Salvare il salvabile
Il Governo allarghi la maggioranza e torni a occuparsi del paese
di
Carlo Calenda e Andrea Romano ,
pubblicato il 15 dicembre 2010
“Sono molto preoccupata perché non vedo le condizioni per un allargamento della maggioranza”. Così si è espressa la capogruppo dei senatori del PD Anna Finocchiaro. Non è una frase presa dalle cronache del 2006 o del 2007 quando al Governo c’era il centro sinistra sostenuto da una scarna maggioranza, ma una dichiarazione fatta ieri durante la trasmissione Porta a Porta quando al Governo c’è Silvio Berlusconi e il centro destra. In questa frase è racchiusa una delle ragioni fondamentali per cui, a 15 anni dalla sua discesa in campo, Berlusconi continua a governare e a vincere, in parlamento e fuori, nonostante un bilancio deludente come uomo di governo.
La questione centrale ruota intorno alla chiarezza come categoria fondamentale della politica moderna. Ancora una volta ieri in Parlamento si è confrontata un’offerta politica chiara, ancorché usurata e stanca, e opposizioni evanescenti che non hanno potuto spiegare al parlamento e ai cittadini cosa sarebbe successo in caso di vittoria della sfiducia. Questa incapacità di esprimere alternative comprensibili ha contagiato anche FLI. Trascinare l’Italia sull’orlo di una crisi di governo, in un momento difficilissimo per l’economia, per poi, all’ultimo minuto, proporre un Berlusconi Bis come punto di approdo è un tatticismo incomprensibile che ha danneggiato, forse irreparabilmente, il progetto positivo di costruzione di una destra nuova e moderna. Allo stesso modo il PD con la sua surreale pretesa di governare senza passare per le elezioni e con la proposta poco credibile di un Governo tecnico, palesemente impossibile per assenza di numeri, ha mostrato di non essere in grado oggi di prendere in mano le redini del paese.
Tutto ciò premesso Berlusconi farebbe bene a non dimenticarsi che il suo Governo, partito con la più ampia maggioranza della storia repubblicana, si regge oggi sul voto di due transfughi "last minute" dell'IDV e qualche personaggio della società civile contagiato dai peggiori vizi della politica. Al di là delle considerazioni di natura etica appare assurdo pensare di poter completare la legislatura ricorrendo ad un mercato delle vacche permanente con l’unico obiettivo di tirare a campare. L’unica strada seria e responsabile per il paese sarebbe la costituzione di una nuova maggioranza allargata ai moderati che abbia poche chiare finalità: la tenuta dei conti pubblici, il rilancio dell’economia e la riforma della legge elettorale. Per rendere attuabile questo progetto occorrerebbe abbassare i toni, dimostrare rispetto per gli interlocutori e dare priorità agli interessi veri del paese. Tutte cose di cui si sente la mancanza da molto tempo.
Bisogna salvare il salvabile in questo brutto finale della seconda Repubblica. Non possiamo permetterci né l’ennesimo lavacro elettorale né un anno e mezzo di paralisi politica segnato da crisi di palazzo e da una maggioranza appesa a pochi voti. E si deve fare presto perché dei problemi del paese si sono perse le tracce nei discorsi e nelle azioni di una classe politica che ieri tra risse, insulti e presunte compravendite di parlamentari ha segnato un nuovo record di indecenza, arroganza e distanza dal paese reale.