La linea del rigore va difesa

Sì alle riforme, no alle mance fiscali finanziate dal deficit

di Italia Futura , pubblicato il 8 giugno 2011
immagine documento
Su questo sito non abbiamo esitato - quando ci è apparso doveroso - a criticare alcune scelte del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Lo abbiamo fatto, in particolare, quando abbiamo constatato che al rigore nella gestione delle finanze pubbliche non si associava una azione riformatrice altrettanto ferma e determinata. Lo abbiamo fatto quando ci è parso che il ricorso ad un improbabile ottimismo supplisse al deficit di volontà politica della maggioranza. Lo abbiamo fatto quando abbiamo visto sparire dal lessico della maggioranza i termini “liberalizzazione” e “privatizzazione”. Lo abbiamo fatto quando abbiamo ritenuto che il rapporto fra cittadino e Stato si stesse squilibrando fin troppo a favore di quest’ultimo, senza che un euro di privilegi e rendite della classe politica venisse messo in discussione.

Oggi, ci sembra doveroso, invece, offrire al Ministro dell’Economia e delle Finanze tutto il nostro più sincero sostegno. Le dichiarazioni di maniera che hanno chiuso il vertice di maggioranza tenutosi lunedì scorso ad Arcore sono, appunto, dichiarazioni di maniera. Esse confermano, assai più che smentire, che con il passare delle settimane le pressioni nei confronti del Ministro perché si vada ad una riforma fiscale finanziata in disavanzo si faranno sempre più pesanti.

Sul versante opposto, il responsabile economico del maggior partito dell’opposizione bolla come “insostenibili sul piano economico e sociale” gli obbiettivi di finanza pubblica impliciti negli impegni assunti dall’Italia in sede europea.

Non c’è da stupirsi che, a distanza di poche ore, la Commissione Europea abbia raccomandato all'Italia di prevenire ogni possibile sforamento dei conti rispetto a quanto programmato.

Italia Futura è convinta da sempre che tornare a crescere debba essere oggi per l’Italia l’obbiettivo al quale indirizzare ogni sforzo. Ma siamo perfettamente consapevoli che non si dà crescita stabile e duratura se non in un contesto di piena e convinta stabilità finanziaria. Perché il paese torni a crescere, è imperativo che la cultura della stabilità che ha rappresentato il volto responsabile dell’Italia nell’ultimo ventennio, non venga incrinata da calcoli elettorali il cui pesantissimo conto sarebbe pagato a lungo solo ed esclusivamente dagli italiani e, fra di loro, soprattutto dai più deboli.

La coalizione di Governo non può pensare di nascondere dietro una mancia fiscale, elargita affrettatamente e senza adeguata copertura, l'ennesimo fallimento nell'eliminare i tanti ceppi che tengono fermo da anni il nostro paese.


Altri articoli di Italia Futura


tag:  ministro tremonti   italia futura   stabilità finanziaria   liberalizzazione   privatizzazione  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER


#6 da Agostino Ratto, inviato il 11/6/2011
ma lo sanno ormai tutti che non siamo in grado di fare sconti fiscali con la situazione nella quale ci troviamo. Dobbiamo anche fare la famosa manovra da 40 miliardi, altro che chiacchere di propaganda ridicola sulla riduzione delle tasse. Togliamo di scena i pazzoidi che ci vogliono portare a fare la fine del Portogallo e di altri Stati in crisi profonda.

#5 da antonio caputo, inviato il 10/6/2011
UN SI FORTE E CHIARO DI ITALIA FUTURA
La linea del rigore nella tenuta dei conti deve accompagnarsi con la ripartenza del sistema paese.
Nell'ultimo triennio l'Italia ha perduto il 17% di PIL.
La produttivita' stenta a decollare.
I redditi di impresa e di lavoro non sommerso sono ultratassati.
L'evasione fiscale e la criminalita' organizzata prosperano.
L'illegalita' di massa e' predicata da chi dovrebbe dare l'esempio e, viceversa si sottrae conuna infinita' di leggi-provvedimento ad personam alla giurisdizione.
Diamo un forte segnale, Presidente Montezemolo, per un SI forte e chiaro al referendum sul legittimo impedimento, che ha un fortissimo valore simbolico e pedagogico per le classi dirigenti del nostro Paese: affermare il prinicipio di uguaglianza di trattamento dinanzi alla giurisdizione,

#4 da mario monopoli, inviato il 9/6/2011
L'attuale compagine governativa continua a non comprendere le vere ragioni della sua Debacle, e cerca di arrampicarsi sugli specchi solo per cercare di recuperare consenso nel paese,come se fosse un suo dovere. In perfetta sintonia con chi sostiene la necessità di mantenere una linea di rigore nella gestione delle finanze pubbliche, credo che il tentativo di offrire "un caffè" ad ogni italiano, proposto da qualche scienziato della politica sia inquietante e, oltretutto, offende la pubblica intelligenza. Se l'attuale classe dirigente usasse lo stesso tempo, passione e determinazione che impiega per legiferare in materia di tutela degli interessi personalistici e/o elettolalistici di qualcuno, anche (non dico solo) per le riforme richieste dal paese, le cose andrebbero decisamente meglio. Penso comunque sia giunto il momento di sperare in una nuova classe politica alla guida del paese.

#3 da Giulio Portolan, inviato il 8/6/2011
Le cifre del nero, dell'evasione e della corruzione spiegano da sole le difficoltà finanziarie dello stato. Il parlamento non è interessato alle riforme, perchè esso è costituto da professionisti, cioè dalle categorie protette, che obbligano la maggioranza a mantenere quelli che Monti chiama "privilegi".

#2 da Alvaro Schieppati, inviato il 8/6/2011
La situazione si fa sempre più difficile. La ripresa è lenta ed in Italia è ancora più lenta. I paesi a rischio default sono in forte difficoltà e L'Europa ci richiama ad una stretta vigilanza sul nostro debito e sul nostro deficit.L'Italia sarà costretta a fare una o più manovre economiche per mantenere le promesse di stablità fatte a Bruxelles. Tremonti per non perdere la sua faccia in Europa tiene duro alle pressioni elettoralistiche di Berlusconi e Bossi. Questi ultimi due sono la pura essenza del nulla in economia, due disperati aggrappati al loro potere che pensano di resistere con giochini fiscali per allocchi, due punti in meno di tasse e due due punti in più di IVA in sostituzione della propaganda sul federalismo finto che non ha pagato elettoralmente. Possiamo continuare altri due anni con questi personaggi? Qui ci giochiamo il futuro nostro e dei nostri figli.

#1 da Giuseppe DR, inviato il 8/6/2011
personalmente penso che purtroppo questa maggioranza abbia perso il treno. quello che serve all'italia per garantire una crescita futura sostenibile sono riforme che, almeno in una fase iniziale, implicano scelte anche dolorose (non solo in termini reddituali ma anche di cultura, di cui spesso si parla anche qui) i cui frutti, in termini di risorse liberate, iniziano a vedersi solitamente 2 o 3 anni dopo. le riforme necessarie a questo paese spesso invocate da imprenditori e anche da Italia Futura implicano delle scelte ovviamente non facili. Nulla e' impossibile ma prendere queste decisioni nel mezzo della legislatura per qualsiasi governo e' difficile soprattutto per una maggioranza che lavora per le politiche del 2013 o potenzialmente anche prima visto che l equilibrio e' instabile. Il governo rischierebbe di arrivare all appuntamento elettorale nel minimo di consenso che di solito dovrebbe arrivare tra il secondo ed il terzo anno di legislatura. a parte riforme molto propagandistiche (i.e. taglio irpef finanziato in qualche modo) non vedo la possibilita che si faccia molto altro. Si guarderanno le riforme di quei settori che non producono malcontento tra i cittadini e tra le varie lobbies (solo inteso come portatori di interessi, e voti), ma che sono giudicate efficaci a livello di marketing. Chiunque si proponga come alternativa deve avere uno schema chiaro di come intende procedere sin dall inizio del mandato, prioritizzando scelte impopolari e dolorose per poi iniziare a vedere i risultati 2 o 3 anni dopo, quando iniziera' ad avere soldi da spendere e allora attuare politiche espansive, in modo ovviamente da far si ripartire il paese ma anche di far risalire quel consenso che poi consente di continuare a essere credibile e competitivo davanti all elettorato, rispetto all alternativa politica.



nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta