di Tito Boeri"Si tratta di azioni e risorse già previste". Insomma, state cercando di venderci cose già fatte (e risorse già stanziate) spacciandole per nuove. E' un'affermazione ricorrente nell'audizione di Confindustria alle commissioni di Camera e Senato. Le due commissioni si sono riunite ieri per discutere i documenti preparati dal governo per il cosiddetto semestre europeo. Le 465 pagine elaborate dall'esecutivo lasciano in effetti poca speranza. L'esame rivela che l'acronimo Pnr dovrebbe essere declinato come "Proprio nessuna riforma". Del Piano nazionale delle riforme non c'è traccia se non nel senso che si prevedono piani (sul lavoro, la conciliazione tra lavoro e famiglia, etc.) insomma piani che generano altri piani. Doveva delineare un piano d'azione per i prossimi tre anni. Ma la politica economica contemplata da qui a fine legislatura ha come obiettivo strategico il rinvio ai posteri di manovre molto pesanti senza avere nel frattempo varato alcun provvedimento favorevole alla crescita, quindi tale da ridurre l'entità dell'aggiustamento dei conti pubblici necessario dal 2013 in poi.
Vediamo i numeri. Il governo in carica nella prossima legislatura dovrà immediatamente varare una manovra da quasi 40 miliardi, come riconosce lo stesso Documento di economia e finanza del governo.
Per continuare a leggere l'articolo scarica la versione pdf