Tre proposte per ripartire dai giovani
di
Marco Simoni
Il tema della disoccupazione giovanile in Italia ha due facce. Da un lato è legato alla debolissima dinamica della crescita del nostro paese che, negli ultimi dieci anni, ha fatto registrare il più basso tasso di crescita al mondo. La mancanza di politiche orientate alla crescita economica e il pesante fardello del debito pubblico pesano soprattutto sulle giovani generazioni.
A queste ragioni, strettamente economiche, si sommano ragioni relative alle scelte distributive operate dai governi degli ultimi venti anni in termini di spesa, di regolamentazione del mercato del lavoro, di (mancate) liberalizzazioni.
Il tema della disoccupazione giovanile non è una questione settoriale ma è la questione economica e sociale principale per la nostra nazione, che riguarda la ricerca di un modello di sviluppo per il paese. E’ ormai chiaro che, esaurito il modello di sviluppo del dopoguerra, negli scorsi venti anni la classe politica non è stata in grado di individuare una nuova traccia sulla quale l’economia potesse ripartire, traccia verso la quale, al contrario, è urgente orientarsi.
Le proposte che presentiamo qui non hanno la dimensione di riforme di sistema. Esse non possono sostituire o compensare altri capitoli fondamentali che, pur riguardando solo indirettamente i giovani, proprio dei giovani andrebbero a maggior beneficio:
è auspicabile un alleggerimento della tassazione sul lavoro, in parte compensata da una più attenta e non distorsiva tassazione sulle attività finanziarie e sulle rendite; è urgente una ripresa vigorosa delle liberalizzazioni dei mercati e delle professioni; è necessario un intervento unificante sulla disciplina del mercato del lavoro che, favorendo il lavoro stabile, renda più serena la vita delle persone e contribuisca ad una ripresa della produttività;
è fondamentale tornare a investire sulla formazione e sulla ricerca, portando a termine riforme che da venti anni vengono scritte per poi arenarsi sempre all’ultima boa.
Le nostre proposte, direttamente o indirettamente, affrontano tutti i temi appena richiamati:
se attuate, consentirebbero un salto di qualità nell’arco di pochi anni, con riferimento a tre questioni: quella degli squilibri distributivi, quella del patto fiscale tra cittadini, quella della crescita economica.
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