Gli amministratori locali in prima linea contro la criminalità
Da oggi i comuni si costituiranno parte civile nei processi per mafia
di
Giacomo D'Arrigo ,
pubblicato il 21 giugno 2011
Stamani l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e la consulta dei giovani amministratori (Anci Giovane) presentano a Palermo la mozione che impegna i comuni a costituirsi parte civile nei processi per mafia.
E’ volentieri che racconto questa iniziativa sul sito di Italia Futura, non soltanto per il fruttuoso rapporto di collaborazione che Anci Giovane ha sviluppato con l'associazione durante l'ultimo anno, ma soprattutto perchè occasioni per discutere di queste cose costituiscono per noi il momento in cui dare testimonianza dell'impegno - non mio personale, ovviamente - di una generazione attiva nei territori, che spesso rimane distante dal clamore mediatico che meriterebbe per ciò che riesce a realizzare.
La mozione è un'iniziativa che abbiamo lanciato (su proposta di alcuni giovani amministratori siciliani) quasi un anno fa - in occasione dell'Assemblea nazionale di Taormina - e che ha già visto l'adesione di tantissimi comuni, a nord come a sud, grandi città e piccoli centri. Una iniziativa che sembra non essere legata al quotidiano, all'amministrare del giorno per giorno, ma che invece lo è fortemente e che forse ha un valore ancora maggiore per motivi facili da individuare, che voglio però ricordare.
Innanzitutto il messaggio che il singolo comune dà alla criminalità organizzata con un proprio atto impegnativo suona più o meno così: da oggi qua non sei più tollerata, anzi se ti manifesti noi ci schieriamo contro in maniera ufficiale e pubblica. Un messaggio dalla forza dirompente, che segna una aperta scelta di campo contro la criminalità organizzata e coinvolge le istituzioni locali, al fianco della magistratura e le forze dell'ordine, nella lotta alla mafia. Un atto del consiglio comunale - organismo di rappresentanza di una comunità - che non soltanto è impegnativo per l'ente locale, ma che ha anche un fortissimo valore simbolico e di esempio per i cittadini: politici, istituzioni locali e amministratori facendo loro stessi questa scelta danno una testimonianza concreta di vicinanza a chi è vittima di attentati, minacce, racket e tutto ciò che di negativo produce la criminalità organizzata; chiedendo così a tutti di impegnarsi dopo che per primi lo hanno fatto loro, segnalando che questo tipo di contrasto è un compito a cui tutti sono chiamati, le istituzioni per prime.
Questa iniziativa, e le numerose adesioni che ha già ricevuto, sono inoltre la testimonianza che nei comuni in questi ultimi anni è cresciuta, sia numericamente che in termini di proposta, una nuova classe di amministratori. Sindaci, assessori e consiglieri comunali che oltre a pensare al governo delle comunità, testimoniano un rinnovato impegno civico fatto di valori ed attenzione alla dimenzione della legalità che sta qualificando una generazione chiamata non soltanto ad amministrare ma anche a guidare le proprie comunità. Anci Giovane si è fatta promotrice di questa mozione che ha visto un convinto sostegno di Anci che ha avviato numerose altre attività, azioni, appuntamenti e proposte analoghe che di fatto hanno determinato un impegno per tutto il sistema nei Comuni rispetto al contrasto della criminalità organizzata e le sue organizzazioni.
In politica esistono diversi momenti, quella della elaborazione, delle idee, del dibattito. Poi c'è forse quella che è propria degli amministratori locali: quella delle decisioni e delle scelte che vanno prese ogni giorno. Questa mozione sta in questa categoria, quella delle scelte coraggiose e giuste ed è per questo che oggi Anci Giovane ed Anci hanno scelto di essere proprio a Palermo, nel territorio, a presentare questa mozione. Come detto, essa impegna ogni singolo comune ma anche il sistema dei comuni, rappresentato al massimo livello da Flavio Zanonato, un sindaco del nord conosciuto per il suo impegno sul versante della sicurezza che di Anci è vice presidente nazionale insieme a Caterina Chinnici, oggi assessore regionale alle autonomie locali e purtroppo simbolo involontario di una lotta che spesso si fa davvero dura sino a colpire gli affetti. Per motivi diversi, testimoni di un impegno che inorgoglisce molti di noi e nobilita il ruolo di amministratore locale.
Consigliere comunale di Nizza di Sicilia. E’ coordinatore nazionale della Consulta dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Giovane, organismo che riunisce e rappresenta gli oltre 27.000 amministratori under 35. E’ componente dell’Ufficio di Presidenza nazionale dell’Anci.