Ma noi siamo donne o bambole?

La Stampa

pubblicato il 25 gennaio 2011
di Irene Tinagli

Molte donne in questi giorni si stanno interrogando sul loro ruolo nella società italiana, come è accaduto ogni volta che, in questi ultimi anni, qualche scandalo sessuale ha scosso il mondo della politica.

Eppure la questione del ruolo femminile in Italia ha radici più profonde e diffuse di quanto emerga dalle ultime vicende di cronaca e va ben oltre i confini di Arcore o di Via Olgettina. Se l'ennesimo scandalo che coinvolge il premier serve a riaprire il dibattito su un tema così importante, va bene, ma se vogliamo davvero cogliere l'occasione per una riflessione approfondita, non possiamo fermarci lì.

Forse val la pena ricordare alcuni dati resi noti pochi giorni fa dall'Istat e passati quasi sotto silenzio: in Italia una donna su due non lavora e non cerca lavoro. Donne semplicemente "inattive". Si tratta di un tasso di inattività che supera quello di tutti gli altri 25 Paesi Europei (con l'esclusione di Malta, se questo può consolare). Specularmente, le donne "attive" sono il 46,3%, un dato che fa vergognare di fronte al 66,2% della Germania, al 60% della Francia, per non parlare del 71,5% dei Paesi Bassi. Perché le donne in Italia non si mettono nemmeno alla prova?

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#3 da aantinoro, inviato il 31/1/2011
Sulla questione femminile non occorre fare proclami e indire slogan di cui certamente la società italiana non ha bisogno perché ne è già abbondantemente imbottita ed intontita! Adesso è il tempo dei ragionamenti e delle valutazioni ed è questo che occorre fare avendo a disposizione uno “spazio” come quello di IF! Gli ultimi fatti di cronaca ci parlano di una presenza femminile nelle istituzioni che certamente non ha seguito criteri che riconoscono l’impegno, la crescita, una conoscenza profonda e rispettosa della politica e delle istituzioni medesime; abbiamo visto, anche grazie a questo dissennato sistema elettorale una collocazione in ruoli istituzionali di alcune donne certamente per “meriti” ma non quei meriti che fanno di una donna un buon rappresentante dei cittadini nelle istituzioni! Questo non vuol dire che tutte le donne di una parte politica che siedono in parlamento o negli organi elettivi territoriali siano state “individuate” solo grazie a questi meccanismi, ma mi stupisco come mai le tante donne preparate, con importanti carriere professionali e politiche alle spalle (e che sono costrette a convivere con le subrette promosse a deputate o a ministre) tacciono su questo utilizzo della donna nelle istituzioni.
Vorrei che donne capaci avessero l’opportunità di spendere parte della propria vita a servizio delle istituzioni e in politica per migliorare la qualità della stessa; abbiamo in questo momento in Italia due begli esempi di donne forti come la marcegaglia e la camusso che dovrebbero costituire un esempio per le tante ragazze che studiano, lavorano e cercano di affermarsi professionalmente

#2 da Montero Mori, inviato il 31/1/2011
Trasecolo nel leggere il commento del Sig.Capriglione...Trasecolo specialmente laddove egli pensa che il debito pubblico italiano ( dichiarato come ammontare appena al 60% di quello reale...) possa essere ridotto da un economista con la "E" maiuscola..la verità è che nessuno potrà mai risolverlo se non con una ristrutturazione del debito, con una patrimoniale importante, con una defiscalizzazione dei redditi minori con la lotta all'evasione come negli USA o Inghilterrra ( leggi "galera")...insomma tutti rimedi noti o obbligati, ma osteggiati totalmente dalle varie lobbies...Altro che economisti.... Se poi , e concludo, ItaliaFutura ha in mente una classe dirigente nazionale che sia solo ed esclusivamente partorita da " intellettuali, imprenditori..e pochi altri" il fallimento sarebbe pressochè immediato....Meglio riflettere....penso...!!

#1 da Pasquale Capriglione, inviato il 30/1/2011
Tinagli candidata premier subito. Economista di talento, under 40, donna. Il perfetto antidoto a Berlusconi. Sarebbe il segno di discontinuità del quale abbiamo bisogno per mostrare al mondo che Mr B. non ci rappresenta, e per recuperare la credibilità persa. Serve un economista (meglio se un'economista, con l'apostrofo) per gestire l'immane debito pubblico che zavorra la nostra economia e riportarlo a livelli sostenibili. Tremonti invece è un tributarista, dettaglio non irrilevante che spiega la politica dissennata dei tagli lineari. Tinagli candidata premier subito. Montezemolo può affiancarla e prendere il posto di Tremonti. Spazio ai giovani!



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