Riportiamo l'economia del mare al centro dell'attenzione nazionale

Nasce oggi Italia Futura Liguria

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 28 giugno 2011
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Italia Futura ha deciso di presentarsi a Genova affrontando uno dei temi di più alto valore strategico per questa città ma non solo. Perché l’economia del mare riveste un’importanza fondamentale per il nostro paese in generale.

Questo settore economico produce ogni anno un volume d’affari pari a circa 48 miliardi di euro (il 3,4% del PIL); si tratta di un settore fortemente proiettato verso l’estero (con 15 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5% dell’export nazionale); che le sue ricadute occupazionali sono particolarmente importanti (con più di 80.000 imprese e 670.000 addetti comprendendo l’ìndotto); che infine rappresenta un settore con forti margini di crescita, se lo scorso anno ha raccolto investimenti per 12 miliardi di euro (pari al 4,4% dell’insieme nazionale).

Ecco, un settore così importante rappresenta una chiave decisiva per il futuro del nostro paese. E per questo un’associazione come Italia Futura, che ha nella sua vocazione l’aspirazione ad occuparsi dei nodi sui quali si deciderà il futuro del nostro paese di qui a dieci anni, ha raccolto l’invito dei nostri amici liguri. Alla pari della mobilità sociale, della disoccupazione giovanile, del sistema scolastico o sanitario, e dei tanti altri temi di cui Italia Futura si è occupata fin dalla sua nascita ormai due anni fa, l’economia del mare merita di essere ripostata al centro dell’attenzione nazionale. E noi intendiamo dare il nostro contributo con il nostro capitale di competenze e di passione civile. E sono particolarmente orgoglioso di poterlo fare in questo luogo, in quella Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale dove fin dal Decimo secolo dopo Cristo si sono segnati i destini dell'economia marittima del mondo fino ad allora conosciuto.

Un settore tanto importante merita allora di tornare al centro dell’attenzione della politica. Anche perché l’economia del mare è composta da una molteplicità di operatori di settori economici e istituzionali diversi. Penso ai trasporti marittimi, alla logistica portuale, alla cantieristica, alle crociere, alla pesca, alla nautica da diporto, alle attività formative.

Ebbene, un settore tanto complesso e tanto fondamentale per la presenza dell’Italia nei flussi più avanzati della globalizzazione chiede un’attenzione maggiore da parte della politica. Pensate, a titolo di esempio, alla riforma della governance dei porti che ormai da troppo tempo giace abbandonata. Dopo la legge del 1994 sono ben tre le legislature in cui si prova senza successo a realizzare una nuova riforma che tutti ritengono necessaria.

Non voglio tornare sulle proposte che il Professor Cascetta ha da poco presentato. Proposte che rappresentano l’investimento che Italia Futura intende portare alla discussione nazionale su questo argomento, attraverso la voce tanto autorevole e riconosciuta di un esperto come Ennio Cascetta che siamo particolarmente orgogliosi di avere tra i cervelli di Italia Futura.

Mi limito a ricordare, oltre all’urgenza di una legge di riforma della portualità, l’esigenza di definire criteri di pianificazione condivisi per i porti che evitino il cosiddetto “municipalismo portuale” (dove tutti fanno tutti con infinite ripetizioni, inefficienze, ritardi e perdita di credibilità). E quindi l’esigenza di dare pieno supporto al mercato e agli investitori privati nel rispetto di un disegno nazionale condiviso.

Penso anche, nel quadro della necessaria valorizzazione delle risorse umane in questo settore, all’urgenza di riprendere e rilanciare l’istruzione secondaria in campo marittimo adattandone la struttura alle prospettive di mercato e agli standard di certificazione internazionale. Così come coordinando le varie iniziative nazionali di formazione specialistica e creando poli di eccellenza nei vari settori del comparto marittimo.

Infine lasciatemi dire due parole sulla cantieristica. Perché la cantieristica commerciale italiana, come e più di quella di altri paesi europei, sta attraversando una stagione difficile dovuta alla concorrenza delle industrie del Far East sui prodotti a minore intensità tecnologica. E' necessario accompagnare questa fase delicata con una politica industriale che spinga alla innovazione, crei condizioni di mercato paragonabili a quelle dei competitors europei e non disperda competenze e capacità produttiva figlie di una lunga tradizione.

Il nostro incontro di oggi è importante anche per un altro motivo. Perché discutendo di economia del mare noi presentiamo alla società civile ligure, al suo mondo economico e professionale, oltre che alle istituzioni della regione, la nascita di Italia Futura Liguria.

Una delle prime associazioni regionali di Italia Futura, dopo quelle nate nelle scorse settimane nelle Marche e in Toscana. Uno dei più importanti strumenti che ci siamo dati per svolgere ancora meglio il nostro lavoro di stimolo della politica e di raccolta di tanta passione civile.

Fin dalla sua nascita, nell’autunno del 2009, Italia Futura si è proposta come uno luogo originale nel panorama italiano. Non un centro studi accademico, non un partito, non un’associazione elitaria, non un circolo per pochi eletti. Al contrario, fin da subito abbiamo voluto immaginare un’associazione aperta alle energie e ai contributi di tutti che riuscisse a utilizzare le competenze per proporre soluzioni concrete ad alcuni problemi che affliggono il futuro italiano. Non spetta a me dire se ci siamo riusciti. Quello che posso dirvi è che in questi 20 mesi di lavoro abbiamo raccolto la fiducia di più di trentamila associati in tutta Italia, di centinaia di autori che ogni giorno scrivono sul nostro sito ogni volta attirando attenzione e creando dibattito, di decine di esperti che del tutto autonomamente hanno deciso di mettere le loro competenze al servizio di un disegno trasparente di intervento nel dibattito pubblico e politico italiano.

Ma quello che mi rende più orgoglioso, e insieme a me i tanti amici che fin dall’inizio hanno creduto in questo progetto e lo hanno sostenuto, è ascoltare la voce di migliaia e migliaia di italiani che ci hanno chiesto di far conoscere Italia Futura anche a livello territoriale. Uscendo da Roma, per intendersi, incrociando la passione civile che anima le nostre città piccole e grandi.

La scelta di creare associazioni regionali di Italia Futura vuole essere una risposta alle richieste di queste migliaia di cittadini. E’ certamente un salto di qualità, perché il nostro lavoro diventerà più complesso e diversificato, adattandosi alla conformazione locale e territoriale dell e varie regioni italiane. Ma è una scelta di sviluppo e crescita nella quale crediamo fortemente, perché solo dai territori potrà crescere quella energia civile in grado di contribuire a cambiare l’Italia nei prossimi anni.

Una scelta tanto impegnativa non sarebbe possibile senza il contributo di amici che hanno raccolto anche localmente la nostra missione e se ne sono fatti promotori. Ricordo qui il contributo fondamentale che Maria Paola Merloni ha dato nelle Marche e Federico Vecchioni in Toscana. E voglio ancora una volta ringraziare Maurizio Rossi per il ruolo che ha svolto fin dai primi passi di Italia Futura, così come ringrazio i tanti amici che insieme a Maurizio hanno creduto nella nascita di Italia Futura Liguria e se ne faranno protagonisti.

Nasce oggi un’associazione regionale di Italia Futura che, ne sono convinto, si aprirà fin da domani ai contributi e alla passione di migliaia e migliaia di cittadini liguri. Per diventare un tassello fondamentale di un’impresa di rinnovamento civile del nostro paese che soprattutto oggi, dinanzi al pericolo che i nuovi populismi di destra e di sinistra prendano il sopravvento, diventa fondamentale per decidere del futuro italiano. Noi tutti siamo qui con la voce di un’Italia moderata e responsabile, un’Italia che cerca soluzioni realistiche e praticabili, che non si accontenta di slogan e che vuole davvero guardare al futuro di una nazione che non può essere condannata al declino e all’irrilevanza. Il nostro contributo è anche questo, discutendo di economia del mare e presentando un’associazione regionale che, sono convinto, avrà moltissimo da dire per il futuro di questa terra.



tag:  montezemolo   liguria   italia futura   economia del mare   riformare  


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