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I numeri della disoccupazione giovanile in Europa

In Spagna è oltre il 40%, il grafico dell'Economist

di Italia Futura , pubblicato il 6 luglio 2011
immagine documento Il dato sulla disoccupazione giovanile, quella delle persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è un valido indicatore per capire come se la stanno cavando i paesi che affrontano la crisi economica. Gli Stati, specialmente europei, che avevano già problemi seri ai loro sistemi economici hanno subito maggiormente gli effetti della crisi sul piano occupazionale, con una contrazione considerevole di posti di lavoro disponibili.

Il grafico dell’Economist mostra la differenza nei livelli di disoccupazione giovanile tra il primo trimestre del 2008, l’anno in cui sono iniziati per molti paesi i problemi legati alla crisi economica, e il primo trimestre di quest’anno. Le barre azzurre mostrano il livello di disoccupazione di tre anni fa, quelle blu scuro quello di quest’anno.

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#2 da Alvaro Schieppati, inviato il 7/7/2011
Questo grafico dell'Economist sulla disoccupazione giovanile mi sembra molto esplicativo della situazione economica generale nel mondo e come le diverse politiche economiche hanno risposto alla crisi. Indubbiamente i paesi che prima della crisi aveveno problemi quest'ultima li ha certemente aggravati con il conseguente forte aumento della disoccupazione giovanile che resta comunque un problema mondiale( escluso l'Asia).
Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia sono la maglia nera e questo non sorprende.
Emerge altresì che paesi con PIL in crescita come Svezia e Pologna abbiano anch'essi tassi elevati di disoccupazione e qui vi è la specificità di delle due economie, la prima in trasformazione da una società socialdemocatica spinta ad una società più liberale, la seconda per problemi legati ad una struttura di paese ancora troppo debole malgrado i progressi degli ultimi anni. Poi vi è la Fancia, di cui si parla poco, che certamente non sta attraversando un momento di grande svluppo anche se recentemente sembra in ripresa. La delusione politica dell'innovazione annunciata da Sarkozy ed il suo quasi fallimento evidentemente non aiuta.
Abbiamo certamente la conferma che la Germania ha lavorato molto bene negli anni difficile per la sua economia dal 1999 al 2006 che ha permesso di affrontare la crsisi ben strutturata e superarla brillantemente. Poi vi è un dato che ritengo molto interessante ed è come Paesi che hanno subito la crisi in modo accentuato come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna abbiano sofferte di meno la crescita della disoccupazione giovanile, questo forse potrebbe dirci che si tratta di economie molto più dinamiche e libere sebbene con loro contraddizioni. Infine l'Italia, qui si evoca il problema, si denuncia la gravità ma poi, il niente.
Purtroppo il problema non si risolverà se non si inzierà a far ripartire il paese e farlo crescere. Con questo governo ed anche con questa classe politica non vedo al momento prospettive incoraggianti, ma saremo costretti a cambiare pena il nostro declino. Ce la possiamo fare ma il tempo sta per scadere.

#1 da Angelo C., inviato il 6/7/2011
questo dovrebbe essere l'argomento sul quale scontrarsi ogni giorno in Parlamento, questo dovrebbe essere il tema portante di ogni partito politico, di ogni politico, di ogni uomo delle istituzioni che ha a cuore il nostro futuro. Invece in Parlamento si discute di altro, argomenti completamente distanti e devianti dai veri temi che affligono la nostra società. E noi vogliamo una politica così? Per paura di criticare ciò che abbiamo votato, o che non abbiamo votato, mettiamo in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli. Stiamo tornando indietro in termini di diritti, libertà, conoscenze, cultura, spirito di autocritica (essenziale per poter guardare al futuro) e senso di responsabilità, verso se stessi, verso gli altri e verso il nostro paese. Nel giro di pochi anni è stata tirata su una società egoista, dove ognuno tenta di sopraffare l'altro, anche con mezzi illegali o socialmenti discutibili. Prima o poi i nodi arriveranno al pettine, non può che non essere così, ma quando ciò accadrà si avranno conseguenza gravissime. Ecco perchè bisogna impegnarsi ora nel risolvere i problemi. Ci vogliono i fatti, ci vogliono politici che prendano in mano la situazione e che abbiano il coraggio di fare certe scelte. Ci vogliono politici onesti che sappiano ascoltare gli altri e che sappiano avvalersi del lavoro altrui (in termini di consulenze) per poter meglio affrontare la situazione attuale. Ora, per come si sono messe le cose, o sei al "servizio" o sei fuori. Io sono certo che in Parlamento ci sono politici seri ed onesti, e soprattutto ce ne sono fuori dal Parlamento. Ma fintanto che questi risponderanno al partito e non agli elettori, in termini di candidature, non saranno mai in grado di dire la loro realmente e fare davvero qualcoisa di importante per il nostro paese. Buon lavoro a tutti.



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