L’occupazione nelle Marche
di
Italia Futura Marche ,
pubblicato il 26 luglio 2011
Dinamismo ed Innovazione. Le due parole chiave sulle quali costruire il futuro occupazionale delle Marche.
Dopo la crisi anche nella nostra regione la situazione occupazionale sembra segnare il passo.
Occorre dire subito che, per quanto riguarda i dati, il nostro tasso di disoccupazione è alcuni punti al di sotto della media nazionale ed europea, e potrebbe rendere meno difficili le necessarie misure d’intervento.
Ciò, naturalmente, non ci esime affatto dal nutrire serie preoccupazioni sul fenomeno; soprattutto per quanto riguarda quello che anche da noi si presenta come una crescente disaffezione dei giovani nel ricercare opportunità di lavoro.
Si pongono, allora, due tipi di azione.
La prima riguarda l’emergenza creata dai lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, e in particolare quelli che per la loro età difficilmente possono essere riconvertiti ad altri impieghi. Qui sono necessari interventi di sostegno al reddito: la cassa integrazione, così ampiamente utilizzata negli ultimi due anni è uno strumento sicuramente efficace ma temporaneo a cui dovranno sostituirsi, prima o poi, interventi legislativi diversi per garantire comunque un reddito minimo ed un reinserimento occupazionale se non, in casi particolarmente gravi, strumenti analoghi al salario minimo di sussistenza come praticato ad esempio in Francia.
Ma certamente non è con le misure di emergenza che si promuove lo sviluppo; su questo terreno è assolutamente necessario intervenire sui giovani.
Un intervento importante, peraltro già studiato e applicato in alcune regioni può essere l’esenzione fiscale e contributiva proporzionale al numero di nuove assunzioni giovanili.Occorre tuttavia considerare che oggi l’offerta di lavoro da parte delle nuove generazioni risente del più alto livello di scolarizzazione raggiunto soprattutto negli ultimi decenni.
Fatto che non può essere liquidato rimproverando ai giovani la loro indisponibilità ad accettare un lavoro qualunque e attribuendo a questo la causa prima della loro disoccupazione.
La risposta seria al problema deve essere data, a nostro avviso, in primo luogo dal mondo delle imprese a cui spetta il compito di investire in innovazione e creare, così facendo, opportunità di lavoro con contenuti adeguati alle loro aspirazioni.
In secondo luogo sostenendo efficacemente la nascita e lo sviluppo di nuove imprese create dai giovani in particolare, ma non solo, nel settore delle tecnologie avanzate e dei servizi.
E’ evidente che tutto ciò richiede interventi di politica industriale adeguati ma soprattutto mirati a sostenere, valorizzando le qualità del patrimonio umano, a trasformare e a modernizzare nel suo insieme la struttura economica e produttiva della nostra regione.
Obiettivo indispensabile per rilanciare le Marche nella competizione globale e per riprendere con forza i ritmi del suo sviluppo.