L'harakiri del centrodestra

Se il populismo più becero prevale sulla politica di stampo popolare

di Italia Futura , pubblicato il 23 maggio 2011
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In vista del secondo turno delle amministrative di Milano e Napoli la coalizione di governo sembra avere scommesso sulla liquefazione di ogni strategia politica. Già il primo turno aveva rivelato l’insofferenza di tanti moderati nei confronti della retorica dell’estremismo a cui si erano dedicati Berlusconi e i suoi alleati. Evidentemente il messaggio dell’elettorato non è stato recepito con chiarezza. Il presidente del consiglio ha occupato tutti i media televisivi usando toni ed espressioni che mal si conciliano con il suo ruolo istituzionale, così come hanno fatto i numerosi esponenti del governo che hanno paventato fantomatiche invasioni di gay, spacciatori, musulmani e zingari.

Ma non sono queste le preoccupazioni della stragrande maggioranza degli italiani: mentre le ultime statistiche segnalano che un italiano su quattro sperimenta la povertà e la disoccupazione giovanile raggiunge ogni mese un nuovo record temono piuttosto gli effetti catastrofici della mancanza di crescita. Geniale, poi, la sparata della Lega di spostare a Milano alcuni ministeri: una proposta che se tradotta in pratica significherebbe più spesa pubblica e meno efficienza amministrativa.

Il centrodestra, invece di incalzare le proposte di Pisapia sulla base del contenimento della spesa, sembra orientato a scavalcarlo a sinistra offrendo mance elettorali sotto forma di nuovi posti pubblici che i già tartassati cittadini italiani dovranno poi pagare. Una proposta che dimostra il passaggio del PDL dalla rivoluzione liberale al neostatalismo elettorale. E tanto per non farci mancare nulla la Moratti promette condoni sulle multe a Milano e Berlusconi la sospensione degli abbattimenti degli immobili abusivi a Napoli. Anche in questi casi siamo di fronte a provvedimenti che mal si conciliano con la tradizione del centro destra (dov'è finito il richiamo a legge ed ordine?).

L'ultima settimana di campagna elettorale riserverà nuove eccitanti sorprese e l'esito dei ballottaggi è tutt'altro che scontato. Ma di sicuro possiamo dire che questo centrodestra non ha più nulla a che fare, nei toni e nei contenuti, con quello che una forza moderata dovrebbe rappresentare in un grande paese europeo.

Lo spostamento a sinistra del PD e l'evanescenza del Terzo polo che, decidendo di non scegliere, ha rinunciato persino a fare l'ago della bilancia, avrebbero dovuto semplificare il compito al PDL nella riconquista degli elettori moderati. Invece di tornare ai contenuti tradizionali delle coalizioni di centrodestra (liberalizzazioni, contenimento della spesa, sussidiarietà, sicurezza e legalità etc..), si è deciso di procedere sulla strada di un populismo becero e confuso.

Ma in un paese in maggioranza moderato che avrebbe disperato bisogno di una seria politica di stampo popolare e liberale, lo spettacolo che si offre è l'harakiri di un centrodestra che sceglie la strada della guerra civile a bassa intensità. Ben più del candidato della sinistra, è questa decisione che rischia di far avverare la profezia di Bossi: "con Pisapia ci tagliamo le balle".


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#27 da Claudio Maretto, inviato il 27/5/2011
Mi sono stufato di votare " CONTRO " pur di non vedere più Berlusconi al governo. BASTA !!!

#26 da Marco Locati, inviato il 24/5/2011
Berlusconi ed il centro destra hanno avuto per quasi vent'anni un'opportunità storica di cambiare l'Italia e di corregere alcune debolezze di vecchia data. Hanno malamente sprecato questa opportunità trasformando la politica in populismo di bassa lega. Quella a cui assistiamo è probabilmente la farsa finale con cui si chiude di un periodo che avrebbe potuto essere ricordato tra le grandi pagine della storia d'Italia, ma che ha completamente deluso le aspettative. Penso che ora tocchi a qualcun'altro provarci.

#25 da Asio otus, inviato il 24/5/2011
Uno spettacolo assolutamente indecente, aggravato dall'ottusità di chi lo proprone: il turno precedente è andato male proprio per la campagan troppo aggressiva e lo cosa fanno? Aumentano il grado di aggressività! Portare i ministeri in giro? Sarebbe una procedura dispensiosa e soprattutto inutile. E' vero che un ministero porta posti di lavoro alla città che lo ospita, ma i lavoratori romani cosa farebbero? Verrebbero tutti licenziati o costretti a trasferirsi in massa a Milano o in qualunque altra città desiganta da questo fantomatico "decentramento"? Lo spostamento di un ministero porterebbe posti di lavoro in una città ma ne toglierebbe a un altra, con il risultato di lasciare invariato il numero totale di posti di lavoro disponibili. Bel modo di rimediare alla disoccupazione occupazione. In più mi chiedo: Milano ha bisogno di ministeri? Non essendo milanese non posso conoscere i problemi della città, ma non credo che essi sarebbero risolti da ministeri distaccati e condoni sulle multe. Le dichiarazioni razziste di oggi poi, sono l'ultima goccia.

#24 da ferdy, inviato il 24/5/2011
LETTERA PUBBLICATA DA UNA COLLEGA FARMACISTA.
Tratta dal sito parafgarmacienews.

Pane, salame e ottimismo

Non sono un’economista ma sono una che osserva, elabora, ragiona e trae le proprie conclusioni. Nell’algoritmo mentale che tenta di trovare una soluzione per risolvere o meglio affrontare i problemi che stiamo vivendo, viene fuori un modello che a molti non piace, ma che a me sembra una delle strade da percorrere.

E per meglio comprendere ciò che dico, vi descrivo una tipica conversazione che intercorre tra me e i miei clienti:

Ore 8:30 Apertura della mia Parafarmacia;

- Buon giorno Dottoressa, credo di avere una intossicazione. Torno adesso dal medico che mi ha prescritto le Fosfor…(farmaco in fiale di larghissimo uso in caso di intossicazione) e mi mostra la ricetta.

- Spiacente ma si tratta di un farmaco di fascia C, che richiede appunto ricetta medica ripetibile e noi non lo possiamo dispensare.
- E allora cosa devo fare?
- Deve rivolgersi al Farmacista.
- Me lei non è una Farmacista?
- Si, ovviamente. Intendevo dire Farmacista in Farmacia. Se vuole posso darle le siringhe e tutto l’occorrente.
- No grazie, visto che ci sono, compro tutto li.

Mah…. e uno.

Ore 11:00

- Salve. Vorrei una confezione di Bentel…… (corticosteroide di sintesi di largo consumo), ne ho urgente bisogno e mi mostra la ricetta.
- Spiacente ma si tratta di un farmaco di fascia C, che richiede ricetta medica ripetibile e noi non lo possiamo tenere.
- Ma io lo pago in Farmacia, costa pochissimo e qui c’è la ricetta.
- Capisco benissimo, ma come le spiegavo non possiamo dispensare farmaci in fascia C che richiedono ricetta medica, poichè non siamo autorizzati.
- Mi saprebbe indicare la Farmacia più vicina?

Mah…. e due.

E così per tutto il giorno….. e io li a sbracciarmi dando indicazioni sul percorso più breve che porta alla Farmacia, giri a sinistra, imbocchi la prima a destra e via dicendo….e intanto penso che io conosco bene il principio attivo di quel farmaco, ne conosco le caratteristiche chimiche, le indicazioni, i dosaggi, gli effetti collaterali. Ho preso una Laurea in Farmacia a pieni voti per questo.

E pensare che avrei potuto venderglielo anch’io quel farmaco, se solo la seconda “lenzuolata” di liberalizzazioni fosse stata approvata. Avrei potuto venderglielo, e se solo fosse cambiata la legge anche in tal senso, applicando lo sconto, che poi, parliamoci chiaro, è quello che in questo momento la gente chiede. Il risparmio, qualche centesimo in più in tasca. E le liberalizzazioni funzionano, ve lo assicuro, perchè da quando ci siamo noi la gente ha risparmiato, e pure un bel po. Ma io il farmaco in fiala non lo posso vendere, perchè io sono una farmacista che adesso viene definita “para-farmacista”, una sottoclasse di professionisti nuova di zecca.

Noi titolari di parafarmacia chiediamo di poter vendere anche i farmaci che richiedono ricetta medica bianca

Noi chiediamo la fascia C.

La chiediamo perchè i farmaci che rientrano in questa fascia, possono essere acquistati solo in farmacia. Ma in farmacia troviamo i farmacisti, si o no?

Io sono una farmacista, e pure brava e competente. Ho una Laurea, sono abilitata all’esercizio della professione di farmacista, ho le competenze più che sufficienti per dispensare anche i farmaci di fascia C.

L’attuale legge in vigore è quanto di più iniquo possa esistere. E’ come se un Avvocato, regolarmente iscritto all’Ordine di appartenenza, non potesse esercitare la libera professione se non all’interno di una struttura pubblica, a numero chiuso, tipo casta, per intenderci, senza avere la possibilità di aprire uno studio legale e mettere in atto la sua professionalità. Non mi risulta che esistano i paraavvocati, o i paraingegneri, o i paraarchitetti e così via discorrendo. Ma la Costituzione Italiana non sancisce pari dignità tra i possessori dello stesso titolo di studio?

L’alternativa più sensata e urgente è la concessione della fascia C agli esercizi farmaceutici denominati parafarmacie. Non importa che le liberalizzazioni provengano da Governi di destra o di sinistra. I tempi che viviamo le impongono, urgentemente.

Io, i miei clienti, i miei colleghi, i giovani iscritti alla Facoltà di Farmacia, tutti chiediamo con forza la concessione della fascia C, la trasformazione delle “para”farmacie in FARMACIE NON CONVENZIONATE. Chiediamo di poter dare più servizi, più assistenza. Chiediamo di poter esercitare la professione a tutto tondo, di poter essere più utili, di poter utilizzare la Laurea che con tanti sacrifici abbiamo conquistato e che, vi assicuro, ha lo stesso valore di quella dei farmacisti titolari di farmacia e dei loro eredi. Chiediamo di non essere più i “para” di nessuno.

Il caduceo che porto sul mio camice non è un “para” caduceo e l’Ordine provinciale dei Farmacisti che me lo diede mi equipara agli altri miei colleghi.

Il nostro Premier continua a dire che serve ottimismo.

No, non serve ottimismo. Servono liberalizzazioni, servono soldi.

Ho provato a pagare pane e salame con un sorriso, ma il negoziante non l’ha presa bene.

Cordiali saluti.



#23 da Dr. Giovanni Monte, inviato il 24/5/2011
Per crearsi dei concetti giusti sulla vita sociale bisognerebbe capir bene che rapporti “reali” che ci sono tra i Cittadini e le Istituzioni nelle quali vivono. Chiunque osservi con spassionatezza la Vita Sociale Italiana scoprira` che in fin dei conti tutto cio` che ci circonda in fatto di Istituzioni italiane, proviene dai provvedimenti e dalla volonta` dei cittadini stessi, e ne rappresentano loro stessi la inconfondibile degradante risultante.
E chi giunge a questa convinzione finira` anche per dirsi che nella Vita Sociale tutto dipende in primo piano dal fatto che I Cittadini si rivelino Individui Sociali o Asociali in base alle loro forze, alle loro capacita` e alla loro mentalita` nei confronti di altre persone.
Solo i Cittadini con una sana e moderata struttura mentale sociale e con una visione comunitaria della vita, potrebbero dare origine a Vere Istituzioni che favoriscono la socialita`, la meritocrazia e l`etica.
Pero`, e c`e` un pero` particolarmente importante: per la maggior parte del Cittadino Italiano di oggi, la cosa piu` importante e` che non Lo si chiami in causa personalmente. Il Cittadino italiano accetta senza problemi che si parli della necessita` di migliorare le Istituzioni italiane, persino di trasformarle, ma …. quando il discorso si sposta sull`esigenza che lui stesso (il Cittadino) cambi qualcosa “di concreto” della propria disposizione d`animo, nel proprio modo di vivere, allora Lo sente come un attacco diretto alla sua dignita` di Cittadino e Essere Umano. … Il Cittadino italiano non ha problemi a sentire dire che lstituzioni italiane devono ricevere un`impronta di solidarieta` sociale, ….. ma non sopporta che si chieda a Lui di comportarsi in modo sociale, civile e democratico.
…. Forse e` stata fatta l`Italia prima di formare gli Italiani ! … E percio`, forse ha ragione chi ha detto che: ogni Popolo ha il Governo che si merita ! ... E allora perche` non vergognarci tutti insieme ?... E, perche` far finta ora di essere sorpresi ? … Il Premier non ha MAI avuto un linguaggio, stile, galateo, buon senso e comportamenti da Premier, … ed allora perche`meravigliarsi oggi ?... E` ben noto che la ricchezza del Premier non e` mai stata generata onestamente dal sudore della sua fronte e ne ` da metodi di guadagni seri ed etici, …. ed allora perche` lamentarsi oggi ?... E perche` nelle Nazioni democratiche queste “anomalie” o “metastasi sociali” non ci sono ? ...… Fino a quando vogliamo prenderci tutti in giro ? … Grazie e buon lavoro, ciao

#22 da Angelo C., inviato il 24/5/2011
Condivido a pieno tutto ciò che è scritto nell'articolo. Lo condivido subito in rete...non si può aspettare un minuto di più. Buon lavoro a tutti.

#21 da Alvaro Schieppati, inviato il 24/5/2011
Volendo sintetizzare questo articolo credo voglia mandare 4 messaggi:
1) I politici di centrodestra con la loro propaganda sembrano usciti da un film di Totò, quindi fuori dal contesto reale del paese.Via!
2)Il paese è immobile con cedimenti gravi. Soluzione spostare i ministeri.Demenziale, Via!
3)La maggioranza moderata avrebbe bisogno di persone che affrontino i problemi ma le persone non ci sono nell'ambito politiico o più ottimisticamente non hanno visibilità nei loro partiti...
4)Il centro non ha una vera rappresentanza politica, se non prendono una posizione chiara nei ballotaggi, mentre il paese vive una situazione drammatica, significa che sono dei molli stupidamente prudenti ma questa "gente" non serve alla politica ed all'Italia.
Do atto a Italia Futura di essere una concreta speranza, infatti occorre metterci la faccia per poter dire qualcosa e Montezemolo ha cominciato a farlo.Vada avanti!

#20 da Giulio Portolan, inviato il 24/5/2011
IL Terzo Polo non poteva dare indcazioni di voto perchè esso è diviso al proprio interno in sostenitori della sinistra [API], della destra [UDC] e di entrambi gli schieramenti [Bocchino a sinistra in funzione antiberlusconiana e Urso e Ronchi a destra].

#19 da Agostino Ratto, inviato il 24/5/2011
Premetto che non parteggio per questo Centro Destra confuso, incapace, improvvisato, con avanzi molto scarsi della prima Repubblica, una sorta di Serie C dei politici che a suo tempo abbiamo conosciuto, pur con tutti i loro limiti ed errori. Detto questo, per esperienza mi rendo conto che questi politici improvvisati non sono in grado di battere un colpo in favore della necessaria politica industriale. Sento solo parole vacue e non vedo nessun intervento, con la scusa che industria e commercio devono andare avanti seguendo il mercato. Poveri illusi! ma vedono come si comportano Franciaa e Germania soprattutto quando una dittaa straniera tenta di scalare un loro centro industriaale? Ma dove hanno vissuuto questi pargoletti incapaci? si traatta forse dei soliti raccomandati che con la politica hanno scalato il potere e le scrivanie? Stiamo daavvero freschi e overetti i nostri giovani! Avanti allora con i lavori precari, con le partite iva fasulle, i contratti aa termine senza prospettive soprattutto per il Paese Itaalia.

#18 da carlo grezio, inviato il 24/5/2011
Era ora : finalmente la gente perbene e colta torna a dire con chiarezza quello che non avremmo mai dovuto smettere di gridare.
Per chi come me, ormai 15 anni fa, da presidente di associazione industriali e da membro di giunta in confindustria sperava di vedere una grande stagione di riforme,ed ha invece assistito al peggior decennio della storia italiana. Per chi , come me, ha dovuto constatarne il fallimento day-by-day, l'incosistenza culturale delle nuove destre, la cialtronaggine leghista, il nulla tremontiano, vedere finalmente che Montezemolo con sempre maggiore chiarezza, Bassetti ed borghesi illuminati di Milano, D'Amato che con grande onestà ammette l'errore e la delusione, questa ripresa di dignità è finalmente aria nuova e nuova speranza di rinascita.
Questo paese, grazie ad una percentuale enorme di felloni e cialtroni riesce spesso ad inabissarsi e lasciare spazio a gente impresentabile.Pocoprima di schiantarci però siamo spesso riusciti a rinascere e a riprendere il volo.E' ora di farlo.E la rinascita parte solo con la definitiva separazione di berlusconi e lega dal potere.Qualcuno ancora dice : ma che alternative vi sono? E' un falso problema.Peggio di così non può fare nessuno.Un pirla qualsiasi farà senza dubbio meglio.Ripartiamo da Milano e da Napoli : sono sepolte dalla vergogna, ma da lì si può provare a ripartire.

#17 da luigi faggiani, inviato il 24/5/2011
Protagonisti di una politica di cambiamento.
Mi sembrano buone parole, ora occorre passare ai fatti.
Senza tanti tatticismi bisogna agire con risolutezza e tempestivamente.

#16 da Fabrizio, inviato il 24/5/2011
Quello che mi spaventa, oltre ai toni fuori dalle righe, è la totale mancanza di contenuti. Ma esattamente questi signori in che modo vorrebbero risolvere i problemi del paese ? non sento da nessuna parte politica un piano (non dico serio, ma almeno un piano) per risollevare l'Italia. Classe dirigente, se ci siete battete un colpo..

#15 da Mauro , inviato il 23/5/2011
Siamo alla frutta... io personalmente credo che chi utilizza certe espressioni, evocando paure basate sul razzismo più becero, si basa su armi spuntate che nascondono solo una grande incapacità di fondo: nel governare o semplicemente nello sperimentare. Da un po' di tempo a questa parte la politica italiana vede tra i protagonisti personaggi arrivati al potere con scorciatoie, scagliandosi contro "la vecchia politica" e denunciandone i comportamenti scorretti, mirando in realtà alla stessa poltrona e inneggiando a tematiche patetiche che non vanno oltre la suggestione popolare. E' impensabile, in una democrazia veramente moderna, affrontare una campagna elettorale privi di un vero programma e senza neanche una qualche timida idea ... ci si limita solo a profetizzare che, eletto l'avversario, si sarà inondati da gay, rom e musulmani. Ai programmi sono state sostituite le invettive all'avversario, alle proposte gli slogan, alla dialettica la volgarità. Ancora una volta il tutto è a danno del nostro paese che non cresce. La sicurezza non si raggiunge inveendo contro gli stranieri ma con la giustizia sociale...

#14 da Patrizia, inviato il 23/5/2011
Dare del medievale a questa destra di governo che facendo leva su paure ancestrali s'ingozza al banchetto che ha fatto dell'Italia da 10 anni è fare torto al Medioevo.Questo governo ha portato alla bancarotta l'Italia e creato una classe di nullafacenti pregiudicati e corrotti che ha causato miseria dilagante e disoccupazione mentre si è arricchita smodatamente

#13 da Luigi, inviato il 23/5/2011
Signori,
per evitare incomprensioni innanzitutto vorrei chiarire chi sono.
IO SONO DI SINISTRA.
Sinistra come ideale di uno stato sociale, solidale, che non dimentichi i meno fortunati e che non deleghi al privato settori determinanti come la sanità e l’istruzione.
Credo fermamente in alcuni valori considerati di destra come la legalità e la meritocrazia.
Meritocrazia nel riconoscere che l'uguaglianza non deve essere di fatto ma di opportunità.
Legalità nel senso di legge uguale per tutti e certezza della pena. Se si sbaglia si deve pagare sia che tu sia Italiano, Africano, Latino-Americano od anche Statunitense se fai cadere funivie per uno sciagurato gioco.

Detto questo purtroppo in Italia (che riconosco in maggioranza storicamente conservatrice) non c’è mai stata una destra vera, una destra classista che difende certi interessi ed appunto persegue le finalità sopraccitate.
La destra italiana è sempre stata, ed ora lo è più che mai, populista.
Una destra populista è storicamente una destra pericolosa. Mussolini veniva dal Partito Socialista e non a caso la parola nazismo deriva da Nazional Socialismo (una contraddizione in termini, il socialismo non può essere nazionale perché rinnega il suo ideale di eguaglianza universale dell’uomo).

Inutile nasconderci che questa destra esiste in quanto servile a Berlusconi che la alimenta con le sue televisioni ed i suoi media.
Inutile riepilogare la storia recente e passata ma da frequentazioni di personaggi in odor di mafia a scandali sessuali (e vorrei ricordare che l’accusa di concussione e la prostituzione minorile sono reati non storie di letto) in Italia abbiamo soprasseduto a situazioni che nessun altro popolo civile avrebbe accettato.

Siccome una società civile in Italia c’è, con visioni diverse ma comunque dignitose e degne di egual dignità, credo che questa società dovrebbe unirsi per il superamento dell’anomalia in cui siamo e poi, dopo aver riassettato le regole comuni stravolte in questi anni, tornare a fronteggiarsi sulle diverse visioni della vita che si hanno.
IO CI CREDO.

Scusatemi se sono stato troppo prolisso.
Grazie per l’ospitalità concessami
Saluti
Luigi

#12 da Alfredo Della Ragione, inviato il 23/5/2011
sono d'accordo con francodevi. Ormai bisogna estirparli. Il fatto è che non siamo mai stati capaci, storicamente, di organizzarci, tutti, e dare inizio ad una dimostrazione di protesta, come si deve. N on sappiamo neanche da dove cominciare. Tuttavia sono convinto che basta una scintilla, la famosa scintilla; allora sarà proprio difficile fermarci. Parola

#11 da Giulio Portolan, inviato il 23/5/2011
Il Terzo Polo non poteva scegliere. L'API è orientata a sinistra, l'UDC a destra (come dice Massimo Franco), e FLI è diviso al suo interno. E' di destra, ma Bocchino è antiberlusconiano, quindi tatticamente oggi di sinistra, Ronchi e Urso votano destra. I singoli partiti del Terzo Polo avrebbero potuto scegliere, ma si è deciso di rimanere uniti, saggiamente, e così si è dovuto non scegliere. La società italiana non è pronta per il Terzo Polo, che ha una vocazione maggioritaria, essendo immagine della DC del futuro. E' stato scritto che Montezemolo non scende in campo perchè se il governo dura fino alla fine naturale della legislatura, sarebbe oggetto di due anni di logoramento. Prevedo che alla fine ci sarà un risultato sorprendente del Terzo Polo guiadato dal Presidente della Ferrari. Ma questo scenario non è attuale. Attenzione però. Perchè oggi sul Corsera alcuni del PDL hanno paventato un "rischio implosione". Da questo punto di vista Italia Futura è fattore di stabilità per la vita politica del paese.

#10 da Vincesko, inviato il 23/5/2011
Per la legge dei vasi comunicanti, come opportunamente spiegato da Eugenio Scalfari, la globalizzazione ha comportato e comporterà: a) la tendenza al livellamento dei salari (verso l’alto nei Paesi in via di sviluppo; verso il basso in quelli sviluppati); b) anche dei prezzi, ma solo in parte: un’aliquota delle merci prodotte ed esclusi tutti i servizi): c) la delocalizzazione di una parte delle industrie con conseguente perdita di posti di lavoro; d) un peggioramento dei diritti e della normativa sul lavoro, con conseguente depauperamento di aliquote significative di lavoratori dipendenti a beneficio dei datori di lavoro, anche nei settori sottratti alla concorrenza internazionale, e l’aumento delle differenze sociali. In Italia ci sono quasi 4 milioni di lavoratori precari - che, secondo Cesare Damiano, considerando tutti i tipi di contratto, superano i 7 milioni – e, includendo i familiari coinvolti, abbondantemente i 10 milioni). I corifei dell’informazione moderata, utili idioti dei ricchi (mi riferisco ad esempio a Ferruccio De Bortoli a “Che tempo che fa”), criticano un giorno sì e l’altro pure il PD per avere scelto gli “estremisti” (sic) di SEL e non l’UDC. Naturalmente, il giornale del ricco Montezemolo fa lo stesso. In questa situazione di crisi economica ed occupazionale, che sarà dura e lunga (almeno 15 anni), il PD ha scelto di stare con la stragrande maggioranza dei cittadini, per il lavoro stabile ed equamente retribuito, il welfare universale ed una maggiore giustizia sociale, un piano corposo di edilizia residenziale pubblica di qualità: esattamente come in quasi tutti gli altri Paesi UE. Qualche problema, nel PD, forse ci sarà sulla scelta delle coperture finanziarie, quando probabilmente sarà necessario (ma pare non sia opportuno dirlo, chissà perché: sono relativamente pochi, ma di quelli che strillano forte) chiamare a contribuire, secondo capacità di reddito e livello di ricchezza, il ceto medio-alto, oltre ai ricchissimi (quel 10% della popolazione che possiede il 45% della ricchezza nazionale).

#9 da francodevi, inviato il 23/5/2011
Ancora non abbiamo capito che per liberarci da questo coacervo di DELINQUENTI, MAFIOSI, PAPPONI e BALLERINE che stanno affossando e impoverendo il paese, dobbiamo fare come i TUNISINI, EGIZIANI e LIBICI, visto che i metodi DEMOCRATICI e LEGALI nulla possono contro un ASSOCIAZIONE A DELINQUERE POLITICO-MAFIOSA.

#8 da Antonio Fruccio, inviato il 23/5/2011
Non mi meraviglierei più di tanto per tutto quello che sta succendo in questa becera tornata elettorale,in fondo è già da un pò che le buone maniere,la moderazione,sono state messe in soffitto!ma la colpa dal mio punto di vista è divisa a metà,cioè tra questi presunti rappresentanti del popolo e NOI!sì NOI,per troppo tempo abbiamo peccato di lassismo,abbiamo chiuso gli occhi dove non dovevamo,e questo c'ha portato ad avere nelle istituzioni gente indagata,transfughi,mercenari e via dicendo...
E' ora di alzare la testa e provare a costruire un 'Italia Futura' dove sono le nuove leve a gestire la res pubblica,speriamo che un giorno accada.....

#7 da ciro, inviato il 23/5/2011
E' vero, nel nostro paese la destra non è mai stata liberale, e che ci fosse qualcuno che dichiarava di volerla organizzare sembrava un sogno. Per questo Berlusconi ha doppiamente deluso coloro che lo hanno appoggiato e seguito. Dal liberalismo siamo passati allo statalismo,alla compra dei deputati, fino alle cricche. Oggi siamo alla farsa tragica di un potere che non si accorge che, come dice Italia Futura, invece di dare risposte ad un'Italia che si sta fortemente impoverendo, che tutti gli indicatori danno alla deriva, il centrodestra s'inventa il fantasma delle moschee, gli zingari, i drogati, tutto per spaventare l'elettorato. Ma con chi pensano avere a che fare, questi signori? Lo sanno che Milano è una delle prime capitali industriali e culturali dell'Europa? Ovviamente sono offese che i milanesi non possono accettare. E mi auguro puniranno.

#6 da Roberto Stanganini, inviato il 23/5/2011
Basta. Per favore basta... Quando anni fa, parlando di politica tra amici, si raggiungevano certi toni, ci autocensuravamo... Qua, come si dice giustamente nell'articolo, non si impara la lezione, non c'è vergogna, si fa leva su qualunquismo e populismo. E il rischio, a mio parere, e che questo possa continuare a pagare. Tra sette giorni sapremo.

#5 da Fulvio Aversa, inviato il 23/5/2011
http://www.ilpost.it/2011/05/23/letizia-moratti-twitter-sucate/ No comment.

#4 da Carlo, inviato il 23/5/2011
Il caso Milano ha dell'incredibile. Sarebbe stato sufficiente presentarsi agli elettori con intelligenza e garbo con proposte concrete per il bene e il futuro della città. Sarebbe bastato formulare nella stessa lingua della Milano che lavora un elenco di punti essenziali per il risanamento e lo sviluppo di questa città. E invece si è scelto l'insulto e il disprezzo e l'odio sul piano propositivo. E questi me li chiamate "grandi comunicatori"? Arrivare a comprare i voti con la moratoria delle multe? Una scarpa prima e l'altra dopo il voto?

#3 da Francesco, inviato il 23/5/2011
Non l'avrei mai detto dieci anni fa ma ora non m'importa più nulla capire se la destra seria e liberale sia mai esistita in Italia, non m'importa nemmeno capire se ItaliaFutura è di destra, di centro, di sinistra o perché i moderati abbiano messo 20 anni ad accorgersi che Lega e Pdl sono inadempienti. M'importa solo che qualcuno faccia qualcosa ORA per il paese e non contro l'avversario politico di turno. La campagna elettorale milanese di Lega e Pdl è l'apice della malapolitica e leggerlo nell'"editoriale di oggi" è - intanto - confortante.

#2 da Attilio Tirelli, inviato il 23/5/2011
L'editoriale di oggi affronta il tema centrodestra facendo riferimento a tradizioni delle quali nessuno, in Italia, è mai stato testimone. Mi sembra un richiamo inopportuno alla "rifondazione" del centrodestra, essere liberali è cosa diversa.

#1 da Fabrizio Benassi, inviato il 23/5/2011
Questo paese ha la necessità, come fosse acqua per chi si è perso nel deserto, di una seria politica di stampo popolare e liberale. Sottolineo popolare perchè senza la maggioranza degli elettori non si fa nessuna riforma. Noi tutti scontiamo il fatto che un Partito Liberale e Popolare non ci sia mai stato, tranne Forza Italia nelle prime intenzioni. Speriamo che ci sia un leader generoso, che sappia stare tra la gente, lungimirante, grande lottatore, pronto ad affronatre scelte impopolari e che riesca a promuovere le idee liberali e nello stesso tempo una larga coalizione, unendo la maggioranza degli italiani. Sapendo anche che, come spesso accade, sarà facilmente destinato a subire conseguenze elettorali negative, ma più facilmente passerà alla storia di Silvio Berlusconi. Le riforme liberali, se fatte seriamente, in Italia non risparmierebbero nessuno.



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