Un'Italia di moderati in cerca di rappresentanza

Nel voto amministrativo cresce la richiesta di nuova politica

di Carlo Calenda e Andrea Romano , pubblicato il 17 maggio 2011
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Le grandi città hanno sorpreso, rifiutando la militarizzazione del voto che era stata cercata dai protagonisti di un bipolarismo ormai zoppicante. Il berlusconismo “da battaglia” è palesemente in crisi per la prima volta da anni, la Lega è al palo, il Partito democratico cresce solo al prezzo di un rafforzamento della componente più estrema e giustizialista della sinistra, il terzo polo, con pochissime eccezioni, rimane ben al di sotto delle due cifre, la protesta antipolitica cresce di intensità. Il voto mobile e moderato si muove, come avviene in tutte le democrazie nei momenti di passaggio, ma non trova ancora un approdo chiaro in grado di farsi maggioranza. Intanto si chiude un’ennesima, bruttissima campagna elettorale che segna un nuovo record in termini di distanza tra politica e paese reale.

Solo pochi giorni fa un’approfondita analisi svolta dal Sole 24 Ore aveva individuato nel lavoro e nella crescita economica gli obiettivi su cui la maggioranza degli italiani auspicava che si concentrasse la politica. Eppure nessun partito sembra in grado di raccogliere questa domanda. In tutti i paesi avanzati il confronto si concentra sul voto mobile e moderato che, privo di condizionamenti ideologici, determina in larga misura il successo elettorale. Il cosiddetto "sfondamento al centro" è dappertutto un fattore fondamentale per ancorare l'agenda ai bisogni e agli interessi concreti dei cittadini. Lo è stato nelle più incisive operazioni di cambiamento degli ultimi anni (Tony Blair in Gran Bretagna, Angela Merkel in Germania, Barack Obama negli USA) dove la conquista del "centro riformista" è stato obiettivo e strumento decisivo per aprire grandi stagioni di innovazione. In Italia è successo l'opposto, i due grandi partiti "moderati" hanno ostinatamente cercato la radicalizzazione del confronto.

La storia della Seconda Repubblica è stata una storia di estremismi contrapposti che si sono sorretti a vicenda sulla pelle della nazione. Di questo ventennio di guerra civile a bassa intensità oggi le vittime sono proprio PD e PDL. Il primo turno delle elezioni amministrative archivia le residue ambizioni maggioritarie dei due partiti principali di centro destra e centro sinistra e certifica la crisi del bipolarismo all'italiana. Laddove destra e sinistra non sono molto lontane nelle soluzioni concrete che talvolta propongono, la retorica tutta identitaria della contrapposizione ad ogni costo che impedisce di riconoscere legittimità all'avversario e prova a costringere gli elettori a schierarsi ogni volta gli uni contro gli altri, ha indebolito l'offerta politica nei confronti dei cittadini moderati. Cittadini che in stragrande maggioranza non hanno il coltello tra i denti, non vivono la propria identità politica come fondamentalismo irriducibile. Quei cittadini si accontenterebbero di qualche decisione politica efficace su lavoro e crescita economica. Qualche promessa mantenuta tra gli annunci della rivoluzione liberale o di una risurrezione morale del paese. Qualche risultato da paese normale, in buona sostanza.

Eppure qualcosa sta cambiando, come segnala anche questo voto amministrativo. Cresce il convincimento, trasversale, che questa situazione di guerra civile a bassa intensità sia più pericolosa per il paese persino della vittoria dello schieramento avversario. Il rincorrersi dei dati negativi riguardanti ogni settore della società ha radicato la convinzione di un generale declino dell'Italia. Nel paese reale, ma non ancora nella politica, si fronteggiano forze moderate e razionali, largamente maggioritarie, che guardano al futuro e forti correnti emotive che spingono verso il passato. Le prossime elezioni politiche dimostreranno se sapremo finalmente superare questa transizione infinita che blocca il paese.

Ma perché questo accada dovranno affermarsi innovazioni vere e significative nell'offerta politica che sappiano compattare un ampio fronte razionale e moderato, mobilitando forze nuove della società civile insieme alle personalità più capaci e responsabili dei due schieramenti politici.

Un grande movimento popolare che abbia l'ambizione e la forza per puntare alla conquista della leadership del paese ricompattando il voto moderato, piuttosto che il modesto obiettivo di riesumare la politica dei due forni. Un fronte dei razionali che condivida la visione della politica come una “forza tranquilla”, che metta al centro i temi della crescita e della solidarietà, e sia capace di rimettere in moto il paese liberando le tante eccellenze di cui l'Italia è ricca nei più diversi settori della sua vita sociale ed economica.






tag:  elezioni   moderati   cittadini   annunci   leadership  


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#24 da Domenico Esposito, inviato il 14/10/2011
Non faccio i nomi perchè non meritano di essere nominati! Non mi piacciono quegli economisti che in questi ultimi giorni,dicono: noi avevamo già previsto il disastro di questi giorni, l'unione europea era prematura, l'Italia ha truccato i conti per entrarvi. Nessuno ha le soluzioni esatte in tasca ai problemi reali, a maggior ragione quando si parla di economia! Questo è tanto più vero quando si pensa alla variabilità dei dati economici; la cosa si complica leggermente di più, quando e se esistesse un sistema in grado di recepire le variabili dell'azione umana e l'azione politica dei governi. Come dice il Presidente Draghi quello che conta è il BUON GOVERNO! Parlare di Buon Governo, a mio avviso, significa realizzare l'ideologia della qualità della vita! Che significa questo? Prima di tutto un nuovo partito che abbia solide basi e un unico obbiettivo: pacificare il paese riconoscendo i problemi e con estrema concentrazione disposto a risolverli per il bene di tutti! Ci vuole coraggio e responsabilità per modernizzare lo Stato italiano!

#23 da domenico esposito, inviato il 2/10/2011
Il sistema partitico italiano è stato fallimentare; un tempo per motivi abbondantemente ideologici, un tempo per motivi legati soprattutto ad interessi economici particolari ecc. I partiti sono in un certo qual senso una forma di garanzia per una democrazia, ma come ci dobbiamo comportare quando questi diventano delle strutture corporative inutili ed inefficienti? Ostacoli per la crescita economica e per il progresso civile di un paese? Aziende clientelari che per sostenersi nel tempo hanno il bisogno di commettere degli illeciti? Nei periodi di crisi e di sofferenza escono fuori quelle capacità migliori di persone nuove! le nuove leve resistenti e rafforzate dal particolare momento sfavorevole sono più idonee, perché sono portatrici di nuove idee e nuovi strumenti utili per la risoluzione dei problemi. Ora il fallimento dei partiti esistenti in Italia è riscontrato da un gran numero di italiani, certo è che alcuni territori eccezioni dimostrano il contrario, ma il nostro discorso è di carattere nazionale, è la costituzione italiana che non è applicata e realizzata su tutto il territorio italiano, sono le insufficienti strategie di carattere generale che non hanno funzionato, ciò è dimostrato dai molteplici problemi del sistema italiano! Ora come dicevo il problema è uscirne fuori e la soluzione sta, a mio avviso, nel riconoscere che qualcosa deve pur cambiare, non sto parlando di fantascienza o di utopie, ma di qualità della vita che interessa a tutti. Dobbiamo entrare nell'ottica dell'ideologia della qualità della vita, proprio così come stiamo iniziando a fare a Napoli! Questa piccola digressione su Napoli è stata fatta semplicemente per incoraggiare quei piccolissimi segnali di cambiamenti che ho riscontrato nell’azione governativa dell’attuale amministrazione. Quindi non dobbiamo avere paura di persone nuove ne di idee nuove, anche perché queste ci permettono di semplificare la complessità dei problemi!

#22 da Massimo D'Aguanno, inviato il 27/9/2011
Credo che per ricominciare ci sia bisogno di un immediata riforma elettorale che metta i cittadini al riparo da logiche tornacontistiche esercitate dai segretari di partito a regola d'arte e sulla pelle degli italiani. Se la Camera ed il Senato della Repubblica vengono gestite come un azienda commerciale che fa riferimento al suo Padrone, allora non ci sarà mai spazio per la democrazia e soprattutto per il confronto negli interessi del Paese. Personalmente sono stanco delle campagne acquisti di senatori e parlamentari, sono stanco delle bugie dichiarate da direttori di giornali e personaggi televisivi che fanno cattiva opinione, figlia di quell' introito economico che orienta tutto il loro modo di fare e di agire. Cervelli subdolamente all'ammasso senza volontà e potere di critica costruttiva, che purtroppo incidono su un opinione pubblica spesso ignara di tanta velenosa strategia. C'è bisogno di Riforme a partire da quella elettorale; c'è bisogno di ristabilire gli equilibri legati all'informazione ormai in mano a sciagurati sciacalli e a qualunquisti senza dignità.
Massimo D'Aguanno - Marsala.

#21 da Felicita De Negri, inviato il 31/5/2011
anche alla luce dei risultati del secondo turno non mi sembra che i moderati alla ricerca di rappresentanza siano orientati verso il centro e in senso contrario al bipolarismo. Il centro, persino a Napoli, non ha registrato un grande successo. I moderati, a mio giudizio, o si astengono o votano scheda bianca oppure si adattano, loro malgrado, al radicalismo della destra e della sinistra.

#20 da ivan, inviato il 24/5/2011
è vero il PD è diventato il primo partito a cagliari (incredibile) e anche a Milano quasi pareggia con il PDL. Semplicemente SBAGLIA CANDIDATI e gli altri scelgono bene i loro. Il Pd dovrebbe seguire il modello Torino, liberando la politica nazionale e mandando i big in periferia

#19 da Sinigagl, inviato il 19/5/2011
"il Partito democratico cresce solo al prezzo di un rafforzamento della componente più estrema e giustizialista della sinistra"? Questo è falso. Casomai è vero il contrario. A Milano il PD prende il 29% mentre SEL fatica ad arrivare al 5% e IDV al 2,5%. A Torino c'è il PD al 34,5%, inoltre la lista dei "Moderati per Fassino" ha preso il 9% con SEL ferma al 5,5% e IDV al 5%. Vedete un po' voi.

#18 da Stefano, inviato il 19/5/2011
Gia' che ci siete, mi date una definizione dell'elettorato moderato? Una definizione seria, con una stima dei numeri, insomma. Che se no stiamo a fare qualunquismo, e pensiamo che esista un "partito dei ragionevoli", che e' simmetrico al grillismo.

#17 da pietro napoleoni, inviato il 19/5/2011
Questa volta il voto, nonostante la sostanziale egemonia di uno schieramento politico nell’uso dei mezzi di comunicazione, ha condannato inequivocabilmente gli estremisti. Che non sono quelli dei centri sociali i quali non hanno voce nei mass media. Questa volta l’estremismo condannato è quello di chi considera i magistrati un cancro da estirpare, un procuratore della repubblica una metastasi, gli uffici giudiziari un covo di BR, due uomini che si tengono per mano dinnanzi all’IKEA un attentato alla famiglia. L’estremismo condannato è quello degli annunci roboanti senza che ne segua una qualsivoglia concretizzazione. Lo stesso voto ha premiato chi, pur nei rari spazi comunicativi concessi, ha tentato di parlare di lavoro, della precarietà dei giovani, dell’aumento delle tasse, in particolare delle addizionali comunali e regionali, che hanno ulteriormente ridotto i redditi da lavoro. Ha premiato chi ha parlato di crescita economica e di un modello di sviluppo compatibile con l’ambiente, senza indulgere negli spot del ponte sullo stretto di Messina, del gran premio di formula uno a Roma e di altre amenità a buon mercato. Porre sullo stesso piano i due schieramenti politici auspicandone il superamento è indubbiamente una valutazione politica legittima ma è anche una sostanziale omologazione di chi ha fatto dell’estremismo velleitario la propria ragion d’essere. Le forze politiche, quelle organizzate, per loro vocazione ambiscono ad assumere la leadership del paese, ma perché possano esprimere e rappresentare i fermenti e le intelligenze presenti nel paese reale è necessario scrivere, o riscrivere, alcune regole del gioco condivise che sono una legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, una accettabile disciplina nell’uso dei mezzi di comunicazione, regole di effettiva tutela della concorrenza e dei consumatori. Questo voto, seppure amministrativo, ha forse delineato le condizioni per la costituzione di un fronte politico che possa avviare un nuovo patto costituente per la scrittura, o riscrittura, di queste poche regole e per ripristinare un corretto rapporto tra politica e paese reale.

#16 da emanue;e esposito, inviato il 19/5/2011
E' un dato di fatto, l'Italia e' spaccata a meta' e la gente ha dato un segnale chiaro. Non capisco le ragioni di fondo perché il Presidente del Consiglio si ostina a non capire che l'Italia ha bisogno di un cambiamento radicale, non e' più tempo di proclami, diciamocelo francamente questo governo ha deluso su tutti i punti programmatici, e lo dice uno che per 15 anni ha votato Berlusconi. Sono deluso dal modo in cui hanno portato avanti la ripresa economica e il modo come hanno gestito le politiche comunitarie e quelle degli italiani all'estero. Se parliamo del discorso PDL nel mondo, non trovo un solo argomento per giustificare sia Di Biagio prima che Caselli dopo, dovrebbero avere la decenza, Caselli in particolare, di dimettersi e chiedere scusa, ma questo signore e una vecchia volpe e difficilmente dara' una soddisfazione del genere, sperando che almeno gli italiani che lo hanno votato si ricorderanno. E' evidente ormai che sia in Italia che all'estero c'e' un aumento di movimenti politici fuori dalla bagarre politica Romana, c'e' voglia di ripresa e crescita, oggi questa ripresa chi la può garantire? La domanda quanto semplice sia e' difficile da rispondere, tra i tanti movimenti politici che sto seguendo, e non mi riferisco solo quello di Grillo, che sicuramente alle prossime elezioni avrà' un ruolo importantissimo come del resto un po tutti i partiti di centro, saranno loro lago della bilancia, ma io mi soffermerei sul Italia Futura, l'associazione di Montezemolo, che io credo per spirito e per capacita' imprenditoriali sia oggi l'unica persona che possa veramente garantire un cambio di rotta radicale, sarà' lui l'anti Berlusconi non lo so, pero' ha i numeri per contrastare il fenomeno della politica politicante da bar, con la speranza che nel momento in cui sceglie di buttarsi nella mischia non faccia l'errore di fare accordi sottobanco con i partiti cosiddetti tradizionali, su questo elogio Grillo per non averlo fatto. In quanto al Berlusca, e il suo silenzio dopo elezioni, e' un forte segnale che ha perso l'orientamento politico, un vero leader non si nasconde, a viso aperto affronta la folla, lui c ha messo la faccia pensando che poteva vincere a Milano, era evidente che a Milano la Moratti avrebbe avuto dei seri problemi, e Berlusca questo lo sapeva, l'errore di non aver cambiato Candidato e sinceramente non credo che la Moratti ha i numeri per vincere, non c'e' la farà e questo sarà la sconfitta politica di Berlusconi, e lo sa benissimo forse per questo si vergano di uscire dalla lussuosa Villa di Arcore, perché sa che ci rimarrà per i prossimi anni, magistrati a parte. Credo che l'era Berlusconi sia finita, amaramente ma e' giunta a conclusione e il PDL non ha saputo ho forse non ha voluto creare un partito serio, non si può pensare di fare partito intorno a una persona, che sicuramente carismatica, ma pur sempre una uomo con le sue debolezze, questo Fini lo ha sempre saputo e per questo che lo ha abbandonato e credo che anche Bossi sta incominciando a capirlo. Il PDL e' allo sfascio e non e' per il dopo voto, si era capito dall'uscita di Fini, ha u numeri al Governo e sappiamo benissimo come , non si può pensare di Governare un Paese come l'Italia con quattro scellerati alla ricerca di una seggiola a tre piedi. Caro Silvio questa volta hai tappato e alla grande, lo sai benissimo come lo sanno i milioni di Italiani, e smettiamola di prendere in giro gli italiani e fammi un piacere, di a Caselli di farsi un giro in bici per e strade del suo Paese per capire come stanno gli italiani all'estero, aspettando i famosi 10 milioni di euro, dovrebbe vergognarsi solo per averlo detto.

#15 da Agostino Ratto, inviato il 18/5/2011
Gli onesti che lavorano e credono in una Italia dal futuro positivo chiedono politici per bene, corretti e moderati che pensino allo sviluppo culturale ed industriale del Paese. Una fetta di benessere per tutti , in base alle responsabilità, ma basta con gli scandali, i giochetti ed i servilismi vergognosi che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

#14 da luigi pergamo, inviato il 18/5/2011
l'Italia ha bisogno di un partito che si occupi dei veri problemi degli italiani,di tutti i problemi che hanno le famiglie ,le imprese,i professionisti,abbiamo bisogno di una lega per l'Italia che porti in seno alle istituzioni la voce di tutti gli italiani...

#13 da Marino Tomà, inviato il 17/5/2011
Oggi si parla molto e probabilmente io credo a vanvera dei moderati, ovvero di quelle persone che nell'immaginario collettivo sono quelle che non assumono mai nessun atteggiamento radicale, ne assumono mai nessun atteggiamento ideologico. Ma ricordiamo che non dovrebbero mai neanche assumere nessun attegiamento di tipo utilitaristico e non dovrebbero mai assumere nessun atteggiamento di paura o di ripiego. Be cedo che oggi essere moderati vorrebbe dire una sola cosa, ovvero non avere paura di essere onesti, non avere paura di essere persone perbene, non avere paura di avere paura, e una volta per tutte tornare ad essere il faro, la via per tutti quelli che credono nel buon senso, ma anche nel fare comunque e sempre, senza badare a chi lavora per il contrario, ma guardando sempre avanti senza timore alcuno.

#12 da Fabrizio Benassi, inviato il 17/5/2011
Tutto vero, tutto condivisibile tranne un punto fondamentale. Il cosiddetto "fronte dei razionali" non sarei tanto sicuro che abbia la maggioranza nel paese. E soprattutto, questo "fronte" di cui condivido radicalmente le idee e le proposte, deve saper parlare al cuore degli italiani, deve saper scendere per le strade e conquistare i voti porta a porta e deve saper far sognare gli italiani, senza illuderli, con una visione, con parole d'ordine forti e semplici. Lo dico perché storicamente quest'area politica ha sempre saputo esprimere degli ottimi intellettuali, ottimi amministratori della cosa pubblica, ma sembra che fino ad oggi, non abbia mai saputo esprimere un leader politico in grado di vincere le elezioni. Le varie esperienze, nella politica italiana, dai Liberali agli Azionisti, dai Repubblicani ai Radicali e a tutte le varie forme associate che hanno fatto e fanno riferimento alle idee liberal-democratiche hanno avuto tutte, fino ad oggi la stessa caratteristica, cioè sono sempre state minoranza tra gli elettori e in parlamento.

#11 da emanue;e esposito, inviato il 17/5/2011
L'Italia ha già un alternativa moderata, innovativa, dinamica ma sopratutto fieri di essere italiani e guardare al futuro!

#10 da Fulvio Aversa, inviato il 17/5/2011
Filtrano indiscrezioni su una nuova legge elettorale per i comuni da varare con effetto immediato: nelle città sopra il milione di abitanti situate in pianura e dotate di metropolitana il sindaco dovrà essere per forza una donna; in quelle dotate di un porto e situate in prossimità di un vulcano non sarà possibile candidare ex-magistrati.

#9 da Francesco D.S., inviato il 17/5/2011
Secondo me ci si sta un po' troppo fissando sul "quando" e il "come" dell'eventuale discesa in campo di Montezemolo. Nell'editoriale ho trovato grandi verità sulle energie che i due grandi partiti sprecano per portare avanti una guerra propagandistica e non per dare un progetto al paese, il paese in cui si mettono solo toppe. Se fossero questi, un vero progetto di rinascita italiana, i binari su cui invece muoverà l'eventuale impegno politico di Italia Futura sono disposto anche ad aspettare Godot per un altro po'. Dopo quindici anni di nulla, meglio aspettare qualcosa che altro nulla. No?

#8 da S. Beckett, inviato il 17/5/2011
Al di là di tutto, pare di capire che anche oggi il signor Godot non verrà. Ma ha mandato a dire che verrà domani...
A Godot forse bisognerebbe segnalare che chi ambisce "alla conquista della leadership del paese" deve avere anche il coraggio di rivendicare tale leadership e conquistarla sul campo con coraggio. Non certo si può aspettare che gli eventi risolvano tutto da soli.
"E adesso che facciamo?"
"Non lo so..."
"Andiamocene."
"Non si può."
"Perchè?"
"Aspettiamo Godot."
"Già è vero"

#7 da Giulio Portolan, inviato il 17/5/2011
... e Montezemolo è un industriale.

#6 da Giulio Portolan, inviato il 17/5/2011
Di questo articolo sottolinerei tre aspetti. La politica deve mettere al centro l'economia e il lavoro, ma non può farlo sempre. Per via del rapporto tra diritto e mercato. Destra e sinistra alzano i toni per nascondere le proprie responsabilità nell'abdicazione ideologocia al cambiamento. Un secondo aspetto è che il Terzo Polo non ha afondato. L'elettorato indeciso è maggioritario, ma sembra aver preferito votare per i due poli piuttosto che per il Terzo Polo. Ciò denota una interiorizzazione del conflitto politico: se i partiti hanno rinunciato a inseguire il rapporto tra verità, ideologia e politica, l'elettorato appare assuefatto a questa condizione, rimanendo appagato dal conflitto piuttosto che dalla ricerca concreta di soluzioni. Infine il Corriere della Sera diceva qualche giorno fa che, nonostante l'esito elettorale per il Terzo Polo, una discesa in campo di Montezemolo dovrebbe essere incisiva anche per i due poli [ma, ritengo, essa dovrebbe essere caratterizzata dalla scelta di un polo tradizionale come alleato].

#5 da Dr. Giovanni Monte, inviato il 17/5/2011
.... E perche` non camminare con i piedi per terra ? Questa classe politica, con la mafia ed i poteri forti controllano il Parlamento della Repubblica, e percio` hanno ben tra le mani le chiavi del potere. ... E, dall`altro lato invece, i Cittadini italiani, non potrebbero neppure sciegliere neppure i propri candidati alle Elezioni politiche (principio incostituzionale). ... Assolutamente, non basta un “voto amministrativo” per creare ottimismo, occorrerebbe invece una strategia politica unitaria che si concretizzi (a) nel cambiamento della legge elettorale e (b) nelle Riforme necessarie per il Belpaese. Non solo, ma prima di (a) e (b) occorrerebbe che tutte le parti in gioco (della societa` e della politica) si intendano su nove basi (“Patto Sociale”) di trasparenza e di etica, senza le quali nessun progresso potrebbe mai decollare. ... E la presa in giro verso gli italiani continuerebbe il loro girotondo ! ... Un Grande Movimento Popolare io non lo vedo ancora, per la verita si vedono diversi piccoli movimenti di club, dove ciascuno cerca di tirare dell`acqua al proprio mulino; ... ma gli Stimati Autori non me ne vogliano, ma un Grande Movimento Popolare e` ben altra cosa. ... E la strada da percorrere e` ancora non poca. Noi preferiamo ponderare le cose “concrete” ed i progetti “veri”[nel rispetto dell`etica, della trasparenza e della meritocrazia], e ... non ci fidiamo per niente di questa sciagurata e ignobile classe politica dello Stivale ! Grazie e buon lavoro, ciao

#4 da Ezio, inviato il 17/5/2011
Ottimi Calenda e Romano, è così anche secondo me. Andiamo avanti, c'è una maggioranza che non ne può più, si tratta "solo" di farla coagulare. Ce la dobbiamo fare.

#3 da Fabiano, inviato il 17/5/2011
Io penso che per ricostruire il paese da questa brutta fase bisogna, da parte di voi giornalisti ed osservatori essere quantomeno attenti ed equanimi. E fare questo non vuol dire distribuire equamente le "responsabilità"!
Che questa campagna elettorale sia stata brutta ed inquinata è un dato di fatto. Ma questo inquinamento ha un nome e cognome: Silvio Berlusconi che di fronte ai fallimenti dle governo, di fronte alla mancanza di cultura istituzionale e politica, attacca, divide, aggredisce e minaccia. Le altre forze di opposizione, il Pd ma non solo, hanno fatto proposte per le città e per il paese. Ma, è qui c'è anche la vostra responsabilità, queste proposte, queste idee, giuste, incomplete, sbagliate o perfettibili che siano, non trovano corrispondenza nei giornali, nei mezzi di informazione le cui pagine sono piene dei deliri berlusconiani e trascurano tutto il resto.
Penso che una società civile matura debba imparare a ben giudicare e distinguere tra l'aggressore, dell'avversario, delle regole istituzionali, perfino del buon senso e l'aggredito, specie quando questo è una persona pacifica (come il caso di Pisapia a Milano).
Evitare quindi di ricadere tutto in una presunta "rissa". Tra una "rissa" brutta a vedersi e a sentirsi e un'aggresisone unilaterale c'è una bella differenza...le persone civili dovrebbero riconoscere questo e non fare improbabili parallelismi.
Come quello, caro Davide e caro Andrea che voi state facendo in quetso interessante post tra PD e PDL..
Grazie e buon lavoro

#2 da mariano rabino, inviato il 17/5/2011
AVANTI COSI'!

#1 da Angelo C., inviato il 17/5/2011
Effettivamente la realtà è proprio quella descritta sopra nell'articolo. C'è stato un cambiamento della politica italiana, uno spostamento verso un modello di guerriglia politica che gli italiani, per quanto siano stati fasciti o comunisti negli anni precedenti, non vogliono più. Vogliono un cambiamento "civile" fatto da persone civili, oneste, che riconoscano i propri errori e che impugnino con forza le loro ragioni. Ecco perchè pian piano si fanno sempre più forti dei piccolissimi partiti nati da poco, perchè vengono visti come l'unica alternativa concreta. Credo in ItaliaFutura e spero vivamente in un cambiamento. Buon lavoro a tutti.



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