di Dario Di VicoSperiamo proprio che Francoforte valga una messa. Perché il viatico francese all'approdo di Mario Draghi al timone della Bce è l'unico risultato positivo del vertice di ieri.
E' evidente che Draghi per qualità e prestigio è un "prodotto" che si vende da sé ed è altrettanto chiaro che i francesi non avevano carte da giocare, avendo in Jean-Claude Trichet il presidente uscente. Ma la sostanza non cambia e per Roma portare un italiano sulla poltrona più alta di Francoforte è un successo che non ha prezzo. Può servire ad invertire quella tendenza al declassamento italiano nel ranking internazionale che si è prodotta nell'ultima stagione e che ci ha danneggiato non solo in chiave strettamente economica.
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