A voi la parola

Un nuovo concetto di Europa

Superare le logiche nazionali per essere competitivi nei confronti delle nuove economie mondiali

di Luigi Iorio , pubblicato il 31 gennaio 2011
immagine documento Ormai un nuovo mondo è davanti a noi, “il sogno dogmatico della perfezione del mercato” è svanito. Il voler far arretrare la politica in favore delle regole scellerate del mercato ha fallito. Gli effetti nefasti si percepiscono soprattutto in Grecia, Portogallo, Inghilterra, Spagna e in quasi tutta Europa. Mai come ora si sente la necessità della politica, ma soprattutto, di quella “Unione Europea” troppo spesso sottovalutata e osteggiata dalle destre europee, che vedevano in essa solo un insieme di burocrazie capaci di insidiare gli interessi e le lobby nazionali. Per invertire la rotta, far decrescere la crisi e rilanciare il nostro piccolo continente, occorre ridisegnare una nuova idea di Europa.

Negli Stati Uniti, Obama in un momento delicato di crisi, sta affrontando l’emergenza cercando di ridistribuire ricchezza e puntando su riforme strutturali, legate a temi come innovazione e ricerca. Molte nazioni europee invece, credono che la migliore ricetta alla crisi economica siano l’austerità e i tagli che, purtroppo, a nulla serviranno se non a rendere senza lavoro milioni di persone. Questa non è la via per uscire dalla crisi. Al contrario è la via di cominciarne un’altra, di crisi.

Potremmo fare un parallelismo con il passato. Questo, infatti, già accadde negli anni trenta quando gli Stati Uniti riuscirono ad uscire dalla crisi grazie al New Deal, mentre in Europa le paure e la crisi economica post bellica fece sorgere regimi quali fascismo e nazismo. L’Europa ha bisogno di maggiore solidarietà intesa come: più opportunità per le nuove generazioni sempre più ai margini di un mercato del lavoro deregolamentato, maggiore distribuzione della ricchezza tra le fasce di reddito più deboli, poiché la crisi ha acuito disuguagliane sociali in Italia come in Europa.

Dalle crisi a volte si può uscire con clamorosi cambiamenti e miglioramenti per la società, basta che la politica dia giusti orientamenti. Più forte sarà l’Europa e meno forze politiche come la Lega ed altri partiti europei xenofobi e nazionalisti potranno incidere. Queste ultime fanno leva psicologicamente sulle paure e sulle ansie dei popoli che sentendosi socialmente ed economicamente precari sono preda di populismo e demagogia. Se l’Europa riuscirà a riappropriarsi del primato della politica, superando le appartenenze e le logiche nazionali potrà davvero migliorare l’attuale situazione, in termini economici e sociali, per essere competitiva nei confronti delle nuove economie mondiali, Cina e India su tutte.


Luigi Iorio, classe '79, è un giovane avvocato specializzato in Diritto Penale. Nato a Foggia, lavora in uno studio legale di Roma. Presidente di alcune associazioni di volontariato. Pubblicista e saggista.

tag:  europa   crisi   economie   populismo  


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