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Pensioni, disuguaglianza da record tra dirigenti e non

L'Inps presenta il Rapporto annuale: differenze anche tra Nord e Sud e tra uomini e donne

pubblicato il 30 maggio 2011
immagine documento Un rapporto di quasi uno a 40. La pensione di un dirigente è di 3.500 euro e quella di un co.co.co o co.co.pro è di 120 euro o poco più. Lordi, al mese. Questo uno dei dati che riporta l'Inps nel Rapporto annuale relativo al 2010.

A guidare la classifica delle pensioni sono i dirigenti (3.788 euro in media al mese), quasi raggiunti da piloti e assistenti di volo (3.487 euro). Più distanti tutti gli altri. Sfiorano i 2mila euro i telefonici e chi lavorava per le società elettriche (1.879 euro). Gli ex impiegati dei trasporti e delle ferrovie si attestano sui 1.500 euro.

Tutti gli altri si fermano sotto gli 800 euro. Tra questi la categoria più numerosa, quella dei lavoratori dipendenti, quasi nove milioni e mezzo di persone, ha una pensione di 861 euro. Sempre meglio dei commercianti (707 euro), degli artigiani e agricoltori (2,7 milioni di pensionati a 611 euro) e dei preti (574 euro). E soprattutto mai così male come i co. co. co.: 1.570 euro l'anno, 121 euro al mese, 96 euro in media alle donne, 130 euro agli uomini. Per ora si tratta di 245 mila persone. Ma crescono.

Un'altra distanza significativa è quella tra le aree del Paese. Le pensioni erogate al Sud, scrive l'Istat nel Rapporto annuale, sono più basse di quelle del Nord-ovest di quasi un quinto, ovvero del 19,5% e del 12,1% rispetto alla media nazionale. Per fare un esempio, nel 2009 un pensionato meridionale prendeva in media 9.501 euro lordi l'anno, una cifra di gran lunga inferiore se paragonata agli assegni erogati al Nord-ovest (11.805 euro), Nord-est (10.959 euro) e Centro (11.317 euro). E, ovviamente, alla media nazionale pari a 10.808 euro.

Inoltre tra il 2004 e il 2009 è lievitata la quota di pensioni assistenziali, tra cui invalidità civile e assegni sociali, erogati al Sud: sono il 44,2% rispetto al 43,8% del 2004. Non così l'importo medio annuo: 4.656 euro nel Mezzogiorno contro i 4.810 euro del Nord-ovest e i 4.730 euro della media nazionale.

Oltre all’esame per classe e area di appartenenza emergono notevoli differenze - si legge nel Rapporto - nella distribuzione degli importi tra i sessi. Il 61,3% delle pensioni erogate alle donne si situa al di sotto dei 500 euro mensili, a fronte del 36% per gli uomini. Nella fascia di importo successiva, da 500 a 1.000 euro mensili, prevalgono le pensioni femminili con il 30,5% rispetto al 24,9% delle pensioni maschili. Il trend si inverte nelle classi di importo più elevato, dove le pensioni dei titolari maschi presentano pesi percentuali nettamente più significativi: il 18,9% tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili (contro il 5,6% per le donne) e il 20,2% con importi superiori ai 1.500 euro mensili (a fronte di appena il 2,6% per le pensioni erogate alle donne).






tag:  pensioni   inps   lavoratori   nord   sud  


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#1 da Giuseppe Savoia, inviato il 30/5/2011
Siamo una nazione che sta crescendo senza pensare al futuro, oggi chi vive nel mondo del lavoro con difficoltà in termini di stabilità contrattuale si troverà un domani senza possibilità di un futuro pensionistico.
I politici poco parlano di questo ma la crisi del welfare state che nel secolo passato ha sconfitto le massa di povertà ci porterà ad avere tra venti anni una parte consistente della popolazione che a causa della improduttività del sistema pensionistico vivrà in stato di povertà con pensioni che non permetteranno di arrivare a livelli accettabili di sussistenza.



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