Una, due, cento agenzie

Il federalismo e il caos duplicativo

di Italia Futura , pubblicato il 5 maggio 2011
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Due esempi di lotta alla criminalità:

La Regione Calabria, con la legge 7 marzo 2011, n. 7, ha istituito l’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali in Calabria.

Iniziativa lodevole, se non esistesse già un’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata con sede a REGGIO CALABRIA!

Dalla lettura della legge regionale e della relazione di accompagnamento non è dato comprendere quale valore aggiunto possa avere l’istituzione dell’agenzia calabrese, considerando i costi potenziali della struttura.

C’è davvero bisogno di “interfaccia” con l’agenzia nazionale?

È tanto rilevante l’attività di “raccordo non solo interistituzionale” tra gli enti?

L’attività di monitoraggio “dell’ottimale utilizzo sociale” dei beni confiscati non potrebbe essere svolta all’interno dell’ente Regione?

E le spese di funzionamento della struttura?

1. è prevista ”l’autonomia gestionale, finanziaria e contabile” (sic!).

2. è previsto l’utilizzo di personale distaccato dalla regione, e quindi distratto dalle altre attività istituzionali (e questo è già un costo), ma non si possono escludere eventuali possibili (e probabili) assunzioni di personale, consulenti, esperti etc.

Ma la Regione Calabria non è arrivata prima al traguardo.

Esiste un autorevole precedente che ha anticipato addirittura il legislatore nazionale! (L'Agenzia nazionale è stata istituita con il D.L. n.4 del 4 febbraio 2010).

La Regione Lazio con la legge regionale 20 ottobre 2009, n. 24 ha istituito l’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio (ABECOL).

E poco meno di un mese fa, l’8 aprile 2011, la Giunta Regionale del Lazio invece di eliminare un ente ormai superato dalla legislazione nazionale, ha nominato il direttore dell’Agenzia (ABECOL) per il quale è previsto un trattamento economico omnicomprensivo annuo lordo di € 108.705,93, oltre la retribuzione di risultato pari al 30% del trattamento economico annuo.

La legge istitutiva dell’agenzia è finanziata con due capitoli di spesa a carico del bilancio regionale con Stanziamenti per il 2011 pari a € 300.000,00 e € 1.000.000,00.


-La legge regionale che istituisce l'agenzia calabrese

-La legge regionale che istituisce l'agenzia laziale

-Le attività dell'agenzia nazionale


AGGIORNAMENTO - 06/05/2011: Il Governo impugna la legge regionale calabrese, ma la Calabria resiste! E la Regione Lazio sta a guardare.


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#7 da Giuseppe Venditti, inviato il 8/5/2011
A proposito di regione Lazio vorrei segnalare che invece di spendere soldi per istituire un inutile doppione la regione (ovvero gli uffici competenti) dovrebbe spiegare come è possibile che non sia ancora completato l'iter del bando pari opportunità 2009 lasciando con un palmo di naso le aziende che hanno partecipato. E' inutile sbandierare ed annunciare finanziamenti e progetti sia a livello centrale che locale: le cose prendono forma quando si attuano non quando si annunciano!!!

#6 da Attilio Tirelli, inviato il 7/5/2011
A proposito di Regioni. Ricordo qualche anno fa una visita alla Regione Lazio alla ricerca di un ufficio. Decine di uffici aperti senza alcuno all'interno, corridoi deserti, e file di amministratori questuanti di fronte alla porta di assessori e consiglieri. In poche parole, il luogo dove il diritto è merce di scambio. Nulla mi fa pensare che le cose siano migliorate, per esperienza personale.

#5 da oriente47, inviato il 7/5/2011
E che dire dell'affidamento a società private della gestione per il traghettamento nello Stretto di Messina? Un punto dove gli introiti non scherzano! Eppure è così, dove ci sarebbe da guadagnare, si delega! E le assicurazioni che spadroneggiano? siamo lontani anni luce da uno Stato ideale. La nausea imperversa

#4 da Gian Franco Masia, inviato il 6/5/2011
Chiedere alle regioni che vigilino per eliminare gli sprechi è come chiedere ai topi di fare la guardia al formaggio. A mio parere il ruolo delle regioni va rivisto, perche invece di essere uno strumento di garanzia di partecipazione alle decisioni dello stato, sono diventate dei mini staterelli dove ognuno pensa ad organizzarsi secondo le convenienze locali. Non esistono istituzioni, enti, etc a costo zero; con la riforma del titolo quinto della costituzione si è raggiunto il massimo: per chiarire le reciproche competenze stato e regioni si fanno causa!. Va rifatto completamente l'impianto regionale: chiarezza assoluta sulle competenze, divieto assoluto di legiferare al di fuori delle competenze, con responsabilità erariale per i consiglieri che partecipano alle votazioni. Se poi si vogliono mantenere le Regioni, va abolito il Senato o trasformato in una camera delle regioni costituita dai presidenti regionali. Lo stato moderno, liberale, che vuole diventare concorrenziale a livello globale, deve diventare snello e sburocratizzato.

#3 da Asio otus, inviato il 5/5/2011
C'era sicuramente bisogno di un altro ente duplicato, ridondante, affamato di finanziamenti ma soprattutto inutile. Siamo sicuri che un ente come questo serva a combattere la mafia e non ad aiutarla?

#2 da Francesco De Salvi, inviato il 5/5/2011
Sono le Regioni stesse a dover stroncare gli sprechi!

#1 da Attilio Tirelli, inviato il 5/5/2011
Con tutto il rispetto per l'iniziativa di denuncia di sprechi e malagestione del pubblico denaro, vorrei sommessamente evidenziare che: sono decenni che le denunce si susseguono producendo solo altro spreco (per imitazione), vogliamo discutere una volta per tutte a che dare il compito di stroncare questo cancro che divora le coscienze di oggi e le vite di domani? Il tempo è ora.



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Osservatorio sui costi della politica

Una recente indagine della Uil ha rilevato che il costo complessivo delle istituzioni ha oggi superato i 4,6 miliardi di euro annui e che sono oltre un milione gli individui che vivono in Italia direttamente o indirettamente di politica tra parlamentari, ministri, amministratori locali e consulenti.

Per questo e nata l'idea di istituire un Osservatorio sui costi della politica: ci proponiamo di mettere in rete gli sprechi e il malfunzionamento dei pubblici poteri, ma anche di segnalare esempi virtuosi che possano indicare la strada del risanamento.



Partecipa attivamente anche tu, segnalaci gli sprechi delle amministrazioni e degli enti a te piu vicini scrivendo a quantocicosti@italiafutura.it



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