di Sergio RomanoSilvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy si assomigliano. Soffrono dello stesso narcisismo. Concepiscono la politica come un palcoscenico dove vi è posto per un solo attore e reagiscono alle critiche della stampa come a un insulto. Confondono la sfera pubblica con la sfera privata e l'interesse personale con il bene generale. Credono che i vertici internazionali siano un club e vedono nell'avversario politico un nemico. Hanno la segreta convinzione che i loro difetti siano le loro virtù. Sono dunque fatti per intendersi? No.
Due uomini politici possono trovare solidi punti d'intesa quando sono legati da una comune visione o ideologia, come accadde fra Alcide De Gasperi e Robert Schuman, Bettino Craxi e Francois Mitterrand. Ma quando hanno caratteri eguali e interessi diversi, la somiglianza crea più conflitti che intese.
Se Berlusconi e Sarkozy hanno trovato qualche accordo nel loro ultimo incontro, questo si deve soprattutto alla comune constatazione che lo scontro permanente fra i due Paesi avrebbe finito per danneggiare entrambi.
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