Cultura, Orgoglio italiano

L'industria culturale italiana è una delle più importanti risorse del Paese

di Italia Futura , pubblicato il 23 giugno 2011
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Cultura, Orgoglio italiano. Più che uno slogan un modo per descrivere una delle più importanti risorse del paese: l'industria culturale italiana. Il nostro più prestigioso biglietto da visita nel mondo e una straordinaria fucina di innovazione, creatività, lavoro e ricchezza. Eppure la cronica disinformazione sul tema continua ad alimentare rappresentazioni del tutto inadeguate di questo settore, ora come luogo di scontri politici ora come strumento di consenso o come fonte fastidiosa di richieste di assistenza economica.

Al contrario, è urgente che gli italiani ritrovino tutto l’orgoglio della propria cultura e che la discussione pubblica ne riconosca il valore di grande risorsa strategica per il presente e per il futuro del nostro paese. Un vero fattore di identità collettiva e di coesione sociale come elemento forte di appartenenza. Perché è proprio in Italia che la storia e l’industria della cultura offrono un’articolazione di talenti, idee e produzioni che non ha eguali in nessun altro paese.

Italia Futura, fedele alla propria vocazione di luogo di stimolo e riflessione pubblica, promuove una giornata nella quale dar voce ai diversi settori dell’industria culturale, dal patrimonio storico-artistico al cinema, dall’archeologia alla musica classica e contemporanea, dall’architettura alla valorizzazione del territorio, dall’editoria all’arte.

Con uno “spirito assembleare” chiamiamo a raccolta gli esponenti più prestigiosi del nostro mondo culturale insieme ai protagonisti più giovani, in un confronto libero e creativo tra tutti coloro che ogni giorno concorrono a rinnovare la cultura italiana e che ne hanno a cuore il prestigio in Italia e nel mondo.

La giornata della "Cultura, Orgoglio italiano" si apre con un confronto tra pubblico e privato nella valorizzazione dei Beni Culturali con Andrea Carandini e Diego Della Valle.

Poi sarà la volta delle testimonianze dei protagonisti delle diverse industrie culturali: musica, teatro, arte, cinema, editoria, territorio e design. Ospiti di questa parte della giornata saranno: Malika Ayane, Francesco Bonami, Ilaria Borletti Buitoni, Francesca Cappelletti, Caterina Caselli, Roberto Cecchi, Stefano Ceci, Cristiana Collu, Luca De Michelis, Sergio Escobar, Gian Arturo Ferrari, Daniele Gatti, Louis Godart, Roberto Grossi, Don Antonio Loffredo, Daniele Luchetti, Paolo Pininfarina, Alba Rohrwacher e Riccardo Tozzi.

Le conclusioni saranno affidate a Luca Cordero di Montezemolo e al Ministro dei Beni e delle Attività culturali Giancarlo Galan.

La giornata si potrà seguire dalle ore 14,00 in diretta video sul sito di Italiafutura.



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#2 da marco boggio, inviato il 24/6/2011
Ho condiviso con grande passione i temi trattati dal convegno del Teatro Argentina. Finalmente sento una voce autorevole in grado di rappresentare una parte di società civile italiana che, finora, non ha trovato nella politica alcuna soddisfazione. Ho 43 anni e sento di dovermi impegnare in prima persona per il futuro di questo paese partendo proprio dalla cultura che rappresenta una risorsa vitale per il nostro paese e che è nel dna di ogni singolo italiano/a. L'Italia è un paese piccolo ma complesso. E sopratutto in rapido cambiamento in un contesto europeo. Abbiamo bisogno di essere rappresentati da uomini e donne che abbiano il senso della società civile perchè hanno saputo costruire nel loro campo di attività referenze chiare e solide. Abbiamo bisogno di uomini e donne che siano educati al buongusto e al senso estetico ma che sappiano cosa significa solidarietà e lavoro. L'Italia, come ha detto il Presidente Montezemolo, deve superare l'empasse in cui si trova e proporsi decisamente come leader di un Rinascimento culturale e, di conseguenza economico, grazie alla società civile che avrà il coraggio e il cuore di contribuire a questa svolta. Mi auguro che Italia Futura continui a dare segni di forte vitalità come quello di ieri a Roma e che sappia rendersi sempre più visibile e presente su tutto il territorio italiano. Ce n'è VERAMENTE bisogno ! Grazie Marco Boggio

#1 da Giulio Portolan, inviato il 23/6/2011
La scala di Maslow è paradossale. Inverte il rapporto tra bisogni primari e bisogni secondari. In economia i primi sono quelli basici, meno importanti, i secondi sono quelli superflui, ma più importanti. Sono bisogni primari il mangiare, il bere, il vestirsi, i bisogni di sicurezza. Sono bisogni secondari l'uso del computer, la musica, il cinema, la realizzazione di sè. La cultura è uno dei principali bisogni secondari dell'uomo. Ma appunto questa scala è paradossale, perchè ciò che è detto primario è secondario, e ciò che è detto secondario è invece primario. Così appunto la cultura è un bene primario, ed è associata alla realizzazione di sè nella vita.



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