
Nel nostro paese molti giovani laureati rimangono a lungo disoccupati: nel 2009 la percentuale di laureati era persino leggermente superiore tra i disoccupati che tra gli occupati. Questo dato nasconde un paradosso della stagnazione economica:
la sproporzione tra i percorsi di formazione scelti dagli studenti e le necessità del sistema produttivo.
E’ dunque necessaria una politica che affronti i nodi del mismatch tra domanda e offerta di capitale umano e quello sulla scarsità di supporto alla formazione superiore.
Il cuore di questa proposta è quello di
aumentare il numero di borse di studio: gli studenti più meritevoli dovrebbero poter accedere all’università senza dover pagare le tasse di iscrizione e ricevendo un modesto contributo per vitto e alloggio.
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