Uno sforzo corale di ricostruzione

Ripartiamo dai giovani

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 24 novembre 2010
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Ogni tanto mi sento dire: “A cosa servono associazioni come Italia Futura?”. Spero che da oggi la risposta sia ancora più chiara. Associazioni come Italia Futura servono a questo. A mettere a fuoco un problema, uno dei tanti che affliggono la nostra vita nazionale. E a definire soluzioni possibili e realistiche, da offrire al paese, alla politica, al dibattito pubblico. È un lavoro trasparente, costruttivo e rivolto al futuro.

Mi sono impegnato in Italia Futura, insieme a moltissimi altri amici, per questa ragione: perché credo profondamente nel paese, credo nel suo spirito di resistenza e di rinascita, nella sua tenacia, nelle sue forze migliori. L’Italia non può rassegnarsi ad un destino di decadenza e declino, che non ci appartiene.

A chi mi chiede “L’Italia ce la farà?”, io rispondo: “L’Italia deve farcela, non può esserci alcun dubbio”. Perché ha dentro di sé l’energia, i talenti, la determinazione per farcela. Naturalmente penso all’Italia reale, al paese reale, a quei milioni di donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio lavoro, pagano le tasse e si danno da fare perché non si accontentano e perché vogliono un futuro migliore per sé e per i propri figli.

Dobbiamo smettere di autoflagellarci pensando a questi quindici anni di non scelte, che hanno determinato un generale e oggettivo arretramento del paese. A partire dal reddito procapite e dalla crescita economica, che continua ad essere ai livelli più bassi in Europa. Anche per questo è tempo di volgere lo sguardo alla ricostruzione che verrà. Una ricostruzione a cui tutti, soprattutto i più giovani, saranno chiamati a dare un contributo di idee e partecipazione.

Un ciclo storico si va chiudendo nel peggiore dei modi. La Seconda Repubblica si era aperta con grandi promesse e speranze di rinnovamento civile e politico che non si sono realizzate. Mentre in Italia dominano le solite sterili polemiche, l’Europa affronta il suo momento più difficile. Dobbiamo dire con forza che andare alle elezioni oggi sarebbe un atto di irresponsabilità gravissimo, le cui conseguenze rischierebbero di travolgere il paese e da cui non si potrebbe chiamare fuori nessuno. Nemmeno quei partiti che apertamente puntano sulla disgregazione dell’Italia.

Ho sempre ritenuto che l’ingresso dell’Italia nella moneta unica e la costruzione di un’Europa politicamente forte fossero la premessa necessaria per assicurare un futuro di prosperità e sviluppo al nostro paese. Per questo le tensioni europee sono per noi particolarmente minacciose. Parliamo di tensioni finanziarie che possono condurre al default di paesi importanti e al fallimento di un processo storico epocale.

In questo momento drammatico, in cui persino l’Euro è messo in discussione, tutti sono chiamati ad un atto di responsabilità. Nessun tatticismo e nessun personalismo può essere ammesso.

Se un periodo storico si chiude, nel bene e soprattutto nel male, noi abbiamo due doveri. Il primo è quello di dire la verità sullo stato in cui versa l’Italia. Ma subito dopo abbiamo il dovere di immaginare il futuro, di non abbandonarci alla rassegnazione, di metterci subito al lavoro per preparare già oggi il futuro di domani. Perché non c’è alcuna maledizione che costringa l’Italia a questo pantano. Non c’è alcuna maledizione che possa impedirci di partecipare tutti a quello sforzo di ricostruzione corale di cui il nostro paese ha un disperato bisogno proprio ora. E credo fermamente che gli italiani non ne possano più di sentire ogni giorno il racconto di una catastrofe che si ripete all’infinito, senza alcun tentativo di guardare oltre l’angolo per riscoprire le enormi potenzialità positive che possiamo vantare.

In altri periodi della nostra storia abbiamo dimostrato di sapere reagire, di saper ritrovare quello spirito di rinascita che ci ha reso un grande paese. E anche oggi dobbiamo guardare avanti. Perché la ricostruzione corale deve cominciare ora, liberandoci dalla paura e dal senso di condanna.

Abbiamo tutti più paura. Paura degli immigrati, della Cina, dei disastri ambientali, paura di perdere i nostri livelli di vita. Abbiamo paura di un mondo che ci sembra sempre di più grande e terribile. La paura ci sta paralizzando da anni. Quando si ha paura si resta abbarbicati ai propri interessi immediati e si perde il senso di un percorso comune. Su queste paure la politica ha lucrato, giustificando il proprio immobilismo invece di dare fiducia ad un paese che ha straordinarie opportunità. Io credo che questo sia il male oscuro che paralizza il paese.

In questo anno Italia Futura ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione del dibattito pubblico analisi e proposte concrete. Oggi abbiamo parlato di lavoro giovanile, il tema fondamentale su cui costruire il futuro della nostra nazione. Nei mesi scorsi ci siamo dedicati a temi altrettanto importanti come la mobilità sociale, la scuola, la sanità e nei prossimi mesi lavoreremo su temi come la cultura e la concorrenza. È un vocabolario concreto, fatto di problemi reali su cui si possono trovare soluzioni praticabili.

Oggi inizia una fase nuova, per Italia Futura e per il mio impegno personale. Una fase che chiederà di più a me e ai molti che credono in questa associazione. Italia Futura vuole diventare il luogo dove riunire idee ed energie per quel processo di ricostruzione corale del paese a cui dobbiamo tutti contribuire. Crescerà la nostra presenza sul territorio, alla ricerca di quelle eccellenze civili di cui l’Italia è ricca soprattutto nelle realtà locali. Crescerà il nostro lavoro di idee e proposte, guardando sempre a quanto di meglio avviene anche fuori dall’Italia. Continueremo a far sentire la nostra voce, nella convinzione che il contributo della società civile è determinante soprattutto in questa fase, piaccia o meno a questa classe politica.

Io so di essere una persona fortunata e privilegiata. Ho fatto molto nella vita e dalla vita sono stato ripagato con grande generosità, sia nel privato che nella mia professione. Proprio per questo sento di avere il dovere di fare qualcosa per il paese al quale appartengo. E come me, penso che ci siano tanti italiani che vogliono migliorare una nazione che merita di più. Italia Futura è nata per essere questo: la casa dei tanti italiani che credono sia arrivato il momento di uscire dal proprio particolare. Perché lo sforzo corale di ricostruzione della nostra nazione deve vedere la partecipazione di moltissimi, non di pochi che si sentono superman.

Il nostro orizzonte è quello del paese reale, non quello di una politica miope e autoreferenziale. È l’orizzonte di una nazione che è stanca di piangersi addosso e che vuole trovare già oggi le idee e le energie per costruire il futuro di domani

Presidente di Italia Futura


tag:  giovani   italia futura   occupazione   crescita   società civile  


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#38 da MANUELA CIACCIA, inviato il 30/12/2010
Il migliore augurio per l'ITALIA del Futuro è di Smettere di Sperare. Agire. La prima, semplice cosa da fare? RINUNCIARE piuttosto che Comprare dai Cinesi. E voi Artigiani Italiani, mettete alla porta i CINESI. Si vede che ce l'ho a morte con i Cinesi? Sono il primo TUMORE DA STRONCARE. Poi l'EST. e COSI VIA. Intendo che possono Essere Graditi OSPITI, ma non Sostituirsi al nostro Costume Italiano, Cibo, Oggettistica, Alchimia, Genialità, Risoluzioni. Devono sedersi, Pagare, ed Esser Serviti, piuttosto. MA NON Aiutarci A SUICIDARCI. Questo stiamo permettendo. PhD Dr Antropologa Culturale Manuela Ciaccia ---- PS Una cose è GLOBALIZZAZIONE e una diversa è INTERCULTURA --- La prima VORACEMENTE attanaglia e rade ogni fibra di IDENTITà CULTURALE, mentre la seconda Permette un Dialogo Ma NON UNA FUSIONE -- Come se una FERRARI la facessimo costruire non più in artigianato ma in una specie di centro commerciale spicciolo. LA FERRARI è L'ITALIA, il centro COMMERCIALE, Tutti i metastatici sgraditi negozi specchietto per farci ingoiare dall ANONIMATO. Sull'ANONIMATO vincono, tutti al di fuori di Noi Italiani. Perché siamo pochi in numero. Ma è sull'artigianato, il lavoro d'ingegno, la costanza, la Passione ... che non Li Vediamo già dopo la prima Curva... Buon Anno Italia --

#37 da arturo lavalle, inviato il 6/12/2010
Caro Presidente Montezemolo,
inutile dire che condivido pienamente tutto ciò che lei afferma nell'articolo, in particolare per ciò che concerne il rifiuto dell'auto-denigrazione, del disfattismo, del senso di sfiducia che aleggia in Italia. Sono d'accordo sul fatto che non siamo e non possiamo essere (né sentirci) condannati a una deriva economica, politica e socio-culturale come quella che stiamo vivendo da 15 anni (ma anche da prima). Mi sono iscritto a Italia Futura sin dall'inizio proprio perché ne avvertivo lo spirito di rivincita per un paese che ha sempre lottato e non si è mai arreso.
Tuttavia, come possono essere resi concreti questi sentimenti? Facendo qualche esempio pratico: come si farà a spazzare via un'intera classe politica (perché nessun vero cambiamento può essere realizzato altrimenti)? Come si riuscirà a spezzare la rete di clientelismi, delle varie cricche, degli appalti truccati, delle parentopoli etc etc? Il paese reale è dominato da questi aspetti che proliferano grazie alla connivenza a livello locale, regionale e/o nazionale di tutte le attuali parti politiche. Chi riuscirà a mettere fine a questi circoli viziosi? Come si potrà iniziare la ricostruzione, riaprire un altro ciclo e ripartire quando alla fine del corso politico dominato da Berlusconi si parla ancora di Berlusconi-bis (tanto per fare un esempio)?
In concreto, come faremo noi tutti che crediamo ancora in questa nazione a passare dal pensiero all'azione in modo incisivo? Fare bene il nostro lavoro, essere propositivi, provare a cambiare le cose nel nostro piccolo sono elementi che nel 99% dei casi si scontrano con il non ascolto, il conservatorimo intellettuale (si legga rifiuto del rinnovamento), il timore di perdere privilegi e non proseguo perché giungerei a comporre la lista di tutti i vizi che tutti o molti conoscono avendoli probabilmente esperito più volte nella loro vita.
Dunque per riassumere, come facciamo, dopo aver fatto sentire la nostra voce, a scardinare i sistemi di potere che stanno regalando all'estero un'immagine decadente e circense del nostro paese?
Grazie per la disponibilità.

Arturo Lavalle

PS Signor Ghiazza, il suo progetto è davvero molto interessante. Mi piacerebbe saperne di più. La mia mail è lavart@libero.it. Mi potrebbe inviare il suo contatto?

#36 da Paolo Ghiazza, inviato il 30/11/2010
Solo un ultimo commento sul tema. In questo nostro Paese si è sempre troppo giovani per poter esprimere il talento e subito dopo si è considerati già vecchi per poter continuare a lavorare. Diciamo che l'età "buona" va dai 30 ai 45, prima ci si forma, dopo c'è l'espulsione, quando va bene si viene messi all'angolo. Di fianco al cambiamento culturale bisogna quindi cambiare alcune regole, ispirate dal buon senso ma tradotte in regole, perchè ogni nuova regola abbia almeno una multa pesantissima per chi la infrange, perchè ogni azienda che si rispetti sia obbligata ad assumere una percentuale fissa di giovani, chi non la rispetta chiuda bottega. Almeno proviamoci. Nel frattempo va utilizzata quell'enorme forza lavoro fatta di pensionati, emarginati dalle aziende, espulsi dal lavoro per logiche illogiche, tanta gente ancora utile per lavori utili. Soprattutto, si ripristini la dignità. Paolo Ghiazza

#35 da Fabrizio Ferrari, inviato il 30/11/2010
Benissimo Presidente Montezemolo, pero' non accentriamo tutti i ragionamenti solo sui giovani (fra l'altro potrebbe apparire un argomento demagogico!). L'Italia ha problemi professionali e occupazionali in tutte le fasce di eta' purtroppo: Lei conosce un paese in Europa dove un'area manager di quarant'anni resta disoccupato per piu' di un anno seppur con l'attenuante della crisi? si puo' parlare a lungo del nostro mondo del lavoro, forse con qualche garanzia di troppo (non sono certo un liberista sfrenato!) per chi e' parte del circuito occupazionale dipendente, e nessuna per chi ne' e' fuori, al punto che nel nostro paese e' quasi una colpa contare sulle proprie forze se non si e' di buona famiglia e si vuole vivere del proprio lavoro. E' vero che da dipendenti si hanno delle buone garanzie a livello contrattuale in uscita, ma quanto costa questo in termini di lacci e lacciuoli in entrata e quanto questo favorisce il merito? la mia e' solo una domanda, non ha pretese di suggerire alcuna posizione, vuole solo invitare alla riflessione. Quanto poi siamo partecipi in cio' che facciamo, quanto siamo chiamati in causa nonostante in alcuni casi dimostriamo piu' acume dei nostri stessi titolari, tali solo per eredita' familiare? in Italia non c'e' ricambio generazionale basato sul merito ma solo nepotistico: all'estero SPA a carattere familiare, con l'azionista di riferimento e poi un'azionariato estremamente irrilevante che per il numero o la frammentarieta' di fatto non esiste e' inconcepibile. i CDA sono effettiva espressione dei soci, hanno ruolo esecutivo e non sono diretta emanazione di un solo referente seppur maggioritario, cosi' come spesso il CEO. Una societa' per azioni a carattere familiare e' prerogativa tipicamente (forse esclusivamente) italiana. Sul merito si potrebbe scrivere un libro: vedo troppe persone in gamba, capaci, con la preparazione e la cultura non solo tecnica che stanno pian piano marcendo nella disillusione, stufi di cercare un terreno per potersi mettere alla prova. Se questi solo avessero una possibilita', una di quelle che all'estero e' all'ordine del giorno, sicuramente qualcosa cambierebbe, per loro e per l'Italia. Credo che nessuno debba aspettarsi alcunche' dagli altri, ma veramante in questo paese tutto sembra dipendere da cio' che e' distante da noi,d cio' che e' profondamente ingiusto e soprattutto da qualcosa su cui pensiamo di non poter influire neanche con il nostro coraggio. Grazie comunque per quello che fa' e per quello che pensa Presidente Montezemolo.

#34 da Marcello Losasso, inviato il 29/11/2010
grazie Montezemolo.
per piacere, ridona una speranza, ai tanti che come me hanno perduto da troppi anni la voglia di votare.
Un grazie sincero per l'impegno, la professionalita' e la serieta' a te riconosciuta e comunque necessaria per fare progetti politici e civili, e non solo teatrini.
Un grazie a nome anche dei molti italiani che come me, fuori dal loro paese, "esportano" una idea di italia fatta di lavoro, intelligenza, creativita'.

#33 da Dennis Ricci, inviato il 27/11/2010
Mi raccomando, nel suo cammino, si faccia tante domande e ponga tante domande agli italiani.
Si ricordi inoltre che la Comunicazione è la ferrovia sui cui deve viaggiare il treno della nuova proposta politica italiana.
Mi raccomando.
Dennis Ricci

#32 da Antonio Scarcello, inviato il 27/11/2010
Caro Presidente Montezemolo,
appartengo alla schiera degli italiani ignoti e senza voce; un italiano amareggiato e disilluso che non ha fiducia nel futuro e che non crede più in questa classe politica perennemente litigiosa, senza pudore e che ha smarrito il senso dello Stato e delle Istituzioni. Sono il cittadino comune de "L'impegno civile mortificato da una tanica di benzina" (si veda articolo apparso su questo sito il 21 luglio scorso). Ho aderito a Italia Futura sin dalla sua nascita perché ne condivido le proposte, lo stile sobrio e appassionato, la propensione al dialogo e al confronto. Perchè mi ha spalancato le porte della speranza. Ma anche, soprattutto, perché questo nostro meraviglioso e disperato Paese ha un assoluto bisogno di voltare pagina e di riproporsi sullo scenario internazionale con il ruolo e con il prestigio che gli competono e che secoli di storia, di cultura, di arte gli hanno impresso come un marchio indelebile. Italia Futura può contribuire a che ciò avvenga, DEVE contribuire. E Lei, caro Presidente, rappresenta una possibilità concreta di cambiamento. Con la Sua storia personale ha dimostrato di avere tutti i requisiti e le carte in regola per guidare questo difficile processo di rinascita. I nostri giovani, i nostri figli, l'Italia intera - ha pienamente ragione Lei - non possono «rassegnarsi ad un destino di decadenza e declino».


#31 da malcom, inviato il 26/11/2010
GLI ITALIANI SI SONO SEMPRE DISTINTI PER AVER TIRATO FUORI TUTTE LE ENERGIE POSITIVE ANCHE NEI MOMENTI PIU' DIFFICILI E DELICATI. I CONCETTI ESPRESSI DAL PRESIDENTE MONTEZEMOLO DEVONO SUONARE COME UNA CARICA PER TUTTI GLI ITALIANI VERI CHE TENGONO AL PROPRIO PAESE, ANCHE SE IL FUTURO NON SI PRESENTA AFFATTO ROSEO MA IRTO DI DIFFICOLTA'. INIZIAMO DA NOI A CAMBIARE IL PAESE CON IL NOSTRO LAVORO E LE NOSTRE COMPETENZE SIA NEL SETTORE PUBBLICO CHE IN QUELLO PRIVATO; SOLO ATTRAVERSO IL NOSTRO E SOTTOLINEO NOSTRO CONTRIBUTO POSSIAMO SPERARE DI CONSEGNARE AI POSTERI UNA NAZIONE MIGLIORE DI QUELLA ATTUALE. A NOI TUTTI ED AL PRESIDENTE MONTEZEMOLO VOGLIO EVIDENZIARE CHE ANCHE LA POLITICA DEVE FARE IL SUO LAVORO CHE NON PUO' PRESCINDERE, A MIO SOMMESSO AVVISO, DA UN RADICALE MUTAMENTO DEL SISTEMA ELETTORALE ATTUALMENTE IN VIGORE CHE NON PERMETTE AGLI ITALIANI DI SELEZIONARE EFFICACEMENTE LA CLASSE POLITICA CHE INTENDE ELEGGERE; CON L'ATTUALE SISTEMA GRAN PARTE DEGLI ITALIANI NON SI SENTE ADEGUATAMENTE E COMPIUTAMENTE RAPPRESENTATO. FACCIAMOCI NOI IN QUALITA' DI CITTADINI CHE AMANO IL PROPRIO PAESE PROMOTORI DI UNA PETIZIONE POPOLARE CHE MIRI A MODIFICARE L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE PER RENDERLO PIU' EFFICACE E RAPPRESENTATIVO.

#30 da Matteo Sperandeo, inviato il 26/11/2010
"Abbiamo tutti più paura. Paura degli immigrati, della Cina, dei disastri ambientali, paura di perdere i nostri livelli di vita. Abbiamo paura di un mondo che ci sembra sempre di più grande e terribile. La paura ci sta paralizzando da anni. Quando si ha paura si resta abbarbicati ai propri interessi immediati e si perde il senso di un percorso comune. Su queste paure la politica ha lucrato, giustificando il proprio immobilismo invece di dare fiducia ad un paese che ha straordinarie opportunità. Io credo che questo sia il male oscuro che paralizza il paese."

Con questa frasensi è giusto centrato il problema di questa società italiana.
I troppi personalismi e la paura di perdere ciò che si ha a discapito di chi effettivamente merita trasforma una società civile in un arena da combattimento dove vigge la legge del più forte e non del giusto, basta vedere alcuni elementi che siedono in parlamento.
Speriamo, e ci credo, che possa ristabilire il giusto merito.

#29 da fabrizio murino, inviato il 26/11/2010
Carissimo Presidente Montezemolo ancora una volta apprezzo e condivido i concetti da lei espressi con incisività, chiarezza, energia ed entusiasmo nel suo ultimo appello all'Italia delle tante persone laboriose e perbene.Io penso fermamente che il suo carisma ed il suo ottimismo ragionato e ragionevole siano gli unici ingredienti che possano ridare dignità alla politica ed a tutti coloro che credono che essere nati e vivere in Italia sia ancora un'opportunità e non una condanna. Ma di tempo davvero non c'è n'è più molto.E'l'ora del coraggio, dell'impegno, dell'opus pro re publica. SIAMO PRONTI. SIAMO CON LEI.

#28 da Simone Tagliabue, inviato il 26/11/2010
Non è indispensabile entrare in politica né, necessariamente, avere un "programma". L'obbiettivo principale sembra essere quello di stanare i talenti e rimetterli in circolo, il miglioramento è diretta conseguenza. Mi piace! Sono a disposizione.

#27 da David Incamicia, inviato il 26/11/2010
Condivido in pieno il Suo manifesto/appello. Sono un lavoratore dipendente e padre di famiglia, cittadino meridionale che non ha ancora compiuto i quarant'anni. Troppo giovane, secondo la mentalità corrente, per spendermi ed essere considerato in questo malandato e impazzito Paese; inadatto a fornire il mio contributo alla vita civile. Seguo da sempre il dibattito pubblico e mi interessano le vicende politiche. Ho sempre cercato, tuttavia, di mettere a disposizione il mio entusiasmo e la mia voglia di fare nell'associazionismo, in maniera umile e disinteressata, ritenendo "questa politica" - lei sì - inadatta a valorizzare le persone perbene e a dare risposte alla comunità nazionale depressa e mortificata da tre lustri di guerra civile permanente, di contrapposizione feroce e insensata. Di recente ho sentito rinascere in me qualche speranza di cambiamento, guardando con interesse e favore all'iniziativa politica del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Però sono convinto che la Politica non possa esaurirsi nel gioco quotidiano della tattica o nel calcolo utilitaristico. Serve di più. Occorre che tutti possano sentirsi artefici del destino della Nazione, consapevoli che il momento richiede uno sforzo quasi sovrumano per impedire che il declino civile e il degrado morale si trasformino in oblio permanente, tanto a livello sociale quanto sul piano economico. Sono lieto di questo Suo impegno, Presidente Montezemolo. Credo che potrà portare qualcosa di buono all'Italia. E spero che l'orizzonte che anima la Sua iniziativa possa incontrarsi con obiettivi affini che caratterizzano il percorso, ad esempio, dello stesso Presidente Fini e di quella componente più sobria e responsabile che pure esiste nel panorama politico. Ad maiora!

#26 da igor piciucchi, inviato il 26/11/2010
grazie Presidente , ora iniziamo un percorso di duro lavoro dimostrando che in Italia ci sono ancora persone che hanno voglia di lottare per un un futuro migliore

#25 da luigi mascoli, inviato il 26/11/2010
Grazie Luca di Montezemolo. Tutti gli Italiani impegnati nel lavoro hanno solo bisogno di un Leader che rompa l'attuale equilibrio della politica degli slogan. Poi questi politici dovranno accettare di discutere con chi ha idee ed esperienza. Si può fare gia da subito. Chi come me è pensionato chi ha tempo ed esperienza può impegnarsi a studiare progetti concreti da proporre e far conoscere. Diamo la prova che il buon senso che manca agli attuali politici è invece molto diffuso fra gli italiani che sono impegnati nel lavoro. Non slogan ma proposte pratiche.

#24 da Paolo Ghiazza, inviato il 26/11/2010
Caro Presidente, ieri ho mandato il mio commento, mi hanno riferito che è eccessivamente lungo, capisco. In sintesi, propongo una piccola possibile soluzione per creare 25 posti di lavoro in Italia nell’immediato e altri 500 in Europa nel medio periodo, tutti destinati ai giovani. Si tratta di unire le nostre forze, le mie e quelle di Italia Futura e di chi ci legge, per iniziare a lavorare insieme subito, perché nell’emergenza le cose si devono fare bene e in fretta. Sto lavorando da diversi mesi alla realizzazione del mio progetto, un nuovo canale televisivo interamente dedicato al comparto agro-alimentare-industriale italiano, rivolto al pubblico e agli addetti ai lavori. L’ho presentato al mercato dei possibili investitori (aziende di settore e non, entrambi possibili sponsor) e ad alcuni broadcaster. Ho ricevuto solo ed unicamente consensi veri, concreti, reali e tangibili da parte di multinazionali di settore che hanno capito l’opportunità, in termini di efficacia e culturale, per rivalutare uno dei comparti più importanti del Paese, un settore sul quale Stati Uniti e Giappone, proprio in un momento di crisi, avendone capita l’importanza stanno investendo cifre enormi. Ho presentato il mio progetto anche alle istituzioni, era professionalmente un dovere, ricevendo come può immaginare, quel “consenso istituzionale” educato, quindi inutile nei fatti. Quando parliamo di agro-alimentare-industriale italiano, facciamo riferimento a uno dei comparti storicamente più importanti e rappresentativi della nostra economia. Il 42% del nostro paese è superficie agricola e l'intero complesso agro-alimentare-industriale italiano vale 250 miliardi di euro, pari al 16% del PIL. Esportiamo per 24 miliardi di euro e la spesa delle famiglie italiane per generi alimentari è di circa 141 miliardi di euro. Non ultimo, il prossimo Expo 2015 è tutto sull’agroalimentare, un’occasione per farci conoscere come si deve all’interno e all’estero, per rivalutarci come dobbiamo, per rialzare la testa con dignità. E il valore dell’Expo sarà “uscire”, attraverso la tv, dalle quattro mura di padiglioni fieristici, uscire per propagandare il Made in Italy. Ho dato un nome al canale, “TerraNova Italia”, che sia di buon auspicio. Il progetto prevede nella seconda parte l’evoluzione del canale in network europeo. Per inizare a costruirlo in Italia, ci vuole una squadra di 25 persone, una squadra che dev’essere formata esclusivamente da giovani, con il loro talento, energie e capacità, giovani che rappresentano il futuro per definizione e oggi ogni serio progetto imprenditoriale è più che mai urgente e deve realizzarsi nell’immediato presente, essere duraturo e svilupparsi guardando al futuro. In questo momento storico lavorare sull’agroalimentare è quasi un obbligo. Se vuole ne parliamo e iniziamo a lavorare insieme. Con la più viva cordialità. Paolo Ghiazza

#23 da Antonio, inviato il 26/11/2010
Caro Presidente,
penso già su cosa "l'attaccheranno" , i
suoi prossimi avversari politici :
1°- La dichiarata non volontà di entrare
in politica.
2°- La politica industriale della Fiat
(Termini Imerese -Pomigliano)

come pensa di ribattere su questi temi ?

Grazie, ed in bocca al lupo , io sono con

Lei, e con Italia Futura.

#22 da Antonio Botterelli, inviato il 25/11/2010
Egregio Dottore Montezemolo, chi le scrive fa parte di quegli italiani ignoti che lavorano 12 ore al giorno per portare il pane quotidiano a casa, ma anche per costruire un futuro migliore per i propri figli. come già ribadito in questo prezioso forum, occorre ORA darsi da fare per dare questo Paese in mano a persone serie e competenti, non certo a figure scelte nelle segreterie di partito.ho ribadito che è ora di decidere noi il nostro futuro e le persone cui democraticamente delegare tale arduo compito, ma lo dobbiamo fare ORA e lo dobbiamo fare NOI, gli ITALIANI IGNOTI.Spero vivamente in un Suo riscontro in merito,lo attendono Le persone che La stimano e credono veramente in un futuro migliore, dove Lei e le persone come Lei possano dare finalmente il loro costruttivo contributo.

#21 da Franco, inviato il 25/11/2010
Credo che solo Montezemolo, insieme ad un gruppo di giovani dinamici di cui sicuramente saprà circondarsi, potrà far abbassare il livello del dilettantismo che in Italia è ormai è alle stelle (sia in politica che nelle professioni).

#20 da claudiano massa, inviato il 25/11/2010
si, ma iniziamo anche dai "giovani" 40enni come me, sposato, disoccupatto e casa in affitto e che per disgrazia in questa Italia, nessuno ti prende a lavorare xkè, i costi/le tasse sono molte e non hai esperienza...ma dico io, se uno non in izia a lavorare e gli danno la possibilità di lavorare, quand'è che fa esperienza?
Una nuova Italia è anche questo, abbiamo il diritto di vivere, lavorare e avere una casa e figli da crescere!!
Sono molto contento di questo blog, grazie sig. luca Montezemolo
Forza italiani usiamo il cervello

#19 da Fabio Venezia, inviato il 25/11/2010
Lavorare per il futuro! Abbiamo il dovere di farlo per il nostro Paese! Sono con voi!

#18 da MANUELA CIACCIA, inviato il 25/11/2010
Caro Presidente Montezemolo, ho aderito a Italia Futura già nel Luglio 2009 - Ho partecipato a più di un Vostro Evento. Ho avuto anche modo di sentire le Sue Risposte mentre era ospite da Fazio, il quale più di una volta in modo molto diretto Le HA CHIESTO SE LEI AVESSE DECISO DI DIVENTARE UN POLITICO ... VERO E PROPRIO, OPPURE NO. Lei ha risposto che al momento Non entrerà in politica. Del resto mi sembra troppo intelligente per farlo ora. A proposito di TALENTO, tra i suoi ospiti Fazio ha avuto -- in VIENI VIA CON ME .... -- TAL DEI TALI... RENZO PIANO. Il quale ha consegnato ai giovani un pacchetto di consigli utili, e una frase, che porrebbe più di un dubbio, se poi lei decidesse davvero di FARE POLITICA. La frase dice : " LA POLITICA TEME IL TALENTO. LO TEME PERCHè ESSO RENDE LIBERI. RENDE LIBERI PERCHé SOLO IL TALENTO ... DA LA FORZA DI RIBELLARSI... PER ESSERE LIBERI" Caro Presidente Montezemolo, che razza di cerchio infuocato è mai questo? PhD dR

#17 da Leopoldo, inviato il 25/11/2010
Serve etica e politica del merito per risorgere e lasciare un'Italia migliore ai nostri figli. Riprendiamo ad insegnare l'educazione civia.
Mi metto a disposizione per il Progetto. Grazie

#16 da Gustavo Raspolini, inviato il 25/11/2010
Forza, diamoci tutti una mossa e voltiamo pagina. Io sono pronto a fare la mia parte ma voglio vedere attorno a Lei e a me solo gente "perbene".

#15 da giancarlo occhiuzzi, inviato il 25/11/2010
come è possibile che 2 ministri, Alfano e la stessa Gelmini, sbagliano a votare su una loro legge.......per distrazione! non voglio far politica, ma sottolineare a chi è in mano questo meraviglioso Paese! sono con Montezemolo, il ONE MAN SOW è finito!

#14 da Antonio Napoli, inviato il 25/11/2010
faccia solo il fretta, perche' comincia ad essere troppo tardi...

#13 da Annamaria S, inviato il 25/11/2010
NOI GIOVANI ITALIANI abbiamo bisogno di sapere che c'è QUALCUNO in questo paese che CREDE in noi, che ci dia FIDUCIA e PROSPETTIVE CONCRETE. NOI GIOVANI ITALIANI abbiamo il TALENTO, le CAPACITA', le IDEE e le ENERGIE per contribuire a rendere il nostro paese un paese MIGLIORE. NOI GIOVANI ITALIANI abbiamo bisogno che l'ITALIA FUTURA sia OGGI. PRESIDENTE NOI SIAMO CON LEI!

#12 da Alessandra M., inviato il 25/11/2010
...o adesso oppure sarà troppo tardi;
forza Montezemolo tutti abbiamo bisogno di ricostruire il NOSTRO paese...buon lavoro a TUTTI!!

#11 da giancarlo occhiuzzi, inviato il 25/11/2010
la nazione ha bisogno di riferimenti certi! tutta questa confusione ed incertezza non fa che alimentare le sacche del nulla, dove i personaggi attuali pescano consenso per mantenere il loro status! devo dire che, con questa nuova aria, di Italia Futura, finalmente le persone (tutte), che vogliono impegnarsi, non devono varcare le soglie di un partito! cosa che io erroneamente ho fatto! Presidente ammiro il suo impegno che darà voce e luce alle idee delle persone che nella collettività realmente vivono!

#10 da antonio, inviato il 25/11/2010
Ragazzi questo é il momento per dare un contributo fattivo al rilancio dell'Italia, il messaggio é chiaro tutti dobbiamo impegnarci in prima persona, basta delegare e poi rimanere delusi, creiamo una catena d'opinione tra coetanei, amici e parenti, grazie

#9 da MONTERO MORI, inviato il 25/11/2010
"Ripartiamo dai giovani", così il Presidente Montezemolo auspica l'inizio della ricostruzione di questa devastata nazione. Nazione ingiustamente vessata e spogliata di tutto, anche del suo futuro, gettata in acque torbide da figuri ottocenteschi. Dobbiamo rialzarci, questo è l'imperativo che ItaliaFutura deve porsi. Quanto tempo si può aspettare ancora , resistere a bordocampo , vedere affondare i nostri sogni o più semplicemente non poter dare risposte concrete e risolutive ai tanti bisogni della nostra società, ormai pervasa da pessimismo e rassegnata al peggio? Abbiamo perso oltre 15 anni ma non possiamo permetterci di perderne altri 2, 3, 5 , specialmente in un contesto internazionale che potrebbe vederci attori negativi nei prossimi mesi se le cose rimarranno tali e quali. La scommessa che dobbiamo fare e l'impegno che dobbiamo assumere deve avere riscontro concreto in "tempi brevi", costi quel che costi....Aspettare il "momento più propizio" potrebbe significare, col senno di poi, aver perso quel "giusto timing" che sembra delinearsi all'orizzonte. Si, è questione di una scelta ponderata del miglior " timing" possibile....ma rimandare troppo potrebbe risultare fatale....ItaliaFuturo deve diventare un soggetto politico... Cordialmente.



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