Vizi e virtù della delegazione italiana a Strasburgo sotto la lente di ingrandimento. Verrà presentato anche quest’anno il
rapporto “Antenna Europarlamentare 2011”, edito dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Cambiamento Politico dell'Università di Siena, che presenta punti di continuità con lo studio 2010 e novità importanti e che pubblichiamo in anteprima.
Importante è, prima di tutto, porre l'accento sulle caratteristiche socio-demografiche della delegazione. Se
in termini di età gli italiani sono pressoché in linea con la media europea, è
sulla rappresentanza di genere che la nostra delegazione si distingue in negativo: si presenta, infatti, con un gap di quasi 15 punti rispetto alla media europea (35%). La delegazione con più deputate donne è quella del PDL, mentre quella dell'UDC si presenta tutta al maschile. Il dato sconfortante è che questa endemica sotto-rappresentazione riflette perfettamente la situazione a Roma in parlamento.
Uno dei principali fattori di partecipazione analizzato per tastare il polso alla delegazione italiana è il
tasso di presenze in assemblea plenaria: bassissimo, ben
al di sotto della media europea, e preceduta solamente dalla delegazione britannica (85%), nota per il diffuso euro-scetticismo. Questo dato – peggiorato rispetto all'anno scorso – è un chiaro indicatore della nostra scarsa effettività al Parlamento europeo.
Se guardiamo ai singoli deputati, solo tre hanno partecipato a tutte le plenarie a partire da giugno 2009: Giovanni La Via (PDL), Oreste Rossi (LN), e Francesco Speroni (LN). Singolare è che nessuno dei parlamentari ha fatto registrare un tasso di presenze inferiori al 50%, soglia sotto la quale si perde il diritto a metà dell'indennità percepita.
Se guardiamo più in profondità il tasso di attivismo legislativo dei nostri deputati (che include un'ampia rosa di attività parlamentari, sia in plenaria, che in commissione) – considerando una media europea di 1 – Oreste Rossi (LN) emerge come il parlamentare più attivo con un punteggio di 3,05, seguito dal parlamentare più attivo nel 2010, Mario Mauro (PDL) con 2,39. Tra i parlamentari meno attivi il veterano Ciriaco De Mita (che conferma questo poco invidiabile primato, già ottenuto nel 2010), con un tasso di attivismo pari a 0,17 ed il fondatore e leader del movimento “Io Amo L'Italia” Magdi Cristiano Allam con 0,31.
In generale lo score della delegazione italiana (0,98) è nettamente migliorato rispetto all'anno scorso, avvicinandosi molto alla media europea, ma ancora inferiore rispetto a quello di delegazioni comparabili come quella francese o tedesca. In più, non è da trascurare il fatto che gli italiani siano strutturalmente sotto la media nelle attività più qualificanti della vita parlamentare come l'elaborazione di rapporti, risalendo nella classifica solo grazie ad attività meno rilevanti in termini di incisività, quali la presentazione di un numero molto alto di interrogazioni parlamentari.
Per concludere, poi una buona notizia, che fa ben sperare. Seppur, sotto-rappresentate nei numeri,
le poche deputate italiane presentano un tasso di attivismo di gran lunga più alto rispetto ai colleghi maschi (1,20 vs. 0,92). Alla luce di questo dato, è quindi legittimo chiedersi se favorire un maggiore equilibrio di genere non rappresenti solo una misura di civiltà, ma anche un'opportunità per rendere più incisiva la delegazione italiana a Strasburgo.
Leggi il Rapporto "Antenna Europarlamentare 2011"