di Franco DebenedettiUna reazione parossistica. E' il giudizio che vien da dare tirando la somma a oggi della vicenda Parmalat, mettendo a confronto l'entità del fatto e le reazioni che ha scatenato.
Una società di un Paese membro dell'Europa che insieme abbiamo fondato, con cui condividiamo la moneta fin dal suo primo giorno, una società che gestisce da anni aziende del "Bel Paese", sale al 30% di partecipazione in una nostra impresa quotata, acquistando azioni già detenute da fondi esteri: tanto basta perché da un lato si senta l'imprescindibile urgenza di ridefinire principi scritti in trattati di rango costituzionale e di prospettare lo Stato come investitore di ultima istanza, dall'altro si ceda all'irrefrenabile tentazione di flagellarsi compiangendo la debolezza della nostra imprenditoria e lamentando la fragilità del nostro capitalismo.
Per continuare a leggere l'articolo scarica la versione pdf