Rassegnazione, male italiano

La Stampa

pubblicato il 24 maggio 2011
di Irene Tinagli

"Tutti a casa". Un tempo era un grido di protesta rivolto ai politici, oggi sembra piuttosto una realtà di rassegnazione per milioni di italiani. Tra i molti dati e analisi presenti nell'ultimo rapporto dell'Istat colpisce in modo particolare la persistenza in Italia di un bacino di inattività altissimo, soprattutto tra i giovani e le donne.

Non persone disoccupate in cerca di lavoro, semplicemente ferme. Secondo i calcoli dell'Istat sono circa 3 milioni. Una cifra enorme. E la cosa più preoccupante è che per ben due milioni di queste persone il motivo di questa inattività è la convinzione che, tanto, sia inutile anche cercare lavoro. L'Istat li definisce gli inattivi scoraggiati. La loro percentuale sulla forza lavoro in Italia è più che doppia rispetto alla media degli altri Paesi europei, e sei volte superiore a quella della Francia.


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