"Giù la spesa e le tasse. La ricetta della Thatcher spingerà lo sviluppo"
La Stampa
pubblicato il 10 maggio 2011
di Luigi Grassia
Tagliare la spesa pubblica per favorire la crescita: lo chiedono Luca Cordero di Montezemolo e l'economista Nicola Rossi in un articolo sul sito della fondazione Italia Futura. "Non c'è alternativa, lo disse 30 anni fa Margaret Thatcher agli inglesi ed è valido oggi per gli italiani. I conti vanno tenuti in ordine non solo perché ce lo impone l'Europa, ma anche e soprattutto perché una rigorosa disciplina di bilancio è la premessa necessaria (ma non sufficiente) per crescere".
Ma da questo punto di vista siamo la palo: "Come si pensa di fare, sul fronte della spesa pubblica, nel prossimo quadriennio ciò che non si è mai fatto nel recente passato? Non si cerchi la risposta nel recente Documento di economia e finanza 2011: non c’è. Né la si cerchi nell’allegato Programma nazionale di riforma: anche lì manca".
Montezemolo e Rossi dicono che "sarebbe opportuno riflettere sulla risposta per tempo, in maniera da evitare di dover nuovamente ricorrere alle soluzioni dell’ultima ora: tagli lineari. Non possiamo più permetterci un modo di procedere che colpisce indiscriminatamente tutti i capitoli di spesa (tranne quelli riferiti ai costi della politica). Invece "dobbiamo cogliere questa occasione per domandarci quale vogliamo che sia il perimetro della presenza pubblica nel nostro Paese".
I due autori chiedono quindi di distinguere "le funzioni per le quali è indispensabile che lo Stato esista", e citano "la difesa e l'ordine pubblico, la giustizia, l'istruzione e la ricerca, la sanità, l'assistenza, la tutela del patrimonio culturale"; qui bisogna ridurre gli sprechi ma non si può tagliare con l'accetta. "Dall'altra parte stanno tutte le altre voci di spesa". Per queste, il criterio è "la messa in discussione delle voci di spesa stesse e non solo delle loro variazioni". Ultima indicazione: "Le risorse che finanziano la spesa pubblica appartengono non alla classe politica ma agli italiani: ogni euro che fosse possibile restituire loro sotto forma di minore imposte presenti o di minore debito (e cioè di minori imposte future) dovrebbe – deve – essere loro restituito. Senza eccezioni. E senza indugi".