Reagire al disfacimento del senso delle istituzioni

Intervento al Convegno nazionale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 1 aprile 2011
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Voglio innanzitutto ringraziare voi poliziotti, perché se il nostro paese sta ancora in piedi, nonostante tutto, lo deve a persone come voi. Italiani ignoti, che continuano a fare il proprio dovere per lo Stato mentre il disfacimento del senso delle istituzioni mette a rischio i fondamenti della nostra comunità nazionale.

Negli ultimi anni si è assistito ad un generale e diffuso ripiegamento della società italiana. Il divario tra l'Italia e gli altri paesi europei è aumentato, qualsiasi indicatore si prenda.

Gli imprenditori sono sempre più soli, vessati da fisco e burocrazia, i lavoratori guadagnano meno e pagano sempre più tasse, la capacità di risparmio delle famiglie è ridotta al lumicino, i giovani e le donne sono penalizzati nel mercato del lavoro, voi siete costretti a protestare per ottenere benzina per le macchine di servizio e fondi per gli straordinari. 
Aumenta la corruzione e il degrado del vivere civile, insieme ai divari tra nord e sud, tra giovani e vecchi, tra precari e garantiti, tra chi lavora e produce e chi gode di inaccettabili rendite di posizione.

Parliamoci chiaro, il bilancio della seconda repubblica è un disastro che peggiora ogni giorno.
 
C’è oggi un paese reale che arranca e che vorrebbe voltare pagina. E’ il paese che ha festeggiato i 150 anni dell’Italia con fierezza e orgoglio, è il paese che affronta le mille emergenze quotidiane in cui siamo immersi, senza perdersi d’animo, è il paese che non ha paura di cambiare, di competere, di volgere lo sguardo al futuro.

Accanto a questo paese esiste una politica che straborda ogni giorno su tutti i mezzi di informazione, con polemiche incomprensibili per il 99% dei cittadini, e che, in questi giorni, ci ha deliziato con scene che sarebbero fuori posto in uno stadio, figuriamoci nel Parlamento della Repubblica. Lo ripeto: stiamo assistendo ad un indecoroso e inaccettabile disfacimento del senso delle istituzioni e della responsabilità pubblica. E ciò è accompagnato dal silenzio assordante della società civile, delle associazioni di rappresentanza e della classe dirigente del paese, che rischia di diventare complice di questo degrado.

L’unico argine che tiene è la Presidenza della Repubblica, a cui mai come ora dobbiamo essere tutti grati.

La "professione" che ha goduto più di tutte di una rendita di posizione in questo diciassettennio è quella della politica. In Italia la politica è oramai da anni la prima azienda del paese, e la società è infettata da una presenza malsana dei partiti, in una miriade di settori che non gli competono.

Ma la perdita del senso del pudore non risulta solo dall'abuso di privilegi ingiusti, ma anche da quella che io chiamo la "sindrome del marziano". Politici che sono sulla scena da vent'anni e che parlano come se fossero arrivati ieri da Marte.

Capita allora, che un membro dell’esecutivo, che ha ricoperto ruoli politici e di governo di primo piano negli ultimi vent’anni, dichiari in televisione che il vero problema dell'Italia è la differenza tra Nord e Sud, e ciò dopo aver operato il più massiccio spostamento di risorse da Sud a Nord che la storia ricordi.

Ovviamente poi i problemi italiani sono sempre frutto di qualcosa che accade nel resto del mondo. L’Europa, i cinesi, gli indiani, l'11 settembre e ultimamente anche i francesi. Poco importa se tutti gli altri paesi si confrontano con gli stessi concorrenti e le stesse crisi e ne escono meglio e prima di noi.

C'è veramente da non raccapezzarsi più. Tagliamo i fondi per l'università e la ricerca e poi scopriamo che non sono stati spesi ingenti fondi europei destinati alle regioni del Sud, proprio su questi capitoli di spesa. Ci ripetono che non ci sono risorse per investimenti e poi leggiamo oggi sui giornali che un Governo che si definisce liberale risuscita l’IRI, e vuole tornare a fare l’azionista nelle aziende di mercato, a incominciare da Parmalat.

C’è da domandarsi se un bilancio che considera intoccabili le provincie e taglia sicurezza e cultura, sia lo specchio di un popolo vizioso o rappresenti, invece, il fallimento di una classe politica incapace di pensare al futuro.

Un sano equilibrio finanziario non si raggiunge solo con i tagli lineari che colpiscono i settori strategici, il "core business" dello Stato, né facendo confusione tra costi e investimenti.

Con tutte le tasse che paghiamo non possiamo sentirci dire che non ci sono risorse per la sicurezza.

Un problema con cui sono ormai alle prese tutte le democrazie avanzate, perché i cittadini si sentono ovunque più insicuri di fronte ai cambiamenti traumatici del mondo, e dunque chiedono più sicurezza.

Ma è pensabile che la sicurezza venga considerata come un costo superfluo? O non si tratta, invece, di un investimento indispensabile per la qualità della vita di tutti noi, così come per ogni attività economica?

Voi lo sapete meglio di altri: la sicurezza non è né di destra né di sinistra, né può diventare vittima di strumentalizzazioni o contrapposizioni ideologiche del tutto infondate.

Si tratta di una esigenza legittima e sempre più centrale delle nostre società. E come tale non può essere gestita solo in termini emergenziali, né può essere lasciata solo sulle spalle delle forze di sicurezza.

Ma deve essere pienamente condivisa dalla politica, in una logica matura e bipartisan, come una grande urgenza del nostro tempo. Perché questo è quello che i cittadini si aspettano dalle nostre istituzioni democratiche.

Dire queste cose, non è fare antipolitica, ma chiamarle con il loro nome. E, come ho detto, uno dei problemi dell'Italia è proprio che le voci della società civile si sono sempre più affievolite.

Anche per questo, due anni fa, insieme ad un gruppo di giovani e di amici provenienti da percorsi professionali diversi, abbiamo fondato Italia Futura. Siamo intervenuti nel dibattito pubblico con proposte sulla mobilità sociale, la scuola, i giovani, il fisco, la sanità e abbiamo cercato anche di richiamare la politica al rispetto degli impegni presi con i cittadini.

La risposta è sempre la stessa: se vuoi parlare di politica devi entrare in politica.

E se la situazione continua a peggiorare, se questo è lo spettacolo che offre la nostra classe politica, allora cresce veramente la tentazione di prenderli in parola.

Il messaggio che ci lanciano è: “puoi pagare le tasse, puoi investire e creare posti di lavoro ma la cosa pubblica è cosa nostra, territorio esclusivo e riservato per chi fa il politico di professione“. Per me questo ragionamento è inaccettabile.
 
Molti amici e colleghi imprenditori mi chiedono "Luca ma chi te lo fa fare ad esporti, la politica è una bestia pericolosa con cui confrontarsi". A volte penso che abbiano ragione, in particolare quando dal nulla appaiono regole che sembrano fatte ad hoc per fermare o ritardare qualche investimento che porterà concorrenza e posti di lavoro.

Ma il problema è che se ognuno di noi continua a limitarsi a fare il proprio mestiere, rinunciando a far valere le proprie idee e opinioni, a essere cittadino, il paese rischia di andare a scatafascio. Anche come Presidente di Confindustria ho sempre detto che prima che come imprenditori, dobbiamo parlare da cittadini.

Ha ragione il vostro segretario, quando ricorda che “il bene comune è molto di più della somma delle singole parti”. Nessuno di noi può più permettersi di scindere le sorti individuali da quella della nostra comunità.

Per questo è venuto il momento di recuperare uno spazio nella discussione pubblica che, come cittadini, ci è stato tolto. Parlo di discussione, di idee, perché con le monetine e gli insulti nulla cambia mai per il meglio. In Italia lo abbiamo già sperimentato, ed è una lezione che dovremmo tenere bene a mente.

L’Italia ha raggiunto il punto di ebollizione.

Quando i politici flettono i bicipidi e scendono in guerra è perché hanno perso autorevolezza. Quando le aule parlamentari diventano il palcoscenico di una guerriglia politica che paralizza la nostra democrazia, tanto da far addirittura ipotizzare alla pubblica opinione un possibile scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, vuol dire che siamo arrivati al punto di non ritorno.

Sempre di più all'estero mi chiedono come è possibile che gli italiani accettino con rassegnazione questo stato di cose. Io credo che uno dei problemi siano le ripetute delusioni che si sono accompagnate ad ogni apparente rinnovamento dell'offerta politica negli ultimi vent’anni.
Berlusconi, che doveva fare la rivoluzione liberale, guida oggi un Governo che più neostatalista e protezionista non si può, e le tasse su imprese e cittadini sono ai massimi storici.

Il Partito Democratico, che poteva rappresentare la nascita di una sinistra riformista e moderna, è dilaniato da dibattiti interni senza fine, tanto che spesso non siamo in grado di capire quale sia la sua posizione sui principali argomenti.

La Lega, che era nata per tagliare burocrazia e sprechi, difende a spada tratta la conservazione di ogni poltrona pubblica su cui può mettere le mani, a iniziare dalle provincie.

Nell'ultima crisi di Governo, Berlusconi è stato salvato da due parlamentari del partito di Antonio Di Pietro, che tutti i giorni ci delizia con nuovi epiteti rivolti al premier.

Il minimo che si possa dire, in gergo imprenditoriale, è che c'è una certa confusione dal lato dell’offerta, e anche per questo l’astensione cresce a ogni tornata elettorale.

Pur guidato da una classe politica in gran parte fallita, il paese rimane sano in moltissime componenti pubbliche e private, e si colgono segnali di reazione ovunque nel paese.

Gli imprenditori vincono sui mercati, le donne chiedono più attenzione per i loro problemi, il mondo della cultura non accetta più di essere trascurato, gli operatori dello Stato continuano a combattere con grande successo la criminalità.

Persino nelle ovattate stanze del capitalismo cresce l’insofferenza per liturgie e rituali ormai sorpassati.

Le potenzialità sono intatte ma non riescono a esprimersi. Un mondo sempre più difficile e competitivo non si può affrontare giocando sempre in difesa, senza avere una strategia di sistema e un efficace gioco di squadra. Come si fa a pensare che il protezionismo possa essere una risposta per un paese che vive di export?

Ma chi credete che fornisca, ad esempio, la pelle lavorata ai grandi marchi del lusso francese se non i, tanti, straordinari, artigiani italiani?

Possibile che un Governo che doveva fare la rivoluzione liberale non capisca che piuttosto che difendere l'italianità di Parmalat e Bulgari il suo lavoro dovrebbe essere quello di creare le condizioni per far nascere altre 1.000 Bulgari e 1.000 Parmalat ?

Non si sente più parlare di crescita, concorrenza, semplificazione, e la parola sviluppo è sparita dal lessico del Governo. La politica economica è ormai allo sbando e si pensa solo a tamponare le emergenze.

L’Italia non ha più ne un baricentro ne una meta.

Come possiamo uscire da questa palude?

La prima cosa è non farsi scoraggiare, rifiutando l’apatia che talvolta sembra opprimerci. Dobbiamo ricominciare a far sentire la nostra voce con forza. Un brutto periodo si sta chiudendo. E’ ormai urgente un ricambio di forze fresche. Toccherà a tutte le componenti sane del paese, nella politica e nella società, occuparsi della fase di ricostruzione, che necessariamente si aprirà fra non molto.

Dobbiamo essere tutti pronti a dare un contributo per riedificare le “infrastrutture istituzionali”, citando una bella espressione usata dal vostro Segretario, che sono lesionate ma non abbattute. Una ricostruzione resa necessaria, non da una guerra, ma da troppi anni di non scelte. Coesione, unità di intenti, responsabilità, senso dello Stato e delle istituzioni, superamento di barriere ideologiche e partitiche.

Come ha recentemente ricordato il Cardinal Bagnasco, “L’Italia ha un estremo bisogno di ricomporsi, quasi raccogliendosi in se stessa, radunando le proprie energie migliori, per metterle tutte in circolo e produrre un passo in avanti”.

Se sapremo ritrovare il coraggio e l’orgoglio, ricominceremo a contare anche in Europa. Non è accettabile essere esclusi dalle decisioni sul conflitto in Libia, quando siamo noi a pagare il prezzo più alto. Fosse pure solo una conference call o una email. L’Italia non lo merita. Indipendentemente dal giudizio che ognuno di noi può avere su questo Governo.

Così come non è accettabile che le frontiere dell’Italia non siano considerate frontiere dell’Europa, con tutto ciò che ne consegue sul piano dell’aiuto che dobbiamo pretendere, nella gestione dell’emergenza profughi.

Tutto si può imputare al nostro paese, tranne che non abbia sempre servito con generosità e sacrificio in ogni missione internazionale.

Bisogna parlare al paese parlando del paese.

C’è bisogno di una leadership che dica la verità, che abbia il coraggio di decidere, di rianimare l’Italia, di aiutarla a riannodare il filo della sua storia e di ritrovare la sua identità e la fiducia in se stessa.

Ma soprattutto, dobbiamo ritrovare il gusto della sfida. Smettere di ascoltare chi ci racconta che il declino è inevitabile, attribuendone la responsabilità sempre a qualche minaccioso fenomeno globale, rispetto al quale poco o nulla possiamo fare. Rimanere tra le squadre di testa è l’obiettivo minimo che questo paese deve darsi.

Certe volte ti capita di perdere all'ultima gara o all'ultimo giro, ma l'importante è poter dire che si è combattuto fino alla fine. Io non credo che dobbiamo accontentarci di sentir ripetere che è un grande successo se non siamo finiti come la Grecia!!

Ma scherziamo! l'Italia è una delle grandi protagoniste dell'economia mondiale!

Vi rendete conto che è come se un imprenditore avesse come obiettivo quello di non fallire?

In vent'anni alla Ferrari non abbiamo mai rinunciato, fino all'ultimo secondo dell'ultima competizione. Spesso abbiamo vinto, tante volte abbiamo perso, ma sempre a testa alta.

Io credo che Italia sia come una Ferrari; una macchina straordinaria fatta per correre, per competere e per vincere. Non possiamo più permetterci di tenerla ferma ai box per paura di una sconfitta, dobbiamo rimetterla in moto; tutti insieme.

Presidente di Italia Futura


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#196 da Flavio Baroncini, inviato il 10/5/2011
Ma non vi siete accorti che le menti delgi Italiani sono soggiogate dagli Spin Doctor di Mediaset ? Stanno tutti vivendo una ipnosi collettiva e fanno tutti ciò che viene loro detto dal capo. O si capisce questo punto che è di Tecnica Psicologica sofisticatissima o nessuno riuscirà mai a scalzare quei personaggi che stanno distruggendo il nostro Paese, la nostra Costituzione, la nostra cultura.
A questo proposito leggete il libro della Oliviero Ferraris "Chi manipola la tua mente" e capirete perchè un certo personaggio non lo si schioda da Roma.

#195 da Marco, inviato il 22/4/2011
Vivere in un paese dove ogni giorno al telegiornale, vediamo solamente le interviste alle soubrette è proprio triste. Oggi dobbiamo parlare di lavoro e cercare con tutte le forze di reagire e sognare un futuro migliore. Il politico si deve preoccupare della gente comune, che vive con 1.200 - 1.500 euro al mese, che deve pagare un mutuo, crescere i proprio figli. Perchè il Popolo italiano è fatto dalla gente comune che ha voglia di reagire, di offrire un futuro migliore a se e alla propria famiglia. L'italiano ogni giorno è presente al lavoro, con tantissima forza di volontà. Quando la sera ritorna a casa, dopo una giornata interminabile di lavoro, e si siede a tavolo con la propria famglia e accende il televisore, inizia ad ascoltare i titoli dei telegiornali, sempre uguali e che parlono non dei problemi reali ma dei problemi di un soggetto politico. L'Italiano nutre un sfiducia su questa politica che non fa nulla per il popolo, ma pensa solamente agli interessi personali. Quindi aspettiamo Lei dott. Montezemolo, che riaccenda le nostre speranze, e che faccia dell'Italia, il popolo stimato e invidiato dal resto del mondo.

#194 da Marcello B, inviato il 18/4/2011
Sono d'accordo con quanto detto da Montezemolo.
In Italia c'è bisogno di una classe politica vera che abbia gli attributi e il coraggio di effettuare incisivi tagli alla spesa inutile che attualmente è tenuta in vita solo a beneficio e piacere della casta.
L'abolizione delle provincie, enti e presidenze inutili, ecc. potrebbe servire per ridurre la pressione fiscale e rilanciare l'economia del paese, mantenere un buon sistema sociale e così via.
L'impegno di tutti dovrebbe servire a questo e non alla critica reciproca tra politici che non interessa nessuno !!

#193 da Paolo Panfili, inviato il 16/4/2011
In un panorama politico sociale dove sempre più la rappresentazione politica si trasforma in fiction, sarebbe opportuno un contrasto eguale e contrario, facendo fiction (teatro, cinema) per rappresentare la realtà e documentarla così ai cittadini, con una grande mobilitazione di artisti, uomini di cultura e tutti i cittadini sensibili ed onesti. Alla luce del sole, senza paura, con le virtù degli intrepidi.

#192 da guido sartorio, inviato il 12/4/2011
Passano i giorni ed è sempre peggio.!! Ministri che sparano fuori cavolate sull'Europa..come raccontassero barzellette, tanto il loro leader le racconta pure. E' mai possibile che non esista un qualche sistema per dare quattro calci nel sedere a questi omuncoli quaquaraqà e cominciare a progettare e lavorare nella giusta direzione per riportare la Nazione al livello che si merita?? Si è provato a parole in Parlamento, nelle piazze dalle DONNE, dai giovani, studenti e lavoratori. Esiste qualche UOMO che abbia il coraggio di dare due schiaffi in pubblico a buffocelli corrotti, anzi tanti schiaffi!?? Quando non bastano le parole, un bambino, lo sculaccione vecchia maniera, se lo ricorda!! Alla peggio, se esistono avvocati deputati che hanno la faccia di difendere chi ha accumulato diecine di reati eclattanti...ce ne saranno anche quelli che difenderebbero lo sciaffeggiatore...e fuori dal tribunale saremmo in tanti a portarli tutti e due in trionfo. Vogliamo aspettare ancora col mal di stomaco per lo schifo, la rabbia, l'impotenza, la voglia di fare qualcosa??. "tandem, quo usque abutere patientia nostra", ma anche "cui prodest scelus, is fecit". Grazie per l'attenzione Dott.Sartorio

#191 da Flavio Baroncini, inviato il 12/4/2011
Dimenticavo :
Nello statuto di un eventuale Soggetto Politico creato da Luca Cordero di Montezemolo sarebbe bene mettere la NON AMMISSIONE di EX Politici ( a qualsiasi livello ) di qualsiasi provenienza essi siano ! Inoltre chi si iscrive deve NON AVERE PROCEDIMENTI PENALI ne in corso ne passati !!! Pensiamo almeno noi ad un Parlamento PULITO !!!

#190 da Flavio Baroncini, inviato il 12/4/2011
Aspettare troppo è rischioso. Ne sa qualcosa Beppe Grillo che dopo una ventata di adesioni adesso si trova con i sostenitori oramai stremati nella attesa e demotivati. Quindi CORAGGIO !!!! Siamo pronti !!!

#189 da LINO albanese, inviato il 11/4/2011
Se siamo responsabili allora comprendiamo che non si può più aspettare ,personalmente vorrei fare concretamente qualcosa poter agire per il bene di tutti ,e cercare di slegare il sistema che ci fà soffocare ogni giorno di più occorre una persona come MONTEZMOLO che prende il coraggio in mano e si presenta in campo lui non è solo. Prsonalmente aggiungo di essere una persona molto felice e fortunata , ho una splendida famiglia una moglie meravIgliosa , due figli claudia giovane ricercatrice all'UNI LUX Mirko ing. ha lavorato in ferrari e maserati ora alla fata logistic c/o alenia. Per ottenere questi obbiettivi e stato molto bello perchè veri . Nonostante questo mi sento felicemente pessimista per il futuro della nostra nazione. Lino .

#188 da Lodovico Possi, inviato il 8/4/2011
«Il dolce far niente degli italiani – leggenda insultante nell'ordine materiale – ha purtroppo qualche fondamento nell'ordine morale. gli italiani sono pigri moralmente, c'è in loro un fondo di scetticismo e di machiavellismo di basso rango che li induce a contaminare, irridendoli, tutti i valori, e a trasformare in commedia le più cupe tragedie. abituati a ragionare per intermediari nei grandi problemi della coscienza – un vero appalto spirituale – è naturale che si rassegnino facilmente all'appalto anche nei grandi problemi della vita politica. l'intervento del deus ex macchina, del duce, del domatore – si chiami esso papa, re, Mussolini – risponde sovente ad una loro necessità psicologica.» Così scriveva nel 1930 Carlo Rosselli nel suo “Socialismo Liberale” e da allora ad oggi niente è migliorato, anzi, ormai una grossa fetta di italiani è diventata cittadino onorario della «Fiera delle meraviglie», dove compra e beve qualunque pozione magica gli propone l’imbonitore di turno. E i mal di pancia, o peggio ancora, che derivano dall’intruglio sono colpa di tutt’altro ma non della pozione “bevuta”. A questa nutrita schiera si aggiungono poi altre due categorie: quella degli opportunisti – molti dei quali provengono da quella schiera di falsi socialisti nostalgici dell’era craxiana e quelli che hanno, ancora oggi, un odio viscerale per i comunisti (e non ho mai votato comunista, come non ho mai votato democristiano) e oggi esteso a tutta la sinistra. Questo è lo zoccolo duro del berlusconismo. Un mix – quindi – di amorfismo servile e di opportunismo servile e cortigiano. Per gli opportunisti c’è poco da fare, ma per gli altri cosa si può fare per risvegliarli da loro letargo morale? Come si può togliere loro la benda di “gaberiana memoria”? Qualora lo riteniate opportuno mi rendo disponibile per eventuali collaborazioni sul territorio dell’Umbria saluti L.P.

#187 da Lodovico Possi, inviato il 8/4/2011
«Il dolce far niente degli italiani – leggenda insultante nell'ordine materiale – ha purtroppo qualche fondamento nell'ordine morale. gli italiani sono pigri moralmente, c'è in loro un fondo di scetticismo e di machiavellismo di basso rango che li induce a contaminare, irridendoli, tutti i valori, e a trasformare in commedia le più cupe tragedie. abituati a ragionare per intermediari nei grandi problemi della coscienza – un vero appalto spirituale – è naturale che si rassegnino facilmente all'appalto anche nei grandi problemi della vita politica. l'intervento del deus ex macchina, del duce, del domatore – si chiami esso papa, re, Mussolini – risponde sovente ad una loro necessità psicologica.» Così scriveva nel 1930 Carlo Rosselli nel suo “Socialismo Liberale” e da allora ad oggi niente è migliorato, anzi, ormai una grossa fetta di italiani è diventata cittadino onorario della «Fiera delle meraviglie», dove compra e beve qualunque pozione magica gli propone l’imbonitore di turno. E i mal di pancia, o peggio ancora, che derivano dall’intruglio sono colpa di tutt’altro ma non della pozione “bevuta”. A questa nutrita schiera si aggiungono poi altre due categorie: quella degli opportunisti – molti dei quali provengono da quella schiera di falsi socialisti nostalgici dell’era craxiana e quelli che hanno, ancora oggi, un odio viscerale per i comunisti (e non ho mai votato comunista, come non ho mai votato democristiano) e oggi esteso a tutta la sinistra. Questo è lo zoccolo duro del berlusconismo. Un mix – quindi – di amorfismo servile e di opportunismo servile e cortigiano. Per gli opportunisti c’è poco da fare, ma per gli altri cosa si può fare per risvegliarli da loro letargo morale? Come si può togliere loro la benda di “gaberiana memoria”? Qualora lo riteniate opportuno mi rendo disponibile per eventuali collaborazioni sul territorio dell’Umbria saluti L.P.

#186 da emanuele esposito, inviato il 7/4/2011
C'e' sempre un motivo per mettersi in gioco, e mai come in questo periodo c'e' un motico valido per entrare a giocare, l'Italia non e' finita, abbiamo tante qualita' da valorizzare,siamo un popolo di lavoratori, ci siamo sempre alzati dalle rivineper questo siamo un popolo VERO e allora porca miseria diamo a noi tutti il giusto valore.
Siamo amati nel mondo per la moda, la ferrari, l'arte e facciamo si che ci mano anche per un Paese civile, democratico, possiamo creare un paese senza nucleare, si che possiamo, c'e sempre un motivo, anche per combattere contro la corruzione, la mafia, il menefreghismo...Caro Montezemolo e ora delle scelte quelle vere!
Vogliamo tornare a capire la politica, a vivere, a dare la giusta dimensione di Noi Italiani un nuovo risorgimento un nuava UNITA' D'Italia!! Viva L'Italia e tutti gli italiani di tutto IL MONDO!

#185 da Momys64, inviato il 7/4/2011
Sig. Montezemolo, sto aspsttando che si proponga sulla scena politica per condurci fuori da questo pantano da almeno dieci anni. Sappiamo tutti che non sarà facile perchè si scateneranno la macchina del fango e chi sta guadagnando molti soldi e posizioni attraverso questo regime (compres a la malavita). Nel frattempo ho sempre appoggiato il Partito Democratico ma la seguirei volentieri perchè la ritengo credibile, autorevole e in grado di rigenerare attraverso idee nuove e sane la nostra povera Italia. Grazie.

#184 da marinella, inviato il 6/4/2011
siamo in tanti pronti per una zampata d'orgoglio nazionale: Montezemolo, faccia lei il primo passo e noi lo seguiremo. Non tema di "bruciarsi", se le elezioni tardano, ci sarà più tempo per organizzare i comitati di riscossa .....

#183 da BCL, inviato il 5/4/2011
Forzaaaaaa! E soprattutto, coraggio.

#182 da Stefano, inviato il 5/4/2011
L'italia ha davvero bisogno di una svolta. Qualora Luca di Montezemolo, decidesse di presentarsi, con un programma concreto, che supporti finalmente attività rivolte allo sviluppo del paese e non a questi miserabile e arroganti tentativi di mantenimento del potere, io non esiterei a supportarlo.

#181 da LUIGI AMORE, inviato il 5/4/2011
Abbiamo bisogno di un leader fuori dai partiti, credibile ed autorevole, che non abbia questioni personali da sistemare, capace di condurre una coalizione che riformi la legge elettorale e ci liberi da questo parlamento di nominati pure scarsamente adeguati al ruolo, inclini al servilismo, al ricatto ed all'utilizzo della cosa pubblica per fini personali.

#180 da Federico, inviato il 5/4/2011
Una proposta semplice per arginare il blob di un sottobosco dirigenziale e operativo (nella politica, nella PA) ignaro e corrotto: dato che il nostro futuro è nell'UE, è ora che molte posizioni chiave - es. i Direttori Generali nei Ministeri - siano ricoperte da funzionari di altri Paesi europei, magari tedeschi. con adeguato ricambio (al massimo ogni 2 anni..) per prevenire la contaminazione. Lavoro quotidianamente in un contesto europeo, secondo me funzionerebbe.

#179 da federico, inviato il 5/4/2011
Una proposta semplice per arginare il blob di un sottobosco dirigenziale e operativo(nella politica, nella PA) ignavo e corrotto: dato che il nostro futuro è nell'UE, è ora che molte posizioni chiave (es. i Direttori Generali nei Ministeri) siano ricoperte da funzionari di altri Paesi, magari tedeschi. Con adeguato ricambio (max un paio d'anni..)per prevenire la contaminazione.

#178 da Luigi, inviato il 5/4/2011
Sia ben chiaro Italia Futura non si aggrega a nessuno, chi vorrà si scioglierà in Italia Futura, assolutamente senza pretese,abbracciandone in toto le idee, i principi e gli obbiettivi, pertecipando a tutte le iniziative con lo spirito dei fondatori.

#177 da Walter , inviato il 5/4/2011
Fra i molti commenti mi è particolarmente piaciuto quello del Signor Marco Di Marco che fotografa bene la situazione ed i pericoli. Mi permetto suggerire un passo che potrebbe svincolare da qualsiasi attacco e cioè : autofinanziamento e poi abolizione del finanziamento ai partiti da che ne consegue che questi soldi andrebbero spesi per opere utili. E poi e poi e poi!!!
In ogni piccolo paese ed in ogni città ci dovrebbero essere dei luoghi dove parlare e conoscerci, per quel che si può, considerando che la genetica non ci può aiutare a conoscere i pensieri e l'indole di ciascuno; comunque sono dell'avviso che il detto : la pera non cade lontano dall'albero - potrebbe aiutare nella scelta delle persone.-
Auguri a tutte le persone di buona volontà, cominciando da Luca Cordero di Montezemolo che, giustamente come da detto qualcuno, dovrebbe farsi conoscere più approfonditamente. Perchè non viene a Udine per una chiacchierata?
Walter

#176 da pietro napoleoni, inviato il 5/4/2011
Non vi è dubbio che gli imprenditori sono sempre più soli, vessati da fisco e burocrazia e i lavoratori guadagnano sempre meno e pagano sempre più tasse.
Giusto, ma, va detto, che sono stati proprio gli imprenditori ad offrire il proprio importante sostegno alla leadership di governo e al berlusconismo. Anche con i silenzi e qualche ammiccante rimbrotto.
Detto questo,d’accordo su una analisi che condanna senza appelli una politica che negli ultimi venti anni ha scientemente corroso le istituzioni e la responsabilità pubblica per fare premio ad un sistema fatto di arroganza ed affarismo e che è inevitabilmente scivolato verso una deriva di degrado morale che solo un sussulto della società civile può ormai arrestare.
Ma invocare la società civile, in modo astratto, per sottolinearne il silenzio non può essere sufficiente. E non bastano le estemporanee manifestazioni delle donne e le proteste del mondo della cultura.
La cosiddetta società civile per avere voce ha la necessità di luoghi e strumenti per esprimere le proprie variegate istanze
Nella deprecata prima repubblica i partiti e i sindacati nella loro articolazione territoriale costituivano i luoghi in cui era svolta una serrata e diffusa mediazione tra gli interessi presenti nel nostro articolato corpo sociale. Occorre quindi rideterminare le condizioni di una nuova saldatura sociale che ricomponga ciò che Berlusconi , e la sua politica di contrapposizioni, ha diviso, tra nord e sud, tra sfruttati e produttori, tra cultori della legalità e cultori della illegalità, tra rispetto delle istituzioni e denigrazione delle istituzioni.
Eppoi, per evitare di cadere nella suggestione, già tristemente sperimentata, bravo imprenditore-bravo politico, lasciamo la Ferrari e le sue performance fuori dalla ideale piattaforma di lancio di un nuovo corso politico nel nostro Paese. La Ferrari è il frutto di una virtuosa combinazione di eccellenze che implicano managerialità, ricerca avanzata, alte professionalità, orgoglio aziendale.
La politica è altra cosa. La politica deve determinare le condizioni affinché le strutture produttive del Paese, le banche, la cultura, l’istruzione, la ricerca, la burocrazia, le professioni, ritrovino le ragioni per eccellere nel proprio ambito e in un nuovo sistema Italia.

#175 da Alvaro Schieppati, inviato il 5/4/2011
Condivido pienamente l'intervento di Montezemolo in tutti i suoi punti. Ritengo sia il comune pensiero di milioni di italiani che non possono sentirsi rappresentati da questa ignobile maggioranza politica e che non trovano nelle varie opposizioni lo spirito di rinnovamento di cui il nostro paese ha bisogno per sopravvivere.Benvegna, quindi, questa iniziativa di Montezemolo di entrare in politica, spero lo faccia! Abbiamo bisogno di qualcuno che dia un sussulto di vitalità e ripresa a questa amorfa società civile e che possa aggregare la parte sana del paese in un concreto progetto di riscatto. Credo che Montezemolo possa contribuire in modo decisivo a questo obbiettivo.E' giusto dire che non basta più lavorare e pensare di fare il proprio dovere in modo corretto, occurre esporsi se si vuole incidere nel processo di rilancio del nostro paese ormai così discreditato ma che ha capacità e persone che possono farlo ricominciare.
Io sono pronto altri lo saranno certamente, aspettiamo il segnale!

#174 da Stefano B, inviato il 4/4/2011
Mi sento Italiano ed Europeo e vorrei che tutti gli Italiani ritrovassero la voglia di lottare per un ricostruire un paese migliore. Vorrei ritrovassimo lo slancio e l'impeto dei nostri padri risorgimentali, la forza e la determinazione che in nostri nonni hanno avuto per rimettere in piedi il paese dopo l'esperienza della seconda guerra mondiale. Vorrei finalmente vedere i giovani in prima fila, protagonisti. Grazie

#173 da FABIO KALDOR, inviato il 4/4/2011
"La politica non è roba per signorine di buona famiglia".

Questa affermazione, ripetuta spesso come consiglio dovuto a chi vorrebbe cimentarsi nella politica attiva, dovrebbe scoraggiare gli animi troppo sensibili dal mettersi alla prova in una attività riservata a "uomini veri".

In un Paese dove la legalità è una delle ultime preoccupazioni civiche, generalmente gli "uomini veri" sono quelli che non si sentono legati al rispetto di alcuna norma: scritta o non scritta che sia.

Gli "uomini veri" della politica quando va male non rispettano le leggi scritte che regolano la normale vita civile dei cittadini onesti (e quindi rubano, corrompono, si fanno corrompere): quando va bene nemmeno quelle non scritte che dovrebbero in qualche modo regolare la vita politica (e quindi minacciano, ricattano, diffamano).

Gli "uomini veri" non hanno ideali: hanno interessi.

Gli "uomini veri" dicono fieri che "comandare è meglio che fottere": ma spesso (basta guardarli in faccia…) non sanno svolgere con un minimo di decoro ne una ne l'altra attività.

L'Italia è statisticamente uno dei Paesi in assoluto con meno partecipazione di giovani e di donne a tutti i livelli della vita politica attiva.

Gli "uomini veri" hanno sempre tenuto fuori dalla politica attiva i giovani e le donne perché ne sono terrorizzati: hanno paura di doversi confrontare con chi porta ideali e senso innato della giustizia.



#172 da Stefano M., inviato il 4/4/2011
Seguo con interesse Italia futura, volgio capire dove va, ho sempre votato a sinistra, ma se con Montezemolo si organizza una forza capace di dare una svolta a questo sfacelo, darò la mia parte. Lo considero uomo capace, pulito e serio. Mi piacerebbe che fosse anche determinato a dedicarsi alla guida della Nazione. Se i programmi sono, come credo, quelli giusti, se si ha la bontà di ascoltare, se l'ambiente attorno che si va formando e sano, sarò anch'io della partita.

#171 da cirosse, inviato il 4/4/2011
Parole condivisibilissime!
Il problema e' come rifondare lo Stato. Abbiamo troppi problemi che partono, a mio avviso, da una Politica troppo autoreferenziata che non parla con le altre Istituzioni dello Stato, e meno che mai con i cittadini. Abbiamo una politica che tutto e', fuorche' politica.
Ed e' divisa su tutto.
HO scritto su questo blog lo scorso anno che gli indicatori economici di sviluppo erano disastrosi nel 2010, che da Paese di serie A saremmo diventati un Paese di serieB... e lo abbiamo visto a piu' riprese.

C'e molto a fare, caro Montezemolo, ma piu' il tempo passa, piu' la nave sprofonda nell'abisso, e piu' e' difficile recuperarla dal fondale profondo. Bisogna sbrigarsi con molta responsabilita' e come sempre, professionalita' - che ci ha sempre contraddistinto.

#170 da maurizio scappaticci, inviato il 4/4/2011
Forza avvocato!!! Faccia un ultimo sforzo!!! Metta finalmente a disposizione del Paese le Sue capacità manageriali. Siamo ormai in molti ad aspettare che qualcosa cambi veramente e Lei ha dato ampiamente prova di saper cavalcare il cambiamento (glielo dice uno che -sia pur indirettamente- ha lavorato con Lei fin da "Italia '90" in qualità di funzionario BNL).
In bocca al lupo!!!... E vedrà che non La deluderemo!!!

#169 da Rossella, inviato il 4/4/2011
...è ora di voltare pagina, aspetto soltanto un segnale d'amore per questo Paese che amo tanto e in cui oggi faccio fatica a riconoscermi .
Voglio soltanto continuare a fare il mio lavoro d'insegnante con coscienza e dedizione, vorrei poter insegnare alla mia piccola i valori che mi son stati trasmessi dai genitori e che sembrano essersi dispersi nei disvalori mostrati dalla classe politica attuale.
Vorrei banalmente poter essere fiera di vivere qui mentre non faccio altro che dire a mio marito, pensando al futuro..."andiamo via"...per nostra figlia e per i figli che spero verranno, nonostante l'amarezza di vivere assistendo a questo scempio. Questo vorrei ...e sento dentro di me che è ancora possibile che accada. Un' Italia futura migliore. Il mio Paese.

#168 da Giuseppe, inviato il 4/4/2011
condivido il percorso analitico della situazione politica ma nello stesso tempo mi deprime ancora di più sapere che da qualsiasi parte la si guardi non si riesce a trovare una via d'uscita perchè alle prossime elezioni si dovrebbe riuscire a trovare una maggioranza in parlamento capace di fare riforme per ilbene comune eper fare questo si dovrebbero trovare in questo parlamento persone che anno un forte senso civico e anche con un forte senso di apparteneza insomma DEGLI ITALIANI D.O.C.G. Io vorrei che oltre a descrivere l'andazzo ci fosse qualcuno che si proponesse e si discutesse dei problrmi da risolvere.

#167 da FRANCESCO, inviato il 4/4/2011
Non bisogna poi, eccitarsi troppo, in fondo ciascuno di noi contribuisce con il suo tassello alla grandezza del nostro paese Italia, bisogna lottare, purtroppo la gente onesta, i galantuomini non si sà perchè fanno fatica ad unirsi.Per esempio mi è capitato spesso di difendere la mia Italia dagli "spaghetti".. dicendo che il più piccolo comune d'Italia ha più "storia" degli USA,Germania, Inghilterra, Francia... Poi nel settore del mio lavoro il petrolio dell'Italia la Ristorazione, amavo dire come presidente ai giovani camerieri che dovendo avere rapporti con clientela di un certo livello, si esigeva una grande cultura quindi non era affatto degradante decidere fare questo tipo di lavoro come se fosse una cosa provvisoria, fare un fatturato di circa tre milioni di euro, perlo più di valuta pregiata, di paesi stranieri, e di grande orgoglio, creare l'atmosfera Trasteverina a Roma con musica soprani, tenori assicurare e proteggere circa 50 posti di lavoro.!!
Grazie Sig Montezemolo per il suo coraggio impegno e passione.



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