di Paolo BerizziDi nuovo vittima del contrappasso perfetto ("Roma ladrona"), la Lega ci ricasca. E si fa male. Colpa del vecchio vizio che il Carroccio, negli slogan certamente, ha sempre osteggiato: la mazzetta. Troppo forte la tentazione, e infatti due assessori bresciani, Mauro Galeazzi, titolare di Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella, e Mario Rigosa, capo ufficio tecnico dello stesso Comune e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano, quando si è trattato di spianare la strada a un imprenditore in cambio di lauta ricompensa, sono andati a nozze. L'accordo era: 22mila euro e nessuno ostacolo alla costituzione di un centro commerciale su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale. Tanto è bastato a Antonio Tassone, 68 anni, di Lumezzane, per convincere i due amministratori padani a accelerare l'approvazione del piano urbanistico e per ammorbidire i controlli.
Galeazzi, 48 anni, e Rigosa, 45, sono finiti in carcere assieme a Tassone con l'accusa di corruzione (Galeazzi anche di peculato, per un uso disinvolto del cellulare intestato alla Provincia).
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