L'intolleranza che non tolleriamo

Il paese non ha bisogno del "folclore" locale della Lega

di Alberto Stancanelli , pubblicato il 1 febbraio 2011
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Dopo l’episodio della scuola di Adro, marcata in ogni luogo dal sindaco leghista con il sole delle Alpi, i rappresentanti del territorio del partito del Nord continuano a stupirci con le loro iniziative.

Non sappiamo se veramente il libro Gomorra di Roberto Saviano sia stato “epurato” dalla biblioteca del Comune di Preganziol o, come il Sindaco ha affermato, sia stato in qualche modo sottratto. Ciò che ci appare incredibile, ma ormai i “leghisti del territorio” non ci stupiscono più, è l’affermazione del segretario provinciale della Lega Nord di Treviso, riportata dai giornali del luogo: “ Se non vengono letti i libri di Saviano non muore nessuno e la cultura non ne subirà alcun danno. Anzi, meglio metterli in uno scatolone in uno scantinato, chissà che non se li rosicchi qualche criceto. Non stiamo parlando di Ungaretti, Leopardi o Pascoli”.

La censura e ogni forma di dileggio dell’espressione del libero pensiero e delle manifestazioni del sapere e della cultura, o il decidere autoritariamente quale libro deve essere letto o non letto da parte di chi riveste un incarico pubblico, anche se di partito, non può che rappresentare, oltre ad un palese pericolo, la più autentica forma di sottocultura che nega, con forza autoritaria, il riconoscimento dell’individuo come singolo e come parte integrante di una libera e democratica collettività, ponendosi al di fuori dei basilari principi di coesione sociale.

Qualcuno dirà, come sempre, che questa è la Lega del folclore, delle chiacchiere da bar di paese e non la Lega di Maroni, ossia la Lega di governo, rispettosa e partecipe del vivere in una collettività democratica, progredita e tollerante come oggi vuole essere il nostro Paese. Spetterebbe allora a questa parte democratica della Lega, condannare con forza e non legittimare con il silenzio affermazioni degne di realtà culturali o di momenti storici passati, che non ci devono appartenere.

Anche qui, come per il caso della scuola di Adro, si rischia di non riconoscere il vero pericolo che tali atteggiamenti di intolleranza possono produrre nella nostra società. Le affermazioni del segretario provinciale di Treviso della Lega Nord non possono passare sotto silenzio, senza che le istituzioni o la società civile manifestino la propria condanna. Incombe su di noi il rischio di una pericolosa assuefazione inconscia che, passo dopo passo, può ingenerare una forma di tolleranza dell’intolleranza. La Storia nefasta del secolo scorso ci insegna che proprio uno dei primi atti eclatanti del nazismo, che doveva far presagire al mondo il volto crudele e folle che si celava dietro quel gruppo di uomini che ascesero al potere, fu l’assalto alle biblioteche pubbliche e private e il rogo dei libri nella piazza dell’Opera.

L’ultima cosa di cui oggi il nostro Paese ha bisogno è la perdita della coesione sociale, l’intolleranza e qualsiasi forma di censura. Un autorevole Ministro ha recentemente affermato che con la cultura non si mangia, non vorremmo che il prossimo passaggio fosse la negazione della cultura. Il futuro è nelle nuove generazioni ed è proprio dai giovani, dal mondo della conoscenza, dall’elaborazione del libero pensiero che può avvenire la presa di coscienza della deriva sociale e culturale per porre le basi per una ricostruzione morale della nostra società.






Consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri, Alberto Stancanelli è membro del comitato promotore di Italia Futura.

E' membro del comitato direttivo di Italia Futura


tag:  lega nord   padania   saviano   gomorra   preganziol  


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#5 da Giancarlo de Caroli, inviato il 4/2/2011
condivido pienamente le considerazioni di Alberto Stancanelli. Con una punta di preoccupazione in più. Penso, infatti, che la Lega stia gradualmente ed egregiamente perseguendo l'obiettivo fondamentale per cui si è costituita:"OTTENERE L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA!".
Questo "presidenzialismo", il "federalismo municipale"da realizzarsi anche per decreto,l'eliminazione di ogni principio di utilità pubblica nazionale dall'articolo 41 della nostra Costituzione, la quotidianna ridicolizzazione e delegittimazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento, portano, inevitabilmente al verificarsi di un solo risultato: LA DESTRUTTURAZIONE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA. A me tutto questo non piace e mi chiedo quanto tempo occorra alle Superiori Istituzioni della nostra repubblica per intraprendere più concrete iniziative di ripristino della legalità costituzionale, da ormai troppo tempo ed in troppi punti già violata. vorrei una risposta alle mie preoccupazioni

#4 da Asio otus, inviato il 3/2/2011
"Si può vivere bene anche senza leggere Saviano"? Solo un leghista poteva dire una cosa simile...
In generale, è assurdo impedire al pubblico di leggere un testo perchè di pessima qualità, tale giudizio deve essere lasciato al pubblico, impedire al pubblico di leggere è una censura di tipo autoritario e come tale dovrebbe essere trattata! Gli italiani invece, come detto anche in altri commenti, sopportano o minimizzano e intanto i leghisti (e i loro pari) prosperano.

#3 da Ferdinando Cito, inviato il 2/2/2011
Caro Stancanelli, ho letto con interesse il suo intervento che, ovviamente, condivido. Mi permetto tuttavia di dissentire su una sola frase: "il rischio di una pericolosa assuefazione inconscia che, passo dopo passo, può ingenerare una forma di tolleranza dell’intolleranza". Non penso che questo sia classificabile come rischio: si tratta piuttosto di un'amara realtà. Da molto, troppo tempo, la dialettica politica si è ridotta a rissa aperta e intollerante dove chi strilla di più pensa di dare più forza alle sue opinioni e dove l'escalation degli insulti personali ha raggiunto livelli impensabili in una democrazia. L'ostentazione dell'intolleranza per chi la pensa diversamente è al centro della "comunicazione politica" attuale. Lei ha ragione a stigmatizzare le dichiarazioni del segretario provinciale della Lega ma, personalmente, sono stato colpito anche di più dalle parole dell'editore di Saviano che ha dichiarato di "provare orrore" per il discorso di Saviano in occasione della laurea honoris causa. La dialettica politica deve nutrirsi del dibattito aperto e, se necassario, anche polemico. Ogni idea ha il diritto di essere discussa senza che il suo portatore debba accettare gli insulti di chi la pensa diversamente. Un sistema politico che accetta di perdere il rispetto per gli avversari finisce inevitabilmente per perdere contatto con i principi fondamentali della democrazia e non puo' che scivolare nella tirannia. E come le vicende dei paesi del Mediterraneo meridionale ci sta mostrando, le tirannie più longeve sono quelle che si sono mascherate da "baluardo democratico" contro un'avversario, ovviamente demonizzato.

#2 da Alessandro Paoluzi, inviato il 1/2/2011
Non c’e’ dubbio: siamo in pieno oscurantismo neomedievale. L’occultamento del libro di Saviano e’ un ulteriore esempio di quanto la Lega sia distante dalla democrazia e, se non peggio, dall’elaborato e multidisciplinare processo di sviluppo delle capacità intellettuali dell’individuo basato sull’acquisizione di un insieme di informazioni di ogni genere e definibile con il termine riduttivo di ‘cultura’ mediante la quale si arriva ad avere una capacità di analisi e di critica. Ma certo la capacita' di ragionamento e' deve essere ridotta quanto piu' possibile, e' piu' facile manipolare le menti degli sciocchi o degli ignoranti. Del resto lo dicevano gia' i latini con il ben noto panem et circenses, oggi tradotto nella realta' dalla decerebrante televisione commerciale. Negare la possibilità di leggere Gomorra o ridurne l’autorevolezza del contenuto equivale a negare l’esistenza di un fenomeno drammatico chiamato mafia o camorra o ndrangheta o altro. Significa tollerare, equivale ad opporsi all’emarginazione ed alla scomparsa di queste organizzazioni criminali. E’ giusto rimarcare questi fatti gravi di censura o di antidemocrazia. E’ essenziale mostrare chiaramente agli occhi di tutti, anche dei meno attenti o informati, la doppiezza o l’inadeguatezza di personaggi che risiedono in luoghi ed occupano incarichi di alta responsabilità senza giusto motivo e che arrivano a gesti di simile stupidità. Anche questo episodio indica che in Italia c'e' bisogno di qualcosa di drastico, che dia un chiaro segnale al sistema politico italiano di inaccettabilità della situazione attuale. La speranza sta in personaggi di alto livello come Alberto Stancanelli, Irene Tinagli, e altre menti a cui ancora non viene dato il giusto spazio per una libera espressione produttiva.

#1 da Cinzia Carloncini, inviato il 1/2/2011
Dire che la cultura non si mangia è già una negazione della sua utilità, non serve nemmeno pensare agli spettacolini che si vedono nell'ormai obsoleta tv "tradizionale".
Ieri ho visto a mezzanotte (prima di quell'ora niente d'interessante) un servizio per i 150 anni dell'Italia... La Storia di Maria Josè... La regina di maggio, ultima regina dell'Italia. Non mi ha fatto venire nostalgia della monarchia, percarità, solo mi ha fatto riflettere una sua risposta durante un'intervisto con Enzo Biagi. Le si chiedeva un difetto degl'italiani... ha dovuto pensarci un po', però alla fine ha detto che sopportano, sopportano troppo. Riferendosi al nazi-fascismo sicuramente... però anche di questi tempi sembra sempre che la misura sia colma... invece il contenitore si estende sempre di più. Non è possibile che non riusciamo a darci un limite di onestà, orgoglio... coerenza. Accettiamo qualsiasi cosa e non ritroviamo il senso di essere una nazione che ha avuto una grande storia e può tornare ad essere grande. Non aspettiamo che altri da fuori ci scuotano, perquanto è indicativo il ruolo importante che in un momento di passaggio ha avuto quella donna. Una donna potrebbe guidarci fuori da questa situazione. Una donna colta, amante dell'Italia, con una tradizione salda e l'obiettivo di tramandarla nel futuro con lungimiranza. Io non la credo utopia.



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