Meglio tardi che mai, tranne che per Calderoli

Dal governo una decisione che promette di fare chiarezza sulla crisi libica

di Andrea Romano , pubblicato il 26 aprile 2011
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La crisi libica era iniziata nel peggiore dei modi per il governo Berlusconi. Incapace di prendere atto della crisi terminale del regime di Gheddafi, l'alleato storico e non solo berlusconiano nella regione, fino a pochi giorni fa l'esecutivo si era prodotto in una serie vorticosa di capriole: addestriamo i ribelli ma ci rammarichiamo per il Colonnello, condanniamo i crimini commessi da Gheddafi contro il suo stesso popolo ma ricordiamo con nostalgia il suo ruolo di grande pacificatore, stigmatizziamo la voracità diplomatica dei francesi ma vorremmo tanto esser bravi come loro, etc.

Ieri, finalmente, è arrivata dal governo una decisione che promette di fare chiarezza sul comportamento italiano in questa crisi. Accogliando le esortazioni della Nato, anche la nostra aeronautica militare parteciperà all'intensificazione delle operazioni contro il regime di Gheddafi. Detto altrimenti: gli aerei italiani bombarderanno le truppe fedeli al Colonnello, come stanno facendo ormai da settimane gli aerei francesi, britannici, statunitensi. È una decisione dolorosa ma saggia.

Dolorosa perché ogni ricorso alle armi produce sangue e vittime anche laddove non si intende colpire, come con ogni probabilità accadrà anche in conseguenza dell'azione dell'aeronautica italiana. Ma è una decisione saggia perché in questo modo l'Italia concorre con la maggiore efficacia, e molto meglio di quanto non avrebbe fatto con qualsivoglia strumento retorico, al crollo definitivo del regime di Gheddafi e dunque alla fine del conflitto.

Inoltre, l'Italia rientra così in una partita diplomatica dalla quale si era trovata fuori per somma di ritardi e debolezze. La partita per il futuro della Libia, dove il nostro paese rischiava di passare da una posizione carattizzata da un eccesso di legami con il regime ad una di totale irrilevanza. Una decisione dolorosa e saggia, dunque, che torna a far coincidere l'interesse nazionale con le responsabilità che derivano dalla comunità internazionale.

Con un solo, grande e ingombrante interrogativo: quello che viene dalla dissociazione del solito Calderoli, ancora una volta impegnato a vantare le proprie credenziali di paladino di ogni provocazione e di ogni dittatura a base etnica o antioccidentale. Ieri Milosevic, Saddam e le magliette anti-islamiche, oggi Gheddafi.

Proprio mentre il governo assume posizioni indispensabili e impegnative che metteranno a rischio le vite di militari e civili, e mentre si decide del futuro della nostra collocazione nel Mediterraneo, il contrasto tra la drammatica serietà della posta in gioco e le piccole credenze di alcuni piccoli uomini del Carroccio non potrebbe essere più evidente.

Direttore di Italia Futura. Docente di storia contemporanea all'Università di Roma Tor Vergata, collaboratore del Sole 24 Ore e autore di numerosi libri sulle culture politiche del Novecento.


tag:  crisi libica   gheddafi   calderoli  


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#8 da Carlo Fadda, inviato il 5/5/2011
Quanti morti devono esserci prima che i governi occidentali decidano che ci sia una grave violazione dei diritti umani e quindi si sentano legittimati ad intervenire? In Siria sono circa 500 e ancora niente, un pochino di sdegno, in Yemen oltre 100, volendo in Rwanda ca. 1,000,000 (ma non si sapra' mai). Forse la domanda e' un'altra: quante risorse naturali (petrolio, diamanti, oro) devono esserci perche' ci sia violazione dei diritti umani? Ecco io credo che le potenze occidentali usino i diritti umani come i crociati usavano la religione. I diritti universali sono una vuota definizione nella bocca di qualunque politico occidentale, buona per tenere a bada il popolo, come la religione nel passato per giustificare le guerre, ma senza un reale senso. Contano i soldi, gli interessi in gioco, non certo le vite umane. Cosi' come in nome delle religioni (5 comandamento: non uccidere) si sono compiute delle stragi oggi in nome dei diritti universali tali diritti sono costantemente violati da chi si dice dovrebbe difenderli. Agghiacciante in questo senso il cinismo e la falsita' della NATO di fronte alla morte dei nipoti di Gheddafi. E' una guerra sbagliata, ingiusta, viola il diritto internazionale, uccide tanti innocenti, non tutela i diritti universali tutto per i pozzi di petrolio. Dunque male ha fatto l'Italia fin dall'inizio se la guerra e' motivata dalla difesa di diritti. Se invece e' legata al petrolio... beh parliamone.

#7 da Asio otus, inviato il 27/4/2011
Questa volta è proprio il caso di dirlo: "era ora!" Le guerre sono una cosa orribile, ma un questo caso è l'unico modo per deporre un folle dittatore. La cosa che non mi spiego è il motivo per cui la lega sia contro il conflitto, vorranno i voti dei pacifisti temendo una sconfitta elettorale? Oppure c'è sotto qualcosa di molto più oscuro e pericoloso?

#6 da Stefano Costantino, inviato il 27/4/2011
Sì, decisione tardiva, anche se francamente un po' tutta la vicenda a livello internazionale è sembrata un colossale pasticcio, frutto di un'ambiguità che comunque ha caratterizzato i rapporti tra l'intera Europa e il regime libico del Colonnello nell'ultimo decennio. Cioè dal momento in cui è stato levato l'embargo decretato dalla risoluzione ONU n°883. Apparentemente i più coraggiosi sono stati i francesi, che per primi hanno appoggiato il fronte dei ribelli. Salvo che su questa posizione potrebbe aleggiare un errore della diplomazia transalpina. Non è che per caso ci si attendeva che il Colonnello andasse giù come un birillo, com'era stato per Ben Ali in Tunisia o Mubarak in Egitto? Io questo dubbio è un po' che lo coltivo tra me e me. La storia ci dirà. Se fosse andata così, non si poteva più tornare indietro, pena la perdita di ottime posizioni commerciali in Libia. Da non dimenticare che solo nel 2008 la Francia aveva offerto un pacchetto per il rinnovo degli armamenti del colonnello, che comprendeva 18 aerei Rafale, 6 navi da guerra, 35 elicotteri e varia altra roba per un totale di circa 10 miliardi (fonte: mensile Volare, Aprile 2011). I libici hanno poi ripiegato sulla più economica tecnologia russa, ed è forse per questo che a Mosca hanno un leggero mal di testa sulla questione libica (e forse non solo per questo). Anche noi italiani avevamo un bel posto al sole in Libia (altrimenti difficilmente Berlusconi avrebbe baciato la mano del colonnello). Se stavamo a guardare i nostri interessi nazionali non ci conveniva prendere posizione, anche se era un po' difficile, dal momento che il pasticcio avveniva sulle porte di casa. Forse si poteva agire come mediatori usando lo strumento diplomatico, e mi piace pensare che potesse essere una posizione di forza nel contesto Mediterraneo. Ad esempio è stata buona la presa di posizione del governo italiano per portare le operazioni sotto l'egida Nato, anche se questo, a dire la verità, sembra aver tolto parecchia efficacia rispetto a come erano andate inizialmente le operazioni aeree. Invece, sull'onda dei cronici complessi di inferiorità che emrgono quando dobbiamo muoverci sulla scena internazionale, abbiamo messo a disposizione basi che erano vitali per la buona riuscita dell'imposizione della no fly zone, se si considera che i Tornado inglesi hanno dovuto fare andata e ritorno da una base vicino a Norfolk per partecipare alle prime fasi dell'operazione. In più ci abbiamo aggiunto i nostri Tornado per azioni di dissuasione e di guerra elettronica. Dal punto di vista pratico è come se avessimo martellato di bombe la Libia al pari dei francesi. Nemmeno per noi è più possibile avere il Colonnello come interlocutore. Quindi sì, nel nome dei nostri interessi nazionali, adesso dobbiamo partecipare attivamente alle operazioni e sarebbe cosa buona e giusta se ci si decidesse ad inviare un po' di aiuti militari ai ribelli. Anche perché il solo pensiero che Gheddafi possa sopravvivere a questo macello è un incubo in 3D. Scusate per il pragmatismo forse eccessivo, ma io la vedo così.

#5 da Vincenzo Dubla, inviato il 27/4/2011
Decisione tardiva e, comunque, necessaria. La Libia è troppo vicina per non intervenire in tutela della comunità civile. Per Siria, Yemen... Dovrà essere la comunità internazionale ad esprimersi e certo che l'Italia esprimerà il suo parere ed eventualmente il suo supporto (speriamo più tempestivamente). Quanto alla lega... Che dire! E' sempre espressione della peggiore "alienofobia"!

#4 da Giulio Portolan, inviato il 27/4/2011
Il filosofo Emanuele Severino qualche giorno fa ha scritto sul Corriere della Sera che il crollo dei regimi del Nord Africa corrisponde al tramonto della verità assoluta in Occidente. E' questa una tesi con cui non si può essere d'accordo. Infatti lo stato assoluto, se per esso si intende lo stato della verità assoluta, è rispettoso dell'uomo e non corrisponde a una dittatura. I popoli del Nord Africa non intendono ribellarsi alla verità assoluta, ma a regimi politici che negano questa verità. Neppure la democrazia corrisponde a questa verità, e infatti anche la democrazia occidentale è in crisi. Si può dire che la storia tende verso il diritto naturale. Questi popoli si sono ribellati perchè i regimi politici del Nord Africa non rispecchiavano il diritto naturale.

#3 da emanuele esposito, inviato il 26/4/2011
Orami e' quasi certo che il nostri aerei parteciperanno a tutti gli effetti alla guerra "Lampo" in Libia, una decisione tardiva ma come si dice meglio tardi che mai. Non vorrei essere nei panni di Berlusconi in queste ore, l'amico diventato nemico sarà incavolato nero, più' nero della mezzanotte di fuoco che la coalizione gli sta facendo passare dal 40 giorni di passione. Che il tiranno Libico sia un pazzo questo ormai e' assodato ma credo che tutti coloro che in questi anni hanno fatto affari con lui siano più' folli del maestro o e in certi occasioni hanno superato anche la loro umiltà' rendendoci ridicoli agli occhi del mondo, non e' questa l'Italia che ci meritiamo non e' questa l'Italia che si meritano i tanti imprenditori che lavorano in Libia. La mia preoccupazione maggiore non e' tanto il fatto che il Berlusca abbia fatto il casca morto con il Tiranno Libico la mia preoccupazione e' il dopo psiconano, la Francia vuole che pezzo di terra e se lo prenderà e noi poveri illusi ce siamo per geografia e per storia gli unici a porre il veto ci stiamo facendo fregare quel pezzo di terra che nel secolo scorso qualche altro psiconano voleva creare un Italia bis. Stiamo trascinando l'Italia in un vortice dove ci toccherà' dare da magiare a quelle povere anime che scapperanno da quella terra e senza nessun aiuto della comunità europea tanto meno da governo francese che oggi ha fatto capire che ci dobbiamo arrangiare, questa questa vedrà tutti vincitori tranne noi Italiani, perdendo ancora una volta terreno politico internazionale, diventando di fatto la battumiera dell'europa. Poi c'e la questione Siria, Yemen che nessun leader politico europeo e tanto meno il Napoleone di turno ha detto una sola parola, allora cosa facciamo due pesi e due misure? Questo rafforza la tesi che la risoluzione ONU e' solo una scusa per prendersi il petrolio Libico che come si sa e' più' pregiato perché non richiede troppa raffinazione, e credo che la nostra smantellata ENI si dovra' accontentare forse di pulire solo le briciole. Ancora una volta l'Italia si e' presentata al mondo facendo un'altra bella figura di M, e noi eravamo quelli che non dovevamo bombardare l'amico-nemico.

#2 da emanuele esposito, inviato il 26/4/2011
come non trovarsi in accordo con questa decisione tardiva? Ma va anche detto che ci sono altri scenari di guerra senza senso come in Siria, Yemen etc.. e la comunita' mondiale che fa? Il governo italiano che fa?

#1 da Sabrina, inviato il 26/4/2011
Io non capisco perchè questi quì della cosidetta lega devono avere voce in capitolo nel nostro Governo. L'Italia è una Repubblica indivisibile, fondata sul lavoro.
Questi qui parlano sono di secessione e protezionismo estremo.
Ho ascoltato l'intervista di Borghezio dall'Annunziata, diceva che la guerra in Libia era sbagliata, "...anche se è vero che Gheddafi è un figlio di puttana, ma era la nostra p..." parole sue... e io vorrei svegliarmi in un'Italia dove queste cose non si sentono più. Si potrà fare una politica estera un po' più civile!! La Lega non ha senso, proponesse qualcosa di valido per il lavoro!!! Mi fanno veramente repulsione.



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