L’
articolo di
Irene Tinagli ha provocato molte vostre reazioni. Vi ringraziamo per i tanti commenti con cui, come sempre, avete arricchito il dibattito. Il tema del sostegno alle famiglie e del welfare è uno dei più importanti in quanto, al pari delle riforme del mondo del lavoro o del sistema fiscale, ha allo stesso tempo un’incidenza diretta sull vita dei singoli e può riavviare un percorso di crescita economica.
Ci sono due commenti, ricevuti sul sito, che pongono altrettanti questiti a cui crediamo sia giusto rispondere.
Michele ha scritto:
Personalmente non ritengo che aiuti a pioggia ai giovani che si vogliono sposare o convivere siano la strada da percorrere. Ai giovani bisogna dare lavoro e basta indipendentemente dalla evoluzione della loro situazione sentimentale. Quando la gente ha un lavoro correttamente retribuito può come meglio crede pianificare la propria vita.Antonio ha scritto:
Mi pare un articolo di critica ma non di proposta. lo trovo scarsamente utile. Occorre stare sui problemi concreti. Ho tre figli. Chi ha più figli a parità di reddito non può garantire le stesse opportunità che sono concesse al figlio singolo. Secondo me occorre intervenire per garantire pari opportunità a tutti i bambini, e ciò indipendentemente dal fatto che appartengano o meno ad una famiglia classica. Le risorse per finanziare iniziative di questo tipo andrebbero reperite riducendo le pensioni. Occorre trasferire ricchezza dagli anziani ai giovani.Il 7 ottobre 2009 abbiamo presentato a Roma il rapporto
“L’Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!” dedicato al tema della mobilità sociale e curato da Irene Tinagli. Il rapporto contiene
tre proposte concrete basate sulle soluzioni migliori adottate all’estero e adattate alla situazione italiana.
Nella
sintesi del rapporto si legge che “la spesa sociale è dominata dall’erogazione delle pensioni (il 60% del totale, contro una media europea del 45%) e la parte destinata alle politiche per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie è solo l’1.2% del Pil, la metà dei paesi Ocse”.
Da qui deriva la nostra proposta del
Pacchetto giovani famiglie, sintetizzata
qui e dettagliata
qui. Tre misure per le famiglie più giovani, quelle con bimbi piccoli: sostegno all’affitto, rimborsabilità delle baby sitter e abbattimento della base imponibile dei primi 10.000 euro di redditi derivanti dal lavoro delle mamme con figli sotto i tre anni.
Per quanto riguarda invece le pari opportunità per ogni bambino, anche in famiglie numerose, abbiamo proposto l’istituzione del
Fondo Opportunità, sintetizzato
qui e dettagliato
qui.
Ispirato al
Child Trust Fund inglese, il Fondo opportunità è un conto intestato al bambino che viene acceso con una somma versata alla nascita e viene poi alimentato con una somma annuale, proporzionata al merito scolastico dalle scuole medie in poi. Secondo questo schema, al completamento degli studi superiori i ragazzi più bravi avranno accumulato un fondo di circa 20.000 euro, mentre per i giovani che conseguono diplomi universitari con successo questa somma può arrivare fino a 67.000 euro, con la partecipazione al fondo di capitali privati, richiamati dal merito dello studente.
La terza proposta è quella degli
Affitti di Emancipazione, sintetizzata
qui e dettagliata
qui. Basata sulla Renta de Emancipacion già introdotta in Spagna, prevede che ogni giovane lavoratore tra i 22 e i 30 anni che viva fuori dal nucleo familaire riceva un assegno di 200 euro mensili. Senza complessi meccanismi di dettrazione, un aiuto concreto al budget del giovane.
Michele scrive nel suo commento che:
“Ai giovani bisogna dare lavoro e basta indipendentemente dalla evoluzione della loro situazione sentimentale”. Le ultime due proposte citate non sono, come si legge, legate alla struttura o all’esistenza di un nucleo familiare, semmai possono favorire la sua nascita. Parallelamente alle misure di sostegno è ovviamente necessaria una politica di sviluppo dell’occupazione giovanile e un ripensamento delle modalità d’ingresso nel mondo del lavoro.
Per questo presenteremo in un evento pubblico a Roma,
il 24 novembre, la nostra prossima campagna dedicata proprio a questo tema. Anche in questo caso il rapporto conterrà
proposte, basate anche sulle
vostre risposte al
questionario sul lavoro e
sulle esperienze che ogni giorno ci raccontate, attraverso commenti o editoriali scritti da voi e che pubblichiamo regolarmente. Proposte che vogliamo discutere
con voi e che saranno, come sempre, messe
a disposizione della classe politica.