Lo scatto d'orgoglio che aspettiamo

Costi della politica

di Alberto Stancanelli , pubblicato il 4 luglio 2011
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Nessuno pensa che se il governo avesse avuto il coraggio di intervenire seriamente sui costi della politica i conseguenti risparmi sarebbero stati da soli sufficienti a raggiungere i parametri che l’Europa ci chiede di rispettare. Come, però, abbiamo già detto nel nostro Osservatorio sugli sprechi della politica, quando la politica chiede ai cittadini sacrifici deve, prima di tutto, guardare a se stessa. Tale comportamento sarebbe elemento di serietà oltre che di credibilità e affidabilità. Ma così non è stato; come per le altre misure economiche anche i tagli ai costi della politica rientrano nel genere degli assegni post datati.

Il governo oggi ne parla, qualcun altro domani forse lo farà.

E’ vero, è già tanto che se ne parli, considerato che sino ad oggi il taglio ai costi della politica di fatto è stato un vero tabù, che trova conferma nelle parole allarmate di un ministro che già si vedeva, con il suo stipendio di 4.000 euro, pernottare in qualche ostello della Caritas romana. Nella manovra abbiamo trovato solo poche idee, alcuni buoni propositi, ma nessun fatto concreto, solo qualche lascito per il futuro governo e per la futura maggioranza parlamentare.

Nelle norme proposte c'è anche il vecchio e noioso strumento delle commissioni ministeriali di studio, al quale spetterà il compito di elaborare un’analisi sulla media delle retribuzioni dei parlamentari dei paesi europei, come se i dati non esistessero già!

Gli studiosi di amministrazione pubblica conoscono lo strumento, spesso con scopo dilatorio, delle commissioni di studio (si parte dalla proposta di riforma dell’amministrazione del ministro De Stefani degli inizi del secolo scorso presentata a Mussolini e dimenticata in un cassetto di Palazzo Venezia, sino ad arrivare alle più importanti Commissioni bicamerali per le riforme costituzionali). E anche oggi si propone l’immancabile commissione di studio come panacea di tutti i mali. Così il governo prende tempo, nella speranza che i cittadini dimentichino.

Proviamo ad evidenziare altre incongruenze nei comportamenti del governo e della sua maggioranza.

Qualche mese fa il governo ha proposto una riforma costituzionale della giustizia da approvare in questa legislatura, per poi dirci oggi che una riforma costituzionale che riduca i parlamentari e i costi della politica è una procedura complessa che non troverebbe approvazione in questa legislatura; non vorremmo che si desse la colpa all’art. 138 della costituzione che prevede la doppia votazione a distanza di tre mesi - articolo fondamentale e baluardo della democrazia come abbiamo sperimentato con l’assurda proposta di riforma dello Stato del 2005 bocciata dagli italiani.

Forse la nostra domanda può sembrare ingenua: ma se tutti i partiti sono d’accordo sulla riduzione del numero dei parlamentari, perché dovrebbe essere difficile approvarla entro la fine dell’anno?

E questa non è l’unica incongruenza nei comportamenti dei nostri politici. Un anno fa il presidente del Consiglio, agendo da leader del partito di maggioranza relativa, ha annunciato che il suddetto partito avrebbe raccolto un milione di firme sulla proposta di legge d’iniziativa popolare per la riduzione del numero dei parlamentari, un’idea sicuramente ragionevole e condivisibile rispetto a quella annunciata dall’altra componente della maggioranza per lo spostamento al Nord dei ministeri. Degli annunciati gazebo in ogni angolo del paese non abbiamo visto traccia.

Oggi il PDL ha un segretario nazionale, che nel suo discorso di insediamento ha riproposto come sua linea politica la riforma della giustizia e la riforma delle intercettazioni telefoniche! Ci saremmo aspettati che oltre a riproporre i temi già presenti nell’agenda berlusconiana avesse affrontato anche la questione dei costi della politica, dimostrando su questo tema autonomia e leadership.

Ci saremmo aspettati che il nuovo segretario del PDL proponesse un disegno di legge di modifica costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, magari prevedendo un Senato delle autonomie; una modifica costituzionale che stabilisca criteri e parametri europei di riferimento delle retribuzioni dei parlamentari, che vincoli le Camere al rispetto di tali prescrizioni, senza rifugiarsi dietro al principio dell’autonomia o meglio degli interna corporis, evitando discrezionalità e arbitrio; che proponesse che parte della retribuzione fosse legata al raggiungimento di concreti livelli di produttività e di miglioramento delle condizioni del Paese (aumento del Pil, diminuzione del tasso di disoccupazione ecc.).

Ci saremmo aspettati una proposta che prevedesse che i parlamentari non possano ricoprire incarichi in enti pubblici o società pubbliche per un arco temporale pari a 5 anni dalla cessazione dal mandato e che candidati non eletti (Parlamento e Consigli Regionali) non possano avere incarichi in enti o società pubbliche per i successivi tre anni dal periodo elettorale. Sempre per i parlamentari e i consiglieri regionali che fosse prevista la soppressione del vitalizio.

Ci saremmo aspettati la previsione del principio che qualsiasi nomina effettuata da pubbliche amministrazioni, non possa riguardare parenti ed affini sino al IV grado rispetto a coloro i quali è conferito il potere di nomina; che la condanna per reati contro la pubblica amministrazione comporti l’ineleggibilità e la decadenza per tutti gli incarichi pubblici a prescindere dalla pena irrogata.

Ci saremmo aspettati che finalmente avesse proposto (riproposto) la soppressione delle Province, rimandando ad un atto amministrativo la ricollocazione delle funzioni tra prefetture, Regioni e Comuni e del personale da trasferire nelle amministrazioni che hanno effettivamente carenza di organico come i tribunali, attuando, al tempo stesso, seriamente il principio di sussidiarità orizzontale e stabilendo, alla scadenza della consiliatura provinciale, la nomina di un commissario prefettizio che resti in carica sino alla ricollocazione delle funzioni e delle risorse umane.

Infine, ci saremmo aspettati una drastica riduzione dei componenti e una razionalizzazione del Cnel, non una semplice e ragioneristica riduzione delle risorse economiche che renderanno ancora più improduttivo lo stesso Cnel.

Forse la probabile fine anticipata della legislatura non consentirebbe comunque l’approvazione di queste necessarie e indefettibili riforme sui costi della politica. Ma se la classe dirigente di questa Seconda Repubblica, ormai al tramonto, avrà il coraggio e l'orgoglio di proporre interventi concreti dimostrando di voler provare realmente a recuperare il rapporto sempre più deteriorato tra politica e cittadini, potrà forse un giorno essere ricordata almeno con benevolenza.


E' membro del comitato direttivo di Italia Futura


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tag:  costi della politica   tagli   parlamentari   stipendi   province   manovra   sacrificio  


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#23 da daniele , inviato il 8/7/2011
Aderisco pienamente all'analisi del fenomeno e a quelle che sono le conclusioni dell'articolo. É incomprensibile (è da suicidio) e non la si può accettare la posizione assunta dal Partito Democratico sulla riduzione delle province! Ci vuole coraggio se vogliamo andare avanti!!! Credo sia utile riportare stralci di un recente studio della UIL (http://www.uil.it/costi-perconferenza.pdf) per avere sottomano i numeri di cui si parla! Ancora complimenti. "SINTESI DELL’ANALISI E DEI NUMERI Secondo le nostre stime, sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica. Un esercito composto da oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali; 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali; 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole Città Capoluogo); 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici. Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un “sovrabbondante” sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di euro. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le Addizionali locali), pari a 646 euro medi annui per contribuente. [...] Per il funzionamento della Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, nel Bilancio dello Stato sono stati stanziati 529 milioni di euro. Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, per il 2011, sono previste spese per 477 milioni di euro. [...] Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e Giunte, come si ricava dai certificati consuntivi del 2008 (ultimo dato omogeneo pubblicato dal sito del Ministero degli Interni) è stato di circa 455 milioni di euro. Per i Comuni, comprese le Comunità Montane e le Unioni dei Comuni, nel 2008 (vale lo stesso discorso delle Province) il costo per il funzionamento delle Giunte e Consigli è stato di oltre 1,6 miliardi di euro, che equivale al 55,8% del gettito delle Addizionali Comunali IRPEF. Per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e varie commissioni la spesa nel 2009 è stata di 3 miliardi di euro."

#22 da Luciano De Benedetti, inviato il 8/7/2011
Sottoscrivo in pieno e ribadisco anche io che sul voto per l'abolizione delle Province il comportamento del PD è stato incomprensibile ed inaccettabile.

#21 da piera messina, inviato il 7/7/2011
Condivito in toto le argomentazioni di Stancanelli.Mi ha indignato il voto negativo sull'abolizione delle Province anche da parte del PD. Come potrà mai risalire la china questo nostro paese?

#20 da INES FARINELLI, inviato il 6/7/2011
MOLTO POSITIVO CHE SI PARLI DI SPRECHI DELLA POLITICA , ANCHE SE I FATTI CONCRETI SEMBRANO POST-DATATI... !,MI RINCUORA E SONO ORGOGLIOSA DI AVER ADERITO AD ITALIA-FUTURA,RIESCO A LEGGERE INFORMAZIONI OBIETTIVE E SPERANZE CHE STAVANO PER NAUFRAGARE PER LA NOSTRA ITALIA; HO COPIATO E INCOLLATO IL CAPOVERSO FINALE LO CONDIVIDO CON MOLTO PIACERE :" Ma se la classe dirigente di questa Seconda Repubblica, ormai al tramonto, avrà il coraggio e l'orgoglio di proporre interventi concreti dimostrando di voler provare realmente a recuperare il rapporto sempre più deteriorato tra politica e cittadini, potrà forse un giorno essere ricordata almeno con benevolenza." DIPLOMATICA SINTESI. GRAZIE.

#19 da Gianni, inviato il 5/7/2011
Salve,io non capisco molto di politica ,almeno di questa politica,come non capisco più gli Italiani, almeno questi Italiani che possono essere vessati,calpestati ,vilipesi, dalla cricca politica ma non reagiscono ,sono dei vinti,e questo la cricca lo sa e pertanto fa tutte le schifezze che vuole,in tutti i campi per ultimo,la manovra,unitamente al rincaro della benzina colpa dei profughi ,e che dobbiamo pagare noi,visto che l'europa se ne frega! ma qualcuno mi spieghi perchè li abbiamo trasportati in giro con navi traghetto o di linea pagando cifre impossibili e non abbiamo adoperato i mezzi della marina? A che cosa serve la marina? La manovra o manovrina o puttanata demenziale Berlusconiana costruita da un economista che deve essersi bevuto ormai il cervello perchè qualcuno mi spieghi come sia normale far fare sacrifici a tutti , non aiutare le aziende con previdenze,anche minime ,non diminuire le auto blu ma la cilindrata ,capirai,e gli stipendi dei parlamentari ? Analizziamola bene la cosa,tutto questo per portare soldi al governo, per la crisi, e va a fare un decreto dove il Belusconi per l'affare Mondadori non paga niente e la Fininvest ne viene ancora fuori e chi paga per lei è giusto noi io gli italioti

#18 da nash, inviato il 5/7/2011
impossibile esprimere commenti ci troviamo di nuovo a subire la tremontana, speriamo che non arrivi anche la sciroccata

#17 da Brunella Polignano, inviato il 5/7/2011
Le cose dette da Italia Futura sono le uniche che mi convincono e che prefigurano un Paese veramente rivolto a fare le riforme necessarie per renderlo moderno, un Paese in cui vinca la lotta alle corporazioni e agli sprechi e si affontri il problema della legalità.
Aspetto un incontro a Milano che mi sembra necessario per conoscersi e discutere.
Brunella Polignano

#16 da Emma, inviato il 5/7/2011
Vorrei sapere come mai in un Paese democratico il popolo non può decidere l'eliminazione di questi privilegi e costi di una casta o caste (ordini professionali, baronaggi vari). Bastano questi risparmi a far quadrare i conti. Dovremmo mobilitarci come stanno facendo gli arabi. Se ci stanno riuscendo loro, per noi dovrebbe essere ben poca cosa!. Io penso che una nostra grande mobilitazione può far cambiare tutto questo in pochissimo tempo, il vero problema è che gli italiani si lamentano ma poi dicono 'è sempre stato così' e non fanno niente, loro lo sanno ed ecco le manovre finanziarie che ci propinano!!! Che rabbia!

#15 da giuseppe, inviato il 5/7/2011
CI LIMITIAMO SEMPRE A COMMENTARE LE DECISIONI PRESE DA CHI CI GOVERNA , CHE DOVREBBERO ESSERE DA PORTAVOCE E RAPPRESENTARE IL 51% DELL'ELETTORATO.MA QUESTE DECISIONI NON SEMPRE O NON AFFATTO SONO CONDIVISE DALL'ELETTORATO MA VANNO A LEDERE LA SOVRANITA' DEL POPOLO CHE E INERME DINANZI A INIZIATIVE TUTELARI DI UNA CERCHIA DI PERSONE . IN SINTESI DEMANDIAMO LA NOSTRA SOVRANITA' A TERZI DIVENTANDO A NOSTRA VOLTA SCHIAVI DI QUESTI. DETTO QUESTO VALUTIAMO E ANALIZIAMO LA SITUAZIONE OGGI DEL COSTO DI QUESTA CERCHIA DI PERSONE CHE DIFFICILMENTE PRENDERANNO INIZIATIVE DI RESTRIZZIONE ECONOMICA NEI LORO CONFRONTI , ANZI SAPEVATE CHE NEL MESE DI MARZO AD'UNANIMITA' SI SONO AUMENTATI LO STIPENDIO DI CIRCA 1500 EURO I NOSTRI PARLAMENTARI? CHE OGGI NELLA MANOVRA DECANTATA SI PARLA DI RIDUZIONE , NONCHE' ALLINIAMENTO ALLE RETRIBUZIONI DEI PARLAMENTARI EUROPEI DI CIRCA IL 20-30% INFERIORE AI NOTRI . FACENDO DUE CONTI TORNANO ALLA RETRIBUZIONE ANTECEDENTE IL MESE DI MARZO 20011. E ARRIVATO IL MOMENTO DI SVEGLIARCI E AGIRE. FORMIAMO CON LE PERSONE GIUSTE IL PARTITO DEL POPOLO SOVRANO CON DEI PROGRAMMI SERI ,DELLE REGOLE SERIE,DEI PATTI SOCIALI SERI,ASSISTENZA SOCIALE SERIA, DIRITTO AL LAVORO E ALLA CASA SERI.RICORDATEVI SE STA BENE IL POPOLO STIAMO TUTTI BENE.

#14 da Alessandra, inviato il 5/7/2011
Condivido pienamente le sue analisi..ma siamo distanti anni luce da quello che l'attuale Governo e anche l'opposizione ha intenzione (o forse non ha intenzione) di fare. I tagli quando vanno a toccare il potere e anche stipendi d'oro non piacciono a nessun colore politico. Se andiamo avanti così il futuro sarà ancora più grigio e chiunque arriverà impiegherà anni per far brillare il nostro bel paese...è arrivato il momento di dimostrare che il cambiamento si può ottenere !

#13 da Agostino Ratto, inviato il 5/7/2011
Ad una prima analisi, la manovra finanziaria desta molti dubbi e nervosismo per non parlare di vera rabbia. Il reale blocco degli aumenti sulle pensioni anche di basso rilievo (1000 Euro nette) grida vendetta, inoltre lo stop a quanto dovuto dal Premier a De Benedetti per il famoso lodo Mondadori, se vero, è uno scandalo da condannare con forza, un atto di questa Oligarchia imperante, sprezzante verso i cittadini, un attacco alla Giustizia. Un manipolo di furbi crede che siamo tutti ancora analfabeti e quindi da prendere in giro senza che nessuno se ne renda conto. Infine ci troviamo di fronte ad una serie di assegni post datati che la CEE dovrebbe segnalare e redarguire. Amici, manca la serietà e vige il servilismo interessato, misto ad intrallazzatori alla Bisignani. sarò duro ma io ormai sono per una nuova Rivoluzione Francese, una sorta di "terrore positivo" che possa rimettere la nave Italia sulla rotta giusta.

#12 da massimo s., inviato il 5/7/2011
La manovra di governo non poteva assolutamente affrontare e proporre soluzioni ai punti della sua analisi che condivido pienamente. Ad un anno o poco più dalle elezioni ledere gli interessi e trovarsi contro un numero enorme di cittadini direttamento o indirettamente legate alla carrozzone della politica equivarrebbe ad un vero suicidio. Per far ciò occorre una forza politica (non condivido l'ipotesi di iniziative di carattere popolare quali i referendum) che attraverso un progetto organico possa dare soluzioni a tali problemi. L'impopolarità di tali iniziative in estese fasce della comunità nazionale legate al tornaconto economico dell'appartenza alla casta della politica verrebe sicuramente ripagata nel tempo dal riconoscimento di quella parte della popolazione che invece continua nonostante tutto a svolgere onestamente e intancabilmente il proprio lavoro. Tale progetto costituirebbe "il" presupposto e la base imprescindibile per un rinnovamento etico del patto sociale. Sarebbe il primo passo e l'esempio per la soluzione di ogni altro problema; costituirebbe lo stimolo imprescindibile per stimolare e trovare la forza morale per sopportare i sacrifici che la soluzione dei problemi richiede. La lotta all'evesione fiscale ad esempio, come è possibile combatterla se la classe politica non è in grado di elimina i propri sprechi e le rendite improduttive . Le leggi da sole non bastano se alla base di queste non vi è un'etica condivisa da chi deve rispettarle. La classe politica deve dare l'esempio. Il perdurare di tale situazione nel tempo, porta inesorabilmente ad uno sgretolamento e decadimento della morale che sta alla base del patto sociale anche in quella parte dei cittadini che ancora continuano con tenacia ed onestà il loro lavoro ed ancor più grave mima le aspettative delle future generazioni.

#11 da vincenzo iannone, inviato il 5/7/2011
ROMANO PERISSINOTTO.Finalmente leggo una proposta.Caro Romano,come sai l'umanita' e' fatta dal 97.78% di persone che fanno obbiezioni e il resto che fa proposte.I numeri dicono che l'Italia si avvia al fallimento.Esperienza terribile come una guerra.Fame nera,vedere i figli senza speranze,la mia pensione svalutata del 70%.
Bisognerebbe fare qualsiasi cosa per evitarla,qualsiasi qualsiasi.Sono daccordo con te e ho la mia proposta pronta e sicura.Non ho dubbi.MA DOBBIAMO PRIMA RISPONDERE A QUESTA DOMANDA:SIAMO D'ACCORDO CHE CON QUESTI NUMERI E QUESTA DIRIGENZA IL FALLIMENTO E' SICURO?Se siamo d'accordo passiamo a come uscirne.Ho l'idea giusta.Nuovo movimento politico,come dici tu,da chi e come.Tutto chiaro e di rapida realizzazione. Ma se non siamo daccordo sul fallimento e sull'urgenza,non metto le mie idee in bocca al 97.78% degli obbiettori.

#10 da stefano m., inviato il 4/7/2011
L'articolo è assolutamente condivisibile perchè esprime concetti talmente ovvi che è superfluo commentare; è evidente che non avremo mai il piacere di vedere applicata nessuna delle riduzioni tanto proclamate...sono effetti speciali da dare in pasto ai giornali e per farci stare buoni...noi...il popolino..altro che popolo sovrano! E' evidente che bisogna cambiare le regole...bisogna eliminare questo sterile e pseudo confronto tra destra e sinistra (con un jolly al centro Casini!) che di fatto non esistono più da un pezzo ed eleggere una classe dirigente di persone "normali"...per bene...presentabili a noi che li abbiamo eletti (il popolo sovrano) e quindi al mondo intero..per le importantissime relazioni internazionali a cui il nostro paese non può fare a meno.
Non c'è un parlamentare...di destra...di sinistra o di centro che non dica: "pensi di poter fare qualcosa per il tuo paese? Bene! scendi in politica e confrontati con noi" consapevole che una volta entrato nella "palude" romana...tutto resterà come prima!
Presidente Montezemolo... passiamo ai fatti...diamo inizio ad un cambiamento ispirati da un personaggio come Lei...l'Italia è un paese che non merita questa situazione.
Cordiali saluti a tutti.

#9 da Alberto Marziali, inviato il 4/7/2011
Bell'articolo e pienamente condivisibile ma, non facciamoci illusioni, i parlamentari e gli scalda-poltrona non si decapiteranno da soli. Perchè non apriamo subito il Tam Tam? Nel nord Africa attraverso Facebook hanno mobilitato le folle ed hanno rovesciato regimi forti. Che aspettiamo ad inziare? Facciamo subito NOI i gazebo. Chiediamo le leggi con la forza del consenso di massa. La crisi economica ci ha messo con le spalle al muro: dobbiamo dire BASTA a tutti, sia che siano di destra sia che siano di sinistra.

#8 da emanuele, inviato il 4/7/2011
scusate l'ignoranza ma non e' possibile indire un referendum che abroghi gli stipendi altissimi dei politici e li obblighi a lavorare sino ai 40 anni di servizio? finita la legislazione, se non rieletti, andassero a lavorare come noi poveri "popolani" .... si puo' proporre una cosa del genere ?? grazie emanuele

#7 da luigi borzacchini, inviato il 4/7/2011
si può chiedere al parlamento di votare la riduzione degli stipendi, benefits, etc. dei parlamentari? sarebbe come chiedere al sindacato di proporre la riduzione dei salari.
Si potrebbe fare un partito che ha come scopo la riduzione del peso dei partiti. Ma farebbe la fine dei repubblicani di LaMalfa (Ugo).
Del resto i partiti attuali hanno costruito una serie di strumenti per limitare la concorrenza (dai finanziamenti pubblici al controllo della televisione e alla attuale legge elettorale). Così anche leggi di iniziativa popolare probabilmente fallirebbero senza la struttura robusta dei partiti alle loro spalle.
Che cosa succede della democrazia quando i suoi strumenti di base servono a renderla una oligarchia?

#6 da M.Landriani , inviato il 4/7/2011
Che dire? Articolo chiaro, esaustivo assolutamente condivisibile... Aggiungerei, tuttavia, proposte non solo di tagli mirati a quelle che sono le spese eccessive e superflue- doverosi a prescindere dall'attuale congiuntura -, ma anche di investimenti, nel lavoro e soprattutto nell' istruzione, formazione e ricerca senza le quali la nostra società è destinata a un misero naufragio. Quello che colpisce, inoltre, e che si evince tra le righe anche di questo articolo, è lo scollamento ormai palese tra il paese reale e questa classe politica che rappresenta solo se stessa e i propri ottusi interessi personali.

#5 da Giulio Portolan, inviato il 4/7/2011
La democrazia elettronica è la via per l'istituzionalizzazione di quell'iniziativa popolare che soltanto può prendere certe decisioni.

#4 da Fulvio Aversa, inviato il 4/7/2011
L'applicazione delle sacrosante norme citate nella parte centrale dell'articolo causerebbero la chiusura delle "discariche per politici trombati" - per usare la felice definizione del Dr. Montezemolo- nonché il crollo dello "statalismo municipale" e la fine del "controllo parentale" (la terminologia televisiva non e' casuale) sulle istituzioni. Nessuno ha interesse a scavarsi la fossa, men che meno questa agonizzante seconda Repubblica; L'istinto di sopravvivenza e' ormai il solo programma del governo e di tutto il sistema di potere che ad esso fa capo.

#3 da Romano Perissinotto, inviato il 4/7/2011
In un precedente intervento, avevo scritto in merito al coraggio ed alla speranza. Il coraggio di interventi non effimeri, la speranza, quella nostra, intesa come apsettativa di un bene (nel senso più ampio del termine) futuro.
Ebbene, date le evidenze, rimane una sola iniziativa in tal senso: organizzarsi per un nuovo movimento politico. Rinnovo l'invito al Presidente Montezemolo per aiutare il processo di rinnovamento culturale con la conseguente affermazione di persone serie e concrete. Forza Presidente Montezemolo!

#2 da Gian Franco Masia, inviato il 4/7/2011
Da non addetto ai lavori chiedo: visto che il parlamento mai prenderà gli indispensabili provvedimenti proposti, è possibile una iniziativa legislativa popolare o qualche referendum abrogativo o propositivo, affinchè il popolo sovrano faccia quello che i suoi rappresentanti non vogliono fare?

#1 da Alfonso Palomba, inviato il 4/7/2011
nulla da eccepire, ho aderita a Italia Futura perché è questa la music ache le mie orecchie vogliono sentire!!



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