Una manovra da minimo sindacale

Ora sta all’opposizione fare proposte su welfare e liberalizzazioni

di Carlo Calenda , pubblicato il 2 luglio 2011
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La manovra è quella che è. Il minimo sindacale, con alcune ridicole prese in giro sui costi della politica (dove si annunciano misure puramente simboliche) e una buona quantità di assegni post-datati: provvedimenti che avranno effetto solo dalla prossima legislatura e che rappresenteranno un alibi formidabile per chiunque governerà il paese dopo il 2013. Abbiamo forti dubbi che, nel medio periodo, questo risulterà sufficiente per arginare le turbolenze finanziarie internazionali. Ma per il momento e considerando la situazione della maggioranza, non era realistico aspettarsi qualcosa di più o di meglio.

Il problema non è tanto nei numeri della manovra quanto nei dati, preoccupanti, su inflazione e disoccupazione che per ironia della sorte l'hanno rispettivamente preceduta e seguita di appena poche ore. L'inflazione torna ai livelli del 2008 per effetto dei rincari che colpiscono molti dei settori a limitata concorrenza (treni, aerei, energia, traghetti), certificando il drammatico e costoso deficit di libertà economica del nostro paese. Il prezzo dei monopoli e dei neostatalismi si scarica direttamente sui cittadini che non possono scegliere e hanno servizi di scarsa qualità, per i quali pagano addirittura più del dovuto. I numeri sulla disoccupazione, in particolare quella femminile e giovanile, sono persino drammatici. Torniamo ai livelli del 2004, mentre nel Sud la disoccupazione colpisce una donna su due.

Di queste cose governo e opposizione sembrano curarsi poco. Sulle liberalizzazioni l'esecutivo della rivoluzione liberale non solo non ha fatto nulla ma ha persino protetto e incentivato i monopolisti pubblici e privati, fino a teorizzare un ritorno strutturale dell'intervento dello Stato nell'economia. Il Pd, che pure su questo tema si era speso molto in passato, con i referendum ha compiuto un radicale cambio di rotta adottando la linea del “Diciamo No e poi vediamo”. Ancora peggio va sul fronte dell'esclusione dal mercato del lavoro di donne e giovani dove, a parte qualche mancia dal sapore populistico, nulla di serio accade o viene anche solo progettato.

Berlusconi, presentando la manovra, ha chiesto il sostegno dell'opposizione, pur confermando l'uso della fiducia per paura delle resistenze interne alla maggioranza. Se l'offerta è seria il Presidente del Consiglio dovrà dare qualcosa in cambio che non metta a rischio i contenuti e i tempi di approvazione della manovra. Sarebbe auspicabile che l'opposizione, mandate in soffitta le pulsioni populististiche postelettorali e le battute da cabaret, chiedesse, come contropartita a una non belligeranza sulla manovra e un impegno (doveroso) sui saldi 2013/2014, l'apertura di un cantiere di lavoro comune su welfare, liberalizzazioni e fisco.

Sarebbe una scelta ben più saggia di quella, attualmente molto in voga nel centrosinistra, di affidarsi alla politica del “tanto peggio tanto meglio” nell'illusione che sia vicino il momento in cui il governo cadrà miracolosamente nelle mani del PD. La sfida sulle riforme è il modo più efficace per incalzare il centrodestra, anche in una prospettiva squistamente politica, perché accentuerebbe le spaccature interne alla maggioranza, rendendo palese ai cittadini la sua fragilità oramai insanabile.

Direttore generale del gruppo Interporto Campano, una delle principali aziende meridionali di infrastrutture e logistica. È stato Direttore dell’area Affari internazionali di Confindustria e ha lavorato in Ferrari e Sky.


tag:  manovra   tremonti   berlusconi   bersani   fisco   welfare   riforme   disoccupazione   inflazione  


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#28 da domenico esposito, inviato il 12/10/2011
L'Italia ha bisogno di una nuova missione civilizzatrice! Una nuova ideologia politica: ideologia della qualità della vita! Cari amici ho letto tutti i vostri commenti e li ho trovati tutti molto interessanti. Sono convinto di potervi dare ad ognuno di voi una risposta, a mio avviso, interessante. Per tale motivo vi invito a visitare il contenuto idealistico del mio progetto per il presente e futuro dell'Italia sul sito www.domenicoesposito.eu Grazie! Vieni a cercarmi su facebook!

#27 da domenico esposito, inviato il 12/10/2011
Ritorniamo ad investire nei prodotti agricoli e nei prodotti ittici. Puntiamo quindi sul settore primario! Investiamo i capitali privati nel recupero e nella valorizzazione dei paesaggi agricoli e marini, rivalutando tutti quei prodotti ad esso connessi. Investiamo i capitali privati nei parchi marini e nei depuratori per avere un mare pulito e balneabile! I capitali che si investono in questi settori non si perdono mai, anche perché l'Italia possiede un'importante settore turistico. Anche perché gli unici prodotti di qualità che saremo sicuri che nessuno e neanche la Cina ci imiterà sono quelli che appartengono a questo settore. Sto parlando di investimenti privati e non pubblici, quindi per lo Stato a costo zero. Per esempio Un impianto di depurazione a norma, moderno ed efficiente, in cambio di una concessione balneare di un'intera zona ecc. ecc....ecc.!

#26 da Agostino Ratto, inviato il 16/7/2011
Quali proposte? Il PD, maggiore partito di opposizione, a mio parere è una macchina senza carburante e con piloti stanchi, incapaci di affrontare un percorso pieno di curve. Il centro si dimena anche con buon senso ma è visto ccome incomodo pericoloso che poi potrebbe chiedere pegno. Di Pietro mi pare l'unico molto attivo, anche se con brusche accelerate e frenate. Con questa opposizione numericamente valida ma politicamente incoerente non vedo grandi possibilità concrete.

#25 da franco, inviato il 15/7/2011
Ancora una volta non si ha il coraggio di dare buon esempio con la politica che rimanda sempre, era il momento buono di fare il bel passo con un grosso taglio alla politica con un bel esempio per la popolazione che sta stancandosi dei soliti proclami e con i fatti che non escono dal cilindro!! politici non lamentatevi se poi la gente non vota e vi manda al diavolo!! gli stupidi stanno finendo, meditate gente, meditate.......

#24 da Florian Pecoraro, inviato il 6/7/2011
Pessima manovra, pessimo il modo con cui si sta gestendo l'iter istituzionale. Ancora una volta ci prendonmo in giro sui taglia lla politica: ma quale commisiine per lo studio dei costi tr aparlamentari notri e quelli delgi altri paesi europei! com se non si sapessero già tutte queste cose. E le provincie, ancora non ci si decide ad avviare la loro abolizione. per non parlare poi dell'iniquità dell'aumento dell'imposta di bollo sui dossier titoli! ma siamo veramente andati fuori di testa!! ma basta fer everamente due conti per capire che un piccolo risparmiatore è colpito in maniere ingiusta: anche solo 10.000 in BOT annuali a 2%, tolta al ritenuta fiscale del 12.5%, tolta l'iniqua imposta di 120 euro (senza contare le commissioni bancarie) si arriva a un rendimento di 55 euro (ovvero lo 0.55% di rendimento effettivo!!!). Ma dico io non si ipoteva aumentare leggermente la ritenuta fiscale sui titoli di stato, che ne so al 15%? Sicuramente sarebbe stato un'intervento più equo.

#23 da domenico Esposito, inviato il 5/7/2011
L'Italia ha bisogno di una nuova missione civilizzatrice! Una nuova ideologia politica: La Qualità della Vita! Cari amici ho letto tutti i vostri commenti e li ho trovati tutti molto interessanti. Sono convinto di potervi dare ad ognuno di voi una risposta, a mio avviso, interessante. Per tale motivo vi invito a visitare il contenuto idealistico del mio progetto per il presente e futuro dell'Italia sul sito www.domenicoesposito.eu Grazie!

#22 da giovanni marino, inviato il 5/7/2011
E' improprio, o forse riduttivo, parlare di costi della politica e pensare che la loro razionalizzazione risolva il problema della finanziaria.
Si dovrebbeparlare invece dei costi dell'amministrazione dello stato e degli enti colegati.
Fatto 100 il gettito complessivo a disposizione dello Stato la amminiastrazione che cura la gestione pesa, concettualmente,per il 50%.E'come se i costi amministrativi di una azienda che produce beni rappresentano il 50% del suo fatturato.
Bisogna parametrare questi costi in relazione a quelli degli altri paesi più virtuosi ed avere il coraggio di imporre dei paleti in finanziaria , a partire da quella del 2012. Questi paletti saranno sempre più stringenti negli anni a venire ( perchè per es. è difficile pensare di mandare a casa dipendenti pubblici ) e così quella idea genialoide ma incredibile della manovra fiscale caricata nelgi anni post attuale governo avrebbe un certo significato.
Così come è posta rischia di essere letta, dai mercati finanziari, beffarda con gli effetti che vi potete immaginare

#21 da Roberto A, inviato il 5/7/2011
sgombriamo pero' il campo dalla affermazione farlocca che stanno facendo in molti in questi giorni:il governo non ha rimandato la manovra al 2013-2014,emplicemente in base al bilancio a legislazione vigente,il deficit per il 2011 e 2012 è già coerente con gli accordi con la Commissione europea,mentre il deficit per il 2013 e 2014 deve essere corretto essendo pari al 2,6,mentre secondo accordi con la commissione e in base alla nuova regola che parte dal 2015 per cui si guarda la riduzione del rapporto debito/PIL dei 3 anni precedenti che deve essere almeno di un ventesimo dell'eccedenza rispetto al 60% del rapporto debito PIL,va portato all'1,5 per il 2013 e allo 0,3 p3r il 2014.E qui già si vede o la malafede o l'incompetenza dei tanti,quasi tutti,coloro che stanno sbraitando perchè la manovra incide soprattutto per il 2013 e 2014.Tra l'altro,la manovra per il 2011 e 2012 era già stata fatta lo scorso anno con il decreto legge 78 del 31 maggio 2010.Quindi,di che stiamo parlando?Parliamo pure del merito della manovra,ma i saldi e la tempistica sono quelli corretti.O qualcuno pensa che si sarebbe dovuta fare una manovra da 40 miliardi tutta sul 2012,per portare il defciti dal 3,9 del 2011 allo 0,3 nel 2012,quando sul 2012 già si è fatta una manovra da 25 miliardi lo scorso anno,con annesse proteste per i tagli?E quale governo estero o italiano passato e futuro,ha mai fatto ho farà una manovra di 4 punti di PIL in un anno (avendo un deficit al 3,9 e non al 10 o 15)?Siamo seri,allora per favore...

#20 da massimo laccisaglia, inviato il 5/7/2011
Non so perchè spesso mi capita di postare dei commenti si questo sito che poi non ritrovo pubblicati. Capita anche a voi? Nel caso specifico avevo scritto, riprendendo un articolo di Mario Monti sul Corriere della Sera: "Occhio al denominatore", cioè al PIL. Se non ritroviamo la via della crescita nessuna manovra sarà sufficiente. Ah, forse mi era scappato un commento sulla TAV. Ma spero che qui non ci sia censura, nè spazio al conflitto di interessi. La TAV Torino Lione ha un preventivo pari a 20 Miliardi circa, metà della manovra pluriennale. In passato ho fatto consulenza alle ferrovie e so che: 1. il traffico passeggeri si svolge prevalentemente sulle tratte nazionali; le marci non hanno bisogno di correre, ma di smistamento veloce in fase di carico e scarico. Allora dove sono questi calcoli di convenienza che dimostrano che l'investimento si ripagherà? Se esistono, vediamoli!

#19 da mariateresabaione, inviato il 5/7/2011
le chiacchiere non servono più, è assolutamente necessario uscire in maniera chiara e forte per far capire che questo governo deve andare a casa.Serve una mobilitazione generale con tutti quelli che ci stanno e mi viene da dire se non ora quando?

#18 da MARCO MONTERMINI, inviato il 5/7/2011
Il vero scandalo era e resta la totale immobilità e disinteresse del governo rispetto ad un disastro sociale quale è quello dell'attuale disoccupazione giovanile...inaccettabile. Lo dice uno che ha un contratto a tempo indeterminato, ma vede intorno a se la situazione di tanti amici ormai totalmente depressi. Giovani, laureati e depressi: già detta così dovrebbe fare impressione no?

#17 da Moreno M., inviato il 5/7/2011
Suggerirei ai nostri amministartori di leggersi "Sanguisughe" di Mario Giordano, avrebbero già una fitta agenda di lavoro.

#16 da MONTERO MORI, inviato il 4/7/2011
ogni commento all'operato del governo italiano mi pare pura e semplice esercitatio scriptorum: non serve a nulla ! Quello che invece occorre e subito è dichiarare illegittimo questo clan governativo....come?..Non è dato sapere...

#15 da anacleto sabbadin, inviato il 4/7/2011
OCCORRE UN IDEALE DI POLITICA CHE UNISCA L'INTERIORITA' DI OGNUNO.. CHE FACCIA POESIA DEI RICORDI DI FAMIGLIA, DI QUANTO CI HA FATTO MALE, MA ANCHE BENE.. ANACLETO SABBADIN

#14 da Fernando Melappioni, inviato il 4/7/2011
Da fonte sindacale si dice che nella manovra non vi sia scritto esattamente... blocco degli stipendi dei pubblici dipendenti e blocco del turn over ma... costi standard con tetti da rispettare, saranno poi i Ministeri, le Regioni, le Provincie ed i Comuni a dover far quadrare i bilanci nel rispetto del patto di stabilità con il riequilibrio tra le varie voci di costo, quindi il tetto non riguarderebbe propriamente il solo personale, ma tutte le voci compresi beni di consumo, attrezzature, forniture, consulenze etc. Vi chiedo se qualcuno conosce da vicino tali dettagli. Grazie.

#13 da marco ferraglioni, inviato il 4/7/2011
Dovete scendere in campo senza solo commentare e analizzare, per essere veramente un Italia con Futuro serve un assunzione di responsabilità di Montezemolo e la sua magnifica squadra di persone oneste e capaci, altrimenti rimane solo un gruppo di commentatori irrealistici e poco concreti. Italia Futura avanti!!!!

#12 da Guido , inviato il 4/7/2011
dato che il primo obiettivo da raggiungere è abbattere il debito pubblico, e che questo lo si ottiene o riducendo le spese inutili e aumentando le entrate con una migliore produttività. Sia per ridurre le spese, a cominciare dalla politica, sia per aumentare la produttivita, lavorando meglio, ci vogliono persone di un certo tipo, persone convinte, coerenti, oneste, "alla vecchia maniera", non compromesse, irricattabili (e ne abbiamo avute negli anni del "miracolo"). Certo che persone di questo tipo non si trovano fra coloro che offendono la bandiera italiana, che fanno gestacci, che si fanno adulare da belle ragazze, schifosi narcisi privi di dignità, insulsi loro lacchè. Queste persone si trovano fra la tanta gente colta, che ha passato notti sui libri, che ha conosciuto realtà socio economiche di molti Paesi, che apprezza le tante belle cose che non siano solo quello che riguarda il denaro ed il calcio o l'anticamera di uno studio televisivo. Persone belle dentro che hanno voglia di fare, ma che sono nel cono di una moltitudine di politici furbastri, irresponsabili, pronti a raccogliere qulche briciola di potere gettata ai loro piedi.

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#11 da ALFONSO COCOZZA, inviato il 4/7/2011
Secondo me, per uscire da questa situazione di stallo dell'economia italiana occorrerebbe agire così: 1) il Governo dovrebbe riuscire ad accedere a tutti i data base dei grossi gruppi di vendita di beni e servizi (grande distribuzione organizzata, farmacie, negozi in genere, compagnie petrolifere, distributori di carburante, gestori dei servizi telefonici, gestori dei trasporti, del turismo, assicurazioni, autostrade,ecc). In questo modo il Governo potrebbe imporre il divieto di aumentare qualsiasi prezzo o tariffa e, contemporaneamente, vigilare affinché tale divieto venga rispettato. 2) sui prodotti e servizi per i quali viene verificato che non siano stati applicati aumenti il Governo applicherà una consistente riduzione dell'aliquota IVA e/o delle tasse finora applicate. 3) a tutti i lavoratori dipendenti viene applicata una congrua riduzione dell'imposta sulle persone fisiche. 4) a fronte del maggior gettito fiscale causato dall'aumento delle vendite che si otterrà con la riduzione dell'aliquota IVA e/o delle tasse su beni e servizi, si potrà pensare ad un'ulteriore diminuzione della pressione fiscale anche per i produttori di beni e servizi.

#10 da Verso Nord, inviato il 4/7/2011
E' tempo di organizzare e dare rappresentanza politica alla "sfida delle riforme" e preparare la nuova stagione, ormai imminente!

#9 da massimo laccisaglia, inviato il 3/7/2011
NON DIMENTICARE IL DENOMINATORE. Lo dice oggi Mario Monti sul Corriere della Sera. Cioè non dimenticare la crescita del PIL. Questo richiede molto più ingegno che non il taglio del numeratore, cioè della spesa. Naturalmente per ridurre il rapporto Debito/PIL si può diminuire il debito, ma anche aumentare il PIL. L'ideale è agire su entrambi. Ci sono riforme che si possono fare a costo zero, tipicamente le liberalizzazioni. E anche le redistribuzioni di reddito possono essere indirizzate invece che ad assistenzialismo puro a creare maggiori opportunità, ad esempio incentivando il lavoro giovanile e femminile. Si può fare. Ma ci vuole un'altro metodo per affrontare i problemi. Se Italia Futura deciderà di assumere un ruolo di effettiva responsabilità avremo maggiori probabilità di farcela.

#8 da Romano Perissinotto, inviato il 3/7/2011
  Il coraggio e la speranza In attesa del testo definitivo della manovra finanziaria e del disegno di legge delega per la riforma fiscale, le prime indiscrezioni sul contenuto mi lasciano...basito! Superato il primo momento di stupore, viene da dire: tutto qui? Non volendo annoiare il lettore, mi limito a riassumere alcuni aspetti che davvero risulterebbero quantomeno effimeri: aumento della tassa di circolazione per gli autoveicoli di grossa cilindrata, Ministri della Repubblica senza stipendio (?!), aumento delle accise sui carburanti, probabile aumento dell'IVA e, per finire alla grande, riduzione delle aliquote fiscali. In particolare, di ques'ultimo capitolo, mi ha colpito l'abbattimento previsto per quella attualmente al 23% che sarebbe portata al 20%. Tradotto in soldoni, un risparmio di circa 450€/annuo per la maggior parte delle famiglie, ovvero meno di 40 €/mese: un'iniezione di fiducia davvero straordinaria! Milioni di persone potranno così darsi alla pazza gioia e prevedo lunghe code in attesa fuori dai negozi per fare acquisti... Resta davvero difficile comprendere quale tipo di profonda riflessione ci sia dietro il parto di una terapia che sembra destinata al fallimento prima ancora di essere applicata. Certo, non è facile centrare le misure correttive, ma in questo caso sembrerebbe proprio che il medico, scusate ..il Ministro, stia suggerendo un'aspirina per curare una malattia che richiede invece un preciso intervento chirurgico.   Tagli alla spesa: ovviamente il buon senso e la diligenza del buon padre di famiglia inducono a tale strada. L'Italia degli sprechi è cosa nota. Per citare solo un'esempio sui costi di gestione degli Organi Istituzionali, davvero non si capisce perchè una Regione come la Lombardia incida sui propri cittadini per ca. 9 €/anno rispetto ai 199€/anno (si, centonovantanove/euro/anno) di quella più spendacciona, che non nomino per decenza! Occorre quindi emulare i modelli che funzionano e attivare dei processi per un più attento controllo della spesa pubblica laddove all'inefficenza si aggiunge lo spreco. Modelli di gestione da Impresa privata nel pubblico con managers qualificati - e non i trombati alle elezioni e/o funzionari di partito - che rispondano direttamente della loro capacità professionale con meccanismi di incentivi economici laddove siano raggiunti gli obiettivi. Al contrario, ... a casa! Tuttavia, come in ogni Azienda, tagliare i costi non basta. L'attenzione maggiore deve essere rivolta alla crescita del Pil. Senza un aumento del "fatturato Italia" non ci sono tagli alla spesa che tengano e tantomeno, in questo contesto macroeconomico e di competizione globale, possibilità concrete di evitare situazioni simili a quella della Grecia. La politica del rigore, sebbene abbia consentito di mantenere in equilibrio i conti pubblici, non è più sufficiente. Occorre un intervento deciso a favore delle Imprese, in particolare le piccole e medie che realizzano i loro prodotti interamente in Italia e consenta alle stesse di sostenere i costi di manodopera nemmeno confrontabili con quelli di altri Paesi, peraltro nemmeno così distanti. Altrimenti il rischio è una massiccia quanto lecita delocalizzazione con conseguenze nefaste per moltissimi lavoratori dipendenti e per la pace sociale. Ma chi potrebbe biasimare l'Imprenditore costretto a delocalizzare? Contestualmente, maggiore potere d'acquisto alle famiglie. Una drastica riduzione - nell'ordine di 10 punti percentuali - delle aliquote per i redditi da lavoro dipendente fino a 25.000€/anno consentirebbe a moltissimi Italiani una maggiore capacità di spesa, rimettendo in moto i consumi interni che porterebbe lavoro alle Imprese oggi in affanno.   In conclusione, intervenire sul controllo della spesa è solo una parte di una più ampia azione che andrebbe affrontata con il coraggio e la speranza, ovvero l'attesa fiduciosa di un bene futuro che è, in estrema sintesi, l'atteggiamento quotidiano dei piccoli Imprenditori Italiani dei quali, con orgoglio, faccio parte.   Romano Perissinotto  

#7 da Giulio Portolan, inviato il 3/7/2011
Commenta oggi Mario Monti sul Corriere della Sera che la politica economica sulla crescita deve riguardare i seguenti campi: “… più concorrenza nel settore dei servizi in generale, nelle industrie a rete (trasporti, energia, telecomunicazioni), nelle professioni”. Occorre diminuire i costi del sistema politico, definiti da Monti come “… scarsamente produttivi in termini di decisioni prese tempestivamente per la crescita del Paese”.’

#6 da Alvaro Schieppati, inviato il 3/7/2011
Caro Carlo Calenda non so come possa ancora credere a certe fantasiose illusioni dopo aver conosciuto e sperimentato Berlusconi per oltre 17 anni!! Ma Lei crede sia ancora possibile avere un dialogo costruttivo con questa persona o con questo governo, infatti le prime due azioni previste per luglio dal governo sono le intercettazioni telefoniche e la pseudo riforma della giustizia. Altro che ocuparsi dei seri problemi del paese. Infatti la manovra è a futura memoria con qualche imboscata da tenere nascosta come l'adeguamento delle pensioni ed altri piccoli dettagli...Abbiamo bisogno di fatti seri e concreti e non di illusioni. Per troppo tempo molti ci hanno creduto.
Quanto all'opposizione concordo sul fatto che debba essere anch'essa più concreta ed è per questo che crediamo e guardiamo ad una forza diversa ed quindi ad Italia Futura.

#5 da Gian Franco Masia, inviato il 3/7/2011
Questo governo si comporta come "un re travicello". Ogni tanto fa qualche sparata pubblicitaria che non incanta più nessuno, non prende i gravi provvedimenti economici che aveva promesso in campagna elettorale perchè non ha la forza per farlo, e sopratutto manca dell'autorità morale necessaria, che in questi casi è indispensabile. L'opposizione fa finta di opporsi e vi è una indubitabile "coincidenza di interessi", sui tagli alla politica e alla casta. Il paese rischia di più su questa "crisi morale" della classe dirigente, che non sulla "crisi economica", che è una conseguenza della prima. Non ci resta che "sperare" in qualche evento miracoloso.

#4 da Federico Orletti, inviato il 2/7/2011
La qualità di questa manovra finanziaria denuncia lo spessore infinitesimale politico-culturale dell'attuale Governo. 1,8 miliardi nel 2011, 5,5 nel 2012, 20 miliardi nel 2013 e 2014!! Nell'immediato si cerca di fare cassa colpendo le rivalutazioni delle pensioni e non si toccano minimamente gli ingiustificati assurdi costi della politica. Una manovra fallace dal punto di vista della credibilità e dell'equità sociale. In un Paese come il nostro con un debito pubblico vicino ai 2.000 miliardi di euro urgono governi seri e riforme strutturali, non la solita "spot-politica" inconsistente a cui ci ha ormai abituato questo esecutivo. C'è una Italia che ha voglia di rimettersi subito sui binari della serietà, dello sviluppo, della legalità, una Italia che non ha nessuna intenzione di andare passivamente incontro ai gravissimi rischi che purtroppo in questi giorni stanno colpendo la Grecia. Non c'è più tempo!!

#3 da Marco Di Giovanni, inviato il 2/7/2011
Una classe politica che si permette di presentare una manovra fiscale fatta di "assegni post datati" deve, assolutamente e urgentemente, essere sostituita: ci salvi Presidente Montezemolo, salvi questo paese...

#2 da Fulvio Aversa, inviato il 2/7/2011
Nel mondo anglosassone è ben nota la metafora dell'"anatra zoppa"; qui da noi si potrebbe invece parlare della variante culinaria dell'anatra arrostita a fuoco lento.

#1 da Romano Perissinotto, inviato il 2/7/2011
Auspicabile, ma fatalmente illusorio. Le moltiplicita' d'animo delle diverse opposizioni non consentiranno di esercitare il ruolo al quale sono chiamate. Dall'altra parte, ci ritroviamo un governo "struzzo", ovvero che nasconde nella sabbia le contradizioni di un partito che...non c'e' piu', ovvero con un leader che ripete incensantmente, anche quando ha battezzato il proprio delfino, la priorita' dell'azione di governo rivolta a giustizia ed intercettazion! Basta! Se il Governo, anche di fronte all'evidente stato di emergenza non riesce a prendere decisioni valide a afvore della crescita, vuol dire che non e' adeguato o che si preoccupa di ..interessi privati: in tutti e due i casi, non va bene, quindi ..... Il vero auspicio, caro Calenda, e' che si organizzi un movimento politico con persone serie e capaci e non avezze ai soliti mestierini di palazzo.



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