di Luigi Guiso e Luigi ZingalesQuando nel 1946 Alcide De Gasperi parlò alla Conferenza di pace di Parigi non aveva dalla sua parte solo la cortesia dei vincitori, ma anche la credibilità di un uomo che aveva conosciuto la galera per la sua opposizione alla tirannide fascista. Il Paese era prostrato, ma la credibilità di cui gran parte della nostra classe politica di allora godeva permise all'Italia di essere accettata nel consesso delle nazioni occidentali, gettando le basi del miracolo economico. Nonostante il benessere raggiunto, oggi il nostro Paese agli occhi della comunità internazionale manca proprio di credibilità.
La scarsità di questa risorsa, consolidatasi nei decenni, è senza dubbio diventata una caratteristica di fondo dell'Italia.
Secondo i dati dell'Eurobarometro, tra i manager dei principali Paesi europei gli italiani sono quelli che godono della minor fiducia da parte dei loro colleghi. Tra i popoli della vecchia Europa gli italiani sono secondi solo ai greci per il grado di sfiducia che generano. Ma questo difetto di credibilità oggi è amplificato drammaticamente dal quadro politico.
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