Lavoro giovanile: è ancora emergenza
Le proposte di Italia Futura si fanno strada tra molte amministrazioni locali
di
Irene Tinagli ,
pubblicato il 9 gennaio 2011
Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat lasciano poco spazio ad ottimismi: il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 28.9%. Quasi un terzo dei nostri giovani è senza lavoro. Chissà se il Ministro Sacconi anche stavolta darà la colpa ai ragazzi pigri, come ha fatto l'anno scorso, oppure ai genitori cattivi, come ha dichiarato una decina di giorni fa. O se qualche altro membro del governo dirà che i dati sono sbagliati o illegittimi, come ormai siamo abituati a sentire spesso.
E’ triste dover assistere a schermaglie di questo genere ogni volta che ci troviamo di fronte a problemi gravi e profondi come quelli che milioni di giovani e di famiglie stanno vivendo ormai da tempo. Perché non è questo di cui avrebbe bisogno il Paese. Ciò che normalmente ci si aspetta da un governo serio e maturo è un'assunzione di responsabilità e l'indicazione di una via d'uscita chiara, credibile e supportata da misure incisive e reali. Ma nessuno ha saputo dare alcuna indicazione in tal senso.
Il dibattito politico, persino all'interno dello stesso governo, è diviso tra ottimisti e pessimisti, ma ne' gli uni ne' gli altri sanno dire alla gente dove sarà il nostro Paese tra un anno, in quale direzione lo stanno guidando, con quali obiettivi. Questo genera un'incertezza e uno smarrimento enormi. Per questo tra i cittadini è aumentata la sfiducia sia nei confronti del governo, che non ha saputo imprimere alla società e all'economia quella svolta liberale e moderna che aveva promesso, che dell'opposizione, che a parte cavalcare il disagio non ha saputo delineare un progetto alternativo credibile. Se a questo aggiungiamo le infinite liti interne che negli ultimi mesi hanno sconquassato entrambi gli schieramenti, allontanando ancor più il dibattito pubblico dai temi reali del paese, il quadro è completo.
Di fronte a questo scenario desolante le uniche voci che hanno cercato di riportare l'attenzione sui problemi del paese sono state da un lato le proteste dei cittadini, e dall'altro il lavoro di elaborazione, proposta e diffusione svolto da alcune associazioni civili che hanno cercato di cogliere i segnali che provenivano dalla società per approfondire, analizzare, proporre, aprire un dialogo, fare confronti internazionali, e misurarsi con idee concrete.
E' quello che ha fatto Italia Futura in questo anno e mezzo di attività, lavorando su temi importanti e impegnativi come la mobilità sociale, la scuola, la sanità, l'occupazione giovanile. Cercando di coinvolgere esperti e cittadini, di unire analisi e proposte, lanciando idee talvolta ambiziose, altre volte più semplici o migliorabili, ma sempre con l'obiettivo di dare contenuto e concretezza ad un dibattito pubblico vuoto e arido. Uno sforzo che ha incontrato una risposta incredibile e quasi inaspettata da parte di migliaia e migliaia di cittadini che hanno mostrato grande interesse attraverso adesioni, commenti, partecipazione ai forum e agli eventi, contributi attivi di idee e segnalazioni.
Una risposta che non è arrivata solo dai cittadini. Decine di amministratori comunali, provinciali e regionali di diversi colori e schieramenti hanno seguito con attenzione i lavori di analisi e hanno fatto proprie alcune delle proposte elaborate da Italia Futura nel corso di questo ultimo anno, utilizzandole per aprire dibattiti nuovi, lanciare progetti, mozioni, per mobilitare risorse. Poco prima di Natale, per esempio, la regione Toscana ha presentato il piano per i giovani, “Giovani Sì”, un programma da 300 milioni di euro in tre anni, ampio e articolato, che riprende alcune delle proposte contenute nel Rapporto sulla Mobilità sociale, in particolare l'idea di un supporto all'affitto per i giovani che vivono da soli e per le giovani coppie. Una misura per la quale la regione Toscana ha stanziato 45 milioni di euro.
Un tale impatto sul dibattito pubblico – e persino su iniziative concrete sul territorio - non può che far piacere a chi, come Italia Futura, si impegna costantemente proprio per generare discussione e diffondere idee, tuttavia dà anche la dimensione del vuoto di leadership e di elaborazione politica ed economica che c'è nel nostro paese, i cui risultati, purtroppo, si vedono tutti.
Docente all'Università Carlos III di Madrid, è esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico. È consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.