Nasce l'Osservatorio sui costi della politica

Segnalaci gli sprechi più vicini a te

di Miguel Gotor , pubblicato il 20 aprile 2011
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La percezione di una politica debole e sempre più dequalificata accompagna in modo preoccupante il nostro tempo. Si tratta di un fenomeno che riguarda tutte le grandi democrazie occidentali, ma in Italia si presenta in forme particolarmente acute e radicate.

Sia chiaro. La politica, così come la democrazia, ha dei costi, anche elevati, a cui dovrebbero però corrispondere decisioni efficaci e servizi efficienti. Purtroppo non è così ed esiste un crescente problema di credibilità della politica, che appare asserragliata in un fortino, ridotta a una gigantesca impresa improduttiva incapace di stabilire un legame costruttivo con i cittadini, sempre più distanti dalle istituzioni e in preda a un sentimento di acuta disaffezione per la cosa pubblica.

Proprio in questo vuoto di autorevolezza e di disimpegno si sono fatti largo i linguaggi e i contenuti dell’antipolitica. Essa ha svolto un ruolo preponderante negli ultimi vent’anni seguendo la deriva populistica e plebiscitaria del nostro sistema che appare incapace di affrontare e risolvere gli autentici problemi dell’Italia. Per provare a sconfiggere l’antipolitica, l’unica strada percorribile è quella di contribuire a risanare la politica perché solo la moneta buona è in grado di scacciare quella cattiva.

Al di là della polemica qualunquistica e in fondo elitaria contro la casta, crediamo che il tema dei costi della politica costituisca attualmente una delle principali ragioni della crisi di credibilità dei partiti in Italia, il sintomo di una loro debolezza intrinseca e non già l’espressione di una qualche autorevolezza. Una recente indagine della Uil ha rilevato che il costo complessivo delle istituzioni (Parlamento, organi costituzionali, Regioni, Province, Comuni) ha oggi superato i 4,6 miliardi di euro annui. Il Parlamento costa un miliardo e mezzo, un miliardo è speso per garantire il funzionamento dei 21 consigli regionali e delle relative giunte, 459 milioni di euro sono impiegati nell’attività dei consigli provinciali. Gli oltre ottomila comuni italiani incidono sull’erario pubblico per oltre un miliardo e mezzo di euro l’anno. Sempre secondo le stime del sindacato, oltre un milione di individui vive in Italia direttamente o indirettamente di politica tra parlamentari, ministri, amministratori locali e consulenti.

Sono troppi soldi e troppe persone se paragonati agli standard europei e un confronto comparativo con gli altri paesi del continente rappresenta un’esigenza ineludibile per stabilire un livello medio di spesa cui ispirarsi. I campi dove intervenire sforbiciando per ridurre gli sprechi sono molteplici: si potrebbe razionalizzare il funzionamento delle Province, che questo governo aveva promesso in campagna elettorale di abolire ma è stato bloccato dal veto della Lega, diminuire il numero dei membri delle assemblee elettive a livello periferico e nazionale, accorpare funzioni per evitare doppioni amministrativi, ridurre il numero degli assessorati degli enti locali. Ciò produrrebbe un contenimento dei costi per i funzionari, i collaboratori, i segretari, nonché per l’utilizzo delle auto blu. Bisognerebbe anche agire sui consigli di amministrazione degli enti locali e sulle società miste legate ai Comuni, alle Province e alle Regioni che spesso funzionano come «discariche» per i politici sconfitti alle elezioni e agiscono come un vero e proprio contropotere in grado di condizionare la vita stessa dei partiti e la normale dialettica democratica. I parlamentari per primi si rendono conto di questo problema e, nel corso di quest’ultima legislatura, hanno presentato una serie di proposte di legge di diversa provenienza che, però, sono rimaste finora tutte lettera morta. Ciò rivela che le possibilità di autoriforma della politica hanno difficoltà a esprimersi autonomamente all’interno di una normale dialettica parlamentare ed è necessario un crescente impulso proveniente dalla società civile.

Per tutte queste ragioni Italia Futura ha deciso di istituire un Osservatorio sui costi della politica. Ci proponiamo di mettere in rete denunce concernenti gli sprechi e il malfunzionamento dei pubblici poteri, ma anche di segnalare esempi virtuosi che possano indicare la strada del risanamento. Contiamo di farlo anche raccogliendo le indicazioni provenienti dagli iscritti di Italia Futura nelle varie realtà locali e dagli utenti del sito che vorranno contribuire alla buona riuscita di questa iniziativa. Concentreremo la nostra attenzione sulle amministrazioni locali e sulle società a partecipazione pubblica perché il problema riguarda tutto il sistema istituzionale nel suo insieme e sarebbe sbagliato ridurlo al parlamento nazionale o ai vertici istituzionali oppure limitarlo a una sterile polemica sui privilegi dei parlamentari.

Siamo convinti che l’attività politica richieda anzitutto sobrietà e che solo in questo modo la gestione della cosa pubblica potrà recuperare la propria dignità e rilanciare il suo prestigio, prevalendo sulla disaffezione, il qualunquismo e il disfattismo che oggi non solo costituiscono il peggiore pericolo per la qualità della nostra democrazia, ma impediscono all’Italia di ripartire come potrebbe, dovrebbe e merita.


-I tagli che ancora attendiamo: ecco alcuni dei disegni di legge presentati in questa legislatura e mai approvati sulla riduzione dei costi della politica


-Partecipa anche tu all'osservatorio della politica. Segnala lo spreco più vicino a te scrivendo a quantocicosti@italiafutura.it





Docente di storia moderna all’Università di Torino e collaboratore del Sole 24 ore, con il volume “Aldo Moro, Lettere dalla prigionia” del 2008 ha vinto il premio Viareggio-Repaci per la saggistica.


tag:  osservatorio   politica   costi   sprechi   sobrietà  


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ALTRE SUL TEMA


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#41 da antonio campione, inviato il 23/9/2011
Segnalo che l'Assemblea Regionale Siciliana sta cercando di emanare una legge per evitare che i titolari di doppio incarico (parlamentare/sindaco o presidente di provincia) decadano dopo le sentenze emesse nei ricorsi proposti dagli elettori in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale che statuisce l'incompatibilità. Invece di salvarsi il doppio ricco stipendio i deputati regionali siciliani facciano leggi per portare sviluppo e combattere la mafia.

#40 da ANTONIO LOMBARDO, inviato il 29/8/2011
Potrebbe essere una filastrocca da far studiare ai bambini.

"Per sapere quali e quanti sono i possibili tagli sui costi della politica, bisognerebbe prima conoscere quanto dovrebbero essere i costi normali della politica."

"Per sapere quali dovrebbero essere i costi normali della politica bisognerebbe prima conoscere quali sono oggi i compiti della politica."

Secondo me i compiti della politica dovrebbero essere principalmente l'elaborazione di ideologie e scenari per il presente ed il futuro della collettività e la formulazione di programmi per la loro realizzazione

In secondo luogo la politica dovrebbe proporre uomini in grado di realizzare ai vari livelli i programmi di cui sopra.

Due cose non dovrebbe fare la politica: utilizzare il proprio potere per ottenere consensi nei momenti elettorali e far arricchire chi ad essa si dedica.
Per sapere quanto dovrebbero

#39 da peppe, inviato il 23/8/2011
Quello dell'abolizione dei piccoli comuni è veramente fumo negli occhi, i Comuni non vanno toccati perchè rappresentano la cultura , la radice, la storia, ecc dela popolazione
Piuttosto si taglino TUTTE LE COMUNITà MONTANE che costano molto in termini di costi politici per i vari organi, e non servono a niente
Si taglino TUTTE le province, delegando la lora funzione a Comuni e/o Regioni
Si dimezzino parlamentari e senatori
si tolgano di mezzo tutte le pseudo associazioni che altro non sono che carrozzoni mangiasoldi e servono solo a dare posti a pseudo politicanti
Si tolgano tutti i benefit ai parlamentari
Solo dopo aver fatto tutto ciò si può pensare di andare ancora una volta, per l'ennesima , a mettere mani nelle tasche degli italiani, e principalmente di coloro che sempre hanno pagato le tasse fino all'ultimo centesimo ( vedasi contributo di solidarietà)


#38 da Pier Luigi Leonardi, inviato il 15/8/2011
Cambiare vita....anche la casta politica, ma non parlo dei soli parlamentari. Anche scalini più in basso. Governatori di regioni, province, comuni piccoli e grandi. Tutti alzano la voce sui tagli di spesa, tutti che parlano di ridurre servizi ai cittadini, offrendo ai media elenchi spietati....asili, scuole, trasporti, manutenzione strada ecc. ecc. Naturalmente cori unanimi da sinistra a destra. Tutti che dicono le stesse cose, ma nascondendo ciò che sarebbe onesto ammettere. Il nascondere significa che dovrebbero spiegare i grandi sprechi da eliminare, prima di rigettare i tagli sui propri cittadini! Ci vorrebbe un sito con un elenco su quanto accade in tutti i comuni e periferie d'Italia, una serie di orrori che solo pochi vedono. Costruzioni inutili, decise per qualche favore, strutture comunali (palestre, campi spotivi) nati come funghi nei piccoli centri e spesso abbandonati. Basterebbe accordarsi fra i vari territori per sfuttare a pieno quelli esistenti. Scuole materne, asili in posti dove bambini non nascono più. Feste, cerimoie senza senso. Per non parlare di tutte le isituzioni inutili: Comunità montane, consorzi, mantenuti in vita solamente per garantire i vari incarichi a politici riciclati o ad amici di partito. le municipalizzate, con costi di gestione assurdi....che potrebbero essere vendute/privatizzate, liberando i comuni da costi enormi. Comuni che buttano via milioni in consulenze. Invece di far lavorare i loro impiegati, dirigentie magari a volte incapaci e quindi sostituirli. Denaro in fantasiosi uffici stampa, sedi di rappresentanza, in apparati burocratici pieni di raccomandati, al servizio di questo o quel partito. Premi letterari dall'esito già deciso, concorsi per fedeli giornalisti....,mostre di pittori "conosciuti"..., fondazioni costosissime, festival tetrali e cinematografici.
Dobbiamo cambiare vita, ma i primi a farlo devono essere gli amministratori pubblici. Sta a loro, perchè gestiscono denaro pubblico (non il loro!). Bisogna "svergognare" questi signori che sprecano, questi "amministratori" non devono prenderci in giro.....prima di prendervela con i propri cittadini, guardate a "casa vostra" a cominciare dal vostro ufficio. Sicuramente troverete qualcosa da abolire, tagliare qualcosa/qualquno che non sia necessario.Un gesto responsabile in più!

#37 da Fabrizio, inviato il 15/7/2011
Soprattutto in questo periodo di crisi ed in considerazione dei milioni di litri di benzina/gasolio consumati giornalmente, OBBLIGARE qualsiasi autista/dipendente pubblico a far benzina da soli nelle aree self service sarebbe un "piccolo" risparmio economico per tutti gli Italiani ...

#36 da fabrizio caliolo, inviato il 20/6/2011
Penso che se questo paese non inizia a investire seriamente su ricerca, innovazione, scuola e istruzione in generale non vi è possibilità di uscire da questa situazione di declino e deficit.

#35 da ugo ferruzzi, inviato il 7/5/2011
Forse, oltre a censurare i macro costi della politica, potrebbe essere utile cominciare a "tagliare" quelli che, solo apparentemente, sembrano minori.
Quanto costerà alle già anemiche casse del comune di Napoli ripulire piazze, strade ed edifici pubblici dalla barbara aggressione che si sta verificando in questi giorni nei confronti di ogni centimentro quadrato libero (in verticale ed anche in orizzontale) ?
E quanto costerà ai singoli condomini ripulire le facciate degli edifici privati ?
Per educare la futura (sic !) classe politica, dobbiamo solo sperare che il Comune ed i privati si attrezzino per perseguire penalmente e civilmente gli incivili, reclamando il rimborso delle spese sostenute per il loro disprezzo verso una città già martoriata da tanti problemi.
La "monnezza" non è solo quella che si pone (se va bene) nei cassonetti .............

#34 da aldo, inviato il 29/4/2011
PROGETTO INIZIATIVE PER TENTARE DI USCIRE DALLA CRISI – 28 APRILE 2011

AREE DI INTERVENTO: VOCE ENTRATE
01 ONESTA’ SOCIAL- POLITICA - da applicare concretamente nella “cosa pubblica” in abbinamento al concetto “con il buon senso del padre di famiglia.
- Enorme recupero di minor risorse spese male od in modo “interessato”.
02 TAGLIO DEI COSTI POLITICI - ridurre drasticamente numerica dei senatori, deputati, regionali e comunali. Eliminazione delle provincie (ormai superflue)
03 REALE GUERRA AGLI EVASORI - ricupero risorse enormi – sino ad oggi blandamente dichiarata – ma non è che i maggiori interessati siano gli stessi che dovrebbero incrementare le verifiche??
04 EQUILIBRIO FISCALE - ridurre il peso fiscale i modo particolare a chi ha solo reddito di lavoro dipendente o pensione ed applicare lo stesso peso nelle categorie che hanno spazi ampi di evasione.
05 MORALIZZAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO - sia nei tassi di interesse passivi, sia nel riconoscere maggiori interessi attivi, più elasticità nella concessione di prestiti e regole più corrette nella gestione dei mutui

AREE DI INTERVENTO: PERSONE
01 GIOVANI - MAGGIORI FACITAZIONI ED ELASTICITA’ SINDACALE PER LE AZIENDE CHE ASSUMONO DEI GIOVANI
02 FAMIGLIE : REALI AGEVOLAZIONI PER LE FAMIGLIE CON FIGLI
03 AGEVOLAZIONE PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL LAVORO FEMMINILE
04 ANZIANI (IL 21% DELLA POPOLAZIONE ITALIAN A OLTRE I 65 ANNI – DI CUI IL 6% OLTRE 80 ANNI.)

AREE DI INTERVENTO : SERVIZI
01 - SANITA’ - COSTA TROPPO E QUALITATIVAMENTE DI BASSO LIVELLO
02 –TRASPORTI – ANCORA INEFFICIENTI E COMPLESSIVAMENTE CARI (VEDI TAV)
03 – TURISMO – SE NON SI PRENDONO PROVVEDIMENTI UNA DELLE RICCHEZZE MIGLIORI ITALIANE, OVVERO IL TURISMO, NE SOFFRIRA’ IN MODO ELEVATO
AREA POLITICA : TUTTI I POLITICI RITENGONO IL POPOLO ITALIANO IGNORANTE, NON CAPACE DI INTENDERE E QUINDI TRATTATO DI CONSEGUENZA.
QUANDO i politici cambieranno lo stile di proporsi?





#33 da federica, inviato il 27/4/2011
Scusate ma con il rimpasto di governo cge si va ad aumentare i sottosgretari non è già un grosso spreco e poi a noi aumentano i ticket sukke visite mediche!!!!

#32 da Rino Impronta, inviato il 27/4/2011
Scrivo per segnalare che alcune settimane fa in Parlamento è stata votata all’unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari di circa 1.135 euro mensili. La mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare sui verbali.Di fronte a tali episodi sarebbe interessante un giudizio sui comportamenti,sulla morale e sulle scelte della nostra classe politica (prescindendo dalla loro collocazione centrodestra o centrosinistra) in questo particolare momento di difficoltà economica e con milioni di famiglie che devono rinunciare a tanti beni primari. Avevano proprio bisogno di questo ulteriore aumento? Posso solo immaginare il giudizio che viene espresso su di noi dagli altri Paesi europei! Rino Impronta.

#31 da Lex, inviato il 26/4/2011
La moglie del ministro dell'economia Tremonti è andata in pensione quando aveva 39 anni e il ministro paga poche tasse avendo una società in Lussemburgo

#30 da maurizio ridolfi, inviato il 26/4/2011
Abito a Roma e sino al mese di ottobre ho vissuto vicino Via Mario Fani per 4 anni. Tutti i giorni che sono uscito od entrato dal mio condominio ho trovavo un'automobile della Regione Lazio di grossa cilindrata che aspettava per ore il consigliere o membri della sua famiglia (figli, moglie, nonni)con il motore in moto per il climatizzatore e parcheggiata rigorosamente sul marciapiede. Gli autisti, di prima mattina consegnano a domicilio i cornetti ed il gionale acquistati nel bar della zona, in un attico realizzato per il 60% con strutture in alluminio bianco, tipo baracca di lusso su ex terrazze condominiali, naturalmente il tutto mascherato ad arte con piante e fiori.
Una mattina ho chiesto all'autista se mi poteva dare un passaggio dal momento che con le tasse che pago tutti i mesi, sicuramente una corsa ogni tanto mi sarebbe appartenuta di diritto.
L'autista, in un primo momento mi guarda perplesso, poi sorridendo, sorgnone, approva.
Ci siamo augurati un buon lavoro...

#29 da Franco de Leo, inviato il 25/4/2011
Voglio andare un pò più a monte. Senz'altro i costi della politica vanno ridotti usando criteri di efficienza, però il problema principale del nostro Paese rimane l'onestà di chi amministra la cosa pubblica. il punto vero è quello. Chi amministra lo deve fare in modo efficiente E onesto. W l'Italia di chi lavora con efficienza, paga le tasse ed è onesto.

#28 da Sergio Castaldi, inviato il 23/4/2011
Ammiro la vosta fede nell'Osservatorio dei costi della politica, tendente a correggere le situazioni anomale, assurde, clientelari e inefficienti (in poche parole quasi tutte). E' vero che cominciando dai problemi di ogni giorno, per piccoli che siano, si può fare qualcosa per migliorare l'efficienza della struttura pubblica risparmiando al contempo preziose risorse. Mi sembrano anche molto assennati i commenti che leggo, per cui credo si possa almeno sperare. Esiste una difficoltà oggettiva. Pensiamo a quanti sono gli enti da prendere in considerazione: una infinità; da qualunque grande città, a qualunque regione, allo stato centrale con tutte le sue innumerevoli articolazioni note e meno note. Da dove cominciare?
Si potrebbe lanciare un appello generale agli integranti di queste strutture, coloro che lavorano bene, sono motivati, sono dei professionisti che conoscono i problemi interni ma non hanno i mezzi o il potere per intervenire dall'interno. IF potrebbe fare proprie le loro idee, proposte, aspirazioni e portarle avanti nelle forme più opportune e convenienti. E, con il consenso degli interessati, si riconosce pubblicamente il merito di chi ha apportato un contributo sostanziale all'iniziativa.
E si potrebbe inoltre proporre -anche se non so bene a chi- che del risparmio generato una buona percentuale rimanga asegnata per qualche anno allo stesso ente per il suo ammodernamento. Diciamo, un riconoscimento a chi lavora bene.
In tutto questo c'è però un punto debole. Se non si cambia la logica di questi ultimi non so quanti anni -logica secondo la quale la macchina pubblica è immodificabile e può solo crescere fagocitando tutto ciò che incontra sul suo cammino- l'attuale sforzo sarà vanificato. Se si riesce a risparmiare X milioni di €uro e il giorno dopo si inventano un analogo numero di nuove inutili province, ad esempio, quale sarà il bilancio finale?
Ma non voglio tediare l'eventuale lettore di questa nota, che amplierò in una prossima occasione. Grazie a tutti coloro che hanno scritto ed a coloro che hanno letto o leggeranno. E auguri ai promotori di questa iniziativa.
Sergio Castaldi

#27 da Catia, inviato il 22/4/2011
ok l'Osservatorio della politica sugli sprechi. Ma non basta! è già tanto, sicuramente, però se si vuole puntare l'attenzione sugli sprechi non si può non osservare anche le indennità (molto ingenti) che vengono elargite dalle amministrazioni pubbliche ai propri dirigenti (che sono tanti), a fronte di quali risultati? Lo sapete che un sindaco di una città capoluogo di regione prende meno di quando prende al mese un qualsiasi dirigente pubblico? Perchè non se ne parla mai? E' impopolare? Certo anche i dirigenti e le loro famiglie votano, meglio non parlarne mai. E questa non è una casta? Parlare solo degli sprechi relativi ai costi della politica (che ci sono) sembra affrontare il problema che è più appariscente, ma gli sprechi nascosti sono notevoli, e parlare anche di questo può contribuire ad avere un quadro più completo.

#26 da Stefano Costantino, inviato il 22/4/2011
Interessante l'iniziativa ed interessante l'intervento del dottor Giovanni Monte. I numeri sono pesanti e confermano la sensazione generalizzata di una politica che pesa come un macigno sulla dinamica economica del paese, non solo in termini di spesa, ma anche in termini di bassa redditività di questi costi. Sostanzialmente la politica dovrebbe essere una motrice ed è invece un pesante rimorchio che il paese si trascina appresso. Personalmente ho l'impressione che non sia solamente la casta nel suo vertice a non desiderare il cambiamento, ma che al di sotto della politica vi sia una burocrazia altrettanto potente che ha interesse che le cose restino ferme così come sono. Per non parlare delle clientele che si formano a ridosso della politica: per ogni carica politica si formano delle ragnatele di interessi che condizionano in maniera pesante la possibilità del cambiamento. Apparentemente il nemico è uno solo: la politica o la casta, come abbiamo imparato a designarla, ma dietro alla politica ci sono altri interessi non altrettanto evidenti, ma ugualmente potenti. L'abolizione delle province è un traguardo giusto, che si rincorre da lungo tempo, cioè da quando nel nostro ordinamento sono state introdotte le regioni, che appunto dovevano sostituire le vecchie organizzazioni territoriali. Ma non salterebbero solamente le poltrone a livello provinciale, ma anche tutta l'organizzazione burocratica che sta dietro, ed inevitabilmente anche dei centri di spesa. Come si può agire se il meccanismo di riforma interno è bloccato? L'unica maniera, a mio avviso, è una spinta dal basso, attraverso la diffusione della consapevolezza che una riforma della politica, ma anche della struttura dello stato è un passaggio obbligato per non andare a toccare il fondo. Se una proposta concreta e globale non viene dall'interno della politica, deve essere elaborata e spinta inizialmente dall'esterno. Come hanno dimostrato gli eventi degli ultimi anni, l'analisi e lo scandalo della malapolitica non servono più davanti ad un paese che è anestetizzato. Occorre passare ad una fase propositiva in cui si pone al centro del dibattito nazionale una concreta proposta di cambiamento.

#25 da Gian Franco Masia, inviato il 21/4/2011
Verificare e misurare tutti i costi della politica è il "primo atto della nuova politica", quella auspicata da Italia Futura. Lo considero come il primo passo contabile organizzativo che farebbe qualsiasi azienda che si rendesse conto di essere uscita dal mercato. Perchè l'azienda Italia non è più competitiva, nonostante i salari non siano certo più alti dei nostri concorrenti europei. Eppure abbiamo il deficit più alto del mondo, ma non sappiamo come spendiamo e perchè. Questa è politica nuova, questo è un fatto nuovo da proporre ai cittadini elettori. Su questa analisi e sulle proposte conseguenti si possono unire e catalizzare le forze sane del paese. Sicuramente fatta l'analisi e trovate le soluzioni e le proposte, scopriremmo che l'azienda Italia può ritornare competiva, avere dei costi burocratici, energetici e infrastrutturali, pari ai nostri competitori. Si vedrà che è sufficiente riportare la politica e i suoi costi in ambito fisiologico e non patologico, per far si che anche il ministro Tremonti riuscirebbe a non fare tagli indiscriminati e a risanare il bilancio.

#24 da Piero Marteddu, inviato il 21/4/2011
In Sardegna il Movimento Politico "La Base" ha proposto:1)dimezzamento del numero dei Consiglieri regionali da 80 a 40, lo stesso numero della Liguria che ha lo stesso numero di abitanti; equiparazione dell'indennità allo stipendio dei Dirigenti Scolastici che svolgono una importantissima funzione sociale; immediata abolizione degli otto Consigli Provinciali (si otto) e sostituirli con le assemblee dei Sindaci che realmente rappresentano le Comunità e i territori. Sarebbe già un passo rilevante per diminuire i costi della politica e riavvicinarla ai cittadini.

#23 da antonio caputo, inviato il 21/4/2011
COSTI E CASTA
naturalmente per "casta" non e' da intendersi una persona che abbia fatto voto di castita', ma il ceto politico chesi e' insediato, organizzato e occupa lo spazio, non solo della politica, ma anche dell'amministrazione e di una societa' civile che stenta a dare segnali di vita.
COSTI DELLA POLITICA:
La prima delle domande e': quali sono i "costi" fisiologici?
La risposta potrebbe essere: quelli necessari per chi e' eletto democraticamente, ma non per la miriade di persone che lo circondano.
La seconda domanda potrbbe essere: In che misura?
La risposta che io darei: Pur non potendo prendersi, come sarebbe preferibile, che gli eletti del popolo, come nell'Italia immediatamente postunitaria del 1861, non ricevano compensi, gli stessi vengano comunque contenuti entro limiti di decenza: che so, lo stipendio di un Prefetto? di un Preside?
Oltre alla fornitura di servizi (viaggi di lavoro, cancelleria, telefono, ecc..).
Ovviamnete, andrebbe abolita quantomeno la possibilita' di percepire la pensione "di giovinezza", dopo un solo mandato pieno e la cosa potrebbe aiutare a liberarsi dei tanti Scilipoti responsabilmente presenti o a trasformarli in responsabili veri e propri.
Chissa'!
Ma forse tutto sarebbe vanificato, temo, se non cambiasse la legge elettorale che consente a pochissimi di nominare gli eletti, con un premio di maggioranza abnorme, che conosce quale unico precedente la legge Acerbo del 1923, peraltro forse in un certo senso migliore.
Che fare?
UN CASO PER TUTTI davvero "a caso"
La legislazione regionale, ad esempio la legge regione Piemonte 39/1998, mai abrogata, con moti cloni in altre Regioni, prevede l'assegnazione ai numerosissimi gruppi consiliari di "collaboratori".
In Piemonte, piu' di 100, pagatri anche oltre 100.000 euro.
Dove vengono presi:
con contratti a termine, per lo piu' distaccati da uffici regionali in cui sono stati assunti, da cui si distaccano collocandosi in aspettativa. "senza assegni", anche se a pagare e' sempre lo stesso Ente, mantenendo il "diritto" alla conservazione del posto e al conseguente versamento previdenziale, sempre a carico dell'Ente, a fini pensionistici.
C'e' chi assunto anni e anni prima, non ha praticamente mai messo piede in ufficio, facendo il "collaboratore" del gruppo, casomai composto anche da un solo "eletto".
E i giovani in attesa di occupazione aspettano di potere fare il mitico concorso che nessuno si sogna di bandire !
CHE FARE?



#22 da Angelo C., inviato il 21/4/2011
è un'ottima idea. Questo permetterà alle persone di sentirsi, realmente, più coinvolte, motivate a partecipare alla "cosa pubblica". E' un elemento che rende più appetibile il progetto di ItaliaFutura e unisce la governance con i sostenitori. Buon lavoro a tutti.

#21 da Cinzia Carloncini, inviato il 21/4/2011
Un controllo sui consti della politica, sembra un'ottima idea. Ci stiamo rendendo conto dell'assurda diseguaglianza e disinteresse da chi dovrebbe curarsi di migliorare un po' le cose.
Non oso immaginare gli sprechi... nel mio ho lavorato come collaboratrice nell'amministrazione locale, all'urbanistica e catasto. Dire che erano arretrati è un eufemismo molto molto fantasioso.
Ho provato come mio solito ad immaginare una soluzione e tutto si riduceva al trovare persone oneste, che onestamente lavorassero, che onestamente s'informassero delle procedure, che onestamente riconoscessero le proprie incapacità.

Questo sarebbe un bell'inizio anche per la nostra politica, ma meglio non illudersi.

Speriamo che questo istituto di controllo sulle spese della politica non diventi una voce aggiuntiva in bilancio.

Saluti

#20 da Luca, inviato il 21/4/2011
Osservatorio sui costi della politica..... otttima intenzione.... ma mi chiedo se si debba addirittura arrivare a controllare e regolare i costi dei nostri "ONOREVOLI", i quali si dovevano ridurre lo stipendio, i quali al governo devevano ridurre drasticamente se non addirittura abolire le provincie, insomma tante altre cose che non cito perchè oramai divenute "stancanti e ripetitive". Detto questo andiamo all'origine del problema:abbiamo bisogno della riforma elettorale e di politici onesti. Quindi mi ripeto: quanto dovremo aspettare ancora prima di partecipare attivamente in politica per cambiare tutto ciò?????

#19 da Giampiero, inviato il 21/4/2011
nessuno però chiede alla UIL e alle altre sigle sindacali quanto spendono per mantenere le loro gerarchie, le loro burocrazie ed i loro sindacati...

#18 da Giacomo, inviato il 21/4/2011
non se ne può più di questa casta di usurpa-
tori politici che stanno facendo,con la loro
politica di spendi e spandi,fallire l'italia
politici buoni solo a riempirsi le tasche e
a non rispondere delle loro inefficienze,pro
messe da marinaio,come l'abolizione delle
province,la riduzione dei parlamentari,dei loro stipendi e di tanti enti burocratici e inutili che tengono il paese bloccato. fuori
la mafia dallo stato. responsabilità del po-
litico di fronte al proprio elettorato. quindi,cambiare la legge porcata,che serve solo alla casta dei padroni politici. chi ruba in galera; chi spreca danaro pubblico in galera. tanta galli a cantare,e l'italia
rischia il fallimento. una casta di intoc-
cabili forte con i deboli e deboli con i forti.

#17 da giuliano zetti, inviato il 21/4/2011
Buonpomeriggio,
voglio solamente segnalarvi che un cittadino che abita nel mio comune-Borgo
San Lorenzo (FI)- ha di fronte ben 6 livelli burocratico-amministrativi:
comune
comunità montana
provincia
regione
stato centrale
comunità europea

Credo che ogni commento sia superfluo.

Giuliano Zetti

#16 da MASSIMO LACCISAGLIA, inviato il 21/4/2011
Un'ottima iniziativa istituire un osservatorio sui costi della politica. E' utile un'analisi sistematica, anche se ogni giorno questo tema viene trattato dai giornali. ... In attesa di entrare in campo.No? NESSUN PARTITO- FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI PER TORINO

#15 da marco, inviato il 21/4/2011
Pensare che questa classe Dirigente si occupi di Politica è UTOPIA. La POLITICA era quella dei CRAXI, BERLINGUER, ALMIRANTE, FANFANI, RUMOR, SEGNI, COSSIGA, ecc....... Oggi abbiamo visto e continuiamo a vedere l'invasione dei BARBARI, dei detti Dirigenti che siamo costretti a riassumere con un'unico cognome "SCILIPOTI". Non possiamo e non dobbiamo effettuare distinguo di colore o appartenenza nella considerazione che hanno e continuano a distruggere le esigue possibiltà di futuro dei nostri figli. Questi Dirigenti che reclamano la CENTRALITA' del PARLAMENTO, di quel PARLAMENTO composto non dalla VOLONTA' POPOLARE ma dalla scelta feudale di ogni Segreteria di Partito continuando a ribaltare sulle nostre spalle la loro totale incapacità di gestire il Sistema Nazione, continuando a spendere e spandere tanto poi noi, cittadini comuni, saremo costretti a tirare ancora la cinghia cercando di andare avanti perchè abbiamo il mutuo da pagare, la retta della scuola dei figli, il nuoto, la danza, il tennis......Se continueremo a permettere ai vari Scilipoti di avere parola e parlare per conto nostro non potremo sperare in nessun futuro.

#14 da Giovanni Corsi, inviato il 21/4/2011
Stiamo facendo solo chiacchiere, questi al potere sono "demoni". Bisogna agire!
Scendiamo in campo...

#13 da Marco Locati, inviato il 20/4/2011
Ritengo che alla base di una buona gestione della politica e della pubblica amministrazione ci sia necessariamente un senso di "etica sociale" che in Italia si è perduto. Dobbiamo chiederci come fare a recuperare questo senso etico. Ritengo che ogni idea sia utile a riguardo. Personalmente ho molta fiducia nei più giovani, che però vanno aiutati a sviluppare questo senso etico, mentre ora sono spesso esposti a modelli e messaggi di segno diametralmente opposto. Non dobbiamo però aspettarci miracoli: solo l'impegno personale di ognuno di noi può far cambiare direzione al nostro paese.

#12 da Luca Battisti, inviato il 20/4/2011
Iniziamo dal basso circoscrizione e comune. Lega+pdl governano circoscrizione, comune, provincia, regione e nazione; quindi non ci sono alibi! La circoscrizione 8^ dove abito ha un record incredibile, appena insediata visto che i 12 consiglieri di maggioranza (13 con il presidente di circoscrizione le minoranze sono 5) non riuscivano ad accordarsi su chi doveva presiedere le commissioni sono riusciti nell'incredibile impresa di fare 12 commissioni = 12 presidenti = 12 gettoni presenza = 12 consiglieri. C'è addirittura una commissione sanità, materia sulla quale non ha competenza neppure il comune ma addirittura le regione! Gli ultimi bilanci poi sono da ridere (o da piangere!) le spese correnti vanno in feste: festa dell'anziano, festa dello sport, festa degli zatteroni, festa della bicicletta, trasferimenti all'associazione culturale che organizza le feste locali, feste delle frazioni, festa in piazza, festa dell'ovo duro, .... Gli investimenti invece si sono ridotti talmente tanto che ormai gli investimenti complessivi annui fatti dalla circoscrizione sono inferiori al costo del personale che in circoscrizione ci lavora! Il tutto con la Lega che governa "tutta la filiera", roma ladrona?



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Osservatorio sui costi della politica

Una recente indagine della Uil ha rilevato che il costo complessivo delle istituzioni ha oggi superato i 4,6 miliardi di euro annui e che sono oltre un milione gli individui che vivono in Italia direttamente o indirettamente di politica tra parlamentari, ministri, amministratori locali e consulenti.

Per questo e nata l'idea di istituire un Osservatorio sui costi della politica: ci proponiamo di mettere in rete gli sprechi e il malfunzionamento dei pubblici poteri, ma anche di segnalare esempi virtuosi che possano indicare la strada del risanamento.



Partecipa attivamente anche tu, segnalaci gli sprechi delle amministrazioni e degli enti a te piu vicini scrivendo a quantocicosti@italiafutura.it



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