di Luca RicolfiE' tempo di elezioni, fra poco si vota a Milano, Torino, Bologna, Napoli e altre città. Perciò i sondaggi elettorali si moltiplicano, spesso su campioni nazionali. Il voto dei prossimi mesi è solo amministrativo, ma la curiosità per l'esito di una eventuale consultazione politica spinge a commissionare sondaggi nazionali. E' il caso del sondaggio del Cise (il centro studi elettorali dell'Università Luiss), condotto nei giorni scorsi per "Il Sole 24 Ore". Un sondaggio interessante, perché non limitato alle solite domande sulle scelte di voto e molto attento alle percezioni degli elettori: problemi sentiti come prioritari, immagine del centro-sinistra e del centro-detsra, rispettive capacità di affrontare i problemi del Paese.
Il sondaggio riserva qualche sorpresa. Non per le percentuali di consenso ai vari partiti e coalizioni, che sono da molti mesi sempre le stesse: il centro-sinistra e il centro-destra valgono un po' più del 40%, il Terzo polo (Casini-Fini-Rutelli) vale un po' meno del 15%. Quel che colpisce, invece, è come gli elettori valutano i problemi dell'Italia, e quale fiducia hanno nella capacità delle forze politiche di risolverli. Per l'elettore italiano medio il problema numero 1 è il lavoro (55%), il problema numero 2 è lo sviluppo economico (10%), il problema numero 3 è l'immigrazione (9%), e tutto il resto - legalità e giustizia incluse - conta pochissimo.
Per continuare a leggere l'articolo scarica la versione pdf