La Befana e i 150 anni dell’Unità d'Italia

Le polemiche incomprensibili di un paese confuso

di Italia Futura , pubblicato il 8 febbraio 2011
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In Italia non ci facciamo mai mancare nulla in fatto di polemiche inutili. Confindustria, Lega e una parte del sindacato avanzano la proposta di lavorare il 17 marzo, giorno fissato dal Governo per festeggiare i 150 anni dell’Unità d'Italia. In un periodo di bassa crescita il modo migliore di festeggiare è lavorare. Un bel richiamo alla concretezza lumbard contro la retorica di una festa di cui sembra non importare nulla a nessuno tranne che al Presidente della Repubblica. L’opposizione non è d’accordo e, come al solito, solleva una questione di metodo piuttosto che di merito (“prima di decidere bisognava discutere con Confindustria e sindacati” ha sostenuto Walter Veltroni, da sempre attestato sulla linea del "ma anche").

Pur confessando un anacronistico e un po’ polveroso attaccamento alla retorica risorgimentale e ai simboli della nazione siamo pronti a piegarci alla dura logica dell’economia. Se dobbiamo lavorare e produrre piuttosto che festeggiare il genetliaco del paese così sia. A patto che però si parta dall’abolizione della Befana (caduta quest’anno di giovedì esattamente come il 17 marzo). E’ una cosa ben singolare fare tutta questa cagnara per abolire la festa della Nazione che si celebra una volta ogni 150 anni e precipitarsi invece ogni anno, senza alcuna obiezione, a comprare calze e leccornie in onore di una signora (pure brutta, ci si passi il machismo) con la scopa. Quindi abbasso la Befana e viva l’Italia ma soprattutto troviamo argomenti migliori, ce ne sono parecchi, per mettere al centro i problemi veri della crescita che stanno a cuore a imprese e cittadini.

Guarda l'intervento di Andrea Romano al TG2:


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tag:  17 marzo   confindustria   emma marcegaglia   lega nord   giorgio napolitano   unità d'italia   6 gennaio   befana   epifania  


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#17 da antonio caputo, inviato il 11/2/2011
Sono d'accordo: polemoca stolta, degna di Tersite.
Perlomano Tersite trovo' Ulisse che lo percosse con la verga mettendolo a tacere.
Da noi gli asini continuano a ragliare.
Le dieux s'en vont e... il raglio dell'asino resta!
Dove sei Ulisse?

#16 da Luca, inviato il 11/2/2011
Discussione ridicola. Visto che la crisi in cui siamo è dovuta tra l'altro a un eccesso di produzione rispetto alla domanda di consumo, a che cosa serve lavorare di più se poi il prodotto non viene assorbito dal mercato? Altra domanda: pensate che 1 giorno di lavoro in più o in meno cambi qualcosa? Anzi, servirebbe anche più di un giorno di vacanza! 10! Non è il caso di cominciare a pensare alla qualità e all'efficienza produttiva invece che alle ore passate al lavoro (magari ad aggiornare il proprio account Facebook)

#15 da Valeria Romani, inviato il 10/2/2011
Sono una guida turista e proprietaria di un B&B... speravo nel "ponte" del 17 marzo per poter lavorare un po' di più vista la penuria di ponti di quest'anno.:))
A parte la mia situazione personale, non credo che la crescita economia di una n...azione dipanda da 8 ore di lavoro in più o in meno e che il tempo libero dei cittadini possa rappresentare un'occasione per creare ricchezza tanto quanto una giornata passata in ufficio! Ci guadagnerebbero: alberghi, musei, teatri, parchi giochi, cinema, ristoranti...Mostra tutto

#14 da Attilio Tirelli, inviato il 10/2/2011
Questa polemica come le altre che quotidianamente appaiono (e scompaiono) segnala con inaudita chiarezza a quale livello di, passatemi il termine colorito, coglioneria, è impantanata la classe dirigente italiana. Pagine di giornali e spazi televisivi giornalmente dedicati al niente. Nel frattempo chi può si "arrangia" chi non può si attrezza per arrangiarsi. E l'Italia va a rotoli.

#13 da Alessandro, inviato il 10/2/2011
La "Befana" è una festa religiosa...l'Epifania, bello l'articolo ma il confronto con la Befana non c'entra nulla

#12 da Alessandro, inviato il 10/2/2011
La "BEfana" è una festa religiosa: l'epifania..giusto l'articolo ma il confronto con la "befana" non c'entra un bel niente

#11 da Fulvio Aversa, inviato il 9/2/2011
Marcegaglia presidente di Confindustria, Calderoli e Bossi ministri e parlamentari della Repubblica sono diventati ciò che sono proprio grazie a 150 anni di storia unitaria.

#10 da Luigi Penzo, inviato il 9/2/2011
Ma perchè in questo nostro paese si "rovina" sempre tutto, anche i 150 anni dell'unità. Poteva essere una grande ricorrenza adatta a far ricordare gli ideali, l'unità e la forza morale dietro tutte quelle persone che vi hanno contribuito.
Non era il caso di creare una festa nazionale, probabilmente a qualcuno è servito come alibi a far nascondere una indifferenza finora dimostrata, si poteva dedicare la domenica successiva.
Ma adesso no, non roviniamo tutto e non arriviamo al 17 marzo tra polemiche e critiche che nulla hanno a che fare con produttività e crisi.
Io lavoro nel pubblico impiego e mi sto ancora chiedendo che senso ha avere giorni di ferie legate a festività soppresse; perchè non rinunciare ad esse a vantaggio dei giovani, del loro futuro, del nostro futuro di paese.
Il presidente della repubblica da anni chiede che questa ricorrenza del 17 marzo possa servire a farci sentire una unità di popolo,ora ha ragione ancora di più, sia festa ma non per rimanere a dormire a letto o ad andare nel centro commerciale, sia festa per ricordarne la storia, il percorso storico avvenuto nelle nostre città.
Sicuramente in ogni paesino c'è un simbolo, un luogo dove ritrovarsi.

#9 da Bruno Lago, inviato il 9/2/2011
Vorrei ricordare che già in altri tempi varie festività religiose furono spostate alla successiva domenica per limitare l'assenteismo ed evitare la tentazione di fare "il ponte" col successivo fine settimana. Non vedo perchè analoghe misure non possano essere adottate in una situazione economica non propriamente florida.

#8 da VALERIO BARGHINI, inviato il 9/2/2011
Be', vi sta sfuggendo un piccolo particolare. Forse non tutti sanno (o non ricordano) che nel non tanto lontano 1983 (o 1984 ma il margine di errore è minimo) la Befana venne abolita. Lo ricordo come fosse ieri: ero in terza media. E forse era un giovedì o un venerdì. Risultato? Be'... quel 6 gennaio in classe eravamo in 4... allora: il gioco vale la candela?

#7 da Marco Benozzi, inviato il 9/2/2011
ricordo che il 6 gennaio è l' Epifania, che ben poco ha da spartire con la Befana. Inutile fare confronti impropri.

#6 da montero mori, inviato il 9/2/2011
Non si può e non si deve lavorare il 17 marzo...Il concetto poi che lo Stato debba pagare le imprese perchè "potenzialmente" danneggiate, lo trovo molto bizzarro concettualmente( riferito al sig.Fumagalli@ )...Non so se molti prima di scrivere... pensano....considerato che ormai nel nostro Paese la metà di noi "vota e non pensa" da svariati decenni...è facile ritenere che quasi tutti "scrivano, parlino.....senza mai pensare prima"...Io faccio inesorabilmente parte...di quest'ultimi....che peccato!!!

#5 da Alessandro Garibbo, inviato il 9/2/2011
Io sarei, al limite, per abolire la Befana, per altro gia' pesantemente compromessa col passato regime fascista (e' vero!), e per mantenere alcune feste civili laiche, come il 25 Aprile (festa della liberazione dal giogo nazifascista), il 1.o Maggio (festa del lavoro, valore fondante della nostra Costituzione) e il 2 Giugno (o, in alternativa, l'anniversario dell'unita', per quanto ritengo che festeggiare il 2 Giugno abbia piu' senso, con buona pace dei signori Leghisti, che spesso hanno disertato le celebrazioni, pur titolari di cariche istituzionali per le quali la presenza sarebbe stata d'obbligo).

#4 da marco fumagalli, inviato il 9/2/2011
I festeggiamenti non dovrebbero essere fatti con costi a carico delle imprese, ma a carico dello Stato. Anzi direi che meglio sarebbe lavorare e beneficiare per quel giorno di una detrazione fiscale straordinaria. Così a fine mese i lavoratori si trovano magari con 50 € di tasse in meno da pagare da destinare ai consumi. Garibaldi disse "non è questa l'Italia che volevo". Nemmeno io e mi tocca mantenere una schiera di politici corrotti e burocrati fannulloni. Ebbene io voglio lavorare il 17 marzo, ma voglio anche 50 € in meno di tasse. Che taglino gli stipendi, eliminino le Province o altro, costringiamo i politici a ridurre il carico fiscale. Questa è l'Italia che voglio una democrazia fondata sul lavoro e sulla libertà anche economica. Non un fisco e una burocrazia opprimente e borbonica. Possiamo portare avanti questo singolo tema: lavorare il 17 marzo ma festeggiando con meno tasse.

#3 da Asio otus, inviato il 8/2/2011
Altre polemiche completamente prive di senso, principalmente per due ragioni:
1- il 17 marzo sarà festa solo nel 2011;
2- nel 2011 varie feste "convenzionali" (per esempio il 1 maggio) cadranno di sabato o domenica eliminando di fatto i cosiddetti ponti;
quindi, le polemiche sono prive di senso perchè il 17 marzo festivo non diminuirà affatto le ore lavorative del 2011.
In Italia è assente quasi ogni tipo di festa patriottica (eccezion fatta per il 2 giungno), forse invece il centocinquantesimo anniversario dell'Unificazione potrebbe farci bene... E poi non è vero che importa solo al Presidente della Repubblica: a me, per esempio, importa.

#2 da Stefano Barrese, inviato il 8/2/2011
Condivido il tenore dell'articolo e faccio presente che in Italia (come da una ricerca commissionata da Expedia.it) su 31 giorni di ferie disponibili, mediamente i lavoratori italiani ne utilizzano 25 peraltro con un significativo onere a carico delle aziende; per confronto i tedeschi ne utilizzano 25 su 27, gli inglesi 24 su 26 e gli austriaci 24 su 27. In questa analisi gli Stati Uniti hanno il minor numero di giorni di ferie disponibili, solo 13 all'anno, di cui 10 mediamente usufruite.
A questo punto la considerazione è non legata al 17 marzo o alla befana, bensì al ridurre in numero di ferie disponibili allineandolo ai nostri comparabili visto anche che il nostro Paese è quello al mondo con il maggio numero di festività.

#1 da Cinzia Carloncini, inviato il 8/2/2011
Facciamo passare anche questo articolo, senza alimentare troppo polemiche inutili. Mi sentirei italiana anche andando a lavorare nel 150° anniversario dell'Italia. Dopotutto da quando è repubblica è basata sul lavoro di tutti... ad oggi si rischia di non vedere la differenza tra un giorno festivo e uno lavorativo....... Viva l'Italia al lavoro, ma ogni 150 anni una pausa (di riflessione seria speriamo) ci dovrebbe stare.
Comunque è ora che questa Italia passi dall'adolescenza ad una, pur se rustica, maturità.



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