L'Italia è una costellazione di eccellenze

Mancano le infrastrutture ed un sistema paese per supportare il talento

di Paolo Nespoli , pubblicato il 20 luglio 2011
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L’Italia è un paese di eccellenze. L’ho verificato molte volte nella mia vita, fin da quando, giovane ingegnere, mi sono trovato a lavorare, a Firenze, in un piccolo laboratorio di ricerca e sviluppo, al progetto del cannone a elettroni. Si trattava di una realizzazione ritenuta impossibile da trasformare in realtà, dalla Nasa stessa. Ma il responsabile del Centro, l’ingergner Gianfranco Cirri, uno che sapeva dare ai suoi collaboratori gli stimoli per tentare l’impossibile, riuscì a realizzarlo ottenendo, oltre tutto, standard di potenza molto superiori al target fissato. Un esempio che lasciò i nostri partner americani semplicemente stupiti.

Anche sul piano internazionale delle missioni nello spazio, oggi l’Italia ha un ruolo primario: basti pensare che la metà dei moduli abitabili del Laboratorio Spaziale Internazionale, sono stati progettati e realizzati da noi, in Italia.

Bisogna sapere che la parte orbitante americana ed europea di questa stazione che si trova a 400 chilometri dalla Terra, rappresenta con ogni probabilità il progetto tecnico scientifico più avanzato al mondo. Questo nostro ruolo attivo nel progetto e nella sua gestione, ci dà vantaggi significativi, non solo sul piano delle commesse e della reputazione, ma anche su quello del numero di astronauti italiani in orbita.

Questo ci permette di realizzare progetti scientifici e medici di grande utilità, per esempio lo studio del cervello umano in condizioni comparabili a quelle dovuti a traumi o ictus o la verifica di regimi alimentari in situazione di forte decalcificazione ossea, per affrontare la cura dell’osteoporosi. Inoltre, di partecipare allo studio del modello di comportamento del magma caldo che forma il nucleo terrestre, per realizzare simulazioni sulle cause di terremoti e tsunami.

La mia lunga esperienza all’estero, e soprattutto negli Stati uniti, mi ha permesso di avere conferma delle straordinarie eccellenze individuali che l’Italia può produrre e che, purtroppo, è spesso costretta ad esportare. Questi picchi di eccellenza altissimi sfortunatamente non hanno alle spalle un sostegno, quanto piuttosto profonde valli o autentiche voragini. L’Italia dovrebbe saper passare dalle eccellenze individuali ad un’eccellenza collettiva. Ho visto spesso nei meeting internazionali, altri paesi presentarsi ben coesi, con progetti a volte inferiori ad altri, ma presentati in modo credibile e rassicurante. Così facendo ottengono quella fiducia che a noi, a volte, viene meno.

Se invece di trasformare il nostro talento naturale in anarchia, mettessimo le nostre qualità a sistema, piuttosto che contrapporle costantemente, andremmo molto, molto più lontani. La realtà è che, dietro al singolo che fa una cosa eccellente, mancano le infrastrutture ed un sistema paese in grado di supportarlo.

Oggi, dopo le straordinarie esperienze in orbita, potrei chiedermi “cosa farò da grande”! La verità è che tutto ciò che si è fatto nella vita può essere messo a frutto e diventare patrimonio della comunità e del proprio paese. A condizione, come è il mio caso, di continuare ad avere dei sogni ed il desiderio di realizzarli.




Nato nel 1957, è astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Entrato a vent’anni nell’esercito, diventa sottufficiale, istruttore di paracadutismo e successivamente incursore nel battaglione “Col Moschin”. Riprende poi gli studi, in Italia e negli Stati Uniti, dove si specializza in ingegneria aerospaziale. Partecipa come ricercatore alla realizzazione del cannone a elettroni, prima di integrare il corpo astronautico dell’ESA. Per l’Agenzia si occupa di formazione degli astronauti e della progettazione di software che assistono questi ultimi nello spazio. Nel 1998 viene selezionato come astronauta. Dopo periodi di addestramento in Germania, Olanda, Russia, e soprattuto Stati Uniti, partecipa nel 2007 come unico non americano alla missione STS-120/Esperia con cui passerà 16 giorni nello spazio. Tra il dicembre 2010 e il maggio 2011 ha trascorso 157 giorni in orbita con la missione ESA MagISStra. Il 13 luglio 2011 ha riconsegnato al Presidente Napolitano il tricolore che aveva portato con se nello spazio.


tag:  nespoli   italia futura   spazio   esa   talento   eccellenze   infrastrutture   fare squadra   sistema italia  


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#2 da Ale, inviato il 20/7/2011
A Giulio Portolan Cio' che scrivi non ha senso alcuno.

#1 da Giulio Portolan, inviato il 20/7/2011
Il socialismo è la filosofia politica della giustizia. Penso alle giovani cassiere nei supermercati, o agli addetti ai servizi del banco della carne nei supermercati. Poi penso agli osservatorii astronomici, chi ci lavora dentro ha vinto un concorso per posti limitati. Si consente a un numero limitato di giovani di vivere al contatto con le stelle e le galassie. Gli altri devono fare i commessi, i netturbini, le bariste. E tutto questo perchè c’è l’economia del mercato. Vorrei una società in cui ogni città potesse disporre di più osservatorii astronomici e tutti i giovani che vogliono lavorare al contatto con lo spazio e della scienza possano farlo.



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