Più della voglia di riforme vince lo scetticismo

Il Sole 24 Ore

pubblicato il 21 dicembre 2010
di Lina Palmerini

In genere viene rubricata come opinione qualunquista, un po' rozza, detta da di chi - di certo - la politica la segue con disattenzione e disaffezione. Dire che Silvio Berlusconi vince sempre e comunque non perché piaccia ma perché "non c'è alternativa" viene, appunto, attribuito a una categoria di elettori che prima votava "turandosi il naso" e, in qualche modo, continua a farlo. E invece la sorpresa dell'ultimo sondaggio Ipsos-Sole 24 Ore, è che quel parere appartiene al 65% di italiani e, comunque, non più solo ai qualunquisti-disimpegnati ma anche a chi ha convinzioni politiche solide e molto schierate.

Che al di qua di Berlusconi non ci sia nulla, infatti, è diventato il pensiero sconsolante pure di chi vota per Di Pietro, per il Pd e per Nichi Vendola. Anche l'anti-berlusconismo militante, insomma, pensa che sia responsabilità dell'opposizione se il Cavaliere continua a essere imbattibile. L'opinione è del 56% degli elettori di sinistra, che dice di non vedere alternative al Cavaliere perché "non c'è un'offerta politica chiara, perché le opposizioni sono troppo distanti".


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#3 da Gian Franco Masia, inviato il 2/1/2011
Ritengo che il governo Berlusconi non avrebbe fatto le riforme, neanche quelle promesse, anche se non ci fosse stata la fuoriuscita di Fini dal PdL. E ritengo che la vera forza del Cavaliere e nello stesso tempo la sua vera debolezza stia nella attuale legge elettorale. Che consente di avere la maggioranza assoluta, a chi pur non essendo neanche maggioranza del 50,1%, abbia un solo voto in più di tutti gli altri schieramenti, presi singolarmente. Questa legge ritengo che sia la più grossa sciagura che abbia mai afflitto l'Italia del dopoguerra. Perchè facendo pochi conti, tenendo conto dei sondaggi passati, e presenti, si arriva alla conclusione che questo sistema di voto, consente di avere un vero maggioritario se gli elettori danno già in partenza la maggioranza almeno intorno al 50% alla coalizione vincente. Se questo non accade abbiamo un finto maggioritario, in cui il governo soppravive sempre sotto la scure delle transumanze di parlamentari, basta una percentuale non troppo alta, come è avvenuto ultimamente, che si muovono non da un campo all'altro, ma che si pongono in posizione di ago della bilancia, per averne delle utilità politiche IMMEDIATE E CONTINGENTI. Tutti fanno politica alla giornata perchè con una legge elettorale così, nessuno vuole formare un governo che faccia le riforme. Un governo che faccia le riforme necessarie in Italia e in quasi tutti i paesi occidentali, dovrà scontare una caduta verticale immediata del consenso, vedi Obama, e alle prime elezioni cadere rovinosamente. Ritengo che per questo Berlusconi sia forse contento di quel che è successo; non fa che dire che con pochi voti non si possono fare le riforme, e non credo che se ne dispiacia. Mentre l'unico che vorrebbe le riforme, Bossi, ma solo le "riforme padane", è l'unico scontento vero della situazione. Le "riforme padane" o le fa a seguito dopo un nuovo colpo di mano elettorale, con il "Porcellum", o non le fa mai più. Quanto al PD, lo stallo politico apparente, gli consente di respirare, ma non di più, e per le stesse ragioni di Berlusconi non fa nessuna proposta politica concreta di riforme, per evitare penalizzazioni elettorali nell'immediato e nel futuro.In buona sostanza l'unico che vuole riforme è Bossi, e, finche dura il Porcellum, è l'unico che vuole le elezioni ora.Ma è mai possibile che che l'Italia sia ridotta in questo modo? Si, fintanto che è governata dalla CASTA, alla quale va bene solo continuare nel tornaconto personale, qui e ora. Meglio mezzo uovo oggi che un branco di galline domani. Eppure questa nazione è stata capace di fare un'assemblea costituente, che consentì di evitare una guerra civile fra quelli che allora erano e si consideravano "veri nemici". Ancora non vi vede all'orizzonte nessuno che osi proporre una soluzione simile, dopo la quale si potrebbe fare un governo, quello che sia, che abbia un unico mandato: fare le riforme impopolari e durissime che sono necessarie per salvarsi nell'epoca della globalizzazione.

#2 da Asio otus, inviato il 1/1/2011
Questo è un bel problema ma potenzialmente è anche un punto di partenza: chi è disilluso dovrebbe essere nuovamente infuso di speranza da un movimento formato da gente con tanta voglia di fare e di ricostruire il Paese, in modo che possano scoprire che la decadenza, il declino e la distruzione dell'Italia non sono costanti inevitabili. Devono sapere che l'impossibile è in realtà possibile e a portata di mano.

#1 da maurizio dinelli, inviato il 21/12/2010
Se le cose stanno così, e i numeri lo dimostrano in modo assai chiaro, per Italia Futura è adesso il momento di "indossare una maglietta" e dare indicazioni a chi vuol collaborare, se vuole rappresentare un'alternativa credibile, o parte di essa, nello scacchiere politico.



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