di Mario DeaglioLe nozze con i fichi secchi: questo modo di dire toscano che si riferisce all'atteggiamento di chi vuole realizzare qualcosa senza averne i mezzi, e perciò rischia di rendersi ridicolo, descrive abbastanza bene il "decreto sviluppo" varato ieri dal Consiglio dei ministri.
L'affermazione del presidente del Consiglio che il decreto "non graverà sui conti dello Stato" mostra chiaramente i limiti di questo provvedimento: la crescita dell'economia non deriverà, come per magia, da una manciata di micro-misure come quella sulle facilitazioni alle imprese per disfarsi di beni obsoleti, o la soppressione dell'obbligo di compilazione della scheda carburanti per chi paga con moneta elettronica, o la soppressione del limite d'età per la carta d'identità elettronica.
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