A voi la parola

Scuola, le conseguenze dei tagli

Insegnanti di sostegno, lezioni di inglese, informatica e palestre: manca tutto

di Vincenzo Arculeo , pubblicato il 27 maggio 2011
immagine documento Le azioni legislative e le decisioni che mirano a migliorare il funzionamento della scuola pubblica sono necessarie e qualora avessero come vero obiettivo il bene degli alunni e la salvaguardia del loro futuro, nessun genitore si ritroverebbe a manifestare e protestare il suo disappunto.

Negli ultimi anni si è molto discusso sui tagli, reali ma negati, sulle tasse nascoste che le famiglie affrontano annualmente, sotto forma di cancelleria, contributi economici “volontari” richiesti dai dirigenti scolastici, carta per fotocopie o igienica, detergenti etc... Abbiamo abbozzato e proseguito.

Classi numerose, alunni senza insegnamento dell’inglese, dell’informatica, assenza di palestre, bambini che attendono l’assegnazione dell’insegnante di sostegno: abbiamo stretto i denti e proseguito.

Un figlio con un percorso scolastico definito dalla legge X, un altro che ritorna al maestro unico, sono ostacoli che si superano.

Adesso però si sta oltrepassando il limite: l’accorpamento in corso d’opera di classi già costituite e funzionanti, realizzando ad esempio 3 seconde elementari da 4 prime elementari, non è un’invenzione, ma quello che ci è stato comunicato per la scuola Papa Wojtyla di Roma, per l’anno scolastico 2011-2012. La fusione di classi comporta la perdita della continuità didattica e un notevole lavoro di ricomposizione del nuovo gruppo che spesso genera la rottura di equilibri faticosamente costruiti in ciascuna delle due classi originarie.

Si dovrà effettuare lo “smembramento” di un gruppo classe: in base a quale criterio? Come spiegare ai nostri figli che la loro maestra doveva liberarsi per occuparsi di una nuova prima elementare?

Con le note nn. 10572 e 11825, rispettivamente del 06/04/2011 e 21/04/2011, il Dirigente dell’Ufficio X – Ambito Territoriale della Provincia di Roma ha comunicato di aver concluso il procedimento di determinazione dell’organico di diritto del personale docente della Scuola Primaria. A fronte di un aumento di nuove iscrizioni di 1636 alunni, sono state “tagliate” 111 classi già funzionanti e le nuove richieste di Tempo Pieno (52 classi) effettuate dalle famiglie non sono state soddisfatte.

Nella quasi totalità delle scuole elementari di Roma e provincia non sono stati assegnati gli insegnanti specialisti di inglese. I docenti di sostegno in organico di diritto sono stati assegnati con un rapporto di 1 ogni 4 alunni, circa. Ad ogni scuola è stato ridotto l’organico docenti di almeno una unità, a prescindere dalle classi assegnate. I tagli sono pesantissimi.

Nel prossimo anno scolastico avremo inoltre un significativo aumento di alunni per classe anche in presenza di bambini diversamente abili, fino a 27/28, nonostante la normativa vigente preveda, rispettivamente, agli artt. 5 c. 2 e 4 c. 1 del D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009 che “le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni […]; […] è consentito derogare, in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola".

Senza contare che in classi così numerose, in spazi inadatti, è probabile che le scuole non potranno garantire attenzione e sicurezza per i bambini.

Il problema non è certo circoscritto alla capitale, la situazione è la stessa in molte parti della nostra Nazione: un bel regalo per i suoi 150 anni. Il vero problema è che qualcuno negherà l’evidenza, qualcuno che è ormai molto distante dal Paese reale.



38 anni, è un ingegnere chimico nato a Palermo e residente a Roma da quasi 3 anni. E' il papà di Michela, 9 anni, e di Alessandro, 7 anni, alunni di quarta e prima elementare.


tag:  scuola   tagli   a voi la parola  


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#4 da Andrea Arsani, inviato il 4/6/2011
Noi Italiani siamo buffi...tutti bravi a lamentarsi: è stato tagliato troppo questo, troppo quest'altro, le tasse sono troppo alte, l'economia non cresce... signori è ora di rendersi conto che le casse dello stato sono vuote. La situazione disastrosa della scuola oggi è figlia di 40anni di mala amministrazione. E ora cosa leggo?? Mancano gli insegnanti specialisti di inglese? Ma stiamo scherzando? Nel 2011 se un insegnante delle scuole elementari non è in grado di insegnare l'inglese deve cambiare mestiere. E' una cosa inaccettabile. Questo si chiama razionalizzare: mettere da parte le persone che non sono più in grado di svolgere il loro lavoro per mancanza di competenze e assumere persone al passo coi tempi. Come possiamo pretendere di avere una scuola moderna con insegnanti... obsoleti!

#3 da Felicita De Negri, inviato il 31/5/2011
posso condividere la protesta contro la politica dei tagli. Tuttavia la crisi attuale della scuola pubblica viene da lontano: da una dissennata politica scolastica condotta dai governi della prima repubblica, per cui, a fronte dell'allargamento della platea scolastica, si è voluto abbassare il livello di preparazione dei discenti e dei docenti. I meccanismi di reclutamento del personale insegnante - riconosciamolo, anche se a malincuore - ha privilegiato, per più di un quarantennio, l'esigenza di offrire un'occupazione (molto comoda)ad un numero crescente di disoccupati intellettuali

#2 da Agostino Ratto, inviato il 31/5/2011
Volutamente vado fuori tema, anche se vi è un filo logico che lega gli argomenti. Avete visto i risultati delle vptazioni? Con questa scelta decisa i cittadini hanno fatto capire che ragionano ancora e non accettano bugie, incapacità, leggerezze, errori, intrallazzi. Attenzione: questo ragionamento vale per tutti gli schieramenti, ma per ora abbiamo iniziato con quanti erano al potere. Brava Italia! Viva gli onesti!

#1 da Angelo C., inviato il 28/5/2011
Io credo che tutti questi tagli alla scuola pubblica e questo aiuto tangibile alle scuole private (seppur paritarie)serva ad un unico scopo e cioè quello di creare nuove generazioni di ragazzi ignoranti im modo che essi siano facilemte controllabili e allo stesso tempo garantire il sapere alle classi più agiate...avremo nuovamente una nuova dittatura, un nuovo apartheid dove un minoranza (di ricchi) controlla una maggioranza(di poveri).Alla fine questo c'è sempre stato solo che ora si cerca di renderlo effettivo al 100% nel giro di una decina o ventina d'anni.A questi taglici sono sicuramente motivi dettati da sprechi e malgestione ma di certo non si affrontano così, bisogna riorganizzare le spese non tagliarle ecco perchè, molto maliziosamente, mi viene da pensare che ci sia un fine più grande è cioè renderci ignoranti...lo scopo? farci diventare persone politicamente ma anche socialmente e moralmente malleabili a piacimento della classe politica. Mi scuso se ho utilizzato parole o pensieri un pò forti, ma su questo argomento ho un interesse morale molto forte.Sono molto arrabbiato per questo tipo di scelte e so che, purtroppo, quando si è arrabbiati spesso si dicon o anche cose parzialmente inesatte. Buon lavoro a tutti!



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