
L’Italia, secondo un recente rapporto della Banca Mondiale, è all’ottantesimo posto per quanto riguarda la facilità di fare impresa. Gli ostacoli individuati dalla Banca Mondiale sono:
la difficoltà di ottenere credito in assenza di corpose garanzie reali, il peso della tassazione, la pesantezza degli adempimenti burocratici. Noi suggeriamo con questa proposta di intervenire proprio su questi tre nodi. Prima di tutto attraverso l'
accesso al credito. In Italia, rimane molto difficile accedere al credito solo sulla base di una buona idea e di un buon business plan, in assenza di garanzie reali.
Noi crediamo, al contrario, che vi siano tutte le ragioni per cui lo Stato debba credere nelle giovani generazioni e nelle loro idee. Questo si concretizza nella proposta di alzare il massimale affinché le garanzie concesse dal Fondo Centrale di Garanzia – con il supporto della Cassa depositi e prestiti – raggiunga il 100% per le nuove imprese. A condizione che il progetto imprenditoriale sia ritenuto meritevole e che l'imprenditore, o la maggioranza dei titolari, debbano avere meno di 34 anni e non devono essere già titolari di un'impresa. Il secondo punto di questa proposta è la
semplificazione fiscale: proponiamo una completa esenzione dagli oneri fiscali – ad esclusione degli oneri sociali per i dipendenti – per le nuove imprese in cui la maggioranza dei titolari abbia meno di 34 anni e non risulti già titolare di altre imprese. Il terzo punto, infine, riguarda la
semplificazione normativa: proponiamo l'istituzione in maniera selettiva e non casuale di centri per l’imprenditoria giovanile, concentrandosi nelle aree del paese nelle quali aprire una nuova azienda appare essere un’impresa proibitiva.
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