanno che la gente non riesce ad andare in ferie nemmeno 1 giorno?

#18 da PIPPO , inviato il 4/8/2011
Io credo che la Legge proposta sia buona, ma non bastano più le Leggi, anche se ci vogliono, ma è necessario ricostruire qualcosa di più importante gli UOMINI. E' indispensabile effettuare una politica sociale che si rivolga al cuore del problema e cioè l'UOMO, moralità, senso delle Istituzioni, solidarietà, capcità di comprendere che i valori che ci siamo dati non sono proprio il massimo che chi ha avuto ildono di DIO dell'intelligenza.......... Auguri e buon lavoro, ma impegniamoci in prima persona, perchè solo così saremo credibili.

#17 da associazione "il faro", inviato il 4/8/2011
Magari una modifica in questa direzione,significa cambiare il paese dando più stabiità, Italia futura deve continuare in questa direzione L'associazione "il faro" condivide pienamente.

#16 da Silvio A. Grigis, inviato il 4/8/2011
L'art 4 comma 1. é incomprensibile. Ottima l'idea di fissare dei limiti, ai quali però vanno collegate le sanzioni. Senza perdiamo tempo. Bisogna accelerare, la sindrome norvegese cresce, comunque ogni giorno in mano a Berlusconi e quindi Vaticano é un danno economico e morale per il paese. Assieme al fattore economico, vanno proposte leggi sociali, che riducano il clientelismo con servizi superflui, che tolgono la voglia di fare, a solo vantaggio di politici e della loro mano sinistra, le cooperative. Per ridurre i finanziamenti alla delinquenza, va regolata la prostituzione con eros center che garantiscano salute e dignità delle prestatrici d’opera e dei clienti. Ossia tagliare i finanziamenti al denaro liquido della droga. Inoltre come corrispettivo di pensione, malattia e invalidità, le medesime devono corrispondere alle entrate erariali, come tutti gli altri. Contemporaneamente portare a un minimo di 15 anni di galera lo sfruttamento della prostituzione, e altrettanto l’induzione a prostituirsi, con aggravante di minore età. Finora opportunità di costruire imperi economici. Una/uno deve farlo di libera scelta, dopo colloquio dissuasivo, con apposito servizio sociale. Ricerca, formazione, scuola devono diventare una priorità sistemica. Fare come a Bergamo di spostare l’Università nell’ex ospedale è una trovata demenziale di Formigoni. Significa dare il segnale che l’istruzione è un fattore secondario, da collocare in avanzi di ruderi fatiscenti, costosissimi da riadattare. Mafia Buon lavoro. Silvio

#15 da Michele Dantini, inviato il 3/8/2011
Le belle parole (e le fotografie in posa) stanno a zero. C'è stato tutto il tempo: adesso possiamo ritenere che ItaliaFutura, con altri soggetti confindustriali, abbiano tutto l'interesse a non far davvero cadere Berlusconi. Meglio la bancarotta della CGIL al governo?

#14 da Maria Grazia Bonfante, inviato il 3/8/2011
Sono d'accordo anche se ogni volta per risolvere un problema si aggiungono norme o, in altri casi, altre strutture fatte di nuovi cda e incarichi. La responsabilità non deve già far parte dell'amministratore unitamente alla competenza? Il ritorno dell'investimento non è la regola base per non sprecare denaro? Il pil è il vero indicatore di sviluppo? lancerei una provocazione ai colleghi amministratori pubblici: contiamo nei nostri territori quante risorse sono state investite senza indagini che ne giustificavano la necessità o senza l'analisi dei flussi economici futuri? Questo modo di amministrare certamente non è fatto di responsabilità!

#13 da Michele Ursini, inviato il 3/8/2011
E' necessario ed urgente introdurre nella nostra Carta Costituzionale quanto propone Nicola Rossi.
Ma aggiungo dell'altro: perché non proporre una Maastricht per la crescita? Ci voleva una crisi di tali dimensioni per portare alla ribalta il tema della crescita. Ho 42 anni e constato che da sempre il Paese è stato spremuto con manovre, tagli e imposte di ogni tipo, con i risultati che vediamo.
Mai che si è posta l'attenzione sulle crescita, eppure i parametri di Maastricht del 1992 altro non erano che dei rapporti: deficit/PIL (3%) e debito/PIL (60%), per restare in tema. Che io ricordi al fine di centrare gli obiettivi si è sempre agito sul fronte del deficit e del debito, per carità talvolta i risultati sono stati più che buoni (nell'Euro ci siamo entrati), ma mai che si sia agito sul lato del PIL, che pure avrebbe contribuito a centrare i citati parametri.
La differenza rispetto ad allora è che negli anni 90 il Paese poteva ancora essere spremuto, oggi invece no. Ormai si raschia il fondo del barile, il Paese è fermo e la c.d. classe media tende a non esserci più.
Ben vengano allora finalmente politiche per la crescita ma, lo ribadisco, con vincoli seri per i governi, simili a quelli adottati a suo tempo a Maastricht.
Michele Ursini - Bari

#12 da daniele , inviato il 3/8/2011
Ciao Luca, quella della legge del pareggio di bilancio è senz'altro una proposta che deve essere messa in atto con celerità, tuttavia il buonsenso mi fa chiedere come mai sino ad oggi non c'è stata questa volontà di creare una legge così semplice e così diffusa nel resto del mondo. Dalla mia analisi le questioni sono 2: - la legge non è mai stata fatta da qualsiasi forza politica perché il non controllo permette l'arricchimento personale dei singoli con soldi pubblici. - il non controllo permette la creazione di migliaia di public utilities dalle quali nascono migliaia di posti di NON LAVORO, a nessuno di questi infatti interessa cosa fa o non fa l'importante è lo stipendio questo è uno dei motivi per cui l'Italia fa più fatica a crescere, che però portano bacini di voti. tante volte ho sentito parlare te ed altri dell' eccellenza italiana, nostro fiore all'occhiello, è vero esiste e vive come la tua Ferrari che ha chiuso un semestre strabiliante in un momento generale di difficoltà, ma oggi è arrivato il momento di pensare a quell'altra Italia a quella della deficienza, a quella dei parlamentari che fanno oltre un mese di vacanza quando le borse sono attaccate dai grossi fondi, dalle speculazioni, a quella delle poste dove per fare una raccomandata puoi aspettare anche 3 ore, a quella del clientelismo e dello scilipotismo, a quella del sud dove nessuno rispetta l'enorme patrimonio culturale e naturale che ha. Dobbiamo lavorare sulle persone prima che sulle leggi prendere coscienza del fatto che è l'individuo che deve riconoscere come propria la legge per rispettarla, se no anche questa legge farà la fine delle altre migliaia che abbiamo. Ho fiducia nel futuro, ma la lotta è nel presente.

#11 da Luca, inviato il 3/8/2011
Mi sembra un passo nella direzione giusta

#10 da Asio otus, inviato il 3/8/2011
Una riforma delle Costituzione fatta con cognizione di causa? Non ci posso credere! Forse è per questo che rischia di non vedere mai la luce, al contrario di quella pessima che il Governo ha proposto.

#9 da andrea, inviato il 3/8/2011
Mi piace la proposta del Senatore Nicola Rossi perchè va nella giusta direzione modificando le brutte abbitudini purtroppo consolidate da tempo.
Ritengo che bisogna pur incominciare da qualche cosa ma sotto accusa è l'intero sistema con le sue caste e privilegi.
Sarebbe un bel gesto anch'esso nella buona direzione se i parlamentari smettessero di votare a maggioranza il non diritto a procedere contro un membro del parlamento, e che dire se pensassero veramente a fare e rappresentare i diritti di tutti noi dando un impulso a temi che sono fermi da anni e che pesano sulle generazioni future.
Sarebbe una bella proposta se si abbolisse il privilegio acquisito da più di 1500 ex parlamentari che pesano sui contribuenti cifre enormi.
Non vuole essere demagogia ma ritengo che l'esempio deve venire dall'alto perchè dall'alto per troppo tempo abbiamo assistito a ruberie,pressapochismo e superficialità oltre ad una bella dose di strafottenza.
L'Italia è un paese che può farcela ma deve crederci e deve riprendere coscienza delle sue potenzialità.
Deve ritrovare la fiducia per ripartire confidando in cambiamenti veramente incisivi che cautelino tutti e mettano tutti sui blocchi di partenza con le migliori forze a disposizioni in ogni campo.
Cordialmente

#8 da Claudio Lucii, inviato il 3/8/2011
si ma ci vuole una svolta politica Luca dove sei ?

#7 da MICHELE CARNEVALE, inviato il 3/8/2011
Presidente Montezemolo, non c'è più tempo da perdere, quello che nel '94 Berlusconi ha fatto (scendere in campo)per difendere i suoi interessi personali, e quelli dei suoi amici, alle prossime elezioni lo deve fare Lei per difendere, come tutti speriamo, per una volta, gli interessi degli italiani. La vita, anche per le Sue capacità indubbie, è stata generosa con Lei; per questo e per la Sua più che certa onestà personale, Lei non ha bisogno di fare quello che i politici solitamente fanno, e può dedicare SENZA INTERESSI PERSONALI il Suo tempo e la Sua competenza a questa nostra amatissima e disgraziata Italia. NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE, FACCIA PRESTO...

#6 da jack, inviato il 3/8/2011
Io sono d'accordissimo con molte vostre proposte. Ma è il momento che a partire da Montezemolo e da molti altri illuminati di Italia Futura che si passi dalle parole ai fatti. E che il movimento diventi un movimento politico con una candidatura alle prossime elezioni



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